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giovedì 10 settembre 2009

Arriva Klaira, la prima pillola naturale

di Adele Sarno
Da oggi disponibile in farmacia l'anticoncezionale con lo stesso estrogeno prodotto dalla donna. Ben tollerata, efficace e a ridotto impatto metaboico, Klaira agisce grazie a un mix di estradiolo valerato e dienogest. Un'innovazione per assecondare le esigenze delle otto donne su dieci che rifiutano gli ormoni sintetici

Contraccezione si cambia. Dopo 50 anni di ricerche è arrivata Klaira, la prima pillola anticoncezionale al ‘naturale’. Rilascia l’estradiolo, un estrogeno identico a quello prodotto dal corpo femminile. Da oggi è disponibile nelle farmacie italiane, e tutte le donne che sono restie a utilizzare la contraccezione ormonale per non assumere derivati sintetici, potranno ricredersi e, con la prescrizione del proprio ginecologo, assumere Klaira.

“Un’innovazione che tutti noi aspettavamo – spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano – questa pillola apre nuovi orizzonti non solo alle più giovani ma anche a chi è in età più avanzata. Ma non deve sostituire gli altri contraccettivi ormonali in commercio. Klaira è un'opzione in più per chi non è soddisfatto”. La novità è stata presentata al Congresso della Società Europea di Ginecologia, in corso a Roma.

Come funziona Klaira
È sicura come qualsiasi altro contraccettivo ormonale, ha un’alta tollerabilità e ha un ridotto impatto metabolico. Klaira consente di controllare il ciclo mestruale ed è un abito adatto ad ogni età. Ma come funziona? “La pillola – spiega la professoressa Franca Fruzzetti, ginecologa della clinica universitaria dell’Ospedale S. Chiara di Pisa – agisce grazie a un mix a dosaggio flessibile di estradiolo valerato e dienogest, un progestinico già ampiamente impiegato con successo per il suo effetto sull’endometrio. Ogni confezione è composta da 28 compresse: 26 a base dei due ormoni, variamente combinati, più due placebo, così da assicurare un’assunzione continuativa e ridurre le dimenticanze”. In altre parole la nuova pillola si differenzia da tutte le altre per la variabilità del dosaggio e la combinazione con il dienogest. Utilizzare solo l’estradiolo, ovvero l’ormone rilasciato anche dal corpo femminile, non assicurava il controllo del ciclo.

Sicurezza contraccettiva e tollerabilità
Sono proprio la variabilità del dosaggio e la combinazione con il dienogest ad aver permesso a Klaira di riuscire dove tutti i precedenti tentativi avevano fallito. Fino ad oggi infatti, utilizzare l’estradiolo, l’ormone che il corpo riconosce come proprio, era risultato impossibile poiché non assicurava un sufficiente controllo del ciclo. Klaira, rappresenta il capostipite di una nuova classe di estroprogestinici per via orale, con potenzialità del tutto peculiari. Dati clinici dimostrano la sicurezza contraccettiva e la tollerabilità della pillola dai 18 ai 50 anni. Il 79,4% delle donne arruolate nello studio di confronto per la verifica di Klaira ha dichiarato la propria soddisfazione. L’aderenza al trattamento è risultata del 97,1%. E ancora, più accurata è stata la personalizzazione, maggiore la soddisfazione fisica ed emotiva. La protezione da gravidanze indesiderate è garantita e pari a quella delle altre pillole oggi in commercio. E le controindicazioni sono come le precendenti: non è consigliabile per chi ha tumori ormonodipendenti, epatite, trombosi, ipertensione severa, gravi malattie cardiovascolari, emicrania con aura e fuma.

Cina, tutti pazzi per il quiz online domande demenziali e ricchi premi

Oltre un milione di cinesi in due mesi hanno giocato a Internet Millionaire
Un dilemma per il regime: come controllare un sito così popolare?

dal nostro corrispondente GIAMPAOLO VISETTI


PECHINO - Il primo quiz online sta tenendo milioni di cinesi incollati a computer e telefoni cellulari. "Internet Millionaire" è stato lanciato in giugno dal sito Tudou.com e nel giro di poche settimane è diventato il fenomeno nazionale dell'estate. Per la prima volta vengono messi in palio 1 milione di yuan in contanti, pari a circa 100 mila euro. Nei giochi a premi televisivi, in Cina, si possono vincere al massimo viaggi, o mobili per la casa.

Il travolgente successo del quiz per internauti, nel Paese che con 300 milioni di utenti è il primo mercato telematico mondiale, è però dovuto alla sua interattività. Quella che è stata ribatezzata "la tribù del pollice del Millionaire", segue le domande alla tivù online del sito. Tramite il telefono cellulare collegato Wifi, o navigando nei motori di ricerca, o ricorrendo alle chat, può consultare qualsiasi fonte e chiedere aiuto a chiunque. Ci sono 90 secondi per dare una risposta e vince chi risolve più rapidamente il quesito, inviando la soluzione via "sms", o direttamente al computer.

Le domande, volutamente, sono assurde, o complesse, per costringere i concorrenti a consultazioni rapide, ma nello stesso tempo approfondite. A prevalere è dunque chi riesce a unire l'abilità occhi-mani-mente, ma pure la consuetudine a navigare in internet e il gruppo più numeroso di amici-consulenti in facebook.

Partito come un esperimento, il "Millionaire" online ha generato una vera febbre in rete, con comunità di internauti che si riuniscono in casa e nei caffè per partecipare alle puntate. In due mesi oltre un milione di cinesi, tutti giovanissimi tra i 16 e i 25 anni, con qualche "anziano" sulla quarantina, ha partecipato al quiz. In questi giorni, dopo combattute eleminazioni dirette, sono rimasti in gara dieci concorrenti di varie regioni. Saranno ridotti a tre prima della finalissima, fissata per il 28 settembre.

Il fenomeno che sta sorprendeno la nazione, dove il potere contrasta con ogni mezzo la diffusione di internet, temuto quale pericolosa arma capace di diffondere idee e aspirazioni democratiche, è il successo del gioco anche tra semplici, e più attempati, spettatori. Il segreto si nasconde nell'ironia, o nella comicità, di domande demenziali che richiedono una certa conoscenza dei gossip del jet set nazionale. Si può chiedere "quanti bottoni aveva la giacca che il cantante Andy Luo indossava mentre annunciava il suo matrimonio con la fidanzata Carol Choo nell'aeroporto di Kuala Lumpur il 25 agosto", ma pure che tempo facesse il giorno in cui, nel "Romanzo dei tre regni", Liu Bei visita per la seconda volta il famoso statista Zhuge Liang. Milioni di cinesi, la sera della finale, potranno partecipare direttamente al quiz. Se riusciranno a rispondere in modo esatto prima dei concorrenti ufficiali, vinceranno a loro volta premi minori.

Una società di ricerca di Shanghai ha calcolato che nel corso del gioco, il traffico online cinese registra un incremento fino al 10%. "Internet - dice Wang Wei, fondatore di Tudou.com - ha cambiato per sempre il modo e il luogo di raccolta delle informazioni. Il successo de "Il Millionaire" sancisce il passaggio definitivo di qualsiasi conoscenza dalla carta alla rete".

Il sito, 200 milioni di utenti al mese, ha così scelto di investire su talent-show online, nella produzione e la trasmissione di film di registi esordienti e di semplici amatori, in telenovelas online. Il quiz non è dunque più solo un gioco. Alcuni intellettuali comunisti, sui giornali del governo, si chiedono come si potrà censurare, o bloccare con pseudo filtri anti-porno, uno strumento non solo potente, ma sempre più popolare. Come potrebbe cioè la Cina, divenuta la più vasta e frequentata piazza virtuale del pianeta, fermare informazioni che dal gioco scalano i gradini dei diritti civili. "Il Millionaire online - dice Gu Xiaoming, docente di comunicazione alla Fudan University - dimostra che internet non riflette già più un mondo freddo e falso. Esprime bisogni nascosti: persone che non si conoscono chiedono e offrono aiuto, ed esultano insieme, o piangono a distanza. E' chiaro che nella società, specie tra i giovani, sta succedendo qualcosa. Il potere ha capito che giochi e chiacchiere celano un mutamento civile irreversibile: ma è vecchio e fatica a controllare un tempo che gli sfugge".

Assalto al treno merci Firenze-Roma: rubate 4.250 stecche di "bionde"

Banda composta da 4 italiani. Due fermati e due denunciati




ROMA (10 settembre) - Un vero e proprio assalto al treno merci che trasportava dall'Olanda le sigarette Malboro Gold già provviste del marchio del monopoli di Stato, sulla linea lenta Firenze-Roma. Un piano rapido e studiato praticamente alla perfezione.

L'assalto al vagone. Tre o quattro minuti al massimo per manomettere il semaforo all'altezza della stazione di Bassano in Teverina, nei pressi di Orte (creando con dei fili un corto circuito che ha fatto scattare il rosso al momento del passaggio del treno), rompere con delle grosse cesoie i lucchetti dei vagoni e scaricare in tempi record i cartoni di sigarette negli istanti in cui il convoglio è rimasto fermo prima di avere dalla sala operativa (contattata dal macchinista) l'ordine di ripartire accorgendosi del problema. Un furto avvenuto martedì notte che aveva consentito agli autori di portar via con un furgone 85 scatole di sigarette contenenti in tutto 4.250 stecche, per un danno di circa 200mila euro ai Monopoli di Stato.

La banda. Ma la banda, composta da quattro italiani, è stata scoperta ieri pomeriggio dagli agenti della Polfer del Lazio, diretti da Carlo Casini. In due, U.R. di 42 anni e D.C. di 55 anni sono stati sottoposti a fermo con l'accusa di furto pluriaggravato e attentato alla sicurezza dei treni, mentre L.R. zio di uno dei fermati, C.L., un ex ferroviere in pensione e P.P., tabaccaio di Centocelle, sono al momento denunciati. Recuperata l'intera refurtiva che verrà riconsegnata ai Monopoli.

I Bot rendono meno di zero L'Istat conferma: pil in calo del 6%

La Bce: «La disoccupazione crescerà
Urge aggiustamento conti pubblici»




ROMA (10 settembre) - Scendono sottozero i rendimenti dei Bot. Il "frutto" dell'investimento in titoli trimestrali - secondo l'Assiom, l'associazione italiana degli operatori di mercato - può scendere fino a meno 0,08% se si tolgono dallo 0,386% del rendimento composto di oggi le imposte e anche le commissioni richieste dalle banche (che possono variare da istituto a istituto). Poco meglio va a coloro che hanno acquistato titoli annuali: il rendimento netto scende allo 0,35% ma rimane sopra lo zero.

Per i Bot trimestrali il rendimento dello 0,386 unito al prezzo di aggiudicazione di poco sotto la pari (a 99,9) applicando la ritenuta fiscale del 12,5% porta il rendimento netto a 0,32%. Se a questo si tolgono anche le commissioni si scende a -0,08%. I titoli annuali, con un rendimento lordo composto di 0,741% e un prezzo di aggiudicazione a 99,254, portano - una volta tolte le tasse - a un risultato netto dello 0,65%. Tolte le commissioni bancarie si scende ancora allo 0,35%.

Nel secondo trimestre del 2009 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 6% nei confrontidel secondo trimestre del 2008. Lo rende noto l'Istat confermando la stima preliminare diffusa il 7 agosto scorso.

Bce: disoccupazione in crescita. «Ci si può attendere per i prossimi mesi una serie di ulteriori moderati incrementi del tasso di disoccupazione nell'area dell'euro», dopo che questo ha raggiunto il 9,5% a luglio. Lo scrive la Bce nel suo Bollettino mensile, notando che la disoccupazione «ha continuato ad essere in forte aumento» in alcuni paesi, «specie in Spagna e Francia».

La previsione della Bce tiene conto del fatto che negli ultimi anni la dinamica dell'occupazione in Eurolandia ha reagito con ritardo rispetto alle oscillazioni del ciclo economico: ciò fa supporre che il mercato del lavoro debba ancora scontare del tutto la forte contrazione del Pil nella prima parte del 2009. L'attuale rallentamento dell'attività economica - in ogni caso - secondo la Bce ha già prodotto «un significativo deterioramento» del mercato del lavoro delle economie dell'euro, specie in Spagna. Ai soli settori delle costruzioni e manifatturiero, nel dettaglio, è dovuta «l'80% della diminuzione complessiva dell'occupazione rilevata nel primo trimestre del 2009».

Nel capitolo del bollettino Bce dedicato all'occupazione si legge inoltre che i gruppi di lavoratori che hanno risentito di più del peggioramento dell'occupazione sono i maschi, gli occupati di età compresa fra i 15 e i 24 anni e quelli con contratto a tempo determinato. Tuttavia - avverte la Bce - l'«alto livello di tutela dell'occupazione in alcuni paesi» è «un fattore che potrebbe anche ostacolare la crescita di posti di lavoro a tempo indeterminato durante la ripresa».

Nel suo bollettino la Bce richiama le previsioni degli economisti dell'Eurotower sul prodotto interno lordo di Eurolandia: le "staff projections" di settembre, migliorate rispetto a quelle di giugno, per il 2009 danno un tasso di crescita compreso fra -4,4 e -3,8%, per il 2010 fra -0,5% e +0,9%. I rischi per questo senario sono «sostanzialmente bilanciati»: fra i rischi al rialzo, oltre al clima di fiducia che potrebbe migliorare più rapidamente e alla domanda estera che potrebbe essere più forte del previsto, figura anche «il peggioramento delle condizioni nel mercato del lavoro, che potrebbe essere meno pronunciato rispetto alle attese correnti».

Attenzione ai conti pubblici. Una volta conclusa la fase di emergenza è arrivato il momento, osserva la Bce nel bollettino mensile, per avviare il risanamento dei conti pubblici europei. «I Governi - si legge nel bollettino mensile della Banca centrale europea - dovrebbero predisporre e rendere note strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di riequilibrio dei conti che siano ambiziose e realistiche». Il processo di aggiustamento strutturale, aggiunge l'Eurotower, dovrebbe iniziare «al più tardi con la ripresa economica e nel 2011 andrebbero intensificati gli sforzi di risanamento».

Influenza A, i primi vaccini a 1,5 milioni di lavoratori dei servizi pubblici essenziali

Il vaccino arriverà entro il 15 novembre. Caos a Napoli per il blocco del trasporto pubblico legato alla protesta degli autisti



ROMA (10 settembre) - Mentre il viceministro della Sanità prepara un piano secondo il quale i primi a essere vaccinati saranno 1,5 milioni di addetti ai servizi pubblici essenziali, a Napoli scoppia il caos perché gli autisti dell'Anm (Azienda napoletana trasporti) del deposito di via Nazionale delle Puglie hanno bloccato stamattina l'uscita degli autobus per chiedere la pulizia dei mezzi contro i rischi di contagio da virus N1H1. La protesta è stata indetta dal sindacato Faisa-Cisal. La direzione dell' Anm ha convocato il sindacato ad horas per affrontare il problema. Il deposito di via Nazionale delle Puglie è il più grande della città e ospita 250 autobus, che coprono 40 linee. Pesanti le ripercussioni della protesta. Piazza Garibaldi, uno dei capolinea principale dell'Anm, è deserta. Un cartello scritto a mano, appeso ad uno dei gabbiotti del personale Anm, avverte che a causa di una agitazione interna ci saranno disservizi.

Asl: nessun rischio di contagio. I tecnici della Asl e dell'Assessorato regionale alla sanità hanno assicurato che non c'è nessun rischio di contagio e gli autobus dell'Anm a Napoli possono circolare. Il direttore della prevenzione collettiva dell'Asl Napoli 2 Barra-Ponticelli, Angelo Rosa ha effettuato un sopralluogo su alcune vetture del deposito rilevando la loro idoneità al servizio.

Un milione e mezzo di appartenenti ai servizi essenziali per il funzionamento dello Stato, saranno i primi italiani a ricevere il vaccino contro l'influenza A. Lo annuncia l'Ansa, che citando fonti informate, anticipa una delle indicazioni contenute nell'ordinanza che il ministro della Salute Ferruccio Fazio firmerà domani.

Per "servizi essenziali" si intendono le forze di polizia, il personale sanitario e scolastico, i lavoratori di banche e poste, i vigili urbani e i vigili del fuoco, la protezione civile, le aziende pubbliche di trasporti ed energia, i donatori di sangue, il personale degli acquedotti, coloro che lavorano ai check in negli aeroporti. Non rientrerebbero invece in questa primissima fase né le forze armate, né i parlamentari.

Il vaccino arriverà entro il 15 novembre - ma è probabile che sia disponibile già a fine ottobre - al ministero della Salute e sarà poi la Croce Rossa a trasportare le dosi nei depositi di stoccaggio indicati da ciascuna regione. Saranno poi le regioni, sulla base delle statistiche a disposizione, ad inviare il vaccino ai medici di medicina generale, ai pediatri e ai medici dei presidi nelle Asl cui sarà affidata la campagna di vaccinazione. La vaccinazione, sottolineano le stesse fonti, non sarà obbligatoria, anche se è evidente che per quanto riguarda gli appartenenti ai servizi essenziali è opportuno che la maggior parte sia vaccinata. Non tanto per la pericolosità della pandemia, viene fatto notare (la stagionale del 2007 fu molto più grave, provocando la morte di 1.800 persone circa), quanto per la grande facilità di diffusione che ha.

Igienisti: subito vaccino per la stagionale. Avviare subito, fin dal primo ottobre, la vaccinazione contro l'influenza stagionale per evitare sovrapposizioni con il vaccino pandemico. Questo è l'appello della Giunta della Società Italiana di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) che si è riunita a Roma oggi allo scopo di definire le raccomandazioni per la gestione preventiva delle due influenze, quella stagionale - attesa come di consueto a fine anno - e quella pandemica da virus A/H1N1.

Diciotto pecore messe all'asta dal Comune a Parma

ROMA (10 settembre) - Il xomune di Parma mette all'asta diciotto pecore abbandonate: si parte da una cifra di tremila euro, le offerte devono essere inviate per raccomandata, posta celere o agenzia di recapito al comune di Parma, entro il 30 settembre.

Le pecore erano state trovate abbandonate un anno e mezzo fa nell'invaso del torrente di Parma; il Comune le aveva poi affidate a una signora che le ha mantenute in ottimo stato ma ora non è più in grado di prendersene cura.

Per gli animali, dunque, è arrivato il momento del trasloco e il vincitore dell'asta dovrà attenersi alle disposizioni del servizio veterinario dell'Asl nel trasportarle e nel curarle

Audrine, topless sulla lavatrice La Patridge posa per Maxim




Sexy, maliziosa e in topless. Audrine Patridge, la bella modella americana, classe 1985, nota protagionista del reality "The Hills", posa di nuovo senza veli per Maxim, di cui è una consueta presenza. Il numero di ottobre della rivista sarà un’ottima occasione per Audrina per mettersi ancora una volta in mostra.


La biondina star del reality show di Mtv, sfoggia un fisico da urlo, in tenuta "casalinga super sexy", ovvero solo in mutandine bianche, sopra una lavatrice, o mentre divora in bikini stringatissimo una torta di panna e fragole. Il tema cibo non è nuovo alla giovane modella.
La ricordiamo infatti sulla spiaggia di Malibu, in uno spot in cui mangia un panino all’hamburger da 6 dollari della catena Carl’s Jr. nello spot del Teriyaki Burger e sembra dire “mangialo anche tu e avrai il fisico come il mio.”In realtà lo spot suona così: “Per stare così bene in bikini devo rinunciare a molte cose ma non posso assolutamente rinunciare a un Hamburger…..”


Protagonista di "Sorority Row", remake di "Non entrate in quel collegio" del 1983, Audrina Patridge ha annunciato che quella del 2009/2010 sarà molto probabilmente la sua ultima stagione a The Hills: "Sono adulta adesso e sono pronta per passare ad altro".
In cantiere c'è infatti anche un nuovo programma che sarà prodotto da Mark Burnett, già produttore di “Survivor” e “The Apprentice” e che potrebbe intitolarsi “The Audrina Show” e dovrebbe incentrarsi, come deducibile dal titolo, sulla vita professionale e personale della protagonista.

Stefania, show sotto l'ombrellone La Orlando sempre più hot




Irresistibile e estremamente sensuale Stefania Orlando, 40 anni, offre un siparietto osè al suo fidanzato Simone Gianlorenzi, 35 anni,che non sa resisterle e le bacia il fondoschiena, e ai paparazzi di Star Tv, che la immortalano in un'esibizione da vera bomba sexy. Lato tra i più belli che ci sono stati offerti in quest'estate 2009 e semi-topless mozzafiato.


A Fregene in vacanza per acchiappare l'ultimo sole di questa calda estate la bionda attrice ha deciso di far impazzire il suo compagno.
E chi non impazzirebbe di fornte a tanta bellezza?
In bikini tigrato, che ben si addice al suo piglio aggressivo Stefania si "concede" a Simone, che, seduto ad altezza fondoschiena, le bacia con desiderio lo splendido lato B.
Lei gli accarezza i capelli e lo incoraggia.
Sotto l'ombrellone l'atmosfera è più che bollente. La Orlando non si preoccupa di guardoni e curiosi, abbozza un toopless a metà, poi si tocca proprio il seno scoperto e infine ci regala una visione d'insieme del suo lato migliore

Maria Josè Lopez "troppo sexy" via da Controcampo





La Lopez in questo momento è all'estero. «È fuori per motivi familiari», dicono dal suo entourage. Intanto Maria non rilascia dichiarazioni ed evita di rispondere al telefono. Al suo posto in pole position ci sono due showgirl sudamericane molto note al pubblico italiano.





«Non posso dire nulla. Confermo però che già da questa domenica Maria non farà più parte della nostra squadra» ha detto Alberto Brandi, conduttore del programma.




L'ex moglie del calciatore Luis Jimenez dell'Inter è stata allontanata dal programma sportivo, pare per troppa esuberanza sul palcoscenico.



Si conclude l'avventura a "Controcampo" della modella sudamericana Maria Josè Lopez, che con i suoi stacchetti sexy aveva conquistato il pubblico maschile.

Il tenero sguardo nel marsupio materno






Da Sydney giunge questo scatto fotografico che "cattura" la tenerezza dello sguardo del piccolo tricosuro volpino che scruota il mondo esterno al sicuro del marsupio materno.

GM VENDERA' OPEL A MAGNA

BERLIN - Il board della societa' fiduciaria che controlla attualmente la Opel ha approvato la decisione della Gm di vendere la casa automobilistica tedesca al consorzio Magna-Sberbank. Lo ha detto il presidente della fiduciaria Fred Irwin.

SMITH (GM), PER NOI SOLUZIONE MIGLIORE - La vendita della Opel al consorzio Magna-Sberbank rappresenta la ''soluzione migliore'' per la casa automobilistica tedesca. Lo ha detto oggi John Smith il capo negoziatore della Gm ha gestito la trattativa per il gruppo americano.

GM, A BREVE INTESA FINALE, CLOSING ENTRO POCHI MESI - General Motors ha in programma di stilare con il consorzio guidato da Magna l'accordo definitivo per la nuova Opel entro poche settimane per poi chiudere l'operazione nel giro di pochi mesi, si legge ancora nel comunicato diffuso sul sito della casa automobilistica americana. Verranno definiti ulteriori punti tra cui ''l'intesa sottoscritta dal sindacato in vista dei necessari costi di ristrutturazione e la finalizzazione di un definitivo pacchetto di finanziamenti da parte del governo tedesco''. ''Il duro lavoro delle ultime due settimane - ha dichiarato il numero uno di Gm Fritz Henderson - per chiarire le questioni ancora aperte e risolvere alcuni dettagli riguardo al pacchetto di finanziamenti tedesco ha spinto Gm e il suo consiglio di amministrazione a preferire Magna/Sberbank''.

MONTEZEMOLO, AVEVAMO FATTO NOSTRA OFFERTA - ''Ho saputo della vendita di Opel, noi avevamo fatto la nostra offerta''. Lo ha detto oggi a Monza il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo. ''Da tempo - ha aggiunto - avevamo detto che ci sarebbe stato un grande rimescolamento nel mercato mondiale dell'auto. Meno vendite e troppi marchi. Era necessario fare sinergie. Noi - ha spiegato - abbiamo tanto da fare con Chrysler, e' una sfida importante che abbiamo davanti''.

VAUXHALL, IN GB CAUTELA DOPO ANNUNCIO VENDITA A MAGNA - Il governo Gb e il maggior sindacato britannico Unite hanno accolto con cautela l'annuncio che Opel il suo marchio gemello britannico Vauxhall saranno venduti ai canadesi di Magna, affermando che la priorita' resta la protezione dei posti di lavoro. ''Noi siamo stati in contatto con tutte le parti, compresa la General Motors, e tutti i possibili acquirenti. Continueremo le nostre discussioni con Magna. Magna ci ha spiegato il suo impegno a continuare produrre nelle fabbriche Ellesmere Port e Luton, e noi lavoreremo per avere i migliori risultati possibili dal punto di vista delle attivita' e dell'occupazione'', ha detto un portavoce del ministro del Commercio, Pat McFadden.

Dal canto suo, il sindacato Unite, attraverso il segretario generale Tony Woodley, ha commentato: ''Una delle alternative sarebbe stata la chiusura, il che e' impensabile. Una delle incertezze e' stata rimossa, ma non quella sul futuro a lungo termine delle fabbriche in GB'', dove lavorano oltre 5.000 persone. ''Con Magna come nuovo proprietario - ha aggiunto - dobbiamo assicurarci che gli impianti e gli impiegati britannici non siano trattati in maniera sproporzionata durante la ristrutturazione che ci sara'. Con questo obiettivo, noi continueremo a negoziare con Magna''.

Tor Pagnotta, brucia deposito Atac: in fiamme 24 mezzi a metano





Vigili el fuoco al lavoro nel deposito Atac (foto Forzano - Gmt)

Ustionato un addetto al rifornimento, altri due intossicati



ROMA (10 settembre) - Un vasto incendio è divampato intorno alle 3 di stamattina nel deposito Atac, gestito Trambus, di via Mario Carucci in zona Tor Pagnotta. Ventiquattro mezzi a metano sono stati completamente distrutti dalle fiamme. A causa dell'incendio un addetto al rifornimento carburanti di una ditta esterna L. L. è rimasto ustionato alle braccia e alle mani e, portato al Sant'Eugenio, ha avuto una prognosi di 25 giorni. Altri due suoi colleghi sono rimasti lievemente intossicati e sono stati refertati con tre giorni di prognosi. L

'incendio è stato domato dai vigili del fuoco intorno alle 5. Sul posto gli agenti della Polizia di stato. Ancora da accertare le cause, ma non si esclude una vampata di gas metano durante il rifornimento dei mezzi.

Maldive, tassa verde per i turisti 3 dollari al giorno

MALE
L’arcipelago delle Maldive si appresta ad istituire una «tassa verde» per i turisti, da tre dollari al giorno, per far fronte alla crisi economica.

Il presidente, Mohammed Nasheed, che ha promesso in marzo di far diventare l’arcipelago il primo Paese al mondo ad emissioni 0, ha annunciato la legge che dovrà essere approvata dal Parlamento.

Il governo stima di incassare così 6,3 miliardi di dollari l’anno dai circa 700 mila turisti che passano le vacanze alle Maldive.

Per le Maldive il processo di riscaldamento globale, che tra le sue conseguenze ha quella di innalzare il livello del mare, rischia di trasformarsi in un problema non solo ambientale, ma anche di sicurezza nazionale: gran parte dell’arcipelago potrebbe in futuro venire sommerso.

Online le foto della mente di al Qaeda





Khalid Shaikh Mohammed
fotografato dalla Croce Rossa
Alla vigilia dell’ottavo anniversario delle stragi dell’11 settembre 2001, un ex esperto di terrorismo di West Point ha messo online le prime foto di Khalid Shaikh Mohammed, il cervello degli attentati di al Qaeda, scattate a Guantanamo.

Jarret Brachman, ex direttore del centro antiterrorismo della famosa accademia militare americana dal 2004 al 2008, ha diffuso le immagini sul suo blog (jarretbrachman.net) spiegando che le foto sono state individuate la scorsa settimana su siti jihadisti dalla collega e cyber-vigilante Leah Farrell. Di Mohammed a Guantanamo esistevano finora, per espresso divieto del Pentagono, soltanto schizzi dei disegnatori realizzati durante le audizioni delle commissioni militari.

Le immagini sono state scattate a luglio, ha detto Bernand Barrett del Comitato Internazionale della Croce Rossa, in base a un accordo con il personale della base prigione che ha permesso allo staff dell’organizzazione umanitaria di fotografare i prigionieri per inviarne i ritratti a membri delle rispettive famiglie.

Fino ad oggi, la foto considerata più recente di Mohhamed risaliva al marzo 2003 quando il terrorista era stato catturato in Pakistan. Dopo la cattura, Mohammed è stato sottoposto per 183 volte alla tortura del waterboarding.

Chavez riconosce l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud

Oltre al Venezuela l'hanno fatto
soltanto la Russia e il Nicaragua
In cambio a Caracas sostegni
finanziari per armamenti russi
MOSCA
Il presidente venezuelano Hugo Chavez in visita a Mosca, ha riconosciuto l’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud, le due regioni separatiste georgiane al centro del conflitto del Caucaso dell’agosto 2008. Prima di lui soltanto la Russia e il Nicaragua avevano fatto altrettanto.

Il Venezuela riconosce dunque «oggi» l’indipendenza delle province ribelli georgiane dell’Ossezia del Sud e Abkhazia, come ha affermato il presidente venezuelano Hugo Chavez durante un incontro con il suo omologo russo, Dmitri Medvedev. In cambio, secondo la stampa russa arriveranno a Caracas sostegni finanziari per l’acquisto di armamenti russi.

«Il Venezuela si unisce oggi al riconoscimento di Ossezia del Sud e dell’Abkhazia», ha detto Chavez presso la residenza del presidente russo nei sobborghi di Mosca, a Barvikha. «È molto presto per adottare misure per stabilire relazioni diplomatiche con questi paesi», ha tuttavia aggiunto. «Grazie Hugo, state facendo una serie di affermazioni importanti», ha detto Medvedev a Chavez. «Al destino di questi stati non siamo indifferenti, voglio ringraziarvi per aver preso questa decisione», ha sottolineato il capo dello Stato russo.

Il Venezuela è diventato il terzo paese a riconoscere la sovranità di questi territori dalla Georgia, dopo Russia e Nicaragua. Mosca aveva riconosciuto la loro indipendenza dopo la guerra russo-georgiana nel mese di agosto 2008 per il controllo dell’Ossezia del sud. «Per la Russia, il Venezuela è uno dei principali partner della regione latino-americana» afferma una fonte del Cremlino, secondo quanto apprende a Apcom. «Particolare attenzione nei negoziati ta i capi di Stato viene data all’ulteriore espansione della cooperazione in vari campi, compresa l’esecuzione di grandi progetti comuni nel settore energetico e minerario, finanza, e cooperazione tecnico-militare».

GARANTE: VIETATO SPIARE I CONTI CORRENTI DEI CLIENTI

ROMA - Vietato spiare i conti correnti dei clienti: questo, in sintesi, il monito del Garante per la privacy, che ha stabilito che le banche devono comunicare tempestivamente gli accessi non autorizzati ai titolari dei conti. La banca - spiega la Newsletter del Garante - deve proteggere con particolare attenzione i dati della clientela e deve dare immediata notizia al titolare del conto di eventuali accessi ingiustificati, anche se effettuati da propri dipendenti, alle informazioni relative al conto corrente. Il provvedimento dell'organismo di garanzia, di cui è stato relatore Mauro Paissan, si è basato sul caso di una signora che lamentava il trattamento illecito dei suoi dati personali da parte della propria banca.

Nell'ambito di una causa di separazione, il marito aveva infatti prodotto una memoria contenente informazioni, relative a un conto corrente, che solo la donna stessa o il personale della filiale presso la quale aveva aperto il conto potevano conoscere. Alla scoperta della violazione, la cliente si era subito rivolta all'istituto di credito per chiedere chi avesse avuto accesso ai dati, comunicandoli poi all'esterno. L'istituto bancario aveva inizialmente negato i fatti e, solo in seguito a ulteriori richieste della donna, aveva ammesso che un dipendente aveva prima consultato senza giustificate 'esigenze operative' i conti correnti della segnalante e poi inoltrato i dati a un altro funzionario del gruppo bancario. A causa del loro comportamento, entrambi i lavoratori erano stati temporaneamente sospesi dal lavoro.

La donna si era nel frattempo rivolta anche al Garante. Gli accertamenti dell'Autorità hanno messo in luce che la banca aveva sì adottato misure di sicurezza, ma non sufficienti a impedire il trattamento non consentito dei dati del conto corrente. L'istituto di credito, inoltre, pur avendo rilevato l'accesso non autorizzato ai conti della sua cliente, non l'aveva tempestivamente avvertita, violando il principio di correttezza. La tempestiva informazione avrebbe, infatti, potuto consentire alla correntista perlomeno di ridurre i rischi derivanti dall'indebita divulgazione dei dati del suo conto.

L'Autorità ha prescritto al gruppo bancario di adottare misure di sicurezza idonee a garantire la scrupolosa vigilanza sull'operato degli incaricati, e di sensibilizzare i funzionari al rigoroso rispetto delle norme sulla privacy attraverso attività di formazione. Ha inoltre stabilito che la banca, una volta acquisita la conoscenza di accessi non autorizzati ai dati della clientela, inclusi quelli eventualmente effettuati dai suoi dipendenti, è tenuta a comunicarlo tempestivamente agli interessati. L'Autorità ha infine disposto la trasmissione del provvedimento alla procura della Repubblica per le valutazioni di competenza riguardo a eventuali illeciti penali commessi.

INFLUENZA A, BUS FERMI A NAPOLI CONTRO RISCHI CONTAGIO

NAPOLI - Gli autisti dell' Anm (Azienda napoletana trasporti) del deposito di via Nazionale delle Puglie hanno bloccato stamattina l' uscita degli autobus per chiedere la pulizia dei mezzi contro i rischi di contagio da virus N1H1. La protesta è stata indetta dal sindacato Faisa-Cisal. La direzione dell' Anm ha convocato il sindacato ad horas per affrontare il problema. Il deposito di via Nazionale delle Puglie è il più grande della città e ospita 250 autobus, che coprono 40 linee.

Pesanti le ripercussioni della protesta indetta dalla Faisa-Cisal. Piazza Garibaldi, uno dei capolinea principale dell'Anm, è deserta. Un cartello scritto a mano, appeso ad uno dei gabbiotti del personale Anm, avverte che a causa di una agitazione interna ci saranno disservizi.

La direzione dell' Azienda Napoletana Trasporti ribadisce la disponibilità ad un incontro immediato sul problema della pulizia degli autobus. "La pulizia - afferma l' Azienda - è disciplinata da un capitolato che prevede la disinfezione quotidiana con prodotti chimici ed una pulizia radicale interna ed esterna dei mezzi ogni 15 giorni. Inoltre, nel periodo di deposizione di larve ed uova degli insetti viene svolto un intervento specifico". "Per quanto riguarda la vaccinazione anti-influenza A del personale - afferma la Direzione dell'Anm - siamo in attesa di una risposta dall' ospedale Cotugno, al quale ci siamo rivolti per chiedere se sia necessaria". "Non comprendiamo - conclude l' Anm - perché ci si ostini della protesta invece di accogliere la nostra disponibilità all' apertura di un tavolo".

PIL: ISTAT CONFERMA, -6%. DATO PEGGIORE DAL 1980

ROMA - Nel secondo trimestre del 2009 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 6% nei confronti del secondo trimestre del 2008. Lo rende noto l'Istat confermando la stima preliminare diffusa il 7 agosto.

Nel secondo trimestre di quest'anno, in termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono diminuite del 3%, il totale delle risorse (pil e importazioni di beni e servizi) è diminuito dell'1%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono diminuite del 3,7%, gli investimenti fissi lordi del 2,9%, mentre i consumi finali nazionali sono aumentati dello 0,6%. Lo rende noto ancora l'Istat aggiungendo che nell'ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è aumentata dello 0,3%, quella della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private è cresciuta dell'1,3%. La diminuzione degli investimenti è stata determinata da una contrazione del 5,9% degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti, dell'1,6% degli investimenti in costruzioni, mentre si è registrata una crescita dell'1,2% degli acquisti di mezzi di trasporto. In termini tendenziali, le esportazioni sono diminuite del 23,9% e le importazioni del 18,1%. La spesa delle famiglie residenti è diminuita dell'1,8% mentre quella della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private è cresciuta dell'1,7%. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale - spiega l'Istituto di statistica nell'analisi dei dati sul prodotto interno lordo - è diminuita, in termini tendenziali, del 2%. In maggiore sofferenza i consumi di beni durevoli (-5,6%). In calo comunque anche gli acquisti di beni non durevoli (-2,2%), mentre gli acquisti di servizi sono cresciuti dello 0,5%. Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso una contrazione del 15,4% (con diminuzioni del 28,7% per i mezzi di trasporto, del 21,8% per i macchinari e gli altri prodotti e dell'8,1% per le costruzioni).

Nel secondo trimestre del 2009 il Pil è calato del 6% su base tendenziale, cioé rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, confermando la diminuzione che c'era stata anche nel primo trimestre. Si tratta in entrambi i casi del dato peggiore da almeno il 1980, anno in cui è cominciata la rilevazione statistica. Si rileva dai dati dell'Istat.

Il calo acquisito del Pil italiano nel 2009, ovvero la decrescita che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei prossimi due trimestri dell'anno, è pari a -5,1%.

Il Pil italiano nel secondo trimestre dell'anno è calato di più rispetto al complesso dei paesi euro. Se in Italia la diminuzione è stata dello 0,5% congiunturale e del 6% tendenziale, per i Paesi euro il calo è stato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 4,7% rispetto al secondo trimestre 2008. Nel secondi trimestre il Pil - scrive l'Istat - è aumentato in termini congiunturali dello 0,9% in Giappone, e dello 0,3% in Francia e Germania, mentre è diminuito dello 0,7% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti. In termini tendenziali il Pil è diminuito del 6,5% in Giappone, del 5,9% in Germania, del 5,5% nel Regno Unito, del 3,9% negli Usa e del 2,6% in Francia.

GELMINI: +50MILA ALUNNI A TEMPO PIENO

ROMA - Cinquantamila bambini in più usufruiranno quest'anno del tempo pieno a scuola. Lo ha annunciato stamani, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sottolineando con soddisfazione che "il disastro che la sinistra prefigurava non si è dunque verificato e le famiglie non sono state affatto private, come qualcuno sosteneva, di questa possibilità". Quest'anno nella scuola elementare - hanno spiegato i dirigenti del ministero che accompagnavano il ministro - sono stata attivate 2.191 classi di tempo pieno in più rispetto all' anno scolastico precedente, 1.505 solo in prima elementare, grazie all'introduzione del maestro unico e all'eliminazione delle compresenze. Saranno in tutto 36.508 le classi a tempo pieno, con un aumento dell'8% rispetto all'anno precedente (2% in termini assoluti). "Sono dati confortanti.Non si era mai registrato un aumento così alto di offerta del servizio -hanno osservato - da un anno all'altro". In questo modo 50.000 bambini in più (35.000 in prima e 15.000 nelle altre classi) usufruiranno di questo modello orario.

Conto record per tre giapponesi oltre 7000 euro in un night



I due scontrini
n locale di Milano sotto accusa: la denuncia è partita
dopo che la stampa di Tokyo ha parlato della truffa di Roma

di MARCO PASQUA




Settemila e 265 euro: è il conto-record pagato in un locale notturno milanese, il Pussy Cat, da un turista, che si è rivolto alla sede di Tokyo dell'Agenzia italiana per il turismo, l'Enit. La somma, che è stata richiesta da un night club nella zona di via Gonzaga, è stata suddivisa in due scontrini: uno pari a 6.765 euro, l'altro di 500 euro.

Del caso si sta occupando l'associazione per la difesa dei consumatori, Adoc, che ha ricevuto dall'Enit, lo scorso 2 settembre, tutta la documentazione, e per questo assisterà legalmente il giapponese.

Quella che per l'associazione dei consumatori sarebbe l'ennesima truffa a danno di ignari turisti, risale allo scorso mese di dicembre, ma viene denunciata soltanto adesso grazie anche alla vasta eco che hanno avuto in Giappone altri casi analoghi, occorsi a Roma.

In un primo momento, il turista, che era in compagnia di due colleghi, aveva pensato che il conto fosse pari a 80.000 yen (circa 600 euro). Soltanto dopo alcuni mesi, si è reso conto di aver pagato dieci volte tanto.

Quando poi, lo scorso mese di luglio, ha letto sui giornali giapponesi dei turisti nipponici truffati in un noto ristorante del centro storico di Roma, ha pensato di andare fino in fondo. E ha così scritto una lettera all'Enit, in cui denuncia tutto l'accaduto. "La sera dell'11 dicembre - spiega il signor K., il titolare della carta di credito sulla quale è stata addebitata la somma - insieme a due colleghi, siamo entrati nel nightclub. Erano circa le 22. Non c'era quasi nessuno, e così ci siamo messi a nostro agio e abbiamo bevuto con calma".

Sicuramente hanno alzato un po' troppo il gomito, particolare che viene ammesso nella stessa lettera. "Per il conto, ho chiesto al capo del locale - continua la missiva - e mi è stato chiesto di firmare e inserire il numero di sicurezza. Ci hanno fatto due scontrini, e, non sapendo bene il motivo, ho pensato che forse la prima transazione era andata a vuoto". Quanto alla cifra record, dice: "Ho fatto male a non controllare il conto, ma senza pensare che veramente fosse da 800.000 yen, ho pensato che fosse pari a 80.000 yen".

Qualche giorno dopo, il giapponese si trasferisce a Torino, ma non riesce a pagare con la carta di credito: aveva superato il limite mensile di spesa. "Ma siccome a volte succede - spiega ancora - sono tornato in Giappone, senza pensare di fare un controllo". Solo a gennaio, gli viene comunicato l'importo addebitato sulla carta: "Ho chiamato diverse volte quel locale, ma non sono mai riuscito a collegarmi". La lettera girata all'Enit si conclude con una richiesta di aiuto e con una certezza: "Vi prego di fare qualcosa. Attualmente non ho intenzione di tornare a Milano".

Al giapponese che ha pagato il conto, l'Adoc ha suggerito di "descrivere i fatti in una denuncia, e di inoltrarla, tramite l'autorità consolare in Giappone, alla Procura della Repubblica di Milano". "Siamo davanti ad un fatto grave - sottolinea Carlo Pileri, presidente dell'associazione - perché è assurdo che ci si approfitti di persone che non parlano la nostra lingua, e che hanno difficoltà a calcolare l'ammontare degli scontrini. Persone che, va detto, aiutano la nostra economia, visitando l'Italia. Purtroppo si tratta di errori che possono occorrere ovunque, anche nei taxi. Per questo bisogna puntare a sottoscrivere accordi con i ministeri e le associazioni di categoria".

E il caso è tutt'altro che isolato: "Dopo la vicenda dei giapponesi truffati a Roma, abbiamo attivato uno sportello dedicato ai turisti, in diverse lingue, e abbiamo ricevuto decine di segnalazioni analoghe. Per questo abbiamo dovuto creare un pool di avvocati, che si occupa specificatamente dell'assistenza legale per questo genere di truffe".

Ultimatum di Obama al Congresso "Sanità per tutti gli americani"

In un atteso discorso alle Camere, il presidente ritrova i toni della campagna elettorale
"Non sono il primo a provarci, ma voglio essere l'ultimo. Il tempo dei giochi politici è finito"

dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI


NEW YORK - "Non sono il primo presidente a provarci - dice - ma voglio essere l'ultimo". Barack Obama lancia il suo ultimatum al Congresso: la "sua" riforma sanitaria va fatta, e va chiusa entro quest'anno. Il presidente ritrova i toni ispirati della campagna elettorale, denuncia lo scandalo di un sistema di assistenza medica che "esclude perfino molti appartenenti al ceto medio". Fustiga il suo Paese con rara violenza: "L'America è l'unica democrazia avanzata, è l'unica nazione ricca, che si trova in condizioni così penose. Dove le assicurazioni ti possono revocare ogni assistenza col pretesto di una malattia pre-esistente; o perché hai perso il lavoro". Racconta storie tragiche, come quella di una donna abbandonata dall'assicurazione nel bel mezzo della chemioterapia per il tumore al seno.

"Dobbiamo offrire un'assistenza sanitaria alla portata dei 46 milioni di americani che non ce l'hanno. Nessuno dovrebbe finire in bancarotta solo perché si è ammalato. Siamo a un punto di rottura, il tempo dei giochi politici è finito". Obama annuncia la sua controffensiva sulla riforma sanitaria, un test decisivo. Lo fa in un attesissimo discorso davanti alle Camere riunite e alla nazione, in diretta alle otto di sera locali su tutti i network tv. E' la sfida su cui si gioca la sua presidenza.

Dopo un'estate in affanno, messo in difficoltà dagli attacchi dell'opposizione e con indici di popolarità in declino (il 52% dei cittadini lo boccia sulla sanità), il presidente scende in campo e si gioca la sua autorevolezza. Capisce di aver sbagliato a lasciare la briglia sciolta al Congresso. "Non perderò più il mio tempo", minaccia: è un ultimatum contro chi vuole solo sabotare la riforma. Annuncia per la prima volta dei principi non negoziabili, i contenuti che devono essere nella nuova legge, senza i quali opporrà il veto.

Il primo rassicura i moderati: "Non un centesimo di deficit pubblico in più". Questa riforma da 900 miliardi di dollari "deve autofinanziarsi", attraverso risparmi, tasse sulle assicurazioni private e i contribuenti ricchi. Ma ricorda che il costo di questa riforma è molto inferiore a quello delle guerre in Iraq e in Afghanistan, o agli sgravi fiscali per i ricchi varati da George Bush.

Il secondo principio: "Migliorare l'assistenza per chi l'ha già; offrirla a quelli che finora non possono permettersela". E' un dosaggio di giustizia sociale per affrontare una delle piaghe più gravi dell'America e di stabilità. Guai a spaventare gli americani che lavorano nelle grandi aziende, hanno polizze assicurative soddisfacenti, e perciò temono "la mutua di Stato". Su questo punto controverso - il varo di un'assicurazione pubblica - Obama resta prudente e non pone pregiudiziali. Non è vera riforma, dice, senza "un'autentica possibilità di scegliere, una concorrenza che offra agli americani diverse opzioni". Oggi la sanità lasciata alle forze di mercato non funziona, ricorda il presidente. Le compagnie assicurative si riservano di negare le polizze ai soggetti a rischio, e perfino di cancellarle per chi viene colpito da malattie gravi. Questo "sarà vietato per legge".

Il costo delle polizze oggi è alle stelle, è proibitivo per piccole aziende, autonomi, disoccupati. La folle "inflazione medica" costringe gli Usa a spendere il 16% del Pil per la sanità, molto più degli altri Paesi sviluppati e con risultati inferiori. Offrire un'assicurazione pubblica in concorrenza con le private, secondo Obama "aiuterebbe a migliorare la qualità delle cure e a ridurre i costi".

Il presidente fa un gesto gradito alla sinistra del suo partito, che vuole l'opzione pubblica come garanzia di equità. Sul fronte opposto c'è la furiosa resistenza dei repubblicani e delle lobby del capitalismo sanitario. Obama non si spinge fino alle estreme conseguenze. Non minaccia il veto presidenziale se la riforma non conterrà l'opzione pubblica. Può accettare una fase transitoria in cui si sperimenta la creazione di cooperative per far concorrenza alle assicurazioni private.

Preannuncia una "Borsa delle polizze" in cui cittadini e datori di lavoro possano selezionare le offerte più competitive. "Sono aperto a idee nuove, non ho rigidità ideologiche", insiste il presidente. Condanna la campagna di calunnie organizzata dalla destra repubblicana durante l'estate, con l'appoggio della lobby assicurativa: la riforma sanitaria è stata accusata perfino di imporre l'eutanasìa obbligatoria, negando le cure agli anziani per ridurre le spese. Smentisce anche l'accusa di voler estendere gratis l'assistenza agli immigrati clandestini. "La Casa Bianca ha cercato di mantenere un tono civile. Gli avversari hanno usato tattiche del terrore. Spero che il partito repubblicano riscopra la voce della ragione.
Troveranno un partner disponibile". Riserva strali acuminati alle compagnie assicurative, che "guardano solo ai profitti da esibire a Wall Street, e strapagano i loro top manager".

"Sull'80% delle misure c'è ormai un accordo", dice, ma nonostante l'ottimismo Obama non ha fatto breccia nell'opposizione. Il partito repubblicano è convinto che sulla sanità potrà affondare questo presidente, come fece con Bill Clinton nel 1993. Questa legge è uno snodo decisivo: se Obama non la porta a casa entro l'anno, tutta l'agenda delle riforme è a rischio. Ma se sui repubblicani non ci sono più illusioni, le aperture al dialogo di Obama in realtà hanno altri obiettivi. Vuole ricompattare il suo partito democratico, divaricato tra l'ala progressista che vuole una riforma audace, e i moderati che temono un'ulteriore esplosione di spesa pubblica. Soprattutto Obama si rivolge alla nazione, per spazzare via miti e leggende sul "socialismo sanitario" che hanno seminato l'ansia. Quattro dei cinque disegni di legge in esame al Congresso soddisfano i suoi "principi essenziali": assicurazione obbligatoria per tutti, sussidi pubblici per chi non può permettersela, controlli sulle tariffe assicurative, e divieto di escludere i pazienti.

Il presidente tira fuori, nel finale a sorpresa, una lettera che Ted Kennedy gli scrisse prima di morire. E' il momento più alto del suo discorso. "Siamo di fronte a una sfida morale, che riguarda i principi fondamentali di giustizia sociale. E' in gioco il carattere stesso della nostra nazione. Non possiamo accettare rinvii, non possiamo fallire questo appuntamento con la storia".

Spiava mail della moglie lesbica. «Lecito»

«IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA PREVALE SU QUELLO ALLA PRIVACY»

Il giudice giustifica il comportamento di un uomo che poi aveva chiesto alla Sacra Rota l'annullamento delle nozze

MILANO - Spulciare nella posta elettronica della propria moglie, scoprire che lei è lesbica, e utilizzare quel dato, assieme a tante missive private a lei indirizzate e appositamente fotocopiate, per chiedere l'annullamento del matrimonio religioso davanti alla Sacra Rota non costituisce violazione della privacy. Prevale, infatti, sul diritto alla riservatezza «il diritto fondamentale di libertà religiosa» che si esprime, in questo caso, nell'agire «in giudizio» e «difendersi anche innanzi a un Tribunale ecclesiastico». Lo scrive il giudice delle terza sezione penale del Tribunale di Milano, Giuseppe Cernuto, nelle motivazioni della sentenza con la quale ha assolto dall'accusa di trattamento illecito di dati personali sensibili un uomo di 41 anni di Como, che aveva trovato nel 2003 nel pc una e-mail indirizzata alla moglie da un'amica, dal tono inequivocabile e che testimoniava il suo essere lesbica.

LETTERE NASCOSTE NEI LIBRI - L'uomo fotocopiò il contenuto di quella mail e di una serie di lettere private ricevute dalla donna tra il '93 e il 2003 e che lei conservava nascoste nelle pagine dei libri. Il marito portò i dati raccolti a uno psichiatra (anche lui assolto), il quale predispose una relazione che serviva al marito per chiedere l'annullamento del matrimonio. Nozze, tra l'altro, che non erano mai state consumate. E non c'erano stati nemmeno rapporti prematrimoniali. L'imputato, infatti, assistito dagli avvocati Enzo Pacia e Luisa Bordeaux, è, come scrive il giudice, «esponente di una famiglia che aveva parte attiva nella prelatura personale della Chiesa cattolica Opus Dei e pienamente consapevole, come tale, del valore sacramentale del matrimonio».

LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE - Nell'assolverlo perchè il fatto non sussiste, il giudice spiega che bisogna valutare se il diritto del marito di «agire innanzi alla giurisdizione ecclesiastica» sia «di rango pari a quello alla riservatezza del coniuge e, come tale, idoneo a giustificare il trattamento di dati sensibili senza il consenso dell'interessato». E la risposta per il giudice è positiva. «L'interesse all'accertamento giudiziale della validità» del vincolo matrimoniale, infatti, secondo il magistrato, rientra nella «libertà dell'esperienza religiosa» che «rappresenta, sotto il profilo giuridico costituzionale, un aspetto della dignità della persona umana, riconosciuta e dichiarata inviolabile dall'art.2 della Costituzione». E non incide «su questa conclusione il carattere non nazionale e non statuale dei Tribunali ecclesiastici». Anzi, il giudice sottolinea che «il principio, riferibile a qualsiasi confessione religiosa, si pone vieppiù nel solco del riconoscimento del valore della cultura cattolica».

AFGHANISTAN, GIORNALISTA DEL NYT RACCONTA IL SUO SEQUESTRO

NEW YORK - "Sono fuori, Sono libero!": Stephen Farrell, il giornalista del New York Times sequestrato dai talebani in Afghanistan, ha chiamato ieri sera la redazione esteri a New York dopo il drammatico blitz delle forze britanniche che ha portato al suo salvataggio. Il racconto del reporter, sul giornale di oggi e sul sito online, lascia intravedere la possibilità che l'interprete Sultan Munadi, sequestrato con lui sabato scorso, sia rimasto vittima di fuoco amico.

Farrell ha raccontato la scena dell'arrivo degli elicotteri: "Eravamo tutti in una stanza, i talebani se l'erano data a gambe, era chiaro che era un blitz. Pensammo che ci avrebbero uccisi. Pensammo che era meglio scappare". Giornalista e interprete, corsi fuori dalla casa, hanno sentito voci "afghane e inglesi". C'erano proiettili tutto intorno. Munadi era davanti. Gridava, "giornalista, giornalista", ma è caduto sotto una raffica di colpi. "Io mi sono buttato in un fossato", ha detto Farrell spiegando che non era chiaro da dove venisse il fuoco, "se da militari alleati o dai talebani". Dopo un minuto o due Farrell ha detto di aver sentito voci di inglesi: "Ostaggio britannico", ha gridato il giornalista che ha il doppio passaporto, britannico e irlandese. Solo a quel punto l'inviato del New York Times ha visto l'interprete riverso a terra: "Era nella stessa posizione di quando era caduto. E' tutto quel che so. L'ho visto cadere davanti a me. Non si muoveva. Era morto. Era così vicino, a mezzo metro davanti a me quando è caduto". Né il New York Times né la famiglia di Farrell erano stati messi a parte dell'operazione militare in cui, oltre a Munadi, é morto un soldato britannico e che potrebbe aver fatto vittime civili, una donna e un bambino.

Farrell e Munadi erano stati rapiti sabato quando, accompagnati da un autista, si erano recati in un piccolo villaggio a sud di Kunduz bersaglio del controverso raid Nato del giorno prima. L'autista ha dato al New York Times un resoconto del rapimento. In macchina i tre uomini avevano parlato di cosa fare in caso di un brutto incontro con i talebani. Munadi aveva chiamato un amico al villaggio la sera prima e questi lo aveva messo in guardia del pericolo.

Arrivati a destinazione Farrell e l'interprete erano scesi dalla macchina per intervistare un gruppetto di tre, quattro persone. Si era radunata una piccola folla, secondo la testimonianza dell'autista. Durante l'intervista un vecchio si era avvicinato a Farrell e consigliato di andarsene. A quel punto si erano sentiti colpi: una decina di talebani armati di Kalashnikov e mitragliatrici avevano attraversato il fiume. La gente si è data alla fuga, e tra questi l'autista che ha corso all'impazzata nell'erba alta. L'uomo, il cui nome non è stato reso noto per non metterne in pericolo la sicurezza, ha ricevuto a quel punto una telefonata da Munadi sul cellulare. L'interprete aveva avvertito l'autista che lui e Farrell erano stati rapiti e che se fosse tornato i talebani li avrebbero rilasciati tutti.

La Ue denuncia: ingannevole oltre la metà dei siti di vendite on line

ROMA (9 settembre) - Oltre metà dei siti internet di vendita sono fuorvianti o ingannevoli per i clienti online. E' quanto denuncia il commissario europeo per la tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, dopo aver analizzato 369 siti in 28 paesi.

La Commissione chiede che i regolatori nazionali a questo punto modifichino le leggi per correggere questa situazione e chiudere i siti che non si adeguino, dal momento che circa un quarto dei compratori online europei usano il web per acquistare prodotti elettronici come fotocamere digitali, telefoni cellulari, lettori di Dvd, per un totale di 6,8 miliardi di euro l'anno.

I dati della Commissione si rifanno a quelli delle autorità nazionali, secondo le quali il 55% dei siti investigati non informano correttamente gli acquirenti sui propri diritti o sui costi di spedizione.

In particolare, la Commissione denuncia che due terzi dei siti sotto accusa non forniscono informazioni, o la fanno in modo incompleto, sui diritti di recesso entro sette giorni e sulla possibilità di restituire il prodotto senza dover motivazioni. Un terzo, invece, non fornisce numeri di telefono o indirizzo privando così i consumatori di un punto di riferimento in caso di problemi con la merce. «C'è molto da fare nei mesi a venire - ha detto Kuneva - per ripulire questo settore».

Se la crisi diventa un killer spietato: in Veneto quattro suicidi in pochi giorni

Ieri il bancario padovano che si è tolto la vita perché temeva di perdere il posto. Altri 3 casi simili a Vicenza: è emergenza



di Antonio Liviero
VENEZIA (9 settembre) - Si può morire di troppo lavoro. Ma anche di mancanza di lavoro. O per la paura di perderlo. Ieri a Galliera Veneta, nel Padovano, un impiegato di banca di 34 anni è stato trovato privo di vita nell’appartamento in cui abitava da single. Accanto al corpo un biglietto d’addio dal quale non emergono cause apparenti del suicidio. Ma al fratello pare avesse confidato preoccupazioni relative al posto di lavoro. Timori che in tempi di crisi economica hanno in molti. Tanto che la crisi può diventare un killer spietato.

Basta scorrere le cronache dei giornali. Negli ultimi 10 giorni in provincia di Vicenza ci sono stati tre casi di disoccupati o persone con problemi occupazionali che si sono tolti la vita: un uomo di 46 anni padre di tre figli, un trentottenne di Belvedere di Tezze, che si è ucciso sabato. E il caso più eclatante, sempre la scorsa settimana: la morte di Lorenzo Guglielmi, assessore al Bilancio del Comune di Rosà, per molti anni membro del consiglio parrocchiale. Aveva 55 anni. Ha lasciato la moglie e due figli. Pochi giorni prima aveva perso l’incarico di coordinatore di una rete finanziaria.

Non è un caso che i suicidi colpiscano chi ha perso il lavoro o rischia di perderlo. E non sorprende che nel Nordest il fenomeno si faccia sentire, anche se gli indicatori dicono che la crisi economica qui morde meno che altrove.

Spiega il professor Massimo Santinello, direttore del dipartimento di psicologia dello sviluppo e della socializzazione all’Università di Padova: «Le ricerche che documentano la relazione tra disoccupazione e salute mentale risalgono a più di 25 anni fa. È dimostrato che in presenza di una crisi economica e di un aumento del tasso di disoccupazione, crescono i problemi legati alla salute. Il suicidio è uno di questi, accompagnato da depressione».

Il contesto sociale non è indifferente. Come potrebbe essere nel ricco Nordest, il cui modello è fondato sulla piccola impresa e il culto del lavoro. «Dove la cosa più importante è fare soldi, la perdita del lavoro rischia di essere più traumatica e di privare le persone del motivo che dà un senso alla loro vita - osserva il professor Santinello -. Teniamo conto che al lavoro è legata parte dell’identità delle persone. Trovarsi licenziati o in cassa integrazione può dare la sensazione di non contare più nulla per nessuno. Anche rispetto ai figli e al partner. Si perdono i motivi per i quali si è portati a pensare che gli altri ci vogliano bene. Insomma, perdere il lavoro fa venir meno il riferimento centrale della vita anche se poi su un suicidio incidono più elementi».

Secondo i dati diffusi lo scorso anno in occasione della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, in Veneto si muore 15 volte di più per suicidio che per omicidio. La metà dei casi si verifica oltre i 52 anni. La media è di 7,4 decessi per 100mila abitanti, 327 all’anno. Una cifra un po’ più bassa di quella friulana (9,4) e in media col resto del Paese (7,7).

Sull’effetto crisi economica si è invece espresso uno studio condotto a Londra su 26 paesi dell’Unione europea. Ha rilevato che al di sotto dei 65 anni, a ogni aumento dell’1% dei senza lavoro cresce dello 0,8% il numero di chi si toglie la vita o uccide. E quando la disoccupazione supera il 3% il tasso dei suicidi sale del 4,5% e addirittura del 28% quello delle morti legate all’abuso di acol.

Come contrastare il fenomeno? Secondo Franca Porto, vicentina, segretario veneto della Cisl, non bastano gli ammortizzatori sociali: «Certo rimangono la priorità, ma i sussidi non sono sufficienti - dice -. Servono strumenti per orientare e ricollocare i lavoratori. Per toglierli dallo smarrimento e dare loro una prospettiva concreta».

Indennità per disoccupati e supplenze Il cdm vara la norma "salva-precari"

Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini


La misura avrà efficacia immediata
e riguarda oltre 12mila insegnanti.
La Gelmini: «Mantenuti gli impegni»
In campo anche i fondi dalle Regioni
ROMA
La norma «salva-precari» è passata: il Consiglio dei ministri ha deciso oggi di inserire nel cosiddetto decreto Ronchi (un decreto legge relativo a direttive comunitarie) una disposizione che, limitatamente all’anno scolastico 2009-2010, prevede che le supplenze temporanee siano assegnate, con precedenza assoluta, al personale docente e Ata già destinatario di supplenze annuali nel precedente anno scolastico. Norma che viene integrata dall’erogazione dell’indennità di disoccupazione nei periodi di non lavoro (il mix delle due iniziative è stato sintetizzato coniando la formula "contratto di disponibilita") e dal coinvolgimento in progetti, finanziati dalle Regioni, che ampliano l’offerta formativa delle scuole.

Il provvedimento, che interessa una platea di 12-13 mila persone, illustrato con soddisfazione dal ministro Gelmini in una conferenza stampa, non è stato accolto con unanime entusiasmo dalla categoria, dalle Regioni e dai sindacati.

«Coloro che hanno diritto all’indennità di disoccupazione - ha spiegato il ministro Gelmini - potranno avere una via preferenziale per rimanere all’interno della scuola, attraverso le supplenze brevi e potranno essere coinvolti in progetti speciali: contro la dispersione scolastica, il sostegno agli studenti più deboli, o per l’orientamento. Sarà, inoltre, possibile siglare accordi con le Regioni che potranno partecipare anche in maniera finanziaria all’attuazione di questi progetti».

Non tutti i precari hanno però accolto con favore il varo del provvedimento. Un gruppo di loro ha organizzato un sit-in di protesta a Roma sotto il palazzo in cui era in corso una riunione degli assessori regionali all’Istruzione proprio per discutere di questi temi. «Se le Regioni - hanno spiegato - dicono sì ai contratti di disponibilità avallando la politica di tagli del ministro Gelmini, la scuola pubblica non avrà alcun vantaggio».

Un no deciso anche dalla Rdb-Cub, che prosegue il suo «assedio» al ministero dell’Istruzione «per affermare il diritto dei lavoratori alla dignità di un lavoro stabile, unica garanzia per una scuola degna di questo nome».

E mentre a Palermo è continuata la protesta di centinaia di precari, i Comitati hanno fatto notare che i cosiddetti contratti di disponibilità «non risolvono l’emergenza istruzione del Paese, ma sono un palliativo che favorisce, solo per i prossimi 8 o 12 mesi, il parziale mantenimento del reddito di alcuni precari».

Scettiche anche le Regioni, o almeno parte di esse. «Tutta questa partita - ha spiegato Alessandra Tibaldi, assessore al Lavoro del Lazio, regione che coordina la Conferenza delle Regioni in materia di lavoro, formazione e istruzione - va riportata a livello di presidenti delle Regioni: la nostra richiesta è che venga ricondotta alla conferenza Stato-Regioni, perchè va affrontata in un’ottica nazionale».

Sul fronte sindacale, pareri diversi. Lo Snals ha accolto con plauso la soluzione adottata, che «rappresenta un sistema di protezione sociale a favore di persone che per anni hanno lavorato con dedizione per il buon funzionamento della scuola».

La Uil invita a far presto, perchè «dal primo settembre migliaia di persone sono già senza lavoro e senza stipendio». La Flc-Cgil, invece, ha parlato di «tanto fumo e nessuna novità».

INCHIESTE BARI: NUOVO PROCURATORE, RAPPORTO ANOMALO PM-STAMPA

BARI - La pubblicazione dei verbali di interrogatorio di Gianpaolo Tarantini producono un "danno enorme innanzitutto allo sviluppo delle indagini, poi alla tutela della privacy dei cittadini e denotano un rapporto anomalo tra una struttura degli inquirenti e una struttura dell'informazione". Lo ha detto il nuovo procuratore della repubblica di Bari, Antonio Laudati a margine della cerimonia di insediamento conclusasi poco fa nell'aula magna della corte d'appello di Bari.

Laudati, ex direttore della giustizia penale del Ministero di via Arenula, si è soffermato con i giornalisti a parlare della pubblicazione dei verbali, coperti da segreto istruttorio, da parte del 'Corriere della Sera'. "Sono consapevole - ha detto - della pressione nazionale e forse internazionale che in questo momento esiste sulle indagini della procura di Bari; quindi, mi accingo con l'aiuto dei colleghi, a cercare di stabilire dei rapporti con l'informazione che garantiscano correttezza e soprattutto il corretto svolgimento delle indagini perché la violazione del segreto è sempre un nocumento allo sviluppo delle indagini".

Ci saranno delle conseguenze?, gli è stato chiesto. "Non lo so. Cercheremo assieme ai colleghi - ha rimarcato - di studiare per il futuro i rimedi più idonei". "Sono convinto - ha concluso - che il procuratore, nell'informazione, debba garantire par condicio anche tra i mezzi di informazione. Non mi piacciono rapporti personali privilegiati. L'informazione è un servizio pubblico, il procuratore è un funzionario pubblico e quindi deve garantire parità di accesso e correttezza nei rapporti".

ITALIA-BULGARIA 2-0, AZZURRI A UN PASSO DAL SUDAFRICA

TORINO - Italia-Bulgaria 2-0 in un incontro del gruppo 8 europeo di qualificazione a Sudafrica 2010.Gol di Grosso e Iaquinta. Azzurri a +4 sull'Irlanda, in gol all'11' con Grosso che conclude uno scambio volante con Pirlo. Iaquinta manca da pochi passi il raddoppio al 14' ma e' la Bulgaria a sfiorare 2 volte il pari,in particolare al 25' quando un miracolo di Buffon evita il gol di Petrov (ma la palla forse era entrata). Al 41' Iaquinta in gol dopo una pregevole azione condotta in tandem con Gilardino.

(dell'inviato Piercarlo Presutti)
Un Grosso sospiro per molti, non solo per Marcello Lippi: i campioni sono a un passo dal mondiale. Ad avvicinarli in maniera pressoche' decisiva a Sudafrica 2010 (+4 sull'Irlanda seconda in classifica nel girone di qualificazione, nel caso di sconfitta a Dublino bastera' vincere a Parma con Cipro il 14 ottobre per garantirsi il primo posto) e' il piede felpato del giocatore che firmo' il successo a Berlino. Stasera Fabio Grosso ha dato il via contro la Bulgaria al 'rinascimento' azzurro dopo il buio delle ultime prestazioni (quattro gare senza reti, escluso il doppio harakiri di Kaladze) con un gol spettacolare all' 10', poi bissato da Iaquinta sul finire del primo tempo. Ha costituito con Marchisio un'interessante cordata sulla sinistra. Ed ha avallato la convinzione italjuventina del commissario tecnico, peraltro manifesta in una serata con sette bianconeri nella formazione iniziale. Sara' l'intesa di giocatori che si frequentano nel club di appartenenza, sara' il modulo 4-3-1-2, piu' offensivo e votato al brio rispetto a quello con la Georgia. E sicuramente incide anche la bonta' dell'innesto di Marchisio, oltre al rientro di De Rossi. Fatto sta che l'Italia percorre brillantemente e di gran carriera la pista bulgara, raggiungendo l'obiettivo: disputare in piena serenita' le ultime due gare del girone. Quattro giorni fa lo stesso risultato, il 2-0 in Georgia, aveva suscitato tutt'altre sensazioni. Un paio di cori di incitamento a Marcello Lippi avevano chiarito in avvio che da queste parti per gli azzurri c'e' aria di casa. E d'altra parte la presenza in formazione di sette juventini era solo una spia del feeling tra il ct e il tifo sabaudo, che applaudiva una prova generale al 5' (cross di Camoranesi e tiro al volo di Marchisio, fiacco pero'), e si entusiasmava gia' all'11' per il triangolo Grosso-Pirlo-Grosso concluso da distanza ravvicinata dal terzino con un 'piattone' sinistro che batteva Ivankov. Funzionava bene, il 4-3-1-2 degli azzurri. Alimentato, rispetto alla stucchevole prestazione in Georgia, dalla dinamo che ha nelle gambe Marchisio, impreziosito dalle qualita' tecnico-podistiche di Grosso e corroborato dalla completezza di De Rossi. Si alzava infatti al cielo l'antico po-po-po-po, ma Iaquinta si mangiava un gol al 15'. Brutto segnale, perche' con il centrocampo azzurro in evidente inferiorita' numerica (Pirlo galleggiava tra le linee nel ruolo di trequartista) cresceva lentamente la marea bulgara: al 22' su tocco smarcante di Berbatov, Rangelov sprecava davanti a Buffon. Ed al 26' arrivava un brivido vero per Lippi perche', su angolo di Yankov, Petrov girava sul primo palo e Buffon con un guizzo salvava. Era comunque bella la gara, perche' le sue squadre si sferravano colpi a ripetizione. Fino al 39', quando Iaquinta e Gilardino, fino ad allora i peggiori tra i campioni del mondo, si intrecciavano in un doppio triangolo efficacissimo: lo juventino si ritrovava cosi' solo davanti al portiere e lo infilava con un destro preciso. La ripresa cosi' scivolava quasi sul velluto per gli azzurri: anche se la Bulgaria non mollava la presa. Provava al 1' con un colpo di testa di Petrov. Ma poi la sua supremazia territoriale serviva solo ad esaltare a centrocampo il senso di posizione di De Rossi, che ergeva un vero e proprio muro. E quando i bulgari lo superavano, la reattivita' di Cannavaro era se non ai livelli del mondiale, quasi. Lippi cosi' poteva togliere lo stremato Gilardino per inserire Giuseppe Rossi (13'): per lui all'attivo subito un paio di tiri fiacchi, oltre a un'occasione sfumata di poco. Al 19' un punizione di Georgiev attraversava lo specchio della porta e veniva deviata in angolo da Buffon. Sul capovolgimento di fronte Marchisio sfiorava il gol. Un paio di guizzi di Berbatov, un altro tiro di Georgiev alto di poco, e soprattutto l'ovazione per Marchisio e Iaquinta, sostituiti da Pepe e Di Natale chiudevano la gara. Aprendo cosi' ufficialmente, in attesa dell'immigrato di lusso Amauri, il nuovo corso azzurro: quello dell'Italjuve.

L'Italia ha la qualificazione al Mondiale in tasca ma per dirla col Trap, non dire gatto se non ce l'hai nel sacco. Dopo aver parlato di passaggio praticamente fatto in caso di vittoria sulla Bulgaria alla vigilia della partita, Marcello Lippi esce dalla serata positiva di quella che e' stata ribattezzata Italjuve con un po' di pragmatica cautela. ''Il Mondiale non e' matematico, ma ora ci basta un pareggio in Irlanda o nel peggiore dei casi battere Cipro''. Non e' infatti il dato statistico, stasera, ad interessare Lippi. ''La vittoria di stasera dimostra che sappiamo dare anche spettacolo. Quest'Italia sarebbe piaciuta all'Avvocato Agnelli'' rivendica il Ct. L'atmosfera d'altra parte era proprio quella giusta. L'Olimpico di Torino, sette juventini in campo, il gol di Grosso fresco di acquisto da parte del club bianconero e poi il raddoppio di Iaquinta. Tutto sotto gli occhi di John Elkann, Amauri, Giampiero Boniperti, Giovanni Trapattoni: il passato e il futuro della Juve. Era iniziata con un'ovazione del pubblico a Marcello Lippi, ben piu' forte dei pochi striscioni che invocavano Cassano, e' finita con i giocatori bianconeri a fare il giro di campo e a ringraziare i propri tifosi. ''Si dice sempre che questa Nazionale non ha qualita' - sottolinea Lippi - invece stasera abbiamo dimostrato di poter dare spettacolo. Abbiamo fatto giocate bellissime, i gol sono stati davvero particolari. E contro una Bulgaria in grande crescita, che negli anni si fara' vedere in Europa''. Insomma, una partita di quantita' e qualita'. ''C'era tanta Juve stasera in campo e in tribuna - aggiunge Lippi - e questa Italia sarebbe piaciuta all'Avvocato Agnelli: era un uomo eccezionale, vedo che non lo lasciano in pace neanche ora da morto... in ogni caso, lui se ne sarebbe andato alla fine del primo tempo''. E avrebbe visto tutto, perche', come ammette lo stesso Ct, dopo aver dominato, l'Italia e' calata fisicamente. ''Abbiamo fatto un ottimo primo tempo - spiega analizzando la partita - siamo stati molto propositivi, abbiamo mostrato tanta qualita' e tutto questo mi fa piacere soprattutto per i giocatori. Avevo detto loro prima della partita che per come avevano lavorato in questi giorni si meritavano una grande prestazione e che ero sicuro che l'avrebbero fatta. Cosi' e' stato''. Poi nel secondo tempo la sofferenza. ''E' inutile nasconderselo - aggiunge Lippi - in questo periodo della stagione noi siamo indietro fisicamente. Gli altri giocatori sono piu' preparati. Per questo abbiamo un po' sofferto. I cambi erano calcolati su questo''. La chiave pero' e' stata la posizione di Pirlo: ''Ha giocato trequartista - spiega Lippi - poi quando c'era un po' piu' da soffrire ci siamo messi a quattro. Tra tutti i giocatori voglio pero' lodare Marchisio: ha 22 anni, una gran personalita', e' diventato padre una settimana fa ma ha passato i suoi primi sette giorni da genitore in ritiro. Ho sempre detto che i nostri sono giovani-vecchi, non abbiamo tempo di aspettarli''. Infine Cannavaro: ''Ero certo - conclude Lippi - che una volta superato l'infortunio sarebbe tornato ai suoi livelli. Puo' dare e dire ancora molto a questa Nazionale. Purtroppo ora saltera' per squalifica la prossima''. L'appuntamento e' per il 10 ottobre a Dublino, a casa del Trap, dove pero' l'Italia si presenta con un rassicurante piu' quattro sulla diretta inseguitrice.

L'Inghilterra e la Spagna staccano il biglietto per i mondiali di calcio del 2010. La nazionale di Fabio Capello e i campioni d'Europa si aggiungono cosi' all'Olanda, l'unica prima di stasera della zona europea ad aver centrato gia' il pass per il Sudafrica. Questo il quadro delle nazionali qualificate: - Olanda, Inghilterra e Spagna (Zona europea) - Sudafrica (paese ospitante) e Ghana (Zona africana) - Brasile (Zona sudamericana) - Corea del Nord, Corea del Sud, Australia e Giappone (Zona asiatica).

MESSICO, AEREO DIROTTATO: ARRESTATI PIRATI DELL'ARIA

CITTA' DEL MESSICO - I pirati dell'aria che hanno sequestrato un Boeing 737 della compagnia di bandiera messicana Aeromexico sono stati arrestati e dalle immagini in Tv sono stati visti scendere dall'aereo in manette. Salvi anche i sette membri dell'equipaggio. L'identità e la nazionalità dei sequestratori, che a quanto sembra sono sette, non è ancora stata accertata, hanno reso noto le forze della sicurezza messicana, precisando che potrebbe trattarsi di boliviani e colombiani.

Un aereo della compagnia Aereomessico, proveniente dalla Bolivia, e' stato dirottato e poi atterrato nell'aeroporto di Citta' del Messico. In un primo momento i dirottatori del Boeing 737 di Aereomexico, con almeno 104 persone a bordo, avevano chiesto di parlare con il presidente Felipe Calderon, minacciando altrimenti di far saltare l'aereo.

Poi la liberazione dei passeggeri. La rete tv Atzeca ha raccontato che dopo essere scesi dall'aereo, i passeggeri sono saliti su alcuni autobus scortati da poliziotti. Quindi l'aereo è stato circondato dalle forze della sicurezza.

L'azione con la quale gli uomini delle forze di sicurezza hanno preso il controllo, all'aeroporto di Città del Messico, del Boeing 737 dirottato è durata poco meno di tre minuti. Lo hanno precisato fonti locali, sottolineando che non ci sono stati feriti.

Il presidente messicano Felipe Calderon è giunto all'aeroporto internazionale a Città del Messico. Lo rendono noto fonti ufficiali, precisando che il capo dello Stato si trovava nell'hangar presidenziale dello scalo, in partenza per una visita fuori città.