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lunedì 14 settembre 2009

Mobili, bici e moto sull'auto: maximulta e sequestro della patente

FERMATO DALLA POLSTRADA SULLA A4

Un cittadino tunisino cercava di rimpatriare con l'intero arredamento di una casa sul tetto della sua Opel Corsa

MILANO - Un carico decisamente straordinario. Ma il trasportatore non l'ha passata liscia. Stava partendo per trascorrere le vacanze nel suo Paese natale il tunisino fermato dagli agenti della Polizia stradale di Seriate, in provincia di Bergamo, la scorsa notte, sulla A4 fra Trezzo e Cavenago, alla guida della sua Opel Corsa.
Gli agenti, stupefatti, si sono trovati davanti un'auto carica dell'intero arredamento di una casa. Sul tettuccio della Opel, tavolo, sedie, frigo, materasso, mobiletti vari, uno scooter Piaggio Zip, una mountain bike, valigie e perfino il secchio per lavare i pavimenti. Non solo: una quantità di merce varia era poi stipata all'interno della vettura insieme a moglie e due figli piccoli. L'automobilista, subito fermato, si è scoperto essere un tunisino abitante ad Albano Sant'Alessandro, in provincia di Bergamo, che era intenzionato a raggiungere in quel modo il suo Paese per le vacanze, imbarcando l'auto e tutto il suo carico a Genova. Gli agenti gli hanno fatto una multa per carico fuori misura, nonchè mancato uso delle cinture e, visto che nonostante il carico la vettura viaggiava sulla corsia centrale, anche violazione dell'obbligo di circolare sulla corsia libera a destra. Quindi è scattata una maximulta, 17 punti in meno e ritiro immediato della patente. E l'ordine di riportare indietro tutto il carico.

IL FRAMMENTO E' ORA IN POSSESSO DELLA AZUSA PACIFIC UNIVERSITY

Los Angeles: scoperto il testo originale del discorso di Mosè al popolo ebraico
Studioso rinviene in uno dei rotoli del Mar Morto prima versione del Deuteronomio: e scopre delle differenze


LOS ANGELES (USA) - Dopo oltre 2000 anni sarebbe ora possibile conoscere le parole originarie pronunciate da Mosè al popolo ebraico. Sarebbe infatti nascosto in alcuni frammenti dei rotoli del Mar Morto (la serie di rotoli e frammenti trovati nel 1947 in undici grotte nell'area di Qumran e che contengono la versione più antica finora conosciuta del testo biblico), il testo autentico del Deuteronomio, una delle parti più importanti della Bibbia ed il quinto dei libri che formano la Torah ebraica. E la versione originale sarebbe diversa da quelle delle raccolte posteriori, che hanno risentito delle dispute teologiche delle varie scuole rabbiniche.
IL DEUTERONOMIO - Il libro del Deuteronomio consiste principalmente di tre discorsi che sarebbero stati pronunciati da Mosè, poco prima della sua morte, agli Israeliti. Il primo discorso è una ricostruzione storica. Il secondo discorso, che occupa la parte centrale del libro, contiene i Dieci Comandamenti dettati sul monte Sinai e il cosiddetto codice Deuteronomico, formato da una serie di dettami. Questa sezione è costituita in gran parte da leggi, ammonizioni ed ingiunzioni relative alla condotta che il popolo eletto deve osservare per entrare nella terra promessa. Il terzo discorso tratta delle solenni disposizioni della legge divina, adempiendo alle quali è garantita la prosperità futura del popolo d'Israele.

LA SCOPERTA - A sostenere l'esistenza di un testo originario e precedente a tutti quelli finora conosciuti è James Charlesworth, un professore di studi neotestamentari presso il Princeton Theological Seminary, il quale ha analizzato finora almeno un piccolo frammento proveniente dai rotoli del Mar Morto acquistato recentemente dalla Azusa Pacific University. Si tratta di un passo del ventisettesimo capitolo del libro. Nel frammento analizzato da Charlesworth, Mosè prescrive a chi sarebbe entrato nella Terra Promessa (privilegio che a lui non sarà accordato) di erigere un altare di pietra in onore dell'unico Dio al di là della riva destra del Giordano. E, parlando su ispirazione diretta di Dio, ordina che l'altare sorga sul Monte Gerizim. Ora, è proprio questo il particolare che suggerisce la tesi dell'originalità del testo di Qumran: in tutte le versioni ufficiali, redatte successivamente, il luogo indicato sarebbe un altro, vale a dire il Monte Ebal. Quanto basta al professor Charlesworth per affermare che, vista non solo la veridicità della versione dei manoscritti, appurata in centinaia di pubblicazioni, ma anche la loro generale correttezza si tratta delle vere parole di Mosè. O di Dio, visto per appunto che Mosè parlava su ispirazione divina. La versione successiva, presente nel testo canonico, dovrebbe essere invece frutto di una soluzione di compromesso imposta nel corso di un vero e proprio scontro tra gruppi religiosi. Il fatto che solo ora si venga a conoscenza di un testo originale diverso da quello biblico attuale non deve sorprendere. Dei 15000 frammenti conosciuti risalenti ai rotoli del Mar Morto la maggior parte infatti è in mano a privati ed è spesso inaccessibile agli studiosi.

TESTO ORIGINALE - «Finalmente il testo originale del Deuteronomio», ha dichiarato Charlesworth al Los Angeles Times, «si tratta di una scoperta di importanza sensazionale». Il frammento oggetto del suo entusiamo è stato mostrato, rigorosamente in fotografia, dal board dell'università californiana che lo ha acquistato insieme ad altri quattro venduti da un mercante specializzato di Venezia. Si tratta, anche in questi casi, di parti dell'ultimo libro del Pentateuco ad eccezione di un papiro che riporta parte del Libro di Daniele. Tutti hanno raggiunto la cassaforte dell'Azusa Pacific University al termine di un percorso che li ha portati dalle grotte di Qumran nelle mani di collezionisti privati. Ora resteranno in California e potrebbero riservare ancora delle sorprese.

Spinello vietato ai turisti Amsterdam blinda i "coffee shop"

Progetto di legge: marijuana in vendita solo ai cittadini olandesi
Il Consiglio di Stato dovrà decidere se si tratti di atto discriminatorio

di R0SALBA CASTELLETTI


Giorni contati per i "turisti dello spinello": il governo olandese si appresta a presentare entro l'anno un progetto di legge perché, ad Amsterdam e in tutto il Paese, "i coffee shop dove la vendita di hashish e marijuana è tollerata divengano più piccoli ed esclusivamente orientati ai consumatori locali". E già da dopodomani nei comuni di Roosendaal e Bergen op Zoom entrerà in vigore il divieto di vendere droghe leggere, mentre da gennaio nelle otto città di frontiera della provincia di Limburgo - Maastricht compresa - l'accesso ai coffee shop sarà consentito solo a "soci" muniti di pass identificativo e di bancomat olandese.

Non sono che le ultime battute di un dibattito in corso da mesi in Olanda sulla cosiddetta bedoogbeleid o "politica della tolleranza" che ne ha fatto una Mecca delle droghe leggere per milioni di europei, causando però non pochi problemi interni e sollevando la contrarietà dei vicini stati europei. Mesi fa il governo di coalizione olandese aveva perciò incaricato una commissione di redigere un memorandum sulle politiche olandesi sulle droghe. Obiettivo: sciogliere il garbuglio legale creato nel 1976 dalla Legge sull'oppio che da un lato depenalizzava il possesso e il consumo di cannabis sino a 5 grammi dando licenza ai coffee shop di venderne e tenerne in magazzino sino a 500 grammi, dall'altro continuava a perseguire la coltivazione e la vendita consegnando di fatto alla criminalità un giro d'affari da 2 miliardi l'anno.

È per porre fine a questi paradossi che due mesi fa la commissione ha proposto di limitare la vendita di cannabis a consumatori locali e di sperimentare la produzione e l'approvvigionamento legali di coffee shop per soli soci. Raccomandazioni che il governo sembra deciso ad adottare. A fare da apripista con progetti-pilota saranno quei comuni di frontiera che più di tutti lamentano le nuisances, i danni e i fastidi causati da turisti sotto effetto di stupefacenti. Sono circa 4 milioni quelli che si recano ogni anno nella provincia di Limburgo, mentre in 25mila varcano ogni settimana il confine per comprare cannabis a Roosendaal o Bergen op Zoom. Per loro C'est fini, avvertono volantini distribuiti ad Anversa ai giovani belgi. Sta per finire, spiegano, il tempo in cui a loro bastava varcare il confine per rifornirsi di cannabis in un coffee shop olandese. L'unica speranza per i tanti "turisti dello spinello", italiani compresi, resta ora il Consiglio di Stato a cui spetta decidere se limitare la vendita ai soli olandesi non sia "discriminatorio" e contrario alla libera circolazione delle persone e delle merci in vigore in Unione europea.

Mutui e prestiti con il contagocce il credito è sempre più difficile

Viaggio tra le filiali per scoprire come sono cambiate le condizioni per il cliente
Ormai avere da una banca il 100% della somma spesa è quasi impossibile

Sorpassato il "fisso". Ma gli istituti aumentano i costi e tagliano le somme prestate.
In difficoltà non solo le aziende, ma anche famiglie e giovani coppie
di GIOVANNI PARENTE

ROMA - È un'impresa e non solo per le aziende. La montagna del credito è dura da scalare. Anche per le famiglie o le giovani coppie. Questo nonostante la difesa del sistema bancario da parte del presidente dell'Abi, Corrado Faissola. Trovare un finanziamento al 100% per l'acquisto della casa ormai è quasi una rarità. Tra quelle monitorate da MutuiOnLine, erano 11 le banche nel 2007 che proponevano un mutuo per l'intero valore dell'immobile: ora sono diventate tre. Una difficoltà che si trasforma in ostacolo (quasi) insormontabile quando la richiesta di un finanziamento o di un mutuo arriva da chi non ha un impiego stabile o da chi un lavoro l'ha perso e ha deciso di mettersi in proprio.

La conferma arriva da un viaggio che Repubblica ha fatto tra le filiali di grandi istituti di credito in alcune vie del centro di Roma. La motivazione che spinge a varcare la soglia della banca è un'occasione sul mercato immobiliare: un appartamento del valore di 200mila euro. Nello sportello di Intesa Sanpaolo visitato, è possibile per il richiedente (dipendente a tempo indeterminato) un mutuo al 100%. Ma la rata mensile, con un tasso fisso al 6,2% per un mutuo trentennale, è di 1.225 euro al mese. Considerato che la rata non può essere superiore a un terzo del reddito mensile, il soggetto che intende comprare (e indebitarsi) deve guadagnare dal lavoro a tempo indeterminato almeno 3.600 euro al mese. Condizioni (impiego dipendente stabile e buon salario) non proprio comunissime per gli attuali trentenni. L'alternativa è abbassare la soglia del finanziamento, scendendo all'80%. Quindi significa già avere una propria disponibilità di 40mila euro a cui aggiungere i 160mila prestati dalla banca. La rata, sempre scegliendo un mutuo trentennale, scende a circa 930 euro con un tasso fisso al 5,7%.

Altra banca, altro scenario. Stavolta l'aspirante acquirente è un trentenne, interessato a comprare casa con la propria compagna, solo che il lavoro non è stabile. La consulente della filiale del Monte dei Paschi di Siena prospetta un finanziamento all'80%: è un mutuo variabile con un tetto (il tasso massimo applicabile è il 5,5%) e si parte da una rata mensile di poco più di 700 euro. Ma, trattandosi di lavoratore a tempo, è necessario che ci sia un garante. Senza "San precario" incarnato da uno dei genitori e soprattutto dalla sua busta paga o della sua pensione, niente mutuo.

Nel viaggio c'è anche chi, come nella filiale di Unicredit, propone un prodotto per lavoratori (dipendenti o autonomi) con contratti a termine o a progetto. I paletti però non mancano. Il finanziamento può arrivare al 70% del valore dell'immobile (l'80% se si ha una continuità lavorativa di 60 mesi), fino a un massimo di 200mila euro. E con un mutuo a trent'anni i primi venti sono a tasso fisso e gli altri dieci variabili. Ipotizziamo un mutuo di 150mila euro a vent'anni, tasso fisso a 6,40%, la rata mensile sarà quasi 1.200 euro (polizza assicurativa inclusa).

Nel tour non manca una banca straniera: una filiale di Barclays. La coppia interessata all'acquisto è composta da un autonomo e da una precaria. Si oscilla fra una rata per un mutuo a tasso variabile di 619 euro e una con finanziamento a tasso fisso di quasi 900 euro. Tutto bene? Non proprio perché l'autonomo deve essere "di lungo corso". Quindi, senza una documentazione fiscale che accerti redditi da qualche anno, possono sorgere problemi. Ad esempio, se il soggetto ha perso il lavoro l'anno precedente e ha scelto di mettersi in proprio a inizio 2009, la certezza del mutuo di pochi istanti prima si trasforma in una probabilità su cui bisogna valutare. Così la cima della montagna è sempre lì in alto.
(ha collaborato Rosa Serrano)

Forze dell'ordine sotto assedio Boom di aggressioni su strada

Nei primi sei mesi del 2009 ci sono state quasi le stesse
violenze di tutto lo scorso anno. Un fenomeno preoccupante

di VINCENZO BORGOMEO

"Patente e libretto": a questa domanda da parte delle forze dell'ordine nei primi sei mesi del 2009 918 automobilisti hanno risposto con un'aggressione. E' questo il dato che emerge dall'Osservatorio "Sbirripikkiati" dell'Asaps, associazione amici polizia stradale. Un dato in incredibile aumento considerando che in tutto lo scorso anno si sono registrati 1.167 episodi di aggressioni. Secondo questa ricerca l'alcol è il principale fattore innescante l'aggressione visto che i casi alcol/narco-correlati sono il 40,5% del totale, mentre le maggiori vittime si contano fra Carabinieri nel 49,2% dei casi e nella Polizia (36,5%).

"Nel corso del primo semestre del 2009 - rileva il presidente dell'Asaps Giordano Biserni - gli episodi di aggressione fisicasono in sensibile crescita. L'analisi approfondita di questo increscioso aspetto della vita professionale delle Forze dell'Ordine, ci fa dire che siamo di fronte a un fenomeno ancora sottovalutato".

Gli eventi vengono classificati in relazione alla forza di polizia oggetto di aggressione sulle strade: la Polizia di Stato (335 aggressioni pari al 36,5%), i Carabinieri (452 episodi, corrispondenti al 49,2%) Polizia Locale (121 episodi, il 13,2%) ed "Altro", intendendo con quest'ultima voce le divise che in generale non effettuano controllo del territorio, i Pubblici Ufficiali o gli Incaricati di Pubblico Servizio, comprendendo anche conducenti di autobus (o ferrovieri), guardie private e sanitari (76 eventi corrispondenti all'8,3% dei casi violenti). E' bene chiarire che sono presi in considerazione dall'Osservatorio il Centauro-Asaps i soli eventi di aggressione nei quali gli agenti delle forze dell'ordine hanno riportato lesioni fisiche refertate, sono esclusi tutti gli episodi di sola aggressione verbale, in quanto sarebbero in un numero talmente elevato da renderne persino difficile l'archiviazione.

"È stata attentamente osservata e monitorata - commenta il presidente dell'Asaps - la stretta relazione con l'uso di alcol e di armi proprie o improprie, facendo rilevare che il 40,5% della violenza è legata alle ebbrezze: 372 aggressioni su 918". Di queste ben 70 sono legate all'uso di droga (7,6%) e proprio da quest'anno l'osservatorio si farà carico di monitorare anche questa ulteriore fattispecie. Alcol e droga come indiscutibile espressione di disagio sociale. Il 27% degli attacchi (248) è stato invece sferrato mediante l'uso di un'arma propria o impropria, considerando tale ogni mezzo in grado di amplificare la forza fisica (coltelli, bastoni, bottiglie e la stessa autovettura). Diminuisce, rispetto al primo semestre 2008 l'incidenza della popolazione straniera residente in Italia: 293 eventi hanno come protagonisti "i forestieri", molti dei quali in stato di ebbrezza, ma siamo al 31,9% contro il 40.7% registrato nello stesso periodo del 2008.

Chavez, missili con i soldi di Mosca

Il Venezuela si dota di un sistema
anti-aereo grazie al maxi-prestito.
Cresce la tensione con la Colombia
MOSCA
La Russia ha accordato al Venezuela un prestito da oltre 2 miliardi di dollari per acquistare quasi un centinaio di carri armati e missili avanzati da usare come sistema anti-aereo. Si tratta di un accordo, scrive The New York Times, che dimostra la volontà di Mosca di sostenere il presidente anti-americano Hugo Chavez.

Nel suo messaggio settimanale alla tv, ieri sera, il leader venezuelano ha detto di aver ottenuto il prestito durante il viaggio in Russia due settimane fa. L’acquisto di nuove armi avviene proprio in un momento in cui i rapporti tra il Venezuela e la vicina Colombia sono particolarmente tesi a causa della decisione di Bogotà di permettere l’accesso agli Stati Uniti a sette basi militari colombiane. Per Chavez ciò rappresenta una pericolosa minaccia per la sicurezza del Venezuela. «Con questi missili - ha detto il leader socialista - sarà molto difficile per loro (gli americani) bombardarci». Negli ultimi anni il Venezuela ha stretto accordi con la Russia per l’acquisto di armi del valore di circa 4 miliardi di dollari.

TROVATO CADAVERE A YALE, SI TEME SIA RAGAZZA SCOMPARSA

ROMA - La polizia ha trovato un corpo in un'intercapedine di un laboratorio dell'università di Yale che potrebbe essere quello della studentessa Annie Le, scomparsa martedì scorso, alcuni giorni prima del suo matrimonio. Lo scrive il New York Times on line.

Anche se non c'é ancora un'identificazione ufficiale il vice capo della polizia di New Haven Peter Reichard ha detto che le autorità ritengono che si tratti del cadavere della studentessa in farmacologia, figlia di un immigrato vietnamita.

Quando la ragazza è scomparsa in molti hanno pensato ad una fuga dal matrimonio, in programma per ieri, ma quasi subito si é fatta strada la convinzione che si trattasse di un crimine. Alcuni mesi fa la ragazza aveva scritto un articolo sul giornale della scuola in cui spiegava come proteggersi dai pericoli nel campus.

OGGI SI TORNA IN CLASSE IN QUASI TUTTA ITALIA

ROMA - Il ministero dell'Istruzione sta studiando gli aspetti tecnici per introdurre un limite del 30% di presenza di alunni stranieri in una classe. Lo ha confermato il ministro Mariastella Gelmini, intervistata da Canale 5. "In effetti accade in alcune classi che la presenza degli immigrati sfiori quasi il cento per cento. E' chiaro - ha aggiunto - che queste non sono le condizioni adatte per favorire l'integrazione perché la scuola assolva la funzione di integrare gli studenti immigrati. Noi abbiamo già annunciato un provvedimento del quale stiamo studiando gli aspetti tecnici che prevederà una quota, cioé un tetto del 30 per cento proprio per favorire le condizioni migliori per l'integrazione degli alunni stranieri".

"Poi avremo anche una nuova materia credo che sia significativa, cioé l'introduzione dell'educazione alla cittadinanza e alla costituzione, cioé favorire sia da parte dei nostri ragazzi che da parte degli studenti immigrati la conoscenza dei principi basilari del vivere civile", ha concluso.

GELMINI A NISIDA, PROTESTE GENITORI E INSEGNANTI - "La scuola pubblica è un bene comune da difendere", "perché tagliate soldi all'istruzione dei nostri figli e le date alle armi", "meno scuola meno cervello": con questi slogan un gruppo di genitori e insegnanti precari ha bloccato davanti al pontile che collega Nisida alla terra ferma il pullman di giornalisti arrivati a Napoli in occasione della visita del ministro Gelmini al carcere minorile. "'Il ministro ha scelto la location piu' comoda per inaugurare l'anno scolastico, ha paura del confronto" grida dal megafono un'insegnante precaria arrabbiata per il trattamento che questo governo sta riservando agli insegnanti senza cattedra. Assieme agli insegnanti protestano anche alcuni genitori, qualcuno accompagnato dai figli, per i tagli al tempo pieno.

"Il tempo pieno in Campania è riservato ad appena il 2% degli alunni", spiega una mamma, e, aggiunge un'insegnante ci sono 8.000 tagli tra docenti e Ata (Ausiliari tecnici amministrativi). Oltre agli striscioni che riportano le 13 domande che i precari della Campania hanno rivolto nei giorni scorsi al governo, prima fra tutte quella di confrontarsi con il personale, sventolano bandiere della Slc-Cgil e del 'Coordinamento precari della scuola'. Un gruppo di insegnanti indossa magliette dove la parola precari diventa l'acronimo per "professionisti, radiati, cancellati, annullati, raggirati, ignorati". Tra i manifestanti anche un gruppo di genitori di alunni disabili che sorregge un enorme cartello che dice chiaramente "no alle classi differenziali": in mano hanno mazzi di fiori diversi, a sottolineare la diversità di ciascun alunno, che vorrebbero consegnare al ministro Gelmini.

OGGI SI TORNA IN CLASSE IN QUASI TUTTA ITALIA - Sono circa 8 milioni gli studenti che riprenderanno l'attività in questi giorni. A tutti, oggi il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini ha inviato un augurio: "In bocca al lupo a tutti i ragazzi per un buon anno scolastico". Ma un terzo degli studenti, secondo le stime della rivista specializzata Tuttoscuola, avranno la sorpresa di avere nuovi professori. Sarebbero infatti quasi 200 mila gli insegnanti che cambiano sede quest'anno; 70 mila per scelta, gli altri perché precari.

"Anno nuovo, solito carosello, saranno pesanti le conseguenze sulla qualità del servizio" commenta Tuttoscuola che intervista il ministro Gelmini che definisce "demenziale" l'eccessiva mobilità dei docenti. Per contrastarlo, il ministro (pensa ad un dimezzamento in tre anni) vuole dare maggiore discrezionalità ai dirigenti scolastici: "é indispensabile uno snellimento delle regole di funzionamento del sistema, dal contenimento della mobilità dei docenti alla semplificazione delle procedure di nomina e assegnazione del personale".

In circa il 30% dei casi gli studenti avranno docenti 'nuovi'; nelle scuole medie del Nord Est si è arrivati al 45%, e nella provincia di Isernia al 73%. In generale, la discontinuità didattica è più forte al nord e al centro: il 33,1% al Nord ovest; il 35,5% al Nord Est; il 31,5% al Centro; il 23,7% al sud; il 25,8% nelle isole. Alla scuola dell'infanzia si registra il 27,4%, in quella primaria il 27,4%, nella scuola media il 37,8%, nella scuola secondaria superiore il 31,8%. Il personale tecnico-amministrativo che si sposta ammonta a circa 100 mila unità.

Intanto, proseguono le proteste dei precari. Proprio per oggi i Cobas hanno in programma manifestazioni ed iniziative in tutta Italia contro i tagli del personale. A Roma, in particolare, nel mattino davanti ad alcune scuole si svolgeranno 'assalti giocosi'' contro la politica del governo con clown, trampolieri, palloncini e occupazioni simboliche; dalle 10.30 davanti al ministero dell'istruzione si terrà un Rave-party "Gelmini vattene" con conseguente "assalto sonoro" alla ministra. Dalle 16, sempre davanti al ministero, ci sarà un sit-in.

Da qualche giorno alcune mamme stanno occupando a Bagnoli (Napoli), la sede della Municipalità per protestare contro la mancata riapertura della scuola materna ed elementare 'Madonna Assunta' che ospita 500 bambini a tempo pieno. Altra contestazione di genitori nella provincia di Napoli, ad Ischia dove domani non riaprirà il liceo classico per per problemi legati alla agibilità della struttura. Il ministero dell'istruzione ha fornito i dati provvisori degli alunni iscritti alle scuole medie inferiori e superiori: sono poco più di 4.2 milioni. Per quanto riguarda la scuola media, ci sono 1.669.063 iscritti; di questi 549.127 al terzo anno. Nelle scuole superiori gli iscritti sono 2.549.835, 426.883 frequentano il quinto anno.

Computer in regalo dal Fisco

Cessione di apparecchiature informatiche non più idonee per utilizzo istituzionale a scuole ed enti di volontariato. Richieste entro il 16 ottobre


MILANO
Niente soffitta per 134 pc portatili non più adatti al complesso lavoro dei funzionari delle Entrate, ma la chance di una seconda vita presso scuole, organismi di protezione civile, enti pubblici e non-profit. Un bando, pubblicato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it (Agenzia/Bandi di gara), mette gratuitamente a disposizione un primo lotto di pc e spiega tempi e modalità per fare richiesta.

La domanda, si legge in una nota, dovrà essere inviata via e-mail tramite Posta elettronica certificata (Pec) alla casella ufficiotlc pce.agenziaentrate.it, a partire dalle ore 11 del 5 ottobre e non oltre la stessa ora del 16 ottobre 2009. Oltre al nome e al codice fiscale (o partita Iva) dell’ente, nella richiesta dovranno essere specificati anche l’indirizzo Pec per la comunicazione dell’esito da parte dell’Agenzia e il numero e il tipo di computer desiderati, sulla base dell’elenco dettagliato riportato sul bando. Per dare l’opportunità a più enti di ottenere i pc, ciascuno ne potrà richiedere al massimo 10.

Oltre ad avere una forte valenza sociale, l’operazione sarà interamente gestita senza spreco di tempo, denaro e carta grazie all’utilizzo della Posta elettronica certificata. Il sistema Pec rappresenta infatti l’equivalente telematico della raccomandata con ricevuta di ritorno, offre stesse garanzie e valenza legale, ed è uno degli strumenti privilegiati per le comunicazioni telematiche tra i cittadini e le istituzioni.

L’assegnazione dei pc avverrà dando priorità agli organismi di volontariato di protezione civile iscritti negli appositi registri, che operano in Italia e all’estero a fini umanitari, nonché agli istituti scolastici pubblici. A seguire avranno spazio gli altri enti pubblici, come ad esempio le strutture sanitarie o le forze dell’ordine. Infine, gli enti non-profit che rientrano nelle categorie delle associazioni, delle fondazioni e delle altre istituzioni pubbliche o private con personalità giuridica, senza scopo di lucro, delle associazioni non riconosciute dotate di un proprio statuto da cui emerga chiaramente l’assenza di finalità lucrative, degli altri enti e organismi che svolgono attività di pubblica utilità.

A parità di condizioni, i pc verranno assegnati seguendo l’ordine cronologico di ricezione delle richieste. Il sistema Pec, infatti, consente di certificare, oltre al mittente, l’ora dell’invio via e-mail della domanda che, a parità delle altre condizioni, determinerà la graduatoria dei vincitori. Coloro che si aggiudicheranno i pc riceveranno, sempre via Posta elettronica certificata, tutte le informazioni su dove e quando ritirare i computer.

Si torna a scuola tra novità e proteste

Oggi in aula 8 milioni di studenti
in 13 regioni. I sindacati in piazza
ROMA
Sarà un primo giorno di scuola contrassegnato dalle manifestazioni contro l’annullamento di 42 mila posti di docenti e 15 mila di personale Ata e la soluzione in dirittura d’arrivo dei contratti di "disponibilità": oggi saranno in piazza i sindacati della Flc-Cgil, della Gilda, dei Cobas e le associazioni dei precari.

Presidi e sit-in sono stati organizzati in diverse città d’Italia, ma la maggior parte delle proteste saranno concentrate davanti al ministero dell’Istruzione. Tagli agli organici, classi con sempre più alunni, ritorno del maestro prevalente, accorpamenti delle sedi più piccole, decurtazione dei fondi destinati agli istituti, docenti sganciati dalle attività complementari per dedicarsi solo alle lezioni. Ma anche un’ulteriore stretta sulla valutazione degli studenti: sarà un anno contrassegnato dalla politica dei risparmi e del rigore quello che da oggi in 13 regioni e poi man mano in tutte le altre, si apprestano a vivere 8 milioni di studenti ed oltre un milione tra docenti e lavoratori.

In mattinata a viale Trastevere si raduneranno i rappresentanti dei lavoratori della conoscenza Cgil: una contestazione che rappresenta il seguito di quella organizzata dallo stesso sindacato, sempre davanti al Miur, appena tre giorni fa: in quell’occasione diversi delegati del sindacato si incatenarono per rappresentare lo stato in cui sarebbe ridotta la scuola italiana. Ancora una volta verrà ribadito il no della Cgil agli ammortizzatori proposti dal governo, ritenuti dallo stesso segretario generale di comparto espressione massima di «soluzioni parziali, insufficienti e inique». La manifestazione andrà a sommarsi al presidio - composto da due camper, un grande gazebo e diversi striscioni contro l’operato del ministro e l’adozione dei contratti di "disponibilità" - che da lunedì scorso ha allestito il "Coordinamento precari" e che in questi giorni ha ricevuto il sostegno di molti precari (anche facenti capo ad alte associazioni) giunti a viale Trastevere da tutta Italia.

Venerdì sera i precari hanno organizzato, nell’ambito della Notte bianca, il "Gelmini dimettiti night": dibattiti ed interventi, duranti i quali è stato più volte chiesto al governo di ritirare i tagli e al ministro dell’Istruzione di dimettersi

Bin Laden: "Liberatevi di Israele"

Il messaggio del leader di Al Qaida
agli Usa: stop alla politica neo-con
DUBAI
A tre giorni dall’ottavo anniversario dell’11 settembre si è rifatto vivo Osama bin Laden. In un messaggio audio il leader di al Qaeda ha avvertito il popolo americano in merito agli stretti legami del suo governo con Israele, «che mi hanno indotto a organizzare gli attentati alle Torri Gemelle».

Il messaggio è stato diffuso da un sito islamista già in passato utilizzato dalla rete terroristica. «È arrivato per voi il tempo di liberarvi dalla paura e dal terrorismo ideologico dei neo-conservatori e della lobby israeliana che ha voluto le guerre in Iraq e Afghanistan», ha detto bin Laden nel messaggio, intitolato "Dichiarazione al popolo americano". Il supericercato ha spiegato quindi «le ragioni della disputa» con il popolo americano: «Il vostro sostegno a Israele, che occupa la nostra terra in Palestina».

Nel messaggio Bin Laden dice che non c’è stato un vero cambiamento nella politica Usa: Obama ha mantenuto esponenti dell’amministrazione Bush, come il segretario alla Difesa Robert Gates. «La Casa Bianca è occupata da gruppi di pressione. Anzichè combattere per liberare l’Iraq, come coleva Bush, è la Casa Bianca che dovrebbe essere liberata». «L’amara verità - ha insistito il capo terrorista - è che i neo-conservatori continuano a gettare un’ombra pesante su di voi». Non è la prima volta che Bin Laden ricompare tra settembre e ottobre. L’ultimo messaggio risale al 3 giugno: in quella occasione il leader di al Qaeda apparve in un video.

Rai, Ballarò slitta per Porta a Porta

GENTILONI: È COMINCIATA LA NORMALIZZAZIONE DI RAI TRE

Vespa su Raiuno farà una diretta per la riconsegna delle case in Abruzzo. Floris: un atto immotivato


MILANO- Rammarico e disappunto. Ma anche rabbia.Tutto per un «atto immotivato» almeno agli occhi di Giovanni Floris, il conduttore di Ballarò. Il programma doveva andare in onda, per la prima puntata della stagione, martedì in prima serata. Peccato però che la Rai ha deciso di farlo slittare per dare spazio a uno speciale Porta a porta di Bruno Vespa sulla consegna delle prime villette a terremotati dell'Abruzzo. E il conduttpre del programma di Raiuno interviene dopo le polemiche. E spiega che questo è «un riconoscimento a quanto il pubblico ci ha consentito di fare in favore dei terremotati e a chi - Protezione civile e tecnici e operai della provincia di Trento - ha battuto ogni record d'efficienza per rispettare l'impegno che Guido Bertolaso aveva preso con noi».
IL GIORNALISTA- Floris (ascolta l'intervista audio di Domenico Affinito - Rcd) spiega che «Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Rai uno, non vedo il motivo di sostituirci. Abbiamo un inviato in Abruzzo da due settimane, e la cerimonia del 15 settembre era un avvenimento previsto da tempo, da prima che presentassimo la trasmissione. Si tratta di un avvenimento in agenda; non di un evento, non di un imprevisto, nè di un'emergenza. So che (nel rispetto del suo ruolo) il Direttore Ruffini lo ha fatto notare all'azienda, ma non è stato ascoltato. Naturalmente poi avremmo parlato anche di altro, di attualità politica e di attualità economica». Ed è per questo che «sono dispiaciuto, certo, ed è dire poco. È come aver lavorato per mandare in stampa un giornale e vederne poi un altro in vendita nelle edicole. A tutti quelli che mi telefonano allarmati dico che mi auguro che sia solo un episodio sgradevole e grave, e che mi auguro che andremo in onda prima possibile dicendo tutto quello che abbiamo da dire».

LA REPLICA DI VESPA- Il conduttore di Porta a Porta spiega verranno forniti in una conferenza stampa. E che comunque tramite la trasmissione e «grazie alla generosità dei telespettatori abbiamo raccolto ben quattro milioni di euro per alcune opere da realizzare nell'area del terremoto».Quindi questa prima serata «è anche un riconoscimento».

D'ALEMA- E nella querelle interviene anche Massimo D'Alema. Secondo l'ex ministro degli Esteri, quello che è accaduto è «un episodio grave: è evidente che c'è un commentatore principe che offre tutte le garanzie di mettere in giusta luce le opere del miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni. È un segnale molto brutto. Rivolgo un invito a Bruno Vespa, che è anche un decano del giornalismo: lui non lo dovrebbe permettere. Sarebbe un bellissimo segnale, ma so che forse non accadrà»

GARIMBERTI - «La consegna delle prime case ai terremotati era un evento programmato e programmabile. Si poteva fare tutto per tempo ed evitare di mettere la Rai al centro di nuove polemiche politiche». Queste le parole del presidente della tv pubblica Paolo Garimberti, che dice di aver appreso solo nel pomeriggio di domenica, mentre era in viaggio tra Venezia e Milano, la decisione dello spostamento di Ballarò. Il direttore di rete, Paolo Ruffini, precisa che la decisione è stata presa «contro il parere di Raitre» e sottolinea che Ballarò «avrebbe comunque raccontato la cerimonia di consegna delle case ai terremotati» visto che un inviato del programma era lì da diversi giorni proprio per questo.

LA POLEMICA- Immediate le reazioni del mondo politico e non solo. Secondo Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione Pd, «è cominciata la "normalizzazione" di Rai Tre». Non c'è «alcuna giustificazione ed appare come un grave tentativo di trasformare la consegna delle prime case ai terremotati di Onna in una sorta di reality show governativo, col premier come protagonista». Per il commissario Francesco Pancho Pardi, in quota Italia dei Valori: «È necessaria una riunione immediata e speciale della commissione di vigilanza visto il crescente allarme per la libertà di informazione all'interno della Rai». Molto critica anche la Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana). In una nota il presidente Roberto Natale spiega che «il vertice Rai sembra aver smarrito il senso della dignità del servizio pubblico». Mentre i consiglieri Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten parlano rispettivamente di «normalizzazione delle diversità» e di un modo per «compiacere Silvio Berlusconi». Pier Luigi Bersani rimanda ogni discussione alla manifestazione di sabato prossimo a Roma sulla libertà di informazione e l'altro candidato alla segreteria del Pd, Ignazio Marino, parla di «palinsesti e corretti e riscritti fuori da Viale Mazzini».

Scudo fiscale, conto alla rovescia Pioggia di critiche dall'opposizione

Si parte da martedì 15 settembre. Un'occasione per rimpatriare capitali detenuti all'estero. Escluso chi ha procedimenti in corso



ROMA (13 settembre) - Da martedì prossimo, 15 settembre, e fino al 15 aprile 2010 sarà possibile aderire allo scudo fiscale: lo strumento, ormai alla terza edizione, che consentirà di sanare e riportare in patria capitali (ma anche opere d'arte) illegalmente detenuti all'estero. Questo ad esclusione di chi ha già procedimenti in corso. E al più tardi entro martedì stesso arriverà la circolare dell'Agenzia delle Entrate con le specifiche tecniche e il modello per l'adesione.

Lo scudo sarà così l'ultima occasione per rimpatriare capitali all'estero anche perchè con il decreto anticrisi di luglio si sono inasprite le norme contro chi detiene illecitamente capitali all'estero. C'è, ad esempio, il ribaltamento dell'onere della prova: chi viene scoperto con capitali all'estero dovrà dimostrare che siano stati "esportati" in modo corretto e che non siano frutto di evasione. Onere che prima spettava all'amministrazione finanziaria.

Estremamente critica l'opposizione che proprio ieri, attraverso il centro studi Nens, fondato dagli ex ministri del centro-sinistra Vincenzo Visco e Pierluigi Bersani, parla di «un condono a prezzi da saldo». Ma proprio pochi giorni fa lo stesso ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, rispondendo alle critiche e alle preoccupazioni espresse anche dalla Corte dei Conti («si rischia di vanificare la lotta all'evasione») spiegava che «se vuoi contrastare i paradisi fiscali devi anche cercare di svuotare i forzieri, di riportare a casa i capitali usciti fuori. È un reato più grave far uscire o far rientrare i capitali? Finora chi esportava i capitali all'estero non pagava nulla e continuava a portarli fuori. Oggi ci sono sanzioni più dure e si riportano a casa i capitali».

Si tratterebbe di una strategia “a tenaglia”: da una parte si incalza chi porta illecitamente soldi dove ci sono regimi fiscali agevolati (è di pochi giorni fa l'accordo Agenzia Entrate-San Marino per lo scambio di informazioni), dall'altra si consente il rimpatrio che, valuta ad esempio l'amministratore delegato di Unione fiduciaria, Attilio Guardone, potrebbe far rientrare in Italia circa 200 miliardi di euro. La stessa Agenzia delle Entrate è pronta a spingere su questo meccanismo: lo scudo - diceva pochi giorni fa il direttore dell'Agenzia, Attilio Befera, è «un'opportunità per regolarizzare. Chi non lo fa sa che troverà pane per i suoi denti».

Molto critico il Nens: «Se si studiano bene le procedure, le somme da versare e le regole sull'anonimato - è scritto in uno studio comparato - si scopre che lo scudo fiscale italiano sembra fatto apposta per favorire i contribuenti infedeli». Lo studio, poi, riprende anche le voci su ipotesi di estendere anche fuori dall'ambito dei Paesi dell'Unione Europea la regolarizzazione degli importi senza rimpatrio: «così rischia addirittura di cadere - commenta il Nens - la 'scusa nobilè di condonare gli evasori per far ritornare i capitali e sostenere gli investimenti in tempi di crisi».

Più tecnicamente Visco e Bersani spiegano che «in Italia si potranno regolarizzare ricchezze mobiliari e immobiliari detenute illegalmente all'estero e mai comunicate al fisco pagando il 50% su un rendimento annuo presunto del 2%. In pratica si paga l'1% anno per una sanatoria che vale 5 anni. Il pagamento massimo del 5% si confronta - nelle stime del Nens - con il 44% britannico (40% costo sanatoria, 4% sanzioni) e con il 49% Usa (35% costo sanatoria, 14% sanzioni). Meno costosa la Francia: le sanzioni possono arrivare fino all'80% delle imposte evase, ma in genere si attestano sul 15-20%.

Immigrazione, Maroni: stop al 100% all'ingresso dei clandestini

Il ministro: con il provvedimento governativo flessione del 95%




VENEZIA (13 settembre) - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni punta al 100% di stop all'ingresso di immigrati clandestini in Italia. Maroni ha parlato di questo traguardo, oggi a Venezia, alla festa dei popoli padani della Lega. Il ministro ha sottolineato come con il provvedimento governativo anti immigrazione clandestina gli sbarchi in Italia siano scesi da 15mila a meno di 1.400 segnando una flessione del 95%.

«Venivamo accusati di non fare nulla dai giornali specie da Repubblica - ha detto Maroni - io invece facevo e lavoravo ingoiando rospi per chiudere l'accordo con la Libia, un accordo che ha fatto cessare gli sbarchi. I giornali ora, invece di dirci bravi, ci attaccano perché non accogliamo più i clandestini».

«Dietro tutto questo c'è la sinistra - ha sottolineato Maroni - che ha il progetto ben preciso di fare entrare tutti i clandestini». Ai chi critica il governo, il ministro leghista ha replicato: «Noi rispettiamo tutte le regole a cominciare da quelle internazionali, chi dice il contrario è in malafede».

Il giallo della ragazza sparita a Yale

Annie Le è una giovane laureata di 24 anni di origine asiatica


Scompare una studentessa alla vigilia delle nozze: è stata vista entrare ma non ci sono le immagini dell'uscita.
Giallo a Yale, una delle università più prestigiose d’America, per la scomparsa apparentemente inspiegabile di una studentessa che avrebbe dovuto sposarsi oggi. Secondo l’Fbi, gli investigatori starebbero effettuando ricerche in una discarica nel Connecticut, seguendo gli indizi emersi durante la perquisizione del laboratorio dove Le è stata vista per l’ultima volta.

Annie Le, una giovane laureata di 24 anni di origine asiatica è stata vista per l’ultima volta martedì scorso mentre entrava in un laboratorio universitario: la ragazza aveva ’timbratò il suo tesserino magnetico all’ingresso, ma l’apparato non ha registrato la timbratura d’uscita. E nemmeno le telecamere a circuito chiuso hanno mostrato immagini di Le in uscita dall’edificio. A questa inquietante circostanza si aggiungerebbe il ritrovamento di alcuni oggetti da parte dell’Fbi, che sono stati sequestrati per le indagini «e che potrebbero essere potenzialmente prove» secondo il portavoce della polizia Kim Mertz.

Mertz non ha confermato l’indiscrezione secondo cui fra questi oggetti vi sarebbero vestiti sporchi di sangue. Agenti dell’Fbi sono stati visti mentre interrogavano un uomo fuori del laboratorio, e successivamente si sono allontanati con lui nella stessa auto. La borsa, con soldi, cellulare, e carte di credito della ragazza sono stati ritrovati nel suo ufficio. L’agente dell’Fbi Bill Reiner ha indicato oggi che gli investigatori stanno effettuando ricerche nella discarica di Hartford della Connecticut Resources Recovery Authority, senza fornire ulteriori dettagli.

L’università ha deciso di offrire una ricompensa di 10.000 dollari a chi fornirà informazioni utili a localizzare la studentessa. La polizia ha comunque indicato che fra i sospetti non vi è il fidanzato di le, Jonathan Widawsky, uno studente della Columbia University che sta aiutando le indagini e che avrebbe dovuto sposare Annie oggi nel North Ritz Club di Long Island.

INTERNET: PARTITO PIRATA, CON BLOCCO WEB CADONO DIRITTI

di Titti Santamato

ROMA - "Bloccare Internet è assolutamente il modo più sbagliato di procedere, lo vedo come lo sforzo estremo di un'industria morente che sta convincendo alcuni politici ad abbandonare la difesa dei diritti umani fondamentali come il diritto alla libera informazione ma anche quello di subire un processo in un tribunale appropriato. E tutto questo non servirà a salvare l'industria dell'audiovisivo": così Christian Engstrom, primo e unico rappresentante del Partito Pirata svedese (Piratpartiet) al Parlamento europeo, si rivolge attraverso l'ANSA quei paesi in cui è aperto il dibattito sulla tutela del copyright.

In Francia verrà votata a settembre la Hadopi, la legge anti-pirateria che prevede il taglio della connessione a chi scarica illegalmente in maniera recidiva. Seguendo lo stesso principio pochi giorni fa il governo britannico ha avanzato una proposta per la quale circa sette milioni di cittadini, uno su 12, rischiano di restare sconnessi. In Italia la proposta di legge contro il download illegale, attualmente in discussione, prevede una misura simile. "Questa è sicuramente una battaglia sia per i nostri diritti civili di base, sia per la cultura libera in Europa. Ed é una battaglia che dobbiamo vincere. L'Europa ha bisogno di politici pronti a scegliere un percorso diverso, a dire sì al futuro", dice Engstrom, 49 anni, ex programmatore di Stoccolma, eletto grazie ad un sorprendente 7% di consensi, arrivati prevalentemente dai giovani e dai sostenitori della libertà in Internet cresciuti in Svezia dopo le vicende di Pirate Bay. "Due organizzazioni completamente separate ma che hanno ovviamente gli stessi punti di vista", precisa l'europarlamentare. "Il file sharing è un'attività che coinvolge due persone che si scambiamo materiale coperto da copyright. Se si vuol interrompere questo meccanismo si deve far cessare il diritto alla privata corrispondenza - spiega Engstrom -. Non c'é una via di mezzo. E per noi la scelta è semplice: il diritto alla privacy nella comunicazione è un diritto civile e fa parte della convenzione europea dei diritti umani, all'articolo 8. Ed é infinitamente più importante che consentire alle major di restare abbarbicati a modelli di business del secolo passato".

Cosa ne pensa Engstrom delle 'premium news', che il magnate dei media Rupert Murdoch vorrebbe istituzionalizzare? "E' un sistema di cui dubito vista l'abbondanza di contenuti che la Rete offre, ma non posso essere io a dirlo - sottolinea l'europarlamentare -. Da ex imprenditore, ho sempre reputato una perdita di tempo ascoltare i politici che ti suggeriscono come portare avanti il tuo business. Chi guida un'azienda, piccola o grande che sia, deve trovare da sé dei modelli di business che funzionano. Poi è il mercato che decide". Il 20 settembre in Francia, il Partito Pirata esordisce alle elezioni legislative parziali con un candidato di 23 anni: il movimento politico è in espansione? "I temi di cui ci occupiamo riguardano tutta Europa e dunque ci sono buone ragioni per preservare i diritti civili in Rete in ogni Stato membro. Anche in Italia - dice Engstrom -. Se i partiti esistenti non inseriranno queste questioni in agenda, saranno necessari sempre più partiti pirata".