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martedì 15 settembre 2009

Boom di sequestri di cibi avariati nel 2008

MELAMINA E VINO «AL CLORO» I CASI PIÙ CLAMOROSI

Sesto rapporto sulla sicurezza alimentare: crescono del 142% i chili sequestrati dai Nas



ROMA - Tonnellate di cibo avariato, dai formaggi agli insaccati, pesce scaduto o in cattivo stato di conservazione. Sono migliaia le frodi scoperte dalle forze dell'ordine nel 2008, con un aumento dei chili di prodotti sequestrati pari al 142% da parte dei Nas e addirittura al +642% in valore da parte dell'Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti (ICQ).
IL RAPPORTO - Le cifre emergono dal VI Rapporto sulla sicurezza alimentare «Italia a tavola 2009», stilato da Movimento difesa del cittadino e Legambiente, che svela un vero e proprio boom di sequestri di cibi da parte delle Forze dell'ordine nel 2008. Un'indagine che rende conto di tutte le operazioni compiute da forze dell'ordine e istituzioni e che quest'anno si arricchisce del contributo dell'Agenzia delle Dogane e dei carabinieri per le politiche agricole.

I NUMERI - In totale, sono oltre 34 milioni i chilogrammi di prodotti sequestrati dai Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) per un valore di circa 160 milioni di euro. L'incremento dei chilogrammi sequestrati e del loro valore rispetto al 2007 è notevole: rispettivamente del 142% e del 32%. Maggiori sono le cifre dei risultati delle ispezioni svolte dall'Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti (ICQ): 181 milioni di euro di cui 172 milioni solo nel settore vitivinicolo.

I CONTROLLI - Intensa l'attività di controllo: oltre 28mila ispezioni da parte dei Nas, 37mila da parte dell'ICQ ben 157mila nel settore ittico a cura delle Capitanerie di Porto. Le operazioni dei Nas hanno portato a rilevare 5.866 infrazioni penali, all'arresto di 49 persone e alla chiusura di 836 le strutture per motivi di salute pubblica. Maggiori le cifre dei risultati delle ispezioni svolte dall'ICQ: 181 milioni di euro di cui 172 milioni nel settore vitivinicolo. Sono stati, invece, circa 53mila gli interventi dell'Agenzia delle Dogane. Non manca poi l'attivitá del Corpo Forestale (766 operazioni) e dei Carabinieri per le Politiche Agricole (969). L'attivitá di controllo della Guardia Costiera ha portato invece al sequestro di circa 330 mila chili di prodotti ittici e a oltre 5,5 milioni di euro di sanzioni comminate. La frode principale riguarda il ritrovamento di prodotti in cattivo stato di conservazione o comunque inadatti al consumo umano. In tutto il 2008 sono stati ritrovati oltre 220mila chilogrammi di prodotto.

RISCHI D'IMPORTAZIONE - Le importazioni di prodotti del settore agroalimentare ammontano, annualmente, a oltre 13 milioni di tonnellate per un valore di circa 8 miliardi di euro. Su questa mole di merce l'Agenzia delle dogane nel 2008 ha svolto circa 53 mila ispezioni. Anche i risultati dei controlli dei bagagli al seguito dei passeggeri hanno condotto, nel 2007, al sequestro di circa 20 mila kg di prodotti di origine animali (carni, prodotti a base di carne, latte e prodotti lattiero caseari). Le difformità riscontrate nel 2008 nel corso di tali controlli sono state circa 1.200 ed hanno comportato il sequestro di oltre 1.800 tonnellate di prodotti alimentari e carne. Per quanto riguarda il sistema di allerta comunitario il 2008 ha registrato un aumento delle notifiche (+3,6%) con 3.040 segnalazioni. La problematica principale riguarda le micotossine, presenti soprattutto nella frutta secca, e le salmonelle. Anche quest'anno è la Cina (con 513 notifiche) il paese da cui provengono i principali prodotti irregolari. Segue la Turchia (311).

I CASI PIÙ CLAMOROSI - Il 2008 può essere ricordato per i molti scandali alimentari: dal vino all'acido cloridrico scoperto a Veronella (VR), all'emergenza latte alla melamina alla carne suina alla diossina. E ancora: 54 tonnellate di prodotti ittici congelati scaduti o in cattivo stato di conservazione ritrovati a Bari, «pesce topo» (proveniente dall'Atlantico del Nord) spacciato per «cuoricini di merluzzo», 2 container sequestrati a Ravenna perchè contenenti 40 tonnellate di farina di riso contaminate da melamina. E come se non bastasse sono le frodi al Made in Italy e ai prodotti tipici del nostro territorio, a partire dalle 30 ordinanze di custodia cautelare emesse ad aprile per possibile truffa finalizzata alla produzione e vendita di olio extravergine di oliva sofisticato. Si trattava di olio di semi di soia mischiato con quello di girasole, a cui veniva aggiunto betacarotene e clorofilla industriale.

ACCUSE ALL'AGENZIA EUROPEA - «Se la strada per uscire dalla crisi economica passa, a detta degli esperti, per la valorizzazione e promozione delle risorse tipiche del Belpaese, e quindi in primis dell'agroalimentare di qualità con le sue tradizioni e la sua notorietà all'estero - ha dichiarato Francesco Ferrante, della segreteria nazionale di Legambiente - la lotta alle contraffazioni e ai criminali che lucrano sulla fiducia e la salute dei cittadini diventa attività fondamentale e irrinunciabile. E se i dati di oggi dimostrano l'efficacia dei controlli, emerge con più forza la necessità di investire in prevenzione, attraverso un più serio e puntuale lavoro degli enti preposti, a partire dall'Agenzia per la sicurezza alimentare europea, che fino ad oggi ha invece brillato per assenza se non per sudditanza agli interessi economici di pochi grandi gruppi dell'agroalimentare»

Influenza A, ricoverato un uomo, è grave

OSPEDALE SAN CAMILLO

E' un commercialista di 41 anni, colpito da polmonite
Gli effetti del virus potenziati da una malattia ematica



L'ospedale San Camillo (Eidon)Un commercialista di 41 anni è ricoverato in gravi condizioni per complicazioni legate una polmonite da virus dell'influenza A. Le sue condizioni vengono definite gravi ma «stazionarie» dalla Direzione sanitaria dell'ospedale San Camillo di Roma. In un comunicato l'ospedale afferma che «la prognosi è riservata». Attualmente, si legge nel comunicato, c'è una «sostanziale tenuta dei parametri funzionali relativi all'attività respiratoria, cardiocircolatoria, renale, metabolica».
VIRUS POTENZIATO - L'uomo, che lavora come commercialista, è ricoverato dal 5 settembre in alto isolamento nel reparto di Rianimazione dopo che aveva perso i sensi al Pronto soccorso. I primi test effettuati dai medici per accertare la presenza del virus H1N1 avevano dato esito negativo ma dopo ulteriori accertamenti è stato individuato il virus ed è stata riscontrata anche una grave patologia ematica. Il paziente «è malato di leucemia», ha confermato Luigi Macchitella, direttore generale del San Camillo, e la immunodepressione dovuta alla malattia del sangue di cui è affetto, «ha potenziato, naturalmente, le conseguenze del virus sul suo organismo». Il caso, che sarebbe il primo grave a Roma, è seguito anche dai medici dell'istituto per le malattie infettive Spallanzani.

TEST NEGATIVO - In un primo tempo l’uomo era stato sottoposto al test ’rapido’ della nuova influenza, che aveva dato esito negativo. Il problema, spiega il presidente della commissione sulla nuova influenza del Comune di Roma, Fernando Aiuti, è che i test «rapidi» sulla nuova influenza sono affidabili soltanto se effettuati nelle prime ore di malattia. Dopo è sostanzialmente inutile eseguirli. «Dipende tutto - spiega Aiuti - dal momento in cui i test vengono fatti: nelle prime 24-48 ore l’affidabilità del risultato è tra l’80% e il 90%. Dopo il virus scompare dalle mucose», e quindi i test non lo rilevano. Insomma, «non è colpa del test», ma di come il loro risultato viene interpretato. Spesso, sottolinea Aiuti, il paziente non si presenta dal medico ai primi sintomi, ma aspetta che si aggravino. E quindi il controllo diventa inaffidabile. A quel punto l’altro modo di rilevare la malattia è quello di fare un’analisi degli anticorpi, ma si può fare solo dopo il settimo giorno di malattia.

Esce dai binari nei pressi di Chiusi l'intercity Venezia-Roma, nessun ferito

I SISTEMI DI SICUREZZA HANNO FUNZIONATO: SCAMBIO AFFRONTATO A VELOCITÀ DI MANOVRA

Sviati il locomotore e il primo vagone. Ritardi sulla linea di 10-15 minuti per i convogli verso nord, di 30 verso sud

MILANO - L'Intercity 703 partito da Venezia e diretto a Napoli è uscito dai binari nei pressi dello scambio di Chiusi nord. Nessun ferito tra i passeggeri e il personale a bordo. I sistemi di sicurezza, secondo le Ferrovie, hanno funzionato: il treno ha rallentato ed ha affrontato lo scambio a velocità di manovra. Tuttavia la locomotiva e la prima carrozza sono uscite dalle rotaie.

L'INCIDENTE - L'intercity ora verrà riportato indietro ad Arezzo per permettere il proseguio del viaggio ai passeggeri, forse con un altro treno. Al momento uno dei binari della linea ad Alta velocità, quello verso sud, è bloccato. Si prevedono quindi ritardi per i convogli diretti a nord di 10-15 minuti, mentre per i treni diretti a sud i ritardi potrebbero toccare anche i 30 minuti. Il problema dovrebbe essere risolto in giornata.

I SINDACATI - Immediata la reazione del sindacato dei macchinisti «Ancora in Marcia!»: «Attualmente non si sa se l'origine dell'incidente derivi da problemi al treno o al binario. L'area del deragliamento risulterebbe interessata da lavori di manutenzione su rotaie e scambi. Continuiamo ad essere preoccupati - dicono i macchinisti di "Ancora in Marcia!" - per la sicurezza ferroviaria poiché anche stavolta solo per caso non ci sono state conseguenze disastrose, considerando che su quei binari viaggiano i treni passeggeri e l'Alta Velocità».

«Dubai, sventato un piano per colpire il più alto grattacielo del mondo»

SOSPETTI SULL'IRAN. MA LA POLIZIA SMENTISCE

I media israeliani: «Attentato simile all'11 settembre contro il Burj Dubai. Otto arresti e 45 fermi»


GERUSALEMME - Un aereo contro la Torre di Dubai (Burj Dubai). È l'attentato che i servizi segreti degli Emirati Arabi sarebbero riusciti a sventare, un mese e mezzo fa, e di cui danno per la prima volta notizia i giornali mediorientali. I primi otto sospetti erano stati arrestati immediatamente quando fu scoperto il complotto, mentre più di recente - scrive il quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth" - sarebbero state fermate altre 45 persone, fra cui la maggior parte palestinesi e libanesi. Il piano dei terroristi - riferisce il giornale - era quello di abbattere il grattacielo più alto del mondo (160 piani, ma dovrebbe arrivare a 162 per quasi 820 metri di altezza), prima della sua inaugurazione prevista per la fine del 2009. Poco dopo la pubblicazione della notizia, la polizia ha però rilasciato una secca smentita.

IL PIANO - Secondo lo "Yedioth Ahronoth", gli inquirenti sospettano che l'attacco avesse la regia dell'Iran anche se non si esclude che dietro ci potessero essere Al Qaeda o gruppi estremisti dell'Arabia Saudita. La vicenda è iniziata un mese e mezzo fa, quando il quotidiano kuwaitiano "al-Jareeda" riferì dell'arresto di otto sospetti da parte dell'intelligence degli Emirati in relazione a un «commando armato affiliato con uno dei paesi della regione, che operava nel Ras al-Khaima», uno dei sette emirati che compongono gli Eau nell'estremo nord del Paese, che si affaccia sul Golfo Persico. Durante gli interrogatori dei sospetti, tenuti rigorosamente top secret, era emerso che stavano organizzando l’attentato aereo contro la Torre di Dubai. Come svela "Yedioth Ahronoth" nella sua edizione online, è possibile che il velivolo scelto per l'operazione dovesse decollare da una pista aerea non ufficiale in Iran.

SMENTITA - Il vice-capo della polizia di Dubai, Khamis Mattar al Mazeina, ha però smentito la notizia . La storia di un tentato attacco terroristico per mano iraniana «è falsa», ha sottolineato il generale citato dal sito online del quotidiano "Gulf News".

Compagnie aeree: aumenta il rosso, nel 2009 perdite per 11 miliardi di dollari

E ANCHE NEL 2010 SI STIMA UNA FLESSIONE DI ALTRI 3,8 MILIARDI

Bisignani (Iata): crisi peggiore dell'11 settembre, quest'anno 80 miliardi di dollari in meno di ricavi



Giovanni Bisignani (Afp)MILANO - Va sempre peggio. La Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree, rivede al rialzo le stime delle perdite per l'industria aerea nel 2009 a 11 miliardi di dollari dai 9 miliardi stimati in precedenza. E la crisi del settore proseguirà anche nel 2010, quando le perdite dovrebbero attestarsi a 3,8 miliardi di dollari.
CRISI - La crisi finanziaria per l'industria aerea «è peggio dell'11 settembre 2001»: «la tempesta sull'economia mondiale sembra mitigarsi, le compagnie aeree non hanno ancora trovato riparo» ha sottolineato il direttore generale della Iata Giovanni Bisignani. Nel biennio 2008-2009 il rosso è superiore - avverte la Iata - a quello del 2001-2002. In particolare nel biennio in corso il rosso si attesterà a 27,8 miliardi di dollari (dopo la revisione anche delle perdite 2008 a 16,8 miliardi dai precedenti 10,4 miliardi) contro i -24,3 miliardi del 2001-2002. Nel 2009 i ricavi dell'industria scenderanno - secondo le stime Iata - del 15%, ossia 80 miliardi di dollari, rispetto al 2008. «Non si tratta di uno choc a breve termine: 80 miliardi spariranno dall'industria e per recuperare il 15% di calo dei ricavi ci vorranno anni» ha concluso Bisignani.

Ana Sekulic, sexy da Belgrado Scatti mozzafiato da Fox Uomo





Una bellezza prorompente, sensualità e carattere. Sono i "segni particolari" di Ana Sekulic, modella appena ventenne di Belgrado a cui Fox Uomo dedica una splendida copertina e un servizio con scatti mozzafiato, che mettono in evidenza i doni che Madre Natura ha fatto a questa bellissima ragazza. "Non mi considero una bomba sexy, ma è carino sentirselo dire..."


Ha le idee molto chiare la splendida Ana, nonostante la giovane età.
Dice di essere molto realista e di preferire non avere grandi aspettative per il futuro, "è più facile avere delle belle sorprese", afferma.

Quando non lavora la bella top model ama ballare, cantare e disegnare. Di quello che fa è soddisfatta e felice, è molto ambiziosa ma ha imparato una lezione che di solito, alla sua età poche conoscono, "la pazienza è una virtù essenziale".

Allarme docce, colonie di batteri in agguato nelle "cipolle"

ROMA (14 settembre) - Quante volte si è pensato, soprattutto negli hotel che farsi una doccia era più igienico che rilassarsi con un bagno caldo? Ora studiosi americani dimostrano che la cipolla della doccia è un ricettacolo di batteri che vengono poi nebulizzati all'apertura dell'acqua proprio sul nostro viso. Pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, è la scoperta dell'equipe di Norman Pace della Università del Colorado presso Denver.

Gli esperti hanno analizzato le cipolle che servono per spruzzare il getto d'acqua nelle docce di abitazioni di nove città Usa tra cui New York, Chicago e Denver. Hanno trovato che in almeno il 30% di esse è presente un microfilm di batteri. In particolare ci sono colonie del batterio Mycobacterium avium che dà infezioni polmonari soprattutto a chi è immunologicamente debole (anziani, malati etc), e vicini “parenti” di questo patogeno. Molti batteri albergano naturalmente nell'acqua corrente ma gli esperti hanno visto che la loro concentrazione sulla superficie del rubinetto della doccia è di 100 volte maggiore di quella nell'acqua stessa.

Già in uno studio passato i ricercatori avevano “puntato il dito” contro le tendine che servono per non schizzare fuori la doccia, e visto che sono un ricettacolo di germi, infatti dove restano tracce di bagnoschiuma si vanno ad annidare moltissimi batteri. La nuova ricerca, condotta con tecniche di biologia molecolare mediante isolamento e moltiplicazione del Dna dei batteri rinvenuti, non fa che confermare che in posti inaspettati generalmente ritenuti puliti si annidano possibili agenti nocivi.

L'ipotesi ventilata dagli esperti è che l'aumento di infezioni polmonari che si riscontra sia addirittura riconducibile all'abitudine sempre più diffusa, complice mancanza di tempo e vita frenetica, di farsi la doccia a discapito di un rilassante bagno caldo.

Ventaglio, patrimonio in rosso aumento di capitale da 80milioni di euro

MILANO (14 settembre) - Si fa sempre più pesante la situazione dei Viaggi del Ventaglio. Il tour operator ha infatti chiuso primi nove mesi dell'esercizio 2009 con una perdita consolidata di 26,8 milioni di euro, in crescita rispetto ai 19,5 milioni del semestre, che ha mandato in negativo per 5,3 milioni il patrimonio netto della capogruppo. In questa situazione, con il capitale sociale sotto il limite legale, l'articolo 2447 del codice civile impone l'iniezione di risorse fresche.

A tal fine il cda ha conferito al presidente Bruno Colombo i poteri per convocare l'assemblea che dovrà deliberare su un aumento di capitale da 80 milioni di euro. Un importo superiore ai 60 milioni su cui è già fallita ad agosto, per mancanza del quorum, la ricapitalizzazione della società. L'assemblea non è ancora stata convocata ma il suo svolgimento, si legge nella nota dei Viaggi del Ventaglio, «dovrebbe avere luogo entro la fine del mese di ottobre 2009».

L'obiettivo è arrivare all'appuntamento con nuovi soci pronti ad entrare. A tal fine I Viaggi del Ventaglio sottolinea che «proseguono attivamente, da parte degli attuali azionisti di riferimento della società, trattative» finalizzate a individuare di uno o più partner in grado di fornire «le nuove necessarie risorse, nel contesto dell'aumento di capitale». In passato si era parlato di un possibile interesse di alcuni soci di Blue Vacanze come Alberto Dalzilio e la famiglia Manzini.

Il tour operator ha chiuso i primi nove mesi del 2009 con ricavi pari a 230,6 milioni di euro, in calo del 26% rispetto al 31 luglio 2008. La flessione, in peggioramento rispetto al -21% del semestre, «è da ricondursi principalmente alla riduzione dei ricavi di medio e lungo raggio, sia per effetto della contrazione dei livelli di attività (che sta caratterizzando il settore turistico, a seguito della crisi economica generale in corso), sia a causa del perimetro inferiore di offerta».

Non a caso I Viaggi del Ventaglio sta tagliando le sue destinazioni: allo stop alla commercializzazione dei viaggi alle Maldive dall'inizio del 2009 ha fatto seguito da luglio la sospensione di quelli alle Mauritius, Brasile, Cuba, Senegal e Kenya. Per arginare i danni (anche il margine operativo lordo è negativo) il gruppo sta cercando di «rendere la propria struttura più flessibile», concentrandosi «sull'attività di tour operating» puntando su una riduzione dei costi, «in particolare nella diminuzione degli organici» con l'attivazione della cassa integrazione straordinaria e il trasferimento delle attività operative presso la sede di Genova.

Padova, «Non toccarmi, sei negra»: paziente insulta infermiera di colore

Operaio ricoverato al Centro ustionati inveisce contro la donna che lo sta medicando. Rischia una denuncia




ROMA (14 settembre) - Follia al quinto piano dell’ospedale, al Centro Ustioni di Padova. Sarà stato il dolore lancinante provocato dalle lesioni che da una settimana lo torturano, ma anche un inspiegabile odio razziale a mandare venerdì scorso su tutte le furie un uomo di 56 anni residente a Mazzolada di Portogruaro.

Mentre un’infermiera di colore - una congolese 40enne - lo stava medicando, l’uomo ha cominciato a farneticare e a ribellarsi alle cure. La colpa della donna: non essere italiana. Il protagonista di questo increscioso episodio è Livio Strumendo, che giorni fa rimase vittima di un infortunio sul lavoro che gli procurò gravi ustioni (è operaio edile in una ditta di Lison). Non è in pericolo di vita, ma la convalescenza è lunga e piena di insidie.

Se all’inizio del diverbio, Strumendo si è limitato ad inveire sulla malcapitata con frasi di una gravità estrema legate al colore della sua pelle, ben presto la situazione è degenerata. L’ustionato ha iniziato a barcollare per tutto il reparto e ha distrutto un monitor della reception. Allarmati dal reparto hanno allertato il posto di polizia dell’ospedale che ha mandato alcuni agenti al quinto piano per immobilizzare l’uomo.

Mentre il personale ospedaliero confortava l’infermiera, tra l’altro considerata da tutti molto valida, l’impresario ustionato veniva sedato. Resta da capire se trasformare l’imbarazzante episodio in una denuncia oppure giustificare quanto avvenuto come un atto provocato dal dolore causato dalle ustioni.

Gelmini: fuori dalla scuola i professori che fanno politica. Pd: nostalgia ventennio

Precari protestano per i tagli, partono ricorsi a Tar del Lazio
Il ministro: tetto del 30% degli alunni stranieri in classe




ROMA (14 settembre) - Fuori i professori politicizzati dalla scuola. Il ministro dell'Istruzione Gelmini prepara il tetto del 30 per cento per la presenza degli alunni stranieri in classe e affila le armi contro quei professori che a suo dire piegano la scuola agli interessi di parte. Intanto proseguono le manifestazioni dei precari contro i tagli alla scuola e partono anche i primi ricorsi al Tar del Lazio.

«Quando invito alcune persone - ha detto ancora il ministro - ad uscire dal mondo della scuola, mi riferisco ad una minoranza che fa politica. La scuola è un luogo che va rispettato, si può discutere a livello politico qualsiasi decisione, ma una volta che un provvedimento è diventato legge va rispettato». Annunciando che il ministero ha intenzione di insediare un nucleo per valutare l'attuazione della riforma, il ministro ha concluso sottolineando come sia «fuori luogo fare polemiche sui soldi. Quando si governa si governa alle condizioni date, e le condizioni date sono quelle imposte dai conti pubblici e dalla crisi economica. Non assumiamo come alibi il problema che c'è - la carenza di risorse - per non fare».

Pd: inaccettabile nostalgia ventennio. «Le ultime dichiarazioni del ministro Gelmini sono inqualificabili e inaccettabili per uno Stato democratico. Poichè non si ha notizia di dirigenti scolastici e insegnanti che non abbiamo applicato le norme approvate da questo governo (sulle quali rimane la nostra contrarietà e quella del mondo della scuola e delle famiglie italiane) chiediamo al ministro un chiarimento politico in Parlamento sulle dichiarazioni di oggi che, con toni minacciosi, sembrano voler impedire anche la libera manifestazione del dissenso». Così la Capogruppo PD in commissione istruzione alla Camera Manuela Ghizzoni. «Il messaggio è chiaro ed è identico a quello che compariva nei locali pubblici durante il Ventennio fascista, quando gli esercenti erano obbligati ad attaccare un cartello con scritto “Qui non si fa politica”. Non accetteremo mai di scivolare verso un nuovo Regime» conclude.

Cesa: pensi ai problemi reali. «L'anno scolastico si apre all'insegna dell'incertezza più totale. Il ministro Gelmini lasci perdere i professori politicizzati e si concentri sui problemi reali che affliggono la scuola: insegnanti a casa dopo vent'anni di precariato, scuole senza bidelli, edifici fatiscenti, caos sul tempo pieno con conseguenti aggravi per le famiglie italiane». È quanto afferma, in una nota, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.

Tetto agli stranieri in classe. «In effetti accade in alcune classi che la presenza degli immigrati sfiori quasi il cento per cento - ha detto il ministro Gelmini - E' chiaro che queste non sono le condizioni adatte per favorire l'integrazione perché la scuola assolva la funzione di integrare gli studenti immigrati. Noi abbiamo già annunciato un provvedimento del quale stiamo studiando gli aspetti tecnici che prevederà una quota, cioè un tetto del 30 per cento proprio per favorire le condizioni migliori per l'integrazione degli alunni stranieri. Poi avremo anche una nuova materia credo che sia significativa, cioè l'introduzione dell'educazione alla cittadinanza e alla costituzione, cioè favorire sia da parte dei nostri ragazzi che da parte degli studenti immigrati la conoscenza dei principi basilari del vivere civile».

«L'ora di religione deve avere la stessa dignità delle altre materie». «Credo che l'ora di religione debba avere la stessa dignità delle altre materie e credo anche che l'Italia non possa non riconoscere l'importanza della religione cattolica nella nostra storia e nella nostra tradizione». Secondo il ministro, che si è detta d'accordo con il Vaticano, va «garantita agli insegnanti della religione cattolica la stessa situazione, le stesse condizioni degli altri insegnanti».

«Eccessiva la mobilità dei docenti». «Ai docenti viene consentita una mobilità eccessiva che va a danno degli studenti e della qualità della scuola - ha detto il ministro, ribadendo il concetto già espresso in un'intervista a Tuttoscuola - Infatti stiamo ragionando per fare in modo che la continuità didattica sia possibile e quindi venga data la possibilità ai dirigenti scolastici di mantenere gli insegnanti nella stessa classe, nello stesso istituto almeno per un biennio. Io credo che questo migliorerebbe di molto la qualità della didattica all'interno delle nostre scuole ed è un obiettivo che noi ci prefiggiamo. Per troppi anni abbiamo parlato di organici, di programmi, di curricula, di ore di lezione. Dobbiamo tornare a parlare di merito, di serietà, e avere una scuola che veramente prepari i giovani un futuro».

«Esiste una minoranza che cerca l'agone politico». «Esiste all'interno della scuola una minoranza, lo sottolineo una minoranza, di dirigenti e di insegnati che confonde la scuola con l'agone politico - dice la Gelmini - Credo sia assolutamente legittimo avere posizioni politiche, ma queste vanno espresse nelle sedi opportune. La scuola è un'istituzione, credo forse la più importante del nostro Paese, e in quanto tale va rispettata. Alla scuola si applicano le riforme non si fa politica». Gelmini ha ricordato che ci saranno 2.000 classi in più per il tempo pieno e ha ribadito l'importanza della scelta del maestro unico prevalente.

Palermo, in piazza san precario. Un corteo degli insegnanti precari è partito stamani da piazza Marina a Palermo per raggiungere Palazzo d'Orleans sede della presidenza della Regione siciliana. Nel corteo anche la statua di san precario. I precari chiedono alla Regione di elaborare «un piano quadriennale per attribuire alla scuola parte dei fondi Fas». Il coordinamento dei precari ha anche indetto una manifestazione di protesta nazionale per il 3 ottobre a Roma. E il 23 del mese prossimo vi sarà un'altra protesta, sempre nella capitale, indetta dai sindacati.

Partono i ricorsi al Tar del Lazio. Con l'inizio dell'anno scolastico partono i primi ricorsi al Tar del Lazio dei precari contro i tagli dei posti di lavoro. Il Codacons ha annunciato oggi la nuova offensiva parlando di centinaia di persone, rimaste senza lavoro, che si sono già rivolte ai giudici amministrativi o che stanno per farlo. La stessa associazione afferma anche di aver presentato un nuovo esposto a tutte le procure territorialmente competenti per il Lazio e una diffida contro il Direttore Scolastico Regionale; entrambi gli atti - è detto nella nota - denunciano i rischi legati al diffondersi dell'influenza A nelle aule della regione in cui si supera il numero di alunni stabilito dalla legge. E sempre dal Lazio sta per partire - prosegue il comunicato - un analogo ricorso al Tar relativo al sovraffollamento delle scuole. «I tagli nel settore - dice il Codacons - hanno la diretta conseguenza di portare ad un aumento del numero di studenti per classe. Numero che, per legge, non può superare i 25 alunni in ciascuna aula. Per effetto della riforma Gelmini, invece, si arriva a superare quota 30 studenti per classe».

Roma, rave party sotto il ministero. Hanno ballato per diverse ore della mattina per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. Alcune decine di studenti e il sindacato dei Cobas si sono dati appuntamento intorno alle 10.30 di questa mattina in viale di Trastevere, davanti la sede del dicastero della pubblica istruzione, proprio in concomitanza con il primo giorno di scuola per la regione Lazio. Musica techno, per il rave party di protesta indetto dagli studenti anche a sostegno dei precari della scuola che da qualche giorno presidiano dei giardini poco distanti dal ministero.

Catanzaro: 5000 tagli in Calabria. I precari calabresi della scuola hanno organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale di Catanzaro. I sindacati e i precari calabresi contestano i provvedimenti adottati con la riforma del ministro Gelmini che, spiegano, «porterà a ingenti tagli sul personale». «Sommando i precari che non hanno avuto l'incarico annuale - ha aggiunto Trotta - e quelli che non saranno chiamati per le supplenze di breve durata, in Calabria rimarranno a casa in cinquemila. È un dato che questa regione non può sopportare».

Somalia, blitz di 4 elicotteri americani: ucciso un leader terrorista

Il kenyota Saleh Ali Nabhan era accusato
dell'attentato all'hotel Paradise di Mombasa




dal nostro corrispondente Anna Guaita
NEW YORK (14 settembre) - Poche ore dopo che il presidente Barack Obama aveva dato il suo ”via libera”, quattro elicotteri americani hanno attaccato in Somalia un convoglio di presunti terroristi. Le squadre speciali hanno concentrato il fuoco su una vettura corazzata, i cui occupanti sono stati uccisi. Uno degli elicotteri americani è sceso al suolo, e ha prelevato i corpi, e poco più tardi è stato confermato che il bersaglio a cui la missione mirava era stato colpito: le squadre speciali hanno ucciso uno dei terroristi più pericolosi e ricercati, il 28enne kenyota Saleh Ali Nabhan.

L’uomo era accusato di aver ideato l’attacco del novembre 2002 contro l’Hotel Paradise di Mombasa nel 2002, nel quale vennero uccise 15 persone, due delle quali bambini di dodici anni. In quello stesso giorno, il gruppo terrorista di cui Ali Nabhan era uno dei leader, al-Shabah, aveva tentato anche di abbattere un aereo charter di turisti israeliani, con due razzi terra-aria: i missili mancarono per un pelo l’aereo, che portava a bordo 160 persone.

Ali Nabah era sospettato anche di aver partecipato ai due attentati contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania, che nel 1998 costarono la vita a 223 persone e ne ferirono 4000.

La manovra in Somalia è avvenuta nel pomeriggio di lunedì. Ali Nabah era sotto sorveglianza da parte dei satelliti Usa da tempo. Si conoscevano i suoi percorsi e le sue abitudini. Responsabile di un campo di addestramento per aspiranti terroristi, il ventottenne kenyota si spostava sempre accompagnato da altri militanti, a bordo di una vettura blindata. Ieri, i quattro elicotteri Usa si sono levati in volo da una nave che incrociava lungo la costa, per dirigersi verso un villaggio nel distretto di Barawe, a circa 250 chilometri a sud di Mogadiscio. La missione è stata confermata da funzionari del governo somalo.

Gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali hanno spesso espresso il timore che la continua instabilità della Somalia possa trsformare il Paese in un rifugio di Al-Qaeda e altri gruppi simoatizzanti, come successe con l’Afghanistan durante il governo dei talebani, negli anni Novanta.

Non è reato suonare ripetutamente il campanello del vicino per verificare una perdita d'acqua

Non è punibile penalmente chi suona ripetutamente il campanello o bussa più volte alla porta di casa dell’inquilino dell’appartamento soprastante per verificare la causa e l’origine di una perdita d’acqua dalle tubature. Per la Cassazione tale condotta, infatti, non integra il reato di molestia o disturbo alle persone previsto e punito dall’articolo 660 del Codice penale perché difetta, palesemente, il requisito della petulanza o del biasimevole motivo. È quanto emerge dalla sentenza 28853/09 con cui la Cassazione ha assolto dal reato di disturbo alle persone un condomino che, invece, era stato condannato alla pena di trecento euro per aver bussato più volte alla porta del vicino per verificare una perdita d’acqua. Per la Suprema corte il fatto non sussiste: sul piano oggettivo è assolutamente pacifico - e fuori discussione - che l’edificio fosse interessato da perdite di acqua. Ed altrettanto inconfutabile è la circostanza che l’intervento dell’imputata presso l’abitazione dell’inquilino soprastante fosse motivato dall’esigenza di accertare l’origine delle dette perdite. Di conseguenza ciò esclude che il lamentato «disturbo» fosse frutto di petulanza o di motivo biasimevole.

Ruba gatto e gli fa inalare cannabis, condannato da tribunale inglese

LONDRA
Mano pesante del tribunale di South Shields, nei pressi di Newcastle, nel nord est dell’Inghilterra, nei confronti di un giovane britannico riconosciuto colpevole di aver costretto un gatto a inalare cannabis prima di rinchiuderlo in un sacco e farselo volteggiare sopra la testa.

Mark Kane, 20 anni, è stato condannato a dodici settimane di reclusione col beneficio della condizionale e al divieto di possedere animali domestici per dieci anni, per aver maltrattato un animale. L’episodio risale al gennaio scorso ma le immagini delle sevizie di Kane sono state trovate dalla polizia sul suo telefono cellulare. Il giovane disoccupato aveva rubato l'animale da un'automobile e l'aveva messo in un sacco di plastica chiuso, poi aveva soffiato all’interno del fumo di cannabis, quindi aveva fatto roteare nell’aria la busta con l’animale.

MONACO: DIVORZIO IN VISTA PER CAROLINA

PARIGI - Da due mesi la principessa Carolina di Monaco e il suo terzo marito Ernst di Hannover non appaiono in pubblico insieme e i giornali di gossip francesi iniziano a parlare di "separazione temporanea" e "divorzio in vista". Da due mesi - scrive il settimanale Point de vue - i due dormono "sotto tetti separati": lui a Fontainebleau, a sud di Parigi, mentre lei è a Monaco, a Clos Saint-Pierre, dopo la lunga vacanza con la figlia più piccola Alexandra tra la residenza estiva a Saint-Remy-de-Provence, e il tour in yacht in Sardegna, Corsica, Saint Tropez sempre in compagnia dei figli (oltre ad Alexandra avuta con il principe di Hannover, c'erano Andrea, Charlotte e Pierre avuti dal secondo marito Stefano Casiraghi, morto nel 1990 in un incidente nautico) del fratello, il principe Alberto con la fidanzata Charlene, e di pochi intimi.

L'ultimo tassello della crisi di coppia sarebbe il ritorno nel Principato lo scorso 4 settembre di Carolina al volante della sua automobile 'parigina' e il fatto che proprio a Monaco la principessa abbia iscritto Alexandra a scuola. Altri elementi sono la presenza solitaria lo scorso 13 agosto di Ernst al Festival di Salisburgo dove era solito andare ogni anno accompagnato da Carolina, l'appuntamento di rito il Ballo della Croix Rouge disertato quest'anno, per la prima volta, da Carolina che probabilmente "non voleva andare senza accompagnatore", e sempre il principe di Hannover solo a Tripoli per i 40 anni della rivoluzione che ha portato al potere il colonnello Gheddafi. Questa "separazione momentanea", spiega il giornale, dura in realtà dallo scorso giugno quando "la coppia è stata vista per l'ultima volta assieme a un ricevimento ufficiale a Monaco". Il principe di Hannover l'avrebbe poi raggiunta una volta a Bonifacio il 20 luglio, ma per festeggiare il decimo compleanno della figlia. In dieci anni di matrimonio "é la prima volta" - tranne quando nel 2005 Ernst venne ricoverato in una clinica in Austria per una pancreatite acuta - che i due passano così tanto tempo divisi. Sembrerebbe davvero "il prologo a un clamoroso divorzio".

Molestie sessuali a due alunne Sospeso professore di liceo

ANCHE LA PRESIDE E' INDAGATA, PER TRUFFA: GLI CONSIGLIO' DI METTERSI IN MALATTIA

Un docente del classico Beccaria è accusato di abusi su due studentesse minorenni. Potrebbero esserci altri casi

MILANO - Per lui l'anno scolastico non è iniziato oggi, come per tutti gli altri: per tornare a scuola, se ci tornerà, dovrà aspettare che la sua posizione sia chiarita. Un 59enne professore di un liceo classico di Milano, insegnante di latino e greco, è stato sospeso dal servizio per due mesi dal gip di Milano Paola Di Lorenzo nell'ambito di un procedimento che vede l'uomo indagato per aver, secondo l'accusa, molestato due studentesse di 17 anni. La notifica del provvedimento del giudice è stata recapitata al professore sabato scorso, 48 ore prima dell'inizio delle lezioni per l'anno scolastico 2009-2010. Nell'inchiesta condotta dalla Procura di Milano sarebbero emersi, inoltre, altri comportamenti seduttivi da parte dell'uomo che allo stato, però, risponde solo di due episodi.

L'AULA VUOTA - Il primo episodio contestato al professore risale al 1° marzo scorso, quando il docente, con la scusa dello scarso rendimento, aveva dato appuntamento a un'alunna di seconda liceo in un'aula vuota e lì l'aveva abbracciata, sussurrandole oscenità. La ragazza era riuscita a fuggire e aveva denunciato, con una lettera alla preside, quanto era accaduto. Una volta avviata l'indagine una seconda ragazza, oggi maggiorenne, aveva dichiarato di avere subito le medesime molestie nel gennaio 2007. In un incontro tra la preside e la classe dell'alunna, anche altre ragazze avrebbero denunciato di esser state vittime di molestie, anche se più lievi, da parte dello stesso insegnante. Il 59enne è stato sposato due volte, in entrambi i casi con sue ex allieve. Sulla sua preparazione non ci sono dubbi: è un bravo insegnante.

INDAGATA LA PRESIDE - In un primo momento la preside del liceo, Maria Concetta Medi Guerrera (da quest'anno trasferita al Leonardo Da Vinci), aveva deciso per una sospensione in via cautelare del professore, ma poi aveva accantonato l'idea poiché non vi erano testimoni che potessero supportare le accuse formulate dalle ragazze. La preside si era quindi rivolta all'ufficio scolastico provinciale che aveva avviato un'ispezione; nello stesso tempo, però, aveva consigliato il professore di mettersi in malattia. Per questo è ora indagata per truffa ai danni dello Stato, in concorso con l'insegnante. A condurre le indagini è il sostituto procuratore Marco Ghezzi. Sabato scorso, con la firma del gip Paola Di Lorenzo, al docente è stata notificata la sospensione dal servizio per due mesi.

Scuola, messaggio sul web contro Israel Solidarietà della politica al professore

Il docente accusato su un forum e paragonato a Biagi. La Gelmini: «Attacchi inaccettabili»


ROMA - I provvedimenti del ministro dell'istruzione paragonati alla legge Biagi, in quanto tutti fonte di precarizzazione, e l'indicazione del professore Giorgio Israel quale ispiratore delle riforme: il primo a dare notizia dei «messaggi deliranti» apparsi su un sito internet è il ministro del welfare Maurizio Sacconi, che mette in guardia dalla «follia del lungo terrorismo ideologico italiano». «La Gelmini a questa riforma sta dando solamente il nome e la faccia - si legge in un forum di discussione sul sito internet www.comedonchisciotte.org - in realtà, l'artefice dietro le quinte di essa, il puparo, è l'ebreo Giorgio Israel. Come lo era Biagi, il riformatore della legge del lavoro, come lo è quel nano malefico di Brunetta».

SOLIDARIETA' - Subito si moltiplicano gli attestati di solidarietà e gli allarmi; interviene anche Mariastella Gelmini: «È inaccettabile che una persona che ha contribuito con il suo impegno e con la sua onestà intellettuale alla riforma della formazione iniziale degli insegnanti - dice il ministro - debba temere ora per la sua incolumità. Il professor Israel sta lavorando alla riforma della scuola mettendo a disposizione del Paese il suo impegno e le sue idee. Per questo voglio esprimergli tutta la mia solidarietà». Lui, Giorgio Israel, docente universitario di matematica all'Università La Sapienza di Roma e presidente della Commissione ministeriale per il rinnovamento della formazione dei docenti, commenta con preoccupazione le frasi ingiuriose e antisemite contro di lui: «In questo paese c'è una dose di violenza politica che fa spavento».

LA DENUNCIA - Lo stesso Israel ha riportato le minacce sul suo blog: »Un amico mi ha segnalato le frasi scritte contro di me e anche io sono andato a vedere. Quello che mi colpisce - dice all'Ansa - è che noi come commissione non ci siamo mai occupati del precariato, né tanto mento del reclutamento dei docenti, ma soltanto della formazione iniziale. Ma, evidentemente, quando si vuole linciare qualcuno, ogni pretesto è buono». «Hanno scritto che sto facendo piangere migliaia di famiglie, hanno messo il riferimento all'antisemitismo... il quadrò è fin troppo chiaro« conclude. Una «ferma condanna da parte di tutte le forze politiche» è chiesta dal presidente della Commissione istruzione della Camera, Guido Possa (Pdl), mentre il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, tuona: «Chi a sinistra si era illuso di poter imbrigliare del tutto le tentazioni di un "autunno caldo" in un quadro di pacifica e fisiologica dialettica democratica, dovrà prendere atto di aver coltivato un'idea quanto meno illusoria«. Solidarietà a Israel e al ministro Gelmini da Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. Ferma condanna anche dal segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna

Bici e scooter, tornano gli ecoincentivi per il popolo delle due ruote

AL VIA A OTTOBRE LA NUOVA CAMPAGNA. NEL 2009, ACQUISTATE 50MILA BICI CON GLI INCENTIVI

Contributi statali per 13 milioni di euro per chi acquista bici, ciclomotori o veicoli elettrici


MILANO - Buone notizie per gli amanti delle due ruote: dopo il successo della prima campagna lanciata nella primavera scorsa, tornano gli incentivi per l'acquisto delle biciclette, che dovrebbe venir esteso anche ai motorini entro i 50 centimetri cubici. Comprare una bicicletta, un «cinquantino» o un veicolo elettrico a due o a quattro ruote, dunque, costerà meno. E' stato infatti approvato dalla Corte dei Conti lo stanziamento per le biciclette e per i 50 cc - rimasti fino ad oggi a secco di agevolazione - che verrà annunciato venerdì prossimo probabilmente dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, all'apertura a Milano del 67esimo Salone del ciclo. La campagna dovrebbe iniziare entro i primi di ottobre. Per le bici, come nella prima campagna, non sarà necessaria la consegna di un vecchio modello, mentre per i motorini quasi certamente sì. Il contributo statale per le biciclette nuove sarà pari al 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 200 euro, contro un massimo di 700 euro della campagna precedente, che ha finanziato l'acquisto di circa 50mila due ruote a pedali.

INCENTIVI PER 13 MILIONI DI EURO - Complessivamente, saranno messi a disposizione circa 13 milioni di euro, al netto di circa 2 milioni di euro destinati a coprire il boom di richieste degli incentivi per le bici varati ad aprile e maggio scorsi, quando in tre settimane sono state venduti 50mila pezzi per 8,7 milioni di finanziamenti. Le risorse saranno destinate per il 60% circa alle bici, per complessivi 7,6 milioni, e per il 40%, circa 5,1 milioni, agli scooter 50cc e ai veicoli elettrici a due e quattro ruote.

UN SETTORE CHE NON CONOSCE CRISI - Per quanto riguarda l’andamento del settore delle bici,il presidente Eicma Guidalberto Guidi ha dichiarato che «dal punto di vista delle due ruote e della bicicletta, le aziende non sono andate male, non siamo a conoscenza di particolari momenti di crisi. Anzi il settore è stato uno dei pochi in controtendenza anche grazie a una enorme sensibilità e interesse per i temi ambientali». Complessivamente le vendite in Italia si aggirano sui «due milioni di pezzi l’anno», ma nel 2009 «la cosa straordinaria è stata l’impatto degli incentivi che sono stati bruciati in pochissimo tempo, mandando in tilt il sistema informatico del Ministero». Un segnale che, secondo Guidi, «dovrebbe spingere ancora di più le amministrazioni alla creazione di piste ciclabili». Eicma, alla cui inaugurazione insieme al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo sarà presente il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, ospiterà 250 marchi con le anticipazione di numerosi modelli 2010, sia da corsa sia mountain bike.

Scossa di terremoto tra Bologna e Firenze





L'epicentro del sisma (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia)
DIVERSE LE TELEFONATE DEI CITTADINI ARRIVATE AI CENTRALINI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEI GIORNALI

L'epicentro del sisma, di magnitudo 4.2, è stato registrato a Barberino del Mugello

FIRENZE - Trema la terra nell'Appenino tosco-emiliano: una scossa di magnitudo 4.2 è stata registrata dagli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 22.04 nel distretto sismico del Mugello, seguita da una replica di 2.8 alle 22.15 e da un'altra poco più tardi di 2.4. L'epicentro del terremoto è stato individuato dagli strumenti tra i comuni di Barberino del Mugello, Scarperia e Borgo San Lorenzo, a una profondità di 3,5 km (5,6 km la replica), ma dalle prime verifiche effettuate dai vigili del fuoco e dal Dipartimento della Protezione Civile non risulterebbero danni a persone o a cose.

PAURA - Proprio la poca profondità del sisma ha però fatto sì che la scossa fosse sentita distintamente non solo nei paesi limitrofi ma anche a Bologna e Firenze e nelle province di Modena, Imola, Pistoia e Prato. Nella zona dell'epicentro, dove si è recato il presidente della regione toscana Claudio Martini per verificare di persona la situazione, la gente si è riversata in massa nelle strade per la paura di eventuali crolli e molte famiglie sono salite in auto e si sono allontanate dalle proprie abitazioni. Secondo gli abitanti sono state diverse le scosse nel corso della serata e la più forte, quella delle 22.04, ha fatto cadere libri e suppellettili da armadi e mensole, anche se non ha creato problemi più seri. Anche a Prato diversi cittadini sono scesi in strada, intasando i centralini di vigili del fuoco e vigili urbani, così come ad Agliana e Quarrata, due centri in provincia di Pistoia da dove sarebbero arrivate la maggior parte delle segnalazioni. Anche in questo caso non si registrerebbero danni, sottolinea in una nota la sala operativa della protezione Civile di Firenze che invita alla calma. Nessun problema anche in Emilia Romagna, dove decine di telefonate sono arrivate alle centrali operative dei vigili del fuoco da Bologna, ma anche da vari comuni della collina e dell'Appennino - da Pianoro a Monzuno, da San Benedetto Val di Sambro a Castiglione dei Pepoli - dove diverse persone, preoccupate, sono scese in strada. Nessuna però, per chiedere un intervento. «Dai primi riscontri - ha detto il dirigente della protezione civile dell'Emilia Romagna, Demetrio Egidi - non abbiamo segnalazioni di danni».