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sabato 12 settembre 2009

Cosenza, il giallo della nave affondata Le cosche l'hanno usata per i rifiuti tossici

LA TESI È ACCREDITATA DA UN PENTITO DELLA 'NDRANGHETA. SCATTATE FOTO A 500 METRI SUL FONDO

Un sottomarino telecomandato ha scoperto un vecchio mercantile al largo di Cetraro. Forse è pieno di scorie


MILANO - Una grossa nave mercantile, adagiata sul fondale antistante Cetraro, centro del Tirreno cosentino, è stata scoperta oggi dal mezzo telecomandato sottomarino della nave che la Regione Calabria sta utilizzando per fare luce sulla vicenda che vede la zona di mare del Tirreno come possibile deposito di scorie tossiche o forse anche radioattive. La scoperta è avvenuta nel pomeriggio, quando finalmente il robot è riuscito ad effettuare delle fotografie abbastanza nitide.
NAVE NON IDENTIFICATA - La nave, di cui si ignora al momento la denominazione, sarebbe quasi completamente ricoperta di vecchie reti, evidentemente appartenenti a pescherecci che negli anni hanno incrociato nella zona e che le hanno perse, perchè si sono impigliate sul grosso ostacolo. L'epoca della costruzione della nave affondata, secondo quanto emerso dai primi rilievi, risalirebbe agli anni '60-'70. Il luogo del ritrovamento è a circa 20 miglia nautiche dalla costa, ad una profondità di circa 480 metri. Solo dopo diversi giorni di tentativi, la nave di ricerca ha potuto raggiungere il luogo esatto, a causa del mare mosso. Le ricerche sono state effettuate dalla motonave «Coopernaut Franca», chiamata dalla Regione Calabria su disposizione del procuratore di Paola, Bruno Giordano, nell'ambito di un'inchiesta sull'illecito smaltimento di rifiuti tossici.

LE RIVELAZIONI DEL PENTITO - Le foto scattate sono adesso al vaglio dei tecnici, che cercheranno di individuare di quale nave si tratti. Il sospetto è che sia la Cursky, segnalata da un pentito, Francesco Fonti, in una dichiarazione spontanea, e descritta come una nave che trasportava 120 fusti di materiale tossico. Secondo Fonti, la nave farebbe parte di un gruppo di tre imbarcazioni, fatte sparire grazie all'aiuto della cosca Muto di Cetraro.

Multe, a Firenze quasi 3 per ogni auto

IL RAPPORTO DELL'ACI-FONDAZIONE CARACCIOLO SULLE POLIZIE LOCALI

Nel capoluogo toscano 0gni 100 veicoli sono segnalate 289 infrazioni. A Foggia solo 19



Multa a Milano MILANO - Ogni 100 veicoli, 289 multe. Vale a dire che ogni automobilista si trova sul cruscotto dell'auto almeno 2-3 verbali. È il record di Firenze, che secondo l'ultimo rapporto presentato dall'Aci-Fondazione Caracciolo sulle polizie locali è la città più «tartassata». Al contrario a Foggia, sempre ogni 100 auto, le multe sono appena 19.

CLASSIFICA - Nella graduatoria si tiene conto della popolosità dei capoluoghi oggetto della rilevazione. Si scopre così che Roma, il primo comune interessato dalla mini-sanatoria per le multe pre-2004, non sta neanche troppo male in termini di multe: poco meno di una per ogni auto circolante. Ecco la 'classifica' desunta dai dati dell'Aci con il numero di sanzioni ogni 100 auto circolanti (prime 25 posizioni dei capoluoghi più popolosi):

1) Firenze 289,89
2) Brescia 216,42
3) Milano 191,67
4) Verona 145,89
5) Padova 134,85
6) Torino 130,72
7) Genova 123,21
8) Cagliari 103,47
9) Roma 97,24
10) Livorno 94,32
11) Rimini 87,79
12) Perugia 69,26
13) Venezia 68,05
14) Reggio Calabria 62,38
15) Bari 61,90
16) Palermo 60,42
17) Prato 56,98
18) Messina 56,24
19) Parma 50,88
20) Trieste 50,47
21) Modena 45,82
22) Reggio Emilia 42,66
23) Catania 37,37
24) Taranto 30,55
25) Foggia 19,11

Bankitalia: stop a mini-clausole, le frasi siano comprensibili

Le nuove regole riguardano i fogli informativi delle banche per la clientela

ROMA - Stop alle clausole importanti scritte in basso ai fogli informativi della banca e con caratteri piccolissimi; impiego di caratteri più chiari per dar maggior rilievo alle informazioni alla clientela; titoli e sottotitoli precisi; frasi semplici e brevi, facilmente comprensibili. Queste alcune delle nuove indicazioni che la Banca d'Italia detta a banche e intermediari per le comunicazioni con la clientela.

TRASPARENZA - Regole che arrivano con le nuove disposizioni sulla 'Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari per la correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti' pubblicate pochi giorni fa in Gazzetta Ufficiale.

Prezzi, La Spezia la città meno cara Milano più conveniente di Roma

LA RICERCA DI ALTROCONSUMO

Maglie nere al sud: Foggia e Palermo

MILANO - La Spezia la città dove il carrello della spesa costa meno. Milano più conveniente di Roma. Foggia e Palermo le più care. Esselunga il supermercato più conveniente. Sono questi, in sintesi, i dati che emergono dall'indagine annuale sul 'Superisparmio' elaborata da Altroconsumo per il 2009, che ha messo come di consueto sotto la lente d'ingrandimento 931 punti vendita in 66 città italiane.

IL RISPARMIO - Nei supermercati di La Spezia una famiglia può risparmiare «oltre 1.300 euro in un anno» rispetto alla media nazionale, mentre al dodicesimo posto per convenienza si piazza Milano (si risparmiano 775 euro) che batte di gran lunga Roma (32esima con 431 euro di risparmio). E se si scorre la classifica degli scaffali più a buon mercato, al primo posto svetta la catena che fa capo a Bernardo Caprotti, Esselunga, che anche nel 2009 risulta essere il gruppo della grande distribuzione con i prezzi più competitivi del Belpaese. Seguono Panorama, Bennet, Iper e Carrefour. A

PISA E FIRENZE - Analizzando il risparmio di città in città, e considerando che una famiglia italiana spende in media per la spesa 6.600 euro l'anno, Pisa e Firenze sono i centri dove la media è più economica, spendendo meno di 6.000 euro. Pavia invece è la città dove si può conseguire il risparmio maggiore scegliendo bene il punto vendita: 1.530 euro. Molto alti, invece, i prezzi medi che si riscontrano a Pescara, Genova, Catania e Palermo, dove la spesa media per una famiglia è superiore o comunque molto prossima ai 6.800 euro. In particolare, a Foggia e Palermo va la maglia nera visto che sono le città in cui, anche scegliendo il punto vendita più conveniente, non è possibile risparmiare rispetto alla media nazionale. Da segnalare infine Bolzano dove c'è la forchetta tra spesa massima e minima più ridotta (risparmio di 244 euro). In definitiva, Altroconsumo ritiene che «il gioco virtuoso della concorrenza non funziona davvero in tutte le città. Ci sono capoluoghi di provincia, tra gli oltre 60 che abbiamo visitato, dove il risparmio annuale delle famiglie può essere molto alto (fino a 1.500 euro) scegliendo il supermercato meno caro e abbandonando il più esoso. In altre città però questa differenza è assai più lieve e non supera i 300 euro».

Disabile pestato a sangue da 4 giovani

ALLA VITTIMA, UN 44ENNE, ERA STATO ANCHE SPEZZATO UN POLSO

L'episodio nel Ragusano. La polizia ha individuato gli autori del gesto, due sono stati arrestati

VITTORIA (Ragusa) - Un disabile di 44 anni è stato aggredito e picchiato selvaggiamente da quattro giovani. È accaduto ieri pomeriggio, a pochi metri dalla basilica di San Giovanni, nel centro di Vittoria.

LA RICOSTRUZIONE - Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i quattro hanno cominciato a infastidire e dileggiare il disabile che li ha implorati di smettere. A questo punto si sarebbero avventati sul poveretto, colpendolo con calci e pugni. Uno dei quattro giovani, poi identificato e arrestato (Vittorio Latino, 24 anni, sorvegliato speciale) dopo avere scaraventato a terra il disabile gli ha fatturato il polso destro saltandogli sopra a piedi uniti.

LE INDAGINI E L'ARRESTO - La vittima della brutale aggressione, trasportata al pronto soccorso, dopo essersi ripresa dallo choc, ha fornito una descrizione dettagliata dei quattro alla polizia. Gli investigatori, dopo un breve inseguimento, hanno arrestato Vittorio Latino e D.G, un ragazzo di 19 anni incensurato, mentre una terza persona fermata non è stata riconosciuta dal disabile ed è stata rilasciata. Gli investigatori sono alla ricerca degli altri due giovani che avrebbero fatto parte del «branco».

Ginnastica ritmica, fantastiche azzurre: Italia campione del mondo

ROMA (12 settembre) - Dopo i mondiali di nuoto, è tempo di nuove soddisfazioni per l' Italia che si è aggiudicata il titolo mondiale di ginnastica ritmica a squadre, a Miè, in Giappone.In classifica, a seguire le azzurre sono state Bielorussia e Russia.
Una grande rivincita, dunque, dopo la delusione per il quarto posto ai giochi olimpici di Pechino.
A portare a casa la vittoria sono state: Elisa Santoni, Elisa Blanchi, Daniela Masseroni, Angelica Savrajuk - del Gruppo Sportivo dell' Aeronautica Militare - e le due new entry Romina Laurito (Virtus Gallarate) e Giulia Galtarossa (Ardor Padova).

Emanuela Maccarini, Eva D'Amore e la coreografa Klarita Kodra sono le tecniche che le hanno allenate e guidate alla vittoria. In generale, per la sezione di ritmica della FederGinnastica, si tratta della undicesima medaglia mondiale nella sua storia.

«Sono felice per questo risultato, che, in parte, ci ripaga di quanto c'era stato tolto agli ultimi giochi olimpici - commenta a caldo Emanuela Maccarani -. Il pensiero è
andato anche al Presidente del Coni, Gianni Petrucci, che in quella triste occasione ci sostenne con grande forza e che ha sempre creduto nel nostro valore. Ringrazio la Federazione, ma soprattutto le ragazze. Questo è un gruppo tosto. Volevano la rivincita e l'hanno ottenuta».

Sequestro lampo a Ravenna, ostaggio liberato poco dopo: due arresti

RAVENNA (12 settembre) - Un albanese di 47 anni, sequestrato giovedì notte, è stato liberato ieri sera da un blitz della polizia di Ravenna in collaborazione con la Dda di Bologna. L'uomo era tenuto rinchiuso in un capanno di Porto Fuori, alle porte della città romagnola. Durante l'operazione sono state arrestate due persone: un secondo albanese di 29 anni e un quarantacinquenne originario di Matera, entrambi con precedenti e domiciliati a Ravenna. Per la liberazione del sequestrato (la notizia era stata tenuta nascosta) in prima battuta erano stati chiesti ai suoi familiari 90 mila euro che alla fine erano diventati 50 mila. Sono in corso indagini su altri eventuali sequestratori. In tarda mattinata la Questura di Ravenna, in un incontro con i giornalisti, fornirà ulteriori particolari sulla vicenda.

Ultraleggero precipita nell'Aretino: morto il pilota

AREZZO (12 settembre) - Un ultraleggero è precipitato questa mattina nell' aretino ed una persona è morta. L' incidente, secondo quanto reso noto dai vigili del fuoco, è avvenuto intorno alle 9 in località Neri, nel comune di Cavriglia, dove si trova la scuola di volo ultraleggeri del Valdarno.

Secondo le prime informazione, l' aereo, in fase di atterraggio, sarebbe stato investito da una raffica di vento che lo ha fatto precipitare. La vittima dell' incidente aereo si chiamava Roberto Acanti, aveva 70 anni ed era residente a San Giovanni Valdarno (Arezzo).

Influenza A, salvo il bacio alla teca di San Gennaro. Caso sospetto a Chioggia

NAPOLI (12 settembre) - I fedeli potranno baciare la teca con il sangue di San Gennaro il prossimo 19 settembre, festa del Santo patrono di Napoli. Lo ha deciso il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe. Il cardinale Sepe ha adottato la sua decisione di ritorno dall'incontro per la pace a Cracovia con tutti i Capi delle maggiori religioni del mondo. In questi giorni ha sentito il parere di esponenti autorevoli del mondo medico-scientifico, incontrando docenti universitari ed esperti come Marcello Piazza, Maria Triassi, Pietro Amoroso, Francesco Saverio Faella e Raffaele Pempinello. È stato presente anche il presidente dei Medici Cattolici, Aldo Bova. Gli «illustri» interlocutori hanno sottolineato che «siamo in presenza di un evento influenzale con bassa pericolosità, per cui non è giustificabile alcuna forma di allarmismo. Hanno comunque ribadito l'opportunità di rispettare le misure igieniche minime, come dovrebbe avvenire nei comportamenti abituali di ognuno». «È evidente - è la rassicurazione ai fedeli - che non si mancherà di adottare le misure igieniche precauzionalì.

Donna ricoverata a Chioggia. Una donna di 53 anni è ricoverata in rianimazione all'ospedale di Chioggia per sospetta influenza H1n1. La paziente presenterebbe tutti i sintomi dell'influenza A aggravati dalla presenza di legionella, infezione di origine batterica a livello polmonare. Il sangue prelevato dalla paziente, posta in isolamento, è ora sottoposto all'esame del laboratorio analisi dell'ospedale di Padova: i risultati sono attesi per oggi. La donna, come indica il Gazzettino, era stata ricoverata nei giorni scorsi per febbre, dolori muscolari e difficoltà respiratorie. Il suo quadro clinico si era tuttavia subito aggravato proprio per la presenza della 'malattia del legionariò provocata dalla presenza nel sangue del batterio responsabile della patologia.

A scuola merenda antivirus. Anche a scuola al via l'attività di prevenzione contro la diffusione dell'influenza A. Con il nuovo anno scolastico parte il più vasto programma comunitario per la distribuzione gratuita di frutta nelle scuole, che in Italia coinvolgerà quasi 800 mila alunni delle primarie in tutte le Regioni e nelle Province Autonome. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il programma 'Frutta nelle scuolè, cofinanziato dall'Unione Europea, prevede un investimento complessivo di 26 milioni di euro per l'annualità 2009/2010 che garantisce una capillare partecipazione in tutta la penisola alla «merenda antivirus».

Multe, parte a Roma la mini-sanatoria per contravvenzioni prese prima del 2004

ROMA (12 settembre) - È in arrivo dal prossimo mese di ottobre la “mini-sanatoria” per le multe prese prima del 2004. Lo annuncia Maurizio Leo, presidente della commissione di vigilanza sull'anagrafe tributaria, “padre” della norma che consente la sanatoria e assessore al bilancio del Comune di Roma, città pilota nell'attuazione della norma approvata prima dell'estate con il decreto anti-crisi.

Leo spiega che mancano ancora una serie di passaggi per partire ma che il Comune, in stretta collaborazione con la Gerit, è «a buon punto» e che quindi le prime comunicazioni ai contribuenti potrebbero partire già il mese prossimo. Gerit intanto - spiega Leo - sta facendo un calcolo delle sanzioni prescritte e che quindi non dovranno essere addebitate ai contribuenti. Quindi l'indicazione è: per le multe prima del 2004 aspettare la comunicazione della Gerit; per quelle del 2005 è invece prevista la possibilità di rateizzare mentre per il 2006 partiranno una serie di «avvisi bonari» che serviranno solo a ricordare ai contribuenti che c'è un conto da pagare. Le sole multe prese prima del 2004 (a Roma sarebbero 400.000 i cittadini interessati) si potranno sanare senza il pagamento degli interessi ma con un tasso del 4% per l'agente riscossione a titolo di rimborso. Molti - secondo Leo - i Comuni italiani interessati.

Hacker anti-Maradona blocca sito della Federcalcio argentina




La foto "hackerizzata" e la scritta: "Un'immagine vale più di 1000 parole"


Una foto del "Pibe de oro" con la maglia del Brasile e la scritta: «Un'immagine vale più di mille parole»
Una foto di Diego Armando Maradona con la maglia del Brasile e la scritta: «Una immagine vale più di mille parole». Così appariva ieri sera la home page del sito www.afa.org.ar della federcalcio argentina, vittima del blitz di un hacker che ha così manifestato il proprio dissenso contro il ct della "Seleccion".

Il pirata informatico firma le sue imprese sul web con la sigla "Kkr" e non è nuovo ad azioni del genere: recentemente erano state bloccate le pagine del governo della città di Buenos Aires e di alcune multinazionali locali.

Intanto il manager dell’Argentina Carlos Bilardo scende in campo per difendere "Dieguito" contro la pioggia di accuse piovutegli in seguito alle quattro sconfitte (tre consecutive) nelle qualificazioni ai Mondiali 2010. «Solo se arrivasse Gesù Cristo o la Vergine Maria potrei accettare il cambio - ha detto Bilardo alla stampa, scartando una partenza del selezionatore prima della fine delle qualificazioni - Deve finire così com’è iniziata: mancano soltanto due giornate».

Artico, aperto il passaggio a Nord-Est






Effetti del riscaldamento globale:
ora il Polo Nord è circumnavigabile
Un trionfo per l’uomo, un disastro per l’umanità: per la prima volta nella storia due navi commerciali si apprestano ad attraversare il «North-East Passage» nel Mar Artico e percorrono la rotta che va dalla Corea, lungo le coste russe della Siberia fino a raggiungere il porto di Rotterdam, in Olanda.

La MV Beluga Fraternity e la MV Beluga Foresight, due mercantili tedeschi con un carico di 3.500 tonnellate di materiali da costruzione, hanno da poco lasciato il porto di Yamburg in Siberia e si preparano a sfidare gli iceberg dell’Artico. I ghiacci perenni, che fino ad ora impedivano il passaggio marittimo, non ci sono più, a causa dell’innalzamento globale delle temperature. «L’Artico sta diventando un oceano blu», sostiene Mark Serreze, direttore del Centro Nazionale di Glaciologia di Boulder, Colorado. «L’Artico si sta scaldando e sta perdendo la copertura glaciale. L’accessibilità sempre più frequente del Northeast Passage è parte di questo processo».

Secondo gli ultimi rapporti dei ricercatori la calotta glaciale dell’Artico si è assottigliata a livelli inediti nelle ultime estati a causa del riscaldamento climatico: a luglio, una misurazione di un satellite della Nasa ha dimostrato che i ghiacci non solo si riducono in termini di superficie ma, quel che è più grave, in termini di spessore. Niels Stolberg, presidente di Beluga, società di trasporti marittimi con base a Brema, sottolinea l’importanza di questo viaggio: «Transitare per la prima volta per il Passaggio di Nordest senza incidenti è il risultato di una preparazione estremamente accurata e della collaborazione dei nostri capitani, meteorologi e dell’equipaggio intero».

Finora i mercantili che viaggiavano dall’Asia all’Europa transitavano per il Golfo di Aden e il Canale di Suez per raggiungere il Mediterraneo e poi proseguire per l’Atlantico. Un viaggio, ad esempio, dalla Corea del Sul all’Olanda dista 11.000 miglia nautiche. La rotta attraverso l’Artico corrisponde a 3.000 miglia nautiche e consente di risparmiare all’incirca 10 giorni.

Usa-Cina, scoppia guerra delle gomme

Il governo Obama impone altri dazi
sulle importazioni di pnmeumatici.
L'ira di Pechino: reazione a catena di
misure commerciali protezionistiche
NEW YORK
Si combatterà sugli pneumatici la nuova battaglia nella guerra commerciale tra gli Usa e la Cina, dopo la decisione annunciata da Washington di imporre pesanti, ulteriori dazi sulle importazioni dei copertoni fabbricati oltre la Grande Muraglia. Una mossa che ha provocato le furie di Pechino, secondo cui si tratta di un abuso protezionistico che produrrà ripercussioni negative in vista del prossimo G20 di Pittsburgh, con effetti deleteri sulla ripresa globale.

Il caso è esploso con l’annuncio della Casa Bianca di «porre rimedio all’evidente disgregazione della industria degli pneumatici Usa» determinata dai prodotti a minor costo provenienti dalla Cina. La misura difensiva consisterà in una pesante imposizione doganale, del 35% nel primo anno e con un decalage nei successivi: 30% il secondo e 25% per il terzo anno. Si tratta di un dazio che si sommerà all’attuale, limitato al 4%. Dietro la mossa dell’amministrazione Obama c’è il dispetto per l’andamento del settore industriale nazionale e c’è anche la rivendicazione dell’organizzazione sindacale metalmeccanica: le importazioni di pneumatici sono triplicate dal 2004, con gli inevitabili effetti di chiusura di fabbriche americane e con la perdita di 5.100 posti di lavoro.

La Usw (United Steelworkers) ha festeggiato la decisione di Obama immediatamente: «Per troppo tempo i lavoratori di questo paese - ha affermato il presidente della Usw International, Leo Gerard - sono stati vittimizzati a causa delle cattive politiche commerciali e dell’inerzia del governo». Non s’è fatta aspettare la reazione della Cina che «condanna con fermezza questo grave atto di protezionismo commerciale da parte degli Stati Uniti» come ha affermato Yao Jian, portavoce del Ministero del Commercio della Repubblica Popolare. «Questo passo non viola solo le regole della World Trade Organisation, ma contrasta anche - ha aggiunto Yao in un comunicato ufficiale - con gli impegni attinenti assunti dal governo Usa nel G20». La Cina non manca di fare una esplicita minaccia: la decisione di Washington potrebbe, ha sottolineato il portavoce governativo, «innestare una reazione a catena di misure commerciali protezionistiche che potrebbero rallentare il passo attuale della ripresa nell’economia mondiale».

Stando all’annuncio della Casa Bianca, i nuovi dazi avranno effetto dal prossimo 26 settembre.Nel 2008 le esportazioni degli pneumatici dalla Cina agli Usa sono cresciute del 2,2% sull’anno precedente e nella prima metà di quest’anno sono calate del 16% sotto il profilo tendenziale, ha rilevato Yao motivando il passo americano: «La Cina - ha concluso - si riserva l’esercizio di tutti i suoi legittimi diritti, compreso un ricorso alla Wto»

Scambio di colpi in nottata sul confine India-Pakistan





Le forze indiane hanno sparato questa notte contro il territorio pakistano, dopo che truppe ritenute erroneamente pakistane avevano lanciato razzi contro il confine indiano, ha detto un portavoce della forza di sicurezza del Pakistan.

Ma un dirigente delle Forze di confine indiane ha detto che è stato il Pakistan a dare avvio agli scontri, sparando due razzi contro il territorio indiano.

Nello scambio di colpi non ci sono stati feriti e successivamente i responsabili delle forze di sicurezza dei due paesi hanno discusso dell'incidente, ha riferito il portavoce pakistano. L'episodio, però, sottolinea la fragilità delle relazioni tra i due vicini, entrambi dotati della bomba atomica.

Lo scontro a fuoco sul confine nei pressi di Wagah, tra la città pakistana di Lahore e Amritsar, in India, è avvenuto qualche ora dopo che i due paesi avevano trovato un accordo sui colloqui tra le rispettive massime autorità diplomatiche prima dell'incontro tra i due ministri degli Esteri a New York, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu fissata per i prossimi giorni.

Un portavoce dei Rangers del Pakistan, una forza paramilitare di confine, ha detto che i soldati indiani hanno aperto il fuoco con fucili e che sono state udite esplosioni di razzi dal lato indiano del confine. Il Pakistan ha negato di aver lanciato i razzi.

"Quando sono stati lanciati i razzi (gli indiani) hanno sparato sul versante pakistano, ha detto oggi il portavoce. "Si trattava di fuoco di armi leggere dal loro versante e abbiamo protestato... era un attacco non provocato".

Ma l'ispettore generale della Forza di Sicurezza del Confine indiana ha detto che le truppe hanno risposto al fuoco pakistano.

"Due razzi sono esplosi sul territorio indiano, approssimativamente a due chilometri dal confine... Le nostre truppe sul confine hanno risposto immediatamente, in modo molto forte, e hanno sparato contro il territorio pakistano", aggiungendo che l'India ha presentato una "forte protesta" per l'episodio.

Indiani e pakistani di tanto in tanto sono coinvolti in sparatorie lungo la vecchia linea del cessate-il-fuoco che separa le due forze nella regione del Kashmir, ma gli incidenti al confine internazionale a sud del Kashmir sono molto rari.

I due paesi hanno combattuto tre guerre dall'indipendenza del 1947, e nel 2002 sono andati vicino a combatterne una quarta.

Nel 2004 ha avuto avvio invece il tentativo di arrivare al processo di pace, ma l'India si è chiamata fuori dai negoziati dopo gli attacchi del novembre 2008 a Mumabi, attribuita a militanti islamici con base in Pakistan. A giugno di quest'anno sono ripartiti gli incontri bilaterali, che però ancora non hanno riparto il processo di pace.

Daghestan, forze russe uccidono quattro ribelli in combattimenti





La polizia ha ucciso quattro ribelli nel corso di pesanti combattimenti avvenuti oggi nella regione russa del Daghestan, e un attentatore suicida ha ferito tre poliziotti nella vicina Cecenia, mentre i militanti stanno intensificando la loro offensiva contro il potere del Cremlino. Continua a leggere questa notizia


Ieri, un attentatore suicida si era fatto saltare in aria in un'altra regione alle prese con un tentativo di insurrezione, l'Inguscezia, provocando la morte di una persona e il ferimento di almeno altre cinque.

Una serie di attentati suicidi e attacchi armati contro le forze di sicurezza nelle regioni a maggioranza musulmana di Cecenia - dove la Russia ha combattuto due guerre contro i separatisti - Inguscezia e Daghestan hanno mandato in frantumi la relativa calma degli ultimi anni nel Caucaso settentrionale.

Oggi, le forze di sicurezza russe hanno annunciato di aver completato un'operazione militare a Makhachkala, principale città del Daghestan, con l'uccisione di quattro persone sospettate di complicità nell'assassinio di un procuratore, ha scritto l'agenzia di stampa Interfax.

A Grozny, capitale della Cecenia, un attentatore suicida si è fatto esplodere mentre la polizia cercava di arrestarlo, ha scritto Interfax. Due dei tre poliziotti feriti sono in gravi condizioni.

La crescente turbolenza nel Caucaso settentrionale è divenuto un problema importante per il Cremlino, preoccupato che la violenza possa estendersi ad altre zone della Russia, dove vivono 20 milioni di musulmani e decine di diversi gruppi nazionali.

Cina, guerra al pop straniero "tradurre le canzoni online"

Il governo ordina restrizioni per l'apertura e la gestioni di siti musicali. Una commissione dovrà "approvare" e trasporre in cinese tutti i testi. "Star come Madonna nocive per i giovani"
dal nostro corrispondente GIAMPAOLO VISETTI


PECHINO - Dopo il porno, il pop. Il potere, in Cina, conferma di temere soprattutto un nemico: internet. L'ultimo bersaglio di Pechino è la musica. Il governo ha ordinato di "ripulire" i siti musicali. Ufficialmente per combattere la pirateria, come più volte suggerito dagli Usa. In realtà per controllare un settore, a detta del partito comunista "sfuggito di mano".

Entro il 31 dicembre chiunque voglia aprire o conservare un sito di musica, dovrà richiedere l'approvazione di una speciale commissione. La regola che sta facendo gridare alla censura produttori e navigatori di tutto il mondo riguarda però le canzoni. Ogni brano straniero, per ottenere l'approvazione, dovrà essere fornito in forma scritta e tradotto anche in cinese, oltre che essere presentato al governo con "immagini esplicative e idonea introduzione". Nel mirino, dunque, anche i video. Un lavoro di traduzione linguistica immenso, assai costoso e che richiede tempi lunghi.

Il ministero, investito dalle polemica sul web, ha spiegato che lo scopo è "rimuovere da internet la musica volgare, compresi i pezzi di cattivo gusto". Non sono stati indicati i criteri di giudizio, né da chi saranno emesse le sentenze. "La misura - dice Zhang Yiwu, ordinario di diritto all'università di Pechino - consentirà di evitare le influenze negative della cultura pop straniera". Il docente non ha chiarito quali sono le "influenze negative". Secondo funzionari governativi, "star scandalose come Madonna o come altri gruppi rock occidentali, nuociono ai giovani". Il portavoce del ministero della Cultura ha invece voluto rassicurare sui tempi di valutazione della censura.

"Abbiamo attivato - ha detto - un sistema innovativo. Tutte le procedure potranno essere espletate online e la risposta dell'esame non richiederà più di quattro giorni". Esclusi anche dalla possibilità di presentare brani e i video, le singole persone fisiche. Gli esperti sostengono che, nonostante le promesse, "non è chiaro come il ministero possa smaltire tutte le domande in meno di quattro mesi" I big del settore, Google, Yahoo e Baidu, non hanno per ora rilasciato commenti ufficiali. La Cina, con 338 milioni di utenti, è il più grande mercato del pianeta per la musica online. Davanti alle polemiche, il governo ha chiarito che "la norma servirà a controllare la commistione di contenuti buoni e cattivi", ma pure "la grande quantità di musica importata senza approvazione" e la violazione del diritto d'autore. Le case discografiche considerano "inapplicabile" il giudizio sulla "volgarità" dei brani musicali e "inaccettabile l'obbligo di traduzione in cinese di ogni testo". La maggioranza sembra orientata a boicottare la nuova "Internet culture license" introdotta da Pechino. Cautamente positivo invece il giudizio sulla lotta alla pirateria.

Nell'ultimo anno le vendite di musica in Cina hanno generato un giro d'affari da 85 milioni di dollari. L'accesso illecito, ossia i brani scaricati illegalmente, e la falsificazione dei dischi hanno però toccato il 99% del settore. Già da anni il governo censura film e libri importati e controlla accuratamente la scaletta dei concerti dei gruppi stranieri. Il risultato è stato il boom del commercio in nero, che offre film e dischi importati magari di infima qualità, ma prima ancora della loro uscita sul mercato internazionale. La "guerra del pop", mentre da mesi le autorità cinesi cercano di limitare l'accesso a internet, o di obbligare ogni navigatore a registrarsi inserendo il proprio numero di passaporto, ha visto una sola reazione positiva. Gary Chen, direttore della cinese "Orca Digital", fornitore di musica gratuita e partner di Google in Cina, sostiene che "pretendere un link dotato di regolare licenza" per vendere musica sul web, è "un passo decisivo per costruire un'industria sana e lecita nel Paese".

Ferrovia per la Mecca, appalto cinese e i suoi operai diventano islamici

La linea che collegherà il luogo di culto alla Medina sarà
costruita da lavoratori con gli occhi a mandorla ma convertiti

La legge dell'Islam vieta a piedi infedeli di calpestare la Città Santa
di CHIARA PAOLIN


LE VIE DI ALLAH sono infinite, e passano anche da una ferrovia. Non una ferrovia qualsiasi, a dir la verità: si tratta di un'opera assai delicata, la linea Haramain, che dovrà collegare la Mecca con la città di Medina e poi procedere fino ai centri di di Jeddah, Mina, Arafat e Muzdalifah. Ma il problema è che il mega appalto da 1,8 miliardi di dollari per la costruzione dei vari lotti è stato vinto dalla Cina, e gli operai incaricati di ferrare la terra dove riposa Maometto non sono dunque di religione islamica. Un vero problema dato che la legge islamica vieta a piedi infedeli di calpestare la Città Santa.

Le proteste sono andate aumentando in questi mesi rimbalzando da un angolo all'altro del mondo arabo, ma ora una soluzione si è profilata all'orizzonte. I principali media dell'Arabia Saudita hanno fatto sapere che nei giorni scorsi 660 manovali cinesi impegnati nell'opera ferroviaria si sono ufficialmente convertiti al credo islamico nel corso di una cerimonia pubblica celebrata proprio alla Mecca, davanti ai rappresentanti del governo locale.

Abdul Aziz Al-Khudhairi, sottosegretario del governariato della Mecca, ha spiegato che la conversione ha placato le forti proteste espresse dall'opinione pubblica e da molti autorevoli esponenti delle famiglie più antiche del Paese: "Siamo tutti molto felici. Anzi, ora anche i lavoratori locali che non hanno ottenuto l'appalto sono comunque soddisfatti, perché sanno che tanti uomini si sono avvicinati al vero credo. Adesso bisogna solo procedere in armonia. Il nostro esempio e la nostra attenzione per i diritti umani saranno un appoggio certo su cui i nostri nuovi fratelli potranno sempre contare". E non ci si fermerà qui, come spiega ancora Al-Khudhairi: "I lavoratori convertiti alla Mecca rappresentano solo il dieci per cento del gruppo di cinesi attualmente all'opera, in totale sono circa cinquemila le persone impegnate nei lavori ferroviari".

In effetti, anche dalla regione di Al-Taif è giunta la notizia che altri 2700 operai abbiano nel frattempo abbracciato l'Islam. I 450 chilometri di percorso ad alta velocità, che dovrebbero essere consegnati dopo tre anni di intenso lavoro, porteranno dunque in dote una nuova popolazione di fedeli. Ottima cosa anche secondo lo sceicco Mohammed Bin Ibrahim Al-Sawat, eminente autorità della zona: ha fatto sapere che, col suo impegno, in questi mesi sono state distribuite generosamente copie del Corano, abbondante materiale di informazione religiosa e audiocassette che raccontano la vita di Maometto e i precetti di Allah. In lingua cinese? Non è dato saperlo. E non si sa nemmeno quale sia stata la reazione del presidente cinese Hu Jintao, volato da Pechino a Riad lo scorso febbraio per siglare l'affare con re Abdullah: in patria la dura repressione della minoranza islamica degli Uiguri, in Arabia un appalto che vale una Mecca.

Benvenuti nel paese dove nascono i bambini

Record del piccolo centro toscano: 256 nascite in un anno
Gli abitanti adesso sono 25 mila e la natalità è tornata agli indici di trent'anni fa

dal nostro inviato JENNER MELETTI


QUARRATA - Basta guardare la vetrina del negozio di biciclette, in piazza della Vittoria, per capire che questo è un paese diverso. In esposizione, nelle prime file, ci sono soltanto biciclette per bambini. "Happy girl" rosa per le piccole, "Best team" azzurre per i maschietti. A pochi metri, in piazza del Risorgimento, le mamme con i passeggini sembrano in parata.

Paese del mobile", hanno scritto sotto la targa all'ingresso del centro. "Paese dei bambini", potrebbero scrivere. Ne sono nati 256, l'anno scorso. Per la prima volta Quarrata (25.020 abitanti) è tornata all'indice di natalità di trent'anni fa, quando il figlio unico era ancora un fenomeno strano. Quest'anno, fino ad agosto, sono nati 163 bimbi ma i mesi buoni debbono ancora arrivare. Nel 2008 fra settembre e dicembre ci sono stati 102 fiocchi rosa e azzurri, e le previsioni dicono che anche questo autunno porterà frutti copiosi.

"Ai bimbi ci si tiene", dice il sindaco, Sabrina Sergio Cori, che è anche medico di famiglia. "I cittadini, prima di mettere al mondo altri cittadini, vogliono essere sicuri che la comunità abbia preparato per loro il nido giusto".

L'allarme pupi è scattato due anni fa. "Il capo dell'anagrafe mi ha mostrato i numeri. Da 10 anni a questa parte - ha detto - se si fa eccezione per il 2003, la crescita è continua. Sindaco, se va avanti così, asili e scuole non basteranno. I nostri servizi funzionano, ma sono stati programmati quando qui nascevano meno di 200 bambini. Nel 1998, ad esempio, erano 174. E così ci siamo dati da fare. Proprio in questi giorni stanno partendo i lavori per una nuova scuola elementare, cinque aule in tutto, dalla prima alla quinta. E abbiamo deciso di costruire un nuovo asilo nido e una materna. I genitori possono stare tranquilli, non dovranno scannarsi per trovare un posto". Per ora - in attesa che i neonati indossino i grembiulini - le cose funzionano. In un'Italia dove solo un bimbo su nove trova posto al nido, qui le domande per l'asilo sono state 187 e solo 29 sono rimaste in lista d'attesa.

"Ma soltanto perché da noi il nido inizia a 1 anno di età e questi 29 bimbi hanno meno di un anno. Appena spenta la prima candelina, quasi tutti riusciranno a entrare. Nelle materne ci sono 740 posti e i bimbi in lista di attesa sono 24". Al nido la tariffa massima è di 297 euro al mese. "Ma ci sono rette molto più basse, legate al reddito, che però verifichiamo davvero, assieme alla Finanza".

Il tasso di natalità, nel 2008, è stato del 10,32. I bimbi nati da stranieri sono stati 51, pari al 19,92% del totale. Anche senza queste nascite il tasso di natalità sarebbe positivo. "Non è che sappiamo bene - dice il sindaco - perché qui nascano più bimbi che altrove. Certo, nella nostra cittadina non si sta male. C'è il lavoro, con i mobilifici e i vivai più grandi d'Europa. E da due anni a questa parte abbiamo deciso di fare festa ai nuovi nati. Siamo padroni di una villa medicea, la Màgia. A fine giugno invitiamo tutti i nati dell'anno precedente. "Benvenuti ragazzi", la festa si chiama così. Un rinfresco per i genitori, una foto con lo sfondo della villa, un po' di musica... È un modo per dire: cari bimbi e cari genitori, bene arrivati. Questa bellissima villa è anche vostra. Dentro al bosco di querce c'è un parco giochi, servitevene. Quando vorrete fare una festa di compleanno, in un palazzo comunale c'è una grande sala. Basta prenotare, non costa nulla".
Alessandro Rosina, docente di demografia all'Università Cattolica di Milano dice che "Quarrata è un esempio virtuoso".

"L'incremento demografico, anche al netto del contributo degli stranieri, è possibile perché chi pensa di fare un figlio sa che non sarà solo. La festa per i nuovi arrivati, ad esempio, è un segnale culturale importante. Il figlio non è solo un fatto privato, ma festa collettiva. È un segnale di fiducia nel futuro che viene condiviso da una comunità". Quarrata e altri paesi sono però mosche bianche. "In Francia la media è di 2 figli, in Italia è pari a 1,3. Questo perché chi fa il primo figlio scopre che le difficoltà, anche economiche, sono tante e allora rinuncia a nuove nascite. Anche da noi i genitori desidererebbero avere almeno due figli, ma la mancanza di servizi toglie ogni entusiasmo". Quarrata, con i seggioloni e lettini pronti nei nido e nelle materne, purtroppo resta un sogno.

Un'assaggiatrice per il governatore Le "fissazioni" di Lombardo

Sicilia: vetri blindati, superscorte, tic e manie. Ossessionato da qualcuno
che vuole fargli del male. E la fedele segretaria prova per lui il cibo

di ATTILIO BOLZONI


Raffaele Lombardo
PALERMO - Dicono che adesso la fedele Maria non sia più solo una preziosissima segretaria. Adesso fa qualcosa di davvero impagabile per il suo governatore: per lui, fa anche l'assaggiatrice. O è caffè o è pasta, è acqua o un involtino di pesce spada, lei prima sorseggia o mastica e poi abbandona ai piaceri della tavola un Raffaele Lombardo rassicurato e finalmente sereno.

Dicono che sia ossessionato da qualcuno che voglia fargli del male. Dicono che abbia paura di tutto. Oramai, anche del cibo. E' l'ultima mania del governatore della Sicilia, l'uomo politico più potente dell'isola, il più protetto, il più assillato dalla sicurezza sua, il più diffidente e irritabile ospite mai entrato nelle splendide sale di Palazzo d'Orleans, la sede della Presidenza della Regione. E a Palazzo d'Orleans, di queste cose parlano anche i muri.

Tutti raccontano da mesi e mesi delle "fissazioni" dell'ex democristiano che vuole fare la Lega del Sud mettendosi contro Alfano e Schifani, delle fobie, i tic, le nevrosi che accompagnano le sue giornate da quando è sbarcato da Catania a Palermo. E tutti sussurrano di quest'ultima sua angoscia del mangiare, sempre preparato dalle sicure mani della segretaria Maria Bonanno e - stando alle tantissime voci che circolano nel suo entourage - sempre assaporato dalla devota collaboratrice prima di finire in bocca al sospettosissimo governatore, una laurea in Medicina con tesi in psichiatria forense sul "nesso fra tradizioni popolari e costruzioni deliranti".

Una dieta controllata a vista dalla segretaria che è la sua ombra da quindici anni o una psicosi da avvelenamento, come pensa qualcuno? C'è un gran "curtigghiu", un grande chiacchiericcio a Palermo su questa e su tutte le altre paure del governatore. Anche perché Palazzo d'Orleans, negli ultimi tempi, è diventato un fortino.

Gli piace sentirsi al sicuro Raffaele Lombardo. E così ha fatto costruire un appartamento super corazzato nella foresteria del palazzo di governo. Poi ha trasformato la sua scorta in un piccolo esercito in movimento per le strade della Sicilia. Quattro Audi 6 blindate (due per turno) e due ammiraglie della Peugeot utilizzate per la "bonifica" dei luoghi dove ogni giorno è atteso. Il suo predecessore Totò Cuffaro, aveva solo due auto e 3 uomini a turno più un autista. E senza mai "bonifiche" del territorio. La rete di protezione intorno al nuovo governatore conta oggi 18 poliziotti impiegati ogni giorno, due turni anche per loro. Poi Lombardo ha cambiato all'improvviso il capo della sicurezza che era lì da molto prima dell'arrivo di Cuffaro ("Temeva che riferisse tutto a Totò", malignano in giro) e gran parte dei vecchi agenti.

Uno sconvolgimento. Mai un presidente della Regione aveva avuto tanta protezione. E mai un presidente aveva speso tanto per la sua sicurezza, nonostante la campagna sbandierata sui "tagli" dopo le follie dell'era cuffariana. Tagli annunciati e decisi dappertutto ma poco nella sua Catania e nelle province siciliane di sua influenza, una vistosa incoerenza che ha scatenato la rabbia di tanti alleati - nemici del Pdl. Qualcuno - per l'accanimento nell'accaparrarsi poltrone di sottogoverno e postazioni di potere in ogni angolo dell'isola - già lo chiama "Arraffaele".

La vita blindata del governatore non è la paura che gli provoca solo l'infida Palermo. Anche a Catania ha fatto ristrutturare e "rinforzare" l'ex palazzo dell'Ente sviluppo agricolo, che è il posto dove lui riceve come governatore quando è dall'altra parte della Sicilia. E' un edificio tutto vetri nel centro della città, vicino piazza Stesicoro. Proprio i vetri ha fatto sostituire Lombardo: li ha voluti tutti "anti sfondamento".
Un'ossessione per la sua sicurezza e un'altra ossessione per ogni riferimento diretta o indiretta alla morte. La vicenda risale a qualche mese fa, quando alcuni del Pdl presentarono in Senato un disegno di legge che prevedeva la continuazione della legislatura regionale anche in caso del decesso del governatore.

La reazione di Lombardo fu collerica: "Spieghino, i miei amici, quali rischi corro. Altrimenti la considero una minaccia di cattivo gusto". Ma l'elenco dei suoi tormenti non finisce con cibo e scorte e bunker. Più di una volta si è mostrato infastidito per il ticchettìo dei tacchi di una signora, più di una volta ha fatto una scenata a qualcuno che batteva ritmicamente una penna sul tavolo. "Raffaele non sopporta i rumori seriali", spiegano i suoi.

Testimoni riferiscono della "carta che si divora, interi fogli di formato A 4" durante le riunioni nel suo ufficio, dell'aria condizionata che non vuole neanche nei bollori estivi palermitani, dell'ascensore che deve prendere sempre da solo, della poltrona numero 1 lato corridoio che pretende per ogni volo, del caffè che deve preparare sempre una commessa e soltanto lei. Sennò il governatore non beve il caffè e va su tutte le furie.

Il Monopoli diventa globale Adesso si gioca sulle mappe Google

Con Monopoly City Street la rincorsa a Parco della Vittoria finisce online e si trasferisce nel mondo reale. E mentre in Italia arrivano la versione d'antan e un nuovo campionato nazionale, Ridley Scott promette un film
di JAIME D'ALESSANDRO



UNA centrale termoelettrica a Via del Corso a Roma. Grossa, scura, con due alte ciminiere che eruttano fumo nero a getto continuo. Ed è solo uno delle tante anomalie architettoniche sorte nella città eterna. O meglio nella sua versione digitale in Monopoly City Streets che ha appena aperto i battenti sul Web. Unione del gioco da tavola più popolare al mondo con i videogame di massa online e costruito sulle mappe di Google. Il risultato? Un Monopoli planetario dove chiunque può acquistare Corso di Porta Romana a Milano, Fifth Avenue a Manhattan, Century Square a Shangai.

In poco più di 48 ore i prezzi hanno già cominciato a salire, le strade vengono comprate una dopo l'altra e sulle cartine delle città gli edifici si fanno sempre più densi. L'idea di fondo è rimasta la stessa di sempre: acquistare terreni per poi costruire sopra palazzi che producano una rendita, con l'obbiettivo dichiarato di diventare il proprietario più ricco in circolazione. Solo che ora, oltre a giocare sulla mappa del mondo contro persone collegate da ogni dove, si può anche disturbare gli altri utenti. Basta pescare la carta giusta et voilà, ecco a disposizione una centrale elettrica o una bel carcere da piazzare sul Colosseo per far dispetto a quel tipo che se l'è comprato a due lire. E non è l'unica arma, ci sono anche i bulldozer che possono demolire sia gli edifici di disturbo sia quelli che fruttano denaro o che sono stati eretti per proteggerli. Già, perché per evitare che qualcuno rovini una delle nostre preziose strade con qualche obbrobrio, bisogna erigere strutture difensive. Di base parchi e stadi di calcio, vai a capire perché.

Il videogame, per ora disponibile (all'indirizzo www. monopolycitystreet. com) solo in inglese, francese, spagnolo, tedesco e olandese, è gratuito e per entrarci non bisogna istallare alcun software. Si comincia con la cartina della Terra e una finestra dove scrivere il nome di una piazza, una strada, una città. Fatta eccezione per Corea del Nord e Israele, c'è davvero tutto. Isole Fiji comprese. Dopo la registrazione, questione di una manciata di secondi, si ricevono tre milioni di dollari virtuali da sperperare in speculazioni edilizie più o meno azzardate. Se poi quella determinata strada appartiene già a qualcun altro, l'offerta gli viene inoltrata e c'è sempre l'obbligo di risposta. Il tetto massimo di offerte giornaliere è stato fissato a dieci e ci sono anche le classifiche locali, regionali e nazionali dei più abili e danarosi.

Frutto della collaborazione fra Google e Hasbro, che dal 1991 possiede i diritti del Monopoli, l'intero gioco è stato messo in piedi usando SketchUp, un software per la creazione di modelli tridimensionali. La fase sperimentale terminerà il 31 gennaio del 2010 quando Monopoly City Streets apparirà nella sua versione definitiva. Fino ad allora, quindi, c'è da aspettarsi grossi problemi tecnici, in queste prime fasi in special modo.

Nel frattempo nel mondo reale, Italia compresa, la Hasbro il 26 settembre lancerà una versione del gioco da tavola molto fedele all'originale del 1935, cominciando dal nome, che non è più Monopoli ma Monopoly. E lo stesso giorno a Milano si svolgeranno le qualificazioni per partecipare al campionato mondiale previsto a Las Vegas il 20 ottobre. Infine c'è Ridley Scott, regista di "Blade Runner" e "Il Gladiatore", che a quanto pare ci girerà un film: storia di come le persone, anche quelle a noi vicine, cambiano atteggiamento con il possesso. Poco importa se si tratta solo di un passatempo fatto di dadi e casette in lego colorato. Che poi era il senso di The Landlord's Game, gioco creato agli inizi del Novecento dalla quacquera Elizabeth J. Magie Philips partendo dalle teorie dell'economista Henry George contrario, fra le altre cose, alla concentrazione in poche mani delle proprietà terriera. Ed è proprio da quel gioco che nacque il Monopoli.

Los Angeles, rubate 11 tele di Warhol: valgono milioni di dollari

LOS ANGELES (12 settembre) - Undici opere di Andy Warhol sono state rubate a Los Angeles in casa di un collezionista. Le tele, del valore di milioni di dollari, sono state trafugate una decina di giorni fa, stando a quanto riporta il Los Angeles Times citando fonti della polizia. Il collezionista, Richard L. Weisman, che era amico di Warhol e gli aveva commissionato le tele - 10 ritratti di atleti famosi realizzati alla fine degli anni Settanta - era partito per un viaggio il giorno prima del furto. Altre opere di Warhol sono state lasciate nell'abitazione dai ladri.

Una ricompensa di un milione di dollari è stata offerta a chiunque fornisca informazioni utili al recupero delle tele.

Affondo Di Brunetta Contro i Cineasti: "Parassiti, Chiudere Il Rubinetto Del Fus"

Gubbio (Perugia), 11 set. - (Adnkronos/Ign) - Nel suo intervento al seminario del Pdl a Gubbio Renato Brunetta lancia un duro affondo ai cineasti "parassiti" che animano la Mostra del Cinema di Venezia in questi giorni: "Gente che ha preso tanti soldi e ha incassato poco al botteghino. Gente che non ha mai lavorato per il bene del paese, anzi non ha mai lavorato". Il ministro della Pubblica amministrazione allarga il discorso ai "parassiti dei teatri lirici, i finti orchestrali, i cantanti, tutti quelli che erano abituati che a pagare era Pantalone".

Brunetta si rivolge direttamente al ministro della Cultura Sandro Bondi in sala: "Ti dico, Sandro, di chiudere quel rubinetto del Fus, facciamolo al più presto. Ci sono orchestrali che mettono insieme orchestre che suonano poco per avere sussidi statali e poi si fanno il complessino loro. Andate a lavorare -alza la voce Brunetta- confrontatevi con il mercato. Questo è un pezzo di Italia molto rappresentata, molto 'placida'. Questa è l'Italia leggermente schifosa".

Proprio oggida Venezia Sergio Castellitto, in conferenza stampa per il film di Vincenzo Terraciano di cui è protagonista, ha riportato alla ribalta la protesta del mondo del cinema italiano contro i tagli alla cultura previsti in finanziaria. "Dall'Excelsior di Roma a quello di Venezia, voglio ricordare che il problema dei tagli al Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) c'è ancora anche se, all'italiana, d'estate finisce un po' tutto sotto l'ombrellone".

Una sede in fin dei conti calzante, visto che anche il film Tris di donne & abiti nuziali è stato realizzato con il contributo del Mibac: uno dei tanti grazie ai quali è stato possibile dare alla luce un progetto rimasto in gestazione per otto anni e accolto da molti come un buon esempio di revival della commedia all'italiana.

«Abbiamo fatto risparmiare 170 milioni a Rossi e lui non ci ha ancora pagato»

I commercialisti che hanno seguito Valentino nel contenzioso
con il fisco italiano reclamamano la parcella mai versata




ROMA (11 settembre) - Dopo il patteggiamento con il fisco, andato a buon fine nel 2007, è ora lo studio di commercialisti Cesaroni-Cappellini a vantare un credito nei confronti di Valentino Rossi. Lo studio si è occupato degli affari del campione di Tavullia con il fisco, ma al momento del pagamento della parcella, il dottore non avrebbe saldato.

«Siamo molto amareggiati - afferma il dottor Massimiliano Tasini dallo studio di Pesaro - Da febbraio 2008, da quando cioè il contenzioso con il fisco si è chiuso positivamente per Valentino Rossi, abbiamo mantenuto un basso profilo per non ledere l'immagine del campione. Ora il nostro ufficio legale sta preparando un comunicato stampa che verrà diffuso lunedì prossimo per spiegare nei dettagli la vicenda».

Ancora non si parla di cifre, e il professionista dello studio Cesaroni-Cappellini, cerca di gettare acqua sul fuoco. «Per noi - afferma Tasini - si tratta di una cifra infinitesimale, ma siamo riusciti a far risparmiare a Rossi circa 170 milioni di euro, fate voi una proporzione».

Quanto emerge è che lo studio di Pesaro si è rivolto all'Ordine dei commercialisti per un parere di congruità della parcella, che dovrebbe essere intorno all'1-1,5% della cifra risparmiata da Rossi (1,7-2,5 milioni di euro all'incirca). Nel caso il parere dell'ordine dei commercialisti dovesse essere positivo per lo studio, il documento diventerebbe esecutivo e Valentino avrebbe 40 giorni per appellarsi.

Australia: ragazza rischia 7 anni di carcere per aver usato da sola la pillola abortiva

CON LEI VERRÀ PROCESSATO ANCHE IL FIDANZATO CHE L'AVREBBE AIUTATA

Tegan Leach, 19 anni, ha comprato un clone cinese della Ru486: si sentiva troppo giovane per avere un bimbo

CAIRNS (AUSTRALIA) - Una teenager australiana rischia fino a sette anni di carcere per aver abortito da sola in casa. E' il primo processo di questo genere nell’ultimo secolo in Australia. Tegan Leach, 19 anni, originaria di Cairns, nello Stato settentrionale di Queensland, è stata rinviata a giudizio al tribunale distrettuale della sua città. Anche il suo fidanzato, il 21enne Sergie Brennan, è stato incriminato, con le accuse di averle procurato le medicine necessarie ad abortire e, a sua volta, rischia tre anni di prigione.

LE ACCUSE - La Corte ha ascoltato la polizia, che ha detto di aver trovato un blister di farmaci vuoto, che avrebbe contenuto una pillola abortiva arrivata dall’Ucraina, insieme alle istruzioni di un dottore russo per somministrarla, nel corso della perquisizione della casa della coppia. Secondo gli agenti, la ragazza ha assunto il farmaco, una versione cinese della Ru486, per provocare l’aborto, perchè lei e il compagno si sentivano troppo giovani per allevare un bambino. Secondo il procuratore Peter Austin, le ammissioni della giovane sono sufficienti per aprire il processo. Il caso ha sollevato forti polemiche in Queensland e in Australia, tanto che Leach e il fidanzatino hanno dovuto nascondersi dopo che una ordigno è stato scagliato contro la loro casa e l’auto del ragazzo è stata attaccata. La Ru486 è stata introdotta in Australia appena tre anni fa e può essere amministrata solo sotto controllo medico. Ma le leggi sul suo utilizzo sono così poco chiare che un numero di medici preferiscono non prescriverla, per paura di essere perseguiti.

Presta soldi falsi a imprenditore in crisi, arrestato dai Carabinieri

Il contatto in internet poi la trattativa per un prestito di quattro milioni di euro che dura mesi. Infine l'incontro



ROMA - Una storia per un film. I personaggi ci sono tutti e ben definiti: un finto intermediario finanziario, quarantenne cileno che mette annunci di prestiti su un sito internet e il suo socio in affari, un facoltoso imprenditore arabo che presta 4 milioni di euro con interessi vantaggiosi, 6% in 10 anni e rate trimestrali. Dall'altra parte un esperto consulente finanziario del nord che cerca soldi per conto di un imprenditore edile a rischio di bancarotta per il mancato pagamento di alcuni lavori.
LA TRATTATIVA - Si scrivono in internet, avviene il contatto. Partono mail su mail con trattative che durano mesi, controlli sulla società che presta i soldi, tutto risulta in regola. Alla fine il consulente dell'imprenditore riesce a stipulare un vero e proprio contratto e si definisce l'incontro decisivo per ricevere il prestito. L'appuntamento è all'hotel Exedra di piazza della Repubblica a Roma e il prezzo della trattativa è pattuito: centomila euro, da consegnare a prestito avvenuto. Tutti si presentano con la propria valigetta e avviene lo scambio.

LA FRETTA - Ma improvvisamente, appena si scambiano le borse il cileno e l'arabo hanno fretta, voglio andare via subito e dicono di avere un taxi che li aspetta fuori. Il consulente finanziario non ha ancora visto bene i soldi nella valigetta, aperta solo per alcuni istanti, ma sbirciando vede che contiene 20 mazzette da 200mila euro, con un dettaglio inquietante però: sotto le fascette c'è la scritta facsimile. Il sospetto è realtà: i soldi sono falsi. Pochi istanti per realizzare e scattare all'inseguimento dei due che sono già in strada. In un attimo acciuffa per la giacca il cileno e parte un litigio. I rumori attirano l'attenzione dei Carabinieri presenti in zona e l'intervento è immediato. Il cileno è arrestato ma l'arabo si è dileguato e ha con sè i centomila euro in contanti.

«Caster Semenya è un ermafrodito»

MA LA IAAF PRENDE LE DISTANZE: «NON È UNA PRESA DI POSIZIONE UFFICIALE»

Indiscrezioni della stampa australiana: non ha ovaie ma dei testicoli maschili interni che secernono testosterone


MILANO - La sudafricana Caster Semenya, medaglia d'oro ai mondiali di atletica di Berlino, è tecnicamente un ermafrodito. Lo dimostrerebbero i test di genere condotti sulla 18enne subito dopo la sua discussa vittoria agli 800 metri. Secondo quando riporta il quotidiano australiano Daily Telegraph, non ha utero e ovaie, ma testicoli maschili interni. Un elemento che spiegherebbe i livelli di testosterone tre volte superiori a quelli normali per una donna, individuati nelle analisi mediche effettuate dopo la gara. La Federazione internazionale di atletica (Iaaf) ha ricevuto il responso dei nuovi test, ma ha rifiutato di confermarne i risultati prima di farli verificare da un gruppo indipendente di scienziati e di informare la stessa Semenya. Tuttavia Pierre Weiss, segretario generale della Iaaf, ha fatto precise allusioni al referto degli esami: «È chiaro che si tratta di una donna, ma forse non al 100%. In tal caso bisogna accertare se questa condizione la pone in una posizione di vantaggio in relazione alle altre atlete».
LA IAAF PRENDE LE DISTANZE - Comunque la federazione prende le distanze dalle indiscrezioni di questi giorni, che «non possono essere considerate come prese di posizione ufficiali della Iaaf - viene sottolineato in una nota ufficiale -. I risultati dei test per la verifica del sesso saranno esaminati da un gruppo medico di esperti. Nessun decisione sul caso sarà comunicata finché la Iaaf non avrà completato l'esame di questi test». Sembra però probabile che la campionessa non dovrà rinunciare alla medaglia d'oro, in quanto non sussiste un caso di doping. C'è però il rischio che le siano precluse in futuro le competizioni femminili. La decisione sulla carriera della campionessa sarà presa a novembre. «Il caso avrà la priorità nel Consiglio esecutivo che si riunirà il 20 e 21 novembre - ha detto Pierre Weiss -. Prima non sarà deciso nulla perché non abbiamo ancora tutti gli elementi a disposizione e quelli che conosciamo devono essere sottoposti a degli esperti. Al momento dobbiamo decidere se dovranno essere esterni alla Iaaf o della nostra commissione medica, che si riunirà il 16 ottobre a Monaco, o entrambi».

POLEMICHE IN SUDAFRICA - Il Sudafrica intanto si schiera compatto dalla parte dell'atleta. «Sono disgustato e scioccato - ha dichiarato il ministro dello Sport, Makhenkesi Stofile -. Ho chiesto le scuse della Iaaf ma non ho ancora ricevuto risposta». Il Daily Telegraph ha contattato anche la madre di Caster: «Io l'ho creata donna e non ho dubbi che sia una donna. In famiglia non ci preoccupiamo di quello che si sta dicendo - dice Dorcus Semenya -. Perché l'invidia fa dire alla gente cose così cattive?».

Altro tentato suicidio tra i dipendenti France -Telecom

LA CRISI E I TAGLI DEL PERSONALE HANNO GIÀ FATTO 22 VITTIME DAL FEBBRAIO 2008

E' in pericolo di vita una donna che si è lanciata dal quarto piano di una sede del Gruppo

PARIGI - Una dipendente di France Telecom è ricoverata in ospedale ed è in grave pericolo di vita dopo essersi lanciata dal quarto piano della finestra di un palazzo sede del gruppo di telefonia francese, a Parigi. Lo si apprende da fonti sindacali.

Il tentativo di suicidio è avvenuto nel XVII arrondissement. Due giorni fa un dipendente si era pugnalato in pieno petto durante una riunione in cui aveva appreso che il suo posto era stato tagliato. Dal febbraio 2008 ad oggi 22 sono stati i dipendenti di France Telecom ad essersi tolti la vita.

E' Melissa Satta la nuova valletta di Controcampo





Melissa Satta ai tempi di «Striscia la notizia»
(Foto Masterphoto)






Sarà Melissa Satta, fidanzata di Bobo Vieri, la sostituta di Maria Josè Lopez a «Controcampo». Lo rivela il sito del settimanale «Tv Sorrisi e Canzoni», precisando che la redazione sportiva di «Controcampo», dopo aver vagliato diversi nomi, ha scelto l'ex velina, che sembra ripercorrere professionalmente e nella vita privata, lo percorso di Elisabetta Canalis. Il debutto della Satta è previsto per questa domenica. La Satta sta frettolosamente rientrando da New York, dove aveva accompagnato il fidanzato impegnato nel «World Texas Poker tour».

TROPPO VELOCE E POCO SANO, COSI' MANGIANO LAVORATORI

ROMA - Quante volte, lavorando, si salta il pranzo per mancanza di tempo e ci si ritrova a metà pomeriggio in ufficio a svuotare la macchinetta distributrice di snack? Ebbene, uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition Education and Behavior, dimostra che i lavoratori sono troppo indaffarati per mangiare sano. A causa di orari irregolari e turni troppo lunghi di lavoro, la dieta di uomini e donne lavoratrici è infatti disordinata e troppo spesso malsana.

Lo studio, condotto da Caroline Devine della Cornwell University, ha analizzato 25 madri e 25 padri lavoratori, appartenenti a una classe sociale media, e ha rilevato che più della metà conduceva una dieta sregolata a causa delle condizioni di lavoro. Il risultato supporta una ricerca precedente della stessa autrice che dimostrava come gli orari di lavoro dei genitori influissero sulla dieta dei figli. Maggiore era la flessibilità sul lavoro e più sano mangiavano i bambini. "Questa volta volevamo capire il motivo per cui il lavoro influenza così tanto le abitudini alimentari di una famiglia", ha detto Devine, evidenziando che i genitori mettono in atto 22 strategie alimentari quando non sono in grado di sedersi a tavola con la famiglia, fra cui saltare la colazione, mangiare sul lavoro, addirittura in macchina, comprare cibi precotti da riscaldare in ufficio. Il motivo è la mancanza di tempo e la tendenza a voler risparmiare. Ma non solo: lo studio dimostra che anche il livello di soddisfazione sul lavoro influenza il modo in cui si mangia così come l'avere un posto sicuro o meno. E in più, la facilità di accesso al cibo: spesso i posti di lavoro hanno mense che chiudono troppo presto o sono lontani da negozi e ristoranti.

RICOVERATI DOPO CURE TERMALI, MUORE UN'ANZIANA

FASANO (BRINDISI) - E' morta una delle persone ricoverate nell'ospedale di Fasano per aver accusato un malore dopo essersi sottoposta a trattamenti alle Terme di Torre Canne, a Fasano, nel Brindisino. Si tratta di una donna di 76 anni, ma non è possibile dire che il decesso sia stato causato dalle cure termali; la paziente pare soffrisse di alcune patologie ed è morta per insufficienza respiratoria acuta. Il sostituto procuratore del tribunale di Brindisi Miriam Iacoviello, che ha aperto un'inchiesta, ha affidato l'incarico per eseguire l'autopsia.

E' confermato intanto che sono una ventina le persone ricoverate in ospedali delle province di Bari e Brindisi per problemi respiratori, e tutte si erano sottoposte a cure alle Terme di Torre Canne.

Se tra le due circostanze ci sia una correlazione lo si potrà sapere probabilmente dall' esito delle analisi in corso su alcuni campioni prelevati alle Terme da tecnici della Asl di Brindisi, dell'Arpa e dell' istituto di Igiene dell'università di Bari.

Non ha fatto cure idropiniche presso le Terme di Torre Canne, nel brindisino, l'anziana morta nell'ospedale di Fasano. La donna faceva parte di un gruppo di circa venti persone che ha avuto malori dopo trattamenti nella struttura. In un comunicato, le Terme di Torre Canne, che continuano ad erogare regolarmente le cure termali in tutti i reparti, precisano che "la persona deceduta non ha fatto cure idroponiche in quanto il nostro stabilimento termale non eroga tale trattamento".
Le Terme precisano inoltre che su 213.300 trattamenti eseguiti dall'inizio della stagione a circa 18.200 clienti "si sono registrati tra luglio e agosto, stando alle notizie apprese dai mezzi di informazione, una ventina di casi di polmonite la cui origine è da accertare. Ci risulta peraltro che in Puglia durante questa stagione estiva vi sarebbe stato un aumento di casi di polmonite. Abbiamo, inoltre, appreso che un ospedale nelle vicinanze ha registrato quest'estate una ventina di casi di polmonite di cui 6/7 avevano effettuato cure termali presso la nostra struttura". Peraltro - si dice nel comunicato - "tutti gli ambienti affollati come ospedali, bar, ristoranti, cinema, centri commerciali e quindi anche stabilimenti termali sono potenziali veicoli di contagio e per questo motivo oltre alle comuni misure igieniche stiamo già eseguendo una sanificazione straordinaria dello stabilimento termale". "Per fugare ogni dubbio sui rischi per la salute dei nostri termandi e per tutelare la nostra immagine" le Terme hanno chiesto alla Asl brindisina di "avviare nel più breve tempo possibile una campagna a tappeto di campionamenti su tutta la struttura termale".

SOCIAL NETWORK NEL MIRINO DI AGENZIE PUBBLICITARIE

ROMA - Twitter apre le porte alla pubblicità, Wikipedia ci sta pensando e Facebook è già a buon punto. Il mondo degli inserzionisti e quello dei social network si stanno incontrando per trovare sistemi sempre più personalizzati per recapitare ai consumatori pubblicità su misura ma forse anche trovare nuove fonti di guadagno da Internet, necessità che per l'editoria è stata ampiamente sollevata da Rupert Murdoch.

Twitter ha cambiato le sue regole, appena quattro mesi dopo aver detto un primo no, per consentire l'ingresso delle inserzioni pubblicitarie nel social network di microblogging che conta 45 milioni di iscritti in tutto il mondo. Un segnale concreto dell'interesse - reciproco - del settore per la pubblicità, che in questo contesto si può avvalere degli strumenti tipici del social network e delle nuove funzioni di localizzazione geografica di utenti e servizi, anche grazie al crescente accesso via cellulare. In questo senso vanno sicuramente i recenti accordi di Facebook, che conta 250 milioni di utenti, 65 dei quali via telefonino, con Nokia per servizi che comprendono, appunto, anche la 'geolocalizzazione'.

L'interesse per la pubblicità non viene escluso nemmeno dall'altro grande pilastro del Web 2.0, Wikipedia. "Pubblicità su Wikipedia? E' una possibilità. Non la escluderei del tutto, anche se nessuno qui pensa che sia una buona idea", ha detto martedì Jimmy Wales, uno dei fondatori dell'enciclopedia più nota del web. "La rete sociale è uno strumento di marketing estremamente efficace. Avere un molti amici, infatti, equivale ad avere un gruppo piuttosto omogeneo di persone presso cui promuovere qualsiasi prodotto", sostiene Leon Hill, amministratore delegato della uSocial, società pubblicitaria che vende 'amici' su Twitter e Facebook a prezzi 'abbordabili' (poco più di mille dollari ogni diecimila nomi).

Su 'Facebook' questo servizio sarà attivo dal 16 settembre, anche se il primo social network del mondo ha già fatto sapere che chi viene scoperto ad acquistare 'amici', per scopi pubblicitari o d'altro tipo, rischia l'espulsione. Su Twitter invece il servizio funziona già e potrebbe essere il primo di una serie. E presto arriveranno anche le funzioni di geolocalizzazione. Intanto però uno studio ha accertato che in media il 30% dei messaggini nei microblog già contiene riferimenti a marchi e prodotti commerciali. Il 'micro' social network, secondo i risultati dello studio condotto da due docenti dell'Università della Pennsylvania, è infatti diventato un passaparola in cui gli iscritti tendono a 'micro-bloggare' in particolare suggerimenti e impressioni su prodotti o servizi disponibili sul mercato. Twitter ha addirittura tre motori di ricerca per 'misurare' queste opinioni, l'ultimo dei quali, 'Tweetfeel', ha esordito alla fine di luglio. Con 'Tweetfeel', 'Twendz' e 'Twitrratr' è possibile individuare opinioni, pensieri e stati d'animo dei miroblogger su un particolare tema, un prodotto, un film, un libro o un fatto di cronaca. Servizi simili sarebbero allo studio anche per Facebook e per altri social network.

L'11/9/2001, dalla Stazione Spaziale Internazionale

INCHIESTE BARI, TARANTINI: TEMO PER LA MIA VITA

di Roberto Buonavoglia

BARI - Teme per la sua vita. Si sente sott'assedio. "Sono - dice - come un collaboratore di giustizia che, dopo aver rivelato ai magistrati i nomi degli autori di alcuni omicidi, vede le proprie confessioni pubblicate sui giornali". Si sente in pericolo Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore barese che ha detto di aver ingaggiato ed inviato 30 ragazze nelle residenze private del premier Berlusconi. Le sue preoccupazioni Tarantini le annota nell'esposto che, assieme al suo avvocato Nicola Quaranta, ha depositato nelle mani del procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati.

Al magistrato, Tarantini ha lamentato il danno "devastante" che ha ricevuto dalla pubblicazione dei verbali secretati dei suoi interrogatori finiti due giorni fa sul Corriere della Sera. Quale danno? 'Gianpi' afferma di temere per la sicurezza sua e della sua famiglia e confessa che, se qualcuno dovesse minacciarlo, non esiterà a chiedere di essere tutelato, proprio come si fa con i pentiti di mafia. Tarantini ha spiegato a Laudati che la pubblicazione degli atti, dai quali emerge la sua decisione di collaborare con la magistratura, ha danneggiato anche la sua posizione processuale. Soprattutto perché - sostiene - ora sarà più difficile per la procura verificare, attraverso anche i testimoni da lui indicati, la veridicità delle sue dichiarazioni. Attendibilità che, una volta riscontrata dalla pubblica accusa, potrebbe garantire a Tarantini il patteggiamento della pena e chiudere il procedimento istruito dal pm Giuseppe Scelsi che contesta a 'Mister protesi' i reati di cessione di droga, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e favoreggiamento della prostituzione.

Una richiesta, quella del patteggiamento, che la procura ha finora respinto perché - ha spiegato Laudati dopo aver ricevuto Tarantini - "il procedimento ha bisogno di ulteriori approfondimenti. Tuttavia, entro l'anno ci sforzeremo di definire tutti i fascicoli". I riscontri dei magistrati riguardano anche la cena tenuta il 28 marzo 2008 in un ristorante di Bari a cui erano presenti - secondo Tarantini - lui, Massimo D'Alema, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, primari e dirigenti di Ausl baresi. I ricordi di Tarantini sulla cena contrastano con le affermazioni di Emiliano e di D'Alema. I due politici hanno detto di essere arrivati nel ristorante e di essere andati subito via. D'Alema ha precisato: "Arrivai tardi, feci un breve saluto e me ne andai". Per organizzare la cena Tarantini sostiene di aver speso 4-5.000 euro. Ma si ritiene quasi offeso dalle parole dei due politici che dicono di non conoscerlo. "Emiliano e D'Alema - afferma Tarantini - hanno detto di non conoscermi: se ce lo chiederanno gli inquirenti forniremo tutte le indicazioni utili perché su quella cena sono in corso indagini. Dico solo che sbagliano quanti oggi dicono di non conoscermi o di non ricordarsi di me. Farebbero bene a ricordarsi chi sono". Dichiarazioni che Emiliano ha definito "equivoche come il personaggio" annunciando querela. Lasciando il palazzo di giustizia Tarantini è stato protagonista di un siparietto: si è imbattuto nella sua amica gip Jolanda Carrieri, che con la collega Giulia Romanazzi si è astenuta dal trattare fascicoli su Tarantini. I due si sono salutati a distanza con le braccia levate e regalandosi generosi sorrisi. Vi conoscete?, gli ha chiesto un cronista. "Sì - ha detto 'Gianpi' - siamo amici da anni"