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mercoledì 9 settembre 2009

Sierra Leone, 70 morti in incidente in mare, per lo più ragazzi



Almeno 70 persone, per lo più bambini che tornavano dalle vacanze scolastiche, sono morti quando un'imbarcazione con 150 passeggeri si è capovolta durante una tempesta al largo della Sierra Leone. Lo ha riferito oggi la polizia.

"La maggior parte dei morti erano ragazzini tra gli otto e i sedici anni", ha detto a Reuters Sam Bangura, ufficiale di polizia, rispondendo alle domande, e aggiungendo che la polizia ha trovato 24 sopravvissuti all'incidente, verificatosi ieri vicino alle coste di Freetown a causa di un guasto al motore.

Bangura ha detto che la polizia sta ancora cercando eventuali superstiti.

Abu Essay, uno dei sopravvissuti, ha detto che la maggior parte delle vittime erano bambini di ritorno dalla cittadina di Waterloo - a 12 chilometri dalla capitale Freetown - dove avevano trascorso le vacanze scolastiche.

A causa della scarsa manutenzione e del carico eccessivo gli incidenti che coinvolgono imbarcazioni sono frequenti in Africa Occidentale, in questo periodo alle prese con tempeste stagionali e pesanti piogge.

Le ragazze che Tarantini portò a Palazzo Grazioli





Geraldine Semeghini




Patrizia D'Addario






Lucia Rossini e Barbara Montereale





Graziana Capone





Barbara Guerra




Carolina Marconi

Il film porno? In Francia ora si guarda in coppia

ROMA (9 settembre) - Secondo una recente indagine dell'istituto francese Ifop, i film porno in Francia ora si guardano in coppia e non più da soli: il 57% dei francesi ha già visto almeno un film pornografico


con il proprio partner. Non è più, dunque, un'esperienza di cui vergognarsi. Anzi, vedere delle scene di sesso spinto insieme «attiva la libido in una coppia, rompendo la routine, indipendentemente dall'età», sostiene il responsabile dello studio, Francois Kraus, sottolineando che i francesi cominciano a fare esperienza del porno relativamente da adulti, a partire dai 24 anni.

Questa tendenza ha contagiato anche l'universo femminile: sempre più donne (59%) guardano film per adulti in dolce compagnia, contro il 50% rimasto ancorato alle vecchie abitudini.

Va risarcito anche il marito quando la moglie dopo l'operazione non può più avere rapporti sessuali con il coniuge

Responsabilità medica: quando la moglie in seguito a un intervento chirurgico è costretta a rinunciare all’intimità con il proprio marito, anche l’uomo ha diritto al risarcimento dei danni. È quanto emerge dalla sentenza 19092/09 della Cassazione.
E' stato confermato il verdetto di merito con il quale era stato stabilito un ristoro di novanta milioni di vecchie lire a favore di una donna e di ventisei milioni di lire per suo marito da parte della Regione e del ginecologo. La paziente, infatti, era stata operata una prima volta nel 1986 in ospedale, e successivamente aveva subito un altro intervento chirurgico su una fistola post-operatoria a seguito di isterectomia, eseguito dallo stesso medico, in una casa di cura. Ma da quell’operazione la moglie non aveva tratto alcun effetto benefico su una sopravvenuta incontinenza urinaria, che aveva costretto i coniugi a non avere più rapporti sessuali.
La Corte d’appello – spiega la Cassazione – ha ampiamente motivato sulla responsabilità del medico e, in particolare, sul nesso causale tra l’intervento chirurgico eseguito dallo stesso ginecologo e l’insorgenza della fistola post-operatoria che ha compromesso l’integrità psicofisica della donna. I giudici di merito hanno poi escluso che la situazione clinica della paziente al momento dell’operazione fosse tale da costituire una concausa in relazione ai danni subiti dalla donna.

Spari sui passanti nel Cosentino Un automobilista in fin di vita

I Carabinieri stanno interrogando un uomo in stato di fermo


Colpito durante un allenamento
di tiro a segno, ha trentadue anni
COSENZA
Si stava allenando al tiro a segno, con una vera arma, e avrebbe colpito involontariamente, ferendolo gravemente, un automobilista che era fermo sulla Strada Statale 106, a causa di alcuni lavori in corso, alla periferia di Mirto (CS).

Sarebbe questa la dinamica del ferimento di Giuseppe Prantera, 32 anni, ricoverato in gravissime condizioni nell’ospedale di Cosenza. Il fatto è avvenuto questa mattina e solo adesso comincia a delinearsi per intero la vicenda, dopo un susseguirsi di versioni contrastanti filtrate dagli ambienti investigativi.

L’uomo, 34 anni, incensurato, (il nome non è stato reso noto) appassionato di armi, si stava allenando mirando ad un grosso bidone, secondo quanto avrebbe dichiarato ai militari, che lo hanno fermato quasi nell’immediato, visto che erano proprio vicino al luogo del ferimento. Il suo bersaglio dichiarato è stato sequestrato. I Carabinieri hanno appurato che sono stati sparati almeno 29 colpi, e uno di questi, evidentemente, ha raggiunto l’automobilista ignaro, che era ad una distanza di circa 600 metri dal luogo dello sparo, nella sua auto, ferma per i lavori in corso.

Il fermato avrebbe dichiarato di aver usato una pistola, ma questa versione potrebbe essere ribaltata dalle indagini. I militari hanno infatti trovato diverse armi, tutte legalmente detenute, nell’abitazione del trentaquattrenne, tra cui un fucile di precisione. Forse è proprio questa l’arma utilizzata per il tiro a segno. Ma al momento non è possibile appurarlo, visto che il proiettile sparato è ritenuto nella testa della vittima.

Falso "Grande Fratello" in una villa Nove ragazze sequestrate in Turchia

Le loro immagini vendute sul web
Libere grazie a un blitz degli agenti
ANKARA
Nove giovani donne turche, attirate in una villa isolata alla periferia di Istanbul per prendere parte a quello che credevano un "reality show", sono state in pratica segregate per due mesi durante i quali le loro immagini sono state vendute in internet. La vicenda è riferita oggi dal quotidiano Hurriyet che racconta come siano intervenuti gli uomini della Gendarmeria (l’equivalente turco dei carabinieri) per liberarle ed arrestare due uomini autori del raggiro.

Le nove ragazze, tra cui una di solo 16 anni, avevano risposto ad annunci pubblicitari in cui si asseriva di cercare «partecipanti per competere in un reality show come il Grande Fratello» che sarebbe stato trasmesso sulla Fox Tv, nota catena televisiva Usa da poco arrivata in Turchia. Le giovani erano state selezionate tra decine di aspiranti ed avevano dovuto firmare un contratto in cui si stipulava che per due mesi non avrebbero dovuto avere contatti con l’esterno (famiglie comprese) e che se avessero lasciato lo show prima del periodo stabilito avrebbero dovuto pagare una penale di 50.000 lire turche (23.000 euro).

Nella speranza di diventare star televisive le giovani donne hanno firmato. Telecamere a circuito chiuso installate in tutti gli ambienti della villa hanno ripreso ogni momento della permanenza delle giovani e le immagini in cui comparivano nude sono state vendute su internet. Allarmati perchè da due mesi non avevano più notizie della figlia e non riuscivano a mettersi in contatto con gli organizzatori dell’asserito "reality show", i genitori della sedicenne hanno avvertito la Gendarmeria che ha fatto irruzione nella villa liberando le nove donne e arrestando i due uomini che erano con loro.

Coppa del mondo esposta a Torino






La coppa del mondo conquistata dall'Italia di Lippi nel 2006 è stata esposta in Comune a Torino. Nella conferenza stampa di presentazione presenti anche il presidente della Figc Giancarlo Abete, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino e i due presidenti di Juventus e Torino, Cobolli Gigli e Urbano Cairo.

Nunziatella, le donne alla scuola militare








A 221 anni dalla sua fondazione, il 7 settembre la scuola militare della Nunziatella di Napoli ha aperto le sue porte alle prime donne.
Ecco le immagini delle prime giornate.

PRINCIPE HARRY STA PER EREDITARE 9 MLN DI STERLINE

LONDRA - Martedì 15 settembre il principe Harry compirà 25 anni e entrerà ufficialmente in possesso di nove milioni di sterline, sua porzione dell'eredità della madre, la defunta principessa Diana. A rivelare la notizia è il tabloid The Sun: dopo la tragica morte della principessa, avvenuta il 31 agosto 1997, Harry e suo fratello William, 27 anni, hanno ricevuto in eredità circa 6,5 milioni di sterline a testa; soldi che sono stati investiti e hanno fruttato interessi sostanziosi, portando la cifra a circa 9 milioni. In realtà a entrambi i principi è stato impedito di spendere la cifra ereditata fino a che non avranno compiuto 30 anni, ma dall'età di 25 possono godere degli interessi maturati. Per questo da martedì prossimo Harry si troverà ogni anno sul conto in banca circa 300.000 sterline. Una fonte che il Sun non ha voluto rivelare sostiene che Harry, luogotenente nel reggimento della Household Cavalry, non festeggerà la sua nuova ricchezza perché sarà troppo impegnato a seguire il suo corso da pilota di elicottero. La fonte ha sottolineato: "E' molto improbabile che gli sarà concesso anche solo un brindisi".

ORA DI RELIGIONE HA SUO FONDAMENTO IN SENTENZA CONSULTA

di Enzo Quaratino

ROMA- L'insegnamento della religione cattolica nelle scuole ha il suo fondamento giuridico nella sentenza n.203 del 1989 della Corte Costituzionale, considerata la "madre di tutte le sentenze" in materia di laicità dello Stato. Si tratta della sentenza nella quale la Corte eleva la laicità dello Stato a principio supremo, sottolineando che tale principio "implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale". A proposito dell'insegnamento della religione cattolica, la Corte precisa che "la Repubblica può, proprio per la sua forma di Stato laico, fare impartire l'insegnamento di religione cattolica in base a due ordini di valutazioni: a) il valore formativo della cultura religiosa, sotto cui si inscrive non più una religione, ma il pluralismo religioso della società civile; b) l'acquisizione dei principi del cattolicesimo al patrimonio storico del popolo italiano". Aggiunge la Corte: "il genus (valore della cultura religiosa) e la species (principi del cattolicesimo nel patrimonio storico del popolo italiano) concorrono a descrivere l'attitudine laica dello Stato-Comunità, che risponde non a postulati ideologizzati ed astratti di estraneità, ostilità o confessione dello Stato-persona o dei suoi gruppi dirigenti, rispetto alla religione o a un particolare credo, ma si pone a servizio di concrete istanze della coscienza civile e religiosa dei cittadini". In definitiva - conclude la Consulta - "lo Stato è obbligato", in forza degli accordi con la Santa Sede, ad assicurare l'insegnamento della religione cattolica. Per gli studenti e per le loro famiglie esso è facoltativo: solo l'esercizio del diritto di avvalersene crea l'obbligo scolastico di frequentarlo. Per quanti, invece, decidano di non avvalersene, l'alternativa è uno stato di non-obbligo. La previsione, infatti, di altro insegnamento obbligatorio verrebbe a costituire condizionamento per quella interrogazione della coscienza, che deve essere considerata attenta al suo unico oggetto: l'esercizio della libertà costituzionale di religione. Lo stesso principio ha trovato poi conferma anche in altre sentenze della Corte Costituzionale: in una di queste - la numero 13 del 1991 - sempre a proposito dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubblica, la Consulta, applicando ancora il principio supremo di laicità dello Stato e di libertà di religione, sottolinea che gli studenti che scelgono di non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali possono allontanarsi o assentarsi dall'edificio scolastico durante l'ora di religione: nel senso che la decisione di non avvalersi dell'insegnamento di religione cattolica non comporta assolutamente l'obbligo alternativo di frequentare un'altra materia; o di restare inattivi nell'edificio scolastico. (ANSA).

S.SEDE: L'ORA DI RELIGIONE NON SIA MULTICONFESSIONALE
CITTA' DEL VATICANO - L'insegnamento dell'ora di religione nelle scuole non può essere sostituito "con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa": lo afferma la Congregazione vaticana per l'Educazione cattolica, in una lettera inviata nel maggio scorso alle conferenze episcopali di tutto il mondo e che sta circolando in questi giorni, in vista dell'apertura dell'anno scolastico.

Il documento vaticano si riferisce a tutta la realtà mondiale e non solo all'Italia; parla dell'ora di religione insegnata nella scuole cattoliche, in paesi dove magari prevale un'altra fede, e dell'ora di religione insegnata nelle scuole pubbliche, in paesi a maggioranza cattolica. "In una società pluralista, il diritto alla libertà religiosa - si legge nel testo - esige sia l'assicurazione della presenza dell'insegnamento della religione nella scuola, sia la garanzia che tale insegnamento sia conforme alle convinzioni dei genitori". "I diritti dei genitori - continua il documento, citando il Concilio Vaticano II - sono violati se i figli sono costretti a frequentare lezioni scolastiche che non corrispondono alla persuasione religiosa dei genitori o se viene loro imposta un'unica forma di educazione dalla quale sia completamente esclusa la formazione religiosa". "La marginalizzazione dell'insegnamento della religione nella scuola - prosegue la lettera vaticana - equivale, almeno in pratica, ad assumere una posizione ideologica che può indurre all'errore o produrre un danno agli alunni". "Inoltre - avverte - si potrebbe creare anche confusione o generare relativismo e indifferentismo religioso se l'insegnamento della religione fosse limitato ad un'esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo o 'neutro'". Nella libertà di religione, spiega il Vaticano, rientra anche "la libertà di ricevere, nei centri scolastici, un insegnamento religioso confessionale che integri la propria tradizione religiosa nella formazione culturale e accademica propria della scuola". Invece, "la natura e il ruolo dell'insegnamento della religione nella scuola è divenuto oggetto di dibattito e in alcuni casi di nuove regolamentazioni civili, che tendono a sostituirlo con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa, anche in contrasto con le scelte e l'indirizzo educativo che i genitori e la Chiesa intendono dare alle nuove generazioni".

INFLUENZA A: FAZIO, LA MALATTIA E' LEGGERA

ROMA - "La malattia legata al virus dell'influenza A è più leggera del previsto e non desta reali motivi di preoccupazione". Lo afferma il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, al termine dell'incontro dell'unità di crisi che si è svolto questo pomeriggio al ministero della Salute. "Noi tutti abbiamo la reale impressione - aggiunge Fazio - che si sta facendo un po' troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme".

I casi di pazienti colpiti dall'influenza A erano la scorsa settimana 5.600 mentre ad oggi sono circa sette mila ha precisato Fazio, sottolineando che si tratta "di un dato significativo ma non ancora esponenziale e dunque non tale da creare particolari allarmi".

Il virus dell'influenza A, secondo Fazio, non desta particolari preoccupazioni ed è stimato che "alla fine della pandemia i casi gravi saranno un paio di centinaia". "E' necessario combattere le rare forme di polmonite virale acuta primaria". Fazio inoltre aggiunge che è necessario "gestire l'evoluzione della pandemia con le Regioni in modo uniforme" e a tale proposito invita le Regioni "a scoraggiare l'accesso diretto dei cittadini negli ospedali e a incoraggiare le chiamate verso il proprio medico di famiglia".

CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE NELLE SCUOLE - "Avvieremo all'interno delle scuole una campagna di comunicazione sui comportamenti corretti da tenere" per evitare il contagio della nuova influenza. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelimini ribadendo che "le lezioni partiranno regolarmente" e "non è prevista nessuna chiusura generalizzata delle scuole".

Le regole che si invitano a seguire nelle scuole sono semplici: lavati spesso le mani con acqua e sapone e conta fino a 20 prima di smettere; copriti la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando tossisci o starnutisci e poi fai subito centro nel cestino; non scambiare gli oggetti o il cibo con i tuoi amici (penne, matite, bicchieri, posate, merendine etc.); non toccarti gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate: il virus dell'influenza passa da lì; fai attenzione, il virus dell'influenza è campione di salto in lungo: non stare vicino a chi ha i sintomi.

CIRCOLARE NELLE SCUOLE PER EVENTUALI CHIUSURE - Tra pochi giorni, al massimo nell'arco di una settimana, il ministero dell'Istruzione emanerà una circolare in cui vengono codificate le modalità di eventuali chiusure di singole scuole o classi se si dovessero verificare casi gravi di influenza A. "La eventuale chiusura di singole classi o plessi scolastici - ha precisato il ministro Gelmini - verrà decisa su proposta delle Asl con il coinvolgimento del sindaco e del dirigente scolastico". Il ministro ha quindi ribadito che il governo "non ha mai preso in considerazione l'ipotesi di un allungamento delle vacanze di natale" in coincidenza con il picco dell'influenza.

EDUCARE I PIU' PICCOLI - "Vanno educati soprattutto i più piccoli" per prevenire il contagio della nuova influenza. Ha sottolineato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, secondo la quale l'anno scolastico può iniziare tranquillamente, con alcuni piccoli accorgimenti. "Bisogna educare soprattutto i bambini più piccoli, quelli delle elementari, a non passarsi ad esempio -ha proseguito - bevande già assaggiate da altri compagni o portarsi alla bocca penne e matite". Quanto alle decisioni prese da alcuni presidi, come il dirigente scolastico dell'istituto Newton di Roma, che ha vietato i baci tra ragazzi, il ministro Gelmini ha osservato che i presidi "hanno la facoltà di assumere decisioni" in virtù dell'autonomia scolastica. "Non credo - ha aggiunto - che oggi sia necessaria una soluzione a livello generale, ma rispetto le scelte e l'autonomia delle singole scuole. Ribadisco - ha concluso - che non è il caso di creare eccessivo allarmismo, il che non significa che il Governo voglia sottovalutare la situazione".

INFLUENZA STAGIONALE - "L'influenza stagionale è marginalmente più severa dell'influenza A" ha precisato Fazio a margine della conferenza stampa. La vaccinazione per l'influenza stagionale partirà il primo ottobre per gli over 65. Lo precisa il viceministro della Salute Ferruccio Fazio a margine di una conferenza stampa al ministero della Salute aggiungendo che "attualmente solo i servizi essenziali e la popolazione a rischio verranno vaccinati contro il virus dell'influenza A". Chi avrà la doppia vaccinazione, conclude il ministro, si vedrà posticipare la stagionale, anche se sulla covaccinazione dobbiamo aspettare il parere del Consiglio Superiore di Sanità.

L'ultima vittima dell'influenza A? Le gite scolastiche, cancellate per paura

Una scuola di Tivoli annuncia lo stop ai viaggi di studio
«Troppi rischi, gli studenti capiranno che è meglio così»

ROMA - Niente gite scolastiche quest'anno per gli studenti dell'istituto comprensivo Pacifici a Tivoli, una cittadina vicino a Roma, «per limitare il più possibile il contagio dall'influenza A». Lo ha annunciato la dirigente scolastica Marialuisa Viozzi, che già si è mossa anche per anche per «limitare baci ed effusioni», tra gli alunni, che vanno dalla scuola dell'infanzia alle medie, come già aveva annunciato il preside del liceo romano Newton, che prepara una circolare anti-baci.

LEZIONI DI IGIENE - «Nelle classi della mia scuola ci saranno insegnanti di scienze - ha detto la dirigente - che spiegheranno a bambini e ragazzi le pratiche da adottare per evitare il contagio, tra cui l'attenzione a limitare baci ed effusioni, che a volte avvengono in modo esagerato». Tra le altre misure adottate ci sarà l'introduzione di erogatori di sapone disinfettante in ogni aula, che saranno acquistati con una colletta tra i genitori.

NIENTE CIRCOLARI - Sulla questione dei rischi di contagio derivanti dalle effusioni, la dirigente ha aggiunto: «Informeremo i ragazzi cercando di persuaderli, non credo che ci sarà bisogno di circolari. Faremo capire che non è un provvedimento da "bacchettoni", ma una misura utile per la prevenzione», ha concluso la preside Viozzi, che si è detta favorevole all'iniziativa annunciata dal Newton: «Il divieto del bacio tra studenti limiterà i rischi del contagio».

Intera famiglia in manette per droga coltivavano marijuana «per curarsi»

Il padre tenta di giustificarsi: «Mi serve per il diabete»

Una intera famiglia, padre, madre e due figli, è stata arrestata a Roma per la coltivazione di marijuana. In casa avevano 2 chilogrammi di marijuana, 27 piante di canapa indiana alte 2 metri, una ventina di semi, alcune dosi di hashish, nonché il materiale utilizzato per confezionare le singole dosi e 350 euro in contanti.
Ad attirare l’attenzone dei carabinieri, in via Oderisi da Gubbio, sono state alcune piante sul balcone visibili dalla strada. I militari dell'Arma, insospettiti, hanno deciso di entrare, sorprendendo tutti i componenti della famiglia mentre preparavano e pesavano le dosi di marijuana e di hashish: il capofamiglia, la moglie casalinga di 47 anni, un figlio di 31 ed una figlia di 25, entrambi studenti. La mariujana «mi occorre per curare il diabete che mi affligge», ha tentato di giustificarsi il genitore 50enne. Ma non ha convinto i militari e per i quattro sono scattate le manette per «produzione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti».

TRENTA OPERAZIONI - Dallo scorso agosto ad oggi, i sequestri effettuati dalle forze dell'ordine tra Roma e Provincia hanno ormai superato le 30 operazioni: appare infatti sempre più diffuso il costume dio coltivare in casa canapa indiana. Basta un giardino, un orto, a volte un terrazzo per avviare una coltivazione e infrangere così la legge. E nelle campagne romane sono almeno 10 gli appezzamenti finora scoperti con «raccolti» consistenti di cannabis.

Mafia leccese, scacco alla Sacra Corona: arrestati 38 tra capi e gregari

Custodia cautelare contro i boss delle cosche salentine: accuse per 18 omicidi commessi dal 1987 al 2002


LECCE - Scacco alla mafia leccese. Affondo delle forze dell'ordine contro boss salentini e i loro gregari per la lunga stagione di sangue di cui sono stati protagonisti per oltre 15 anni. Una vasta operazione contro la Sacra corona unita è in corso dalle prime ore dell'alba. Sono 38 i capi clan e gli affiliati arrestati da polizia e Ros dei carabinieri, prevalentemente nella provincia di Lecce, ma anche in altre località italiane. Per loro è scattata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
LE ACCUSE - Omicidio e tentato omicidio, aggravati dal metodo mafioso. Le indagini della squadra mobile di Lecce e del Ros, avviate nel 2002 ed incentrate sui clan dominanti della frangia «vincente» della Sacra corona unita attivi nel Salento, hanno consentito di ricostruire gli autori e i mandanti di oltre 18 omicidi e 10 tentati omicidi commessi nell'ambito della guerra di mafia che, tra il 1987 al 2002, insanguinò la zona.

I CLAN IN LOTTA - In una prima fase a contrapporsi furono gli storici clan De Tommasi e Tornese; poi, all'interno dello stesso clan De Tommasi, nacque una spaccatura, e ne seguì uno scontro tra il gruppo Toma-Cerfeda e quello Pellegrino-Presta-Vincenti.

MACISTE - L'operazione, denominata «Maciste», si è incentrata sui principali capi storici della frangia leccese della Sacra Corona Unita, attualmente detenuti, tra cui Giovanni De Tommasi, Mario e Angelo Tornese, Salvatore Rizzo, Bruno e Remo De Matteis, Claudio Conte e Marcello Dell'Anna. Tra gli omicidi quello di Italo Pinto (1987), Luigi Scalinci, Antonio Palazzo, Valerio Colazzo, Giuseppe Quarta, Ivo De Tommasi, Piero Colapietro, Giovanni Corigliano, Donato Erpete, Francesco Calcagnile (tutti avvenuti nel 1989), di Maurizio Petrini (1990), Ugo Causio, Romolo Morello (1991), Roberto Valentini (1992), il duplice omicidio di Vincenzo Martena e Paolo Spada e quello di Giuseppe Nacci (1993), di Ennio Zollino (1996), Antonio Filieri (1997). Ma poi ci sono anche molti tentati omicidi. Sullo sfondo la lotta per il controllo del traffico degli stupefacenti, vendette, spaccature all'interno delle organizzazioni e il passaggio a quelle nemiche.

MANTOVANO - «L'operazione effettuata in mattinata contro 38 presunti affiliati alla Sacra Corona Unita, costituisce l'ennesima, concreta, risposta delle forze di polizia alla richiesta di tutela e di controllo del Salento». E' quanto afferma il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, esprimendo «sincera gratitudine alle forze di polizia e all'autorità giudiziaria». «Pur non essendo direttamente collegata a episodi criminali - aggiunge - di varia matrice e privi di collegamento organico come ripetutamente sottolineato che hanno interessato Lecce e provincia nelle ultime settimane, in quanto indirizzata a colpire autori e mandanti di delitti e disegni criminali del recente passato, l'operazione di oggi, consegnando alla giustizia elementi di spicco di quella che è stata la principale organizzazione criminale salentina - conclude - contribuisce a bonificare un territorio che vede sistematicamente stroncato ogni tentativo di riorganizzazione dei tradizionali assetti criminali».

Truffe ai bancomat, un giro da 500 milioni

IL 72% DEGLI ATM CONCENTRATO IN 5 PAESI: REGNO UNITO, SPAGNA, GERMANIA, FRANCIA E ITALIA

Rapporto dell'agenzia europea per la sicurezza delle reti
e dell'informazione: nel 2008 reati aumentati del 149%

NOTIZIE CORRELATE
Truffe agli sportelli automatici: le 14 regole d'oro dell'Enisa


Sportelli automatici (Afp)MILANO - Mezzo miliardo di euro: a tanto ammontano i furti e le truffe messi a segno tramite gli sportelli automatici (ATM) in Europa. Il numero emerge da un rapporto della Enisa (European Network and Information Security Agency): «Reati connessi agli sportelli automatici: la situazione in Europa e le regole d'oro per evitarli» (il testo completo in pdf). Il rapido aumento del numero di sportelli automatici e di sofisticate tecniche di clonazione e frode, si è tradotto in un aumento del 149% dei reati commessi nel 2008. L'anno scorso il numero di sportelli automatici in Europa è aumentato del 6% fino a raggiungere quasi 400mila unità e molti sono stati installati in luoghi diversi dalle istituzioni bancarie: per esempio minimarket, aeroporti, distributori di benzina. Inoltre il 72% degli ATM in Europa è concentrato in cinque Paesi: Regno Unito, Spagna, Germania, Francia e Italia.
LE TECNICHE - La tecnica più utilizzata dai ladri è quella del prelievo di contanti con i codici Pin, rubati attraverso una vasta gamma di tecniche che vanno dal cosiddetto "shoulder surfing" (spiando un utente mentre digita il suo codice), allo "skimming" (strisciata) con microtelecamere, false tastiere e perfino sportelli fasulli. Ma si diffonde sempre più anche la tecnologia wireless Bluetooth per trasmettere i dati clonati da carte di credito e bancomat e i codici a computer portatili nelle vicinanze. Nel 2008 in Europa sono stati denunciati 10.302 casi di skimming. A volte i ladri usano metodi meno sofisticati: il blocco e il successivo recupero delle carte degli utenti, l’interruzione delle operazioni di prelievo in fase di transazione per completarle dopo che la vittima si è allontanata e perfino il trattenimento dei contanti all'interno della macchina. Le bande usano poi il "phishing" e l'"hacking" su siti internet e nei sistemi informatici delle banche per ottenere dati relativi a conti correnti bancari.

FURTI CON SCASSO - Anche i furti con scasso degli sportelli automatici sono aumentati del 32% nel corso degli ultimi 12 mesi. Anche qui la fantasia corre: dalle rapine con sfondamento dello sportello, all'uso di esplosivi, seghe circolari, lance termiche e trapani con punte diamantate. «Gli sportelli automatici sono tra i bersagli preferiti dai criminali perché contengono denaro in contante, mentre carte di credito o bancomat consentono ai malviventi di accedere ai conti correnti bancari dei clienti - spiega Andrea Pirotti, direttore di Enisa -. In futuro è probabile che le attività criminali di questo tipo subiscano un ulteriore aumento poiché gli sportelli automatici di ultima generazione sono progettati per erogare anche servizi e prodotti aggiuntivi quali ricariche telefoniche e francobolli».

Firma extraterrestre sulla cometa

La Nasa: nella chioma di Wild 2 c'è la glicina, uno degli amminoacidi fondamentali per gli organismi. È una conferma alla “panspermia”: gli ingredienti della vita si sono formati nel cosmo e sono stati disseminati


MARIO DI MARTINO

OSSERVATORIO PINO TORINESE - INAF
La notizia è strabiliante, ma per certi versi attesa, dalle conseguenze importantissime per la comprensione dell'origine della vita. Dopo lunghe analisi un gruppo di ricercatori del «Goddard Space Flight Center» della Nasa ha confermato la scoperta della glicina nelle particelle di cometa catturate nel gennaio 2004 dalla sonda «Stardust», quando attraversò la chioma della cometa Wild 2, e riportate sulla Terra due anni dopo.

La scoperta della glicina (C2H5NO2), il più semplice dei 20 amminoacidi ordinari, dà una spinta decisiva alla teoria della «panspermia», secondo la quale alcuni degli ingredienti fondamentali da cui ha avuto origine la vita si sono formati nello spazio e sono stati poi disseminati sulla Terra dall'impatto di comete e asteroidi. Questi piccoli corpi cosmici sarebbero stati quindi i portatori dei «mattoni», da cui poco più di 3 miliardi di anni fa si sono sviluppate sul nostro pianeta i primi organismi elementari. Gli amminoacidi sono infatti composti organici che costituiscono la base per la formazione della maggior parte delle proteine, le molecole alla base di ogni forma di attività biologica. Come le lettere dell'alfabeto possono essere combinate per formare un numero enorme di parole così la natura utilizza i 20 diversi amminoacidi per sintetizzare milioni di differenti proteine.

Le analisi preliminari dei campioni cometari avevano già rilevato la presenza di questa molecola, ma per essere certi che non si trattasse di una contaminazione terrestre è stato necessario condurre indagini estremamente accurate. La natura extraterrestre della glicina è stata infine «certificata» grazie alla natura isotopica degli atomi di carbonio che compongono la molecola stessa. Un isotopo è un atomo di uno stesso elemento chimico e, quindi, con lo stesso numero atomico (protoni), ma con una differente massa atomica (protoni+neutroni). La differenza di massa atomica è dovuta a un diverso numero di neutroni presenti nel nucleo dell'atomo a parità di numero atomico. Nel caso in questione l'atomo di carbonio, anziché avere una massa atomica 12 (cioè un nucleo formato da 6 protoni e 6 neutroni), ha una massa atomica 13, a causa della presenza di un neutrone in più. Il carbonio terrestre, e perciò quello che compone la glicina presente sul nostro pianeta, appartiene in stragrande maggioranza all'isotopo 12C, mentre nello spazio il più comune è il 13C. La presenza di questo isotopo del carbonio nella glicina individuata nei campioni della cometa è la conferma che non si tratta di contaminazione e rappresenta una «firma extraterrestre».

Per la verità, il primo «avvistamento» della glicina nello spazio risale al 1994, ma si trattò di un falso allarme. A individuarne veramente le tracce in alcune nubi di materia interstellare erano stati, nel 2002, due ricercatori dell'Università di Taiwan, grazie a una serie di osservazioni radioastronomiche. La glicina della polvere della cometa Wild 2, comunque, è la prima molecola organica extraterrestre arrivata sulla Terra di cui si conosce con certezza l'origine e che può essere «toccata». Secondo alcune simulazioni, la glicina presente nei nuclei cometari si formerebbe in seguito all'esposizione alla luce ultravioletta di ghiaccio d'acqua contenente molecole organiche molto semplici, come metano e ammoniaca.

Il merito della scoperta è della sonda «Stardust», lanciata dalla Nasa nel febbraio 1999 e che dopo poco meno di 5 anni effettuò un «fly-by» a meno di 2 mila km di distanza dal nucleo della cometa Wild 2. Per catturare le particelle che formano l'atmosfera cometaria, era dotata di un raccoglitore a forma di racchetta e con tanti alveoli riempiti di una speciale sostanza denominata aerogel, grazie al quale è stato possibile «intrappolare» le particelle senza che queste venissero distrutte al momento dell'impatto. L'aerogel, infatti, è una sostanza microporosa e più leggera dell'aria, il cui volume per il 99% per cento è costituito da vuoto. Si tratta, in pratica, di una schiuma solida di densità estremamente bassa, in cui le particelle della cometa ad altissima velocità sono rimaste intrappolate senza essere danneggiate al momento della cattura.

Una volta recuperato, il materiale (alcune decine di microgrammi) è stato distribuito in diversi laboratori, non solo statunitensi, e sono iniziate le complesse analisi necessarie a stabilire la loro natura. Questa scoperta, insieme con il fatto che conosciamo più di 130 molecole complesse nello spazio, fa quindi pensare che la vita, come la conosciamo, dovrebbe essere un fenomeno relativamente comune nell'Universo. Gli ingredienti per il suo sviluppo sembrano permeare il cosmo. Basta solo che trovino l'ambiente adatto, ma la cosa è tutt'altro che semplice.

Chi è Mario Di Martino Astronomo
RUOLO: È RICERCATORE ALL’OSSERVATORIO DI PINO TORINESE
RICERCHE: CARATTERISTICHE DI ASTEROIDI E METEORITI
IL SITO: HTTP://WWW.OATO.INAF.IT/

Gli anarchici occupano la sede della Croce Rossa

L’IRRUZIONE NELLA TARDA SERATA, DENTRO C’ERANO UNA VENTINA DI VOLONTARI


La sede della Croce Rossa in via Bologna

In 25 sono riusciti ad entrare in
via Bologna. Protesta anti-Cie,
la polizia circonda l'edificio
MASSIMO NUMA
TORINO
Ennesimo capitolo della campagna contro i centri di identificazione ed espulsione degli anarco-insurrezionalisti che hanno base in via Tarino 12. Ieri sera un gruppo di circa 25 persone, guidato da Fabio Milan e Andrea Ventrella, si è introdotto nel cortile degli uffici della sede della Croce Rossa di via Bologna ed ha iniziato un’occupazione simbolica. Immediatamente gli edifici, in cui erano presenti una ventina tra volontari e dipendenti in cambio turno, sono stati circondati dal reparto mobile e dagli agenti della Digos. La polizia ha atteso valutando la possibilità di intervenire qualora gli anarchici non avessero deciso di lasciare autonomamente gli spazi occupati.

La manifestazione di ieri sera rientra in un ciclo di iniziative che hanno riguardato, negli ultimi mesi, tutti i Cie italiani, in particolare quello di Milano di via Corelli, quella di Ponte Galeria a Roma e i centri di Bari e Bologna. Gli occupanti hanno distribuito un documento che si intitola «La Guantanamo di Bossi». Nel documento si leggono le ragioni della protesta: «... Avete presente negli zoo come sono divisi gli animali? Una gabbia sono negri, una gabbia sono arabi, una gabbia sono del Bangladesh, una gabbia sono indiani, una gabbia sono europei. Da lontano ho visto i militari, e come girano intorno coi mezzi che usano lì in Afghanistan, armati! Subito mi sono reso conto che mi hanno detto una bugia, che non ero libero io: una persona chiusa in gabbia, sedici per venti, non può essere libera...».

Dopo questa premessa, l’attacco alla Croce Rossa, «colpevole» di gestire l’assistenza agli ospiti del Cie: «... Il nome della Croce Rossa è infangato, e infamato, perché sotto le divise della Croce Rossa si nascondono gli ex militari. Qui non è “come fosse Guantanamo”: è Guantanamo. È Guantanamo del signor Berlusconi, del signor Bossi, del signor Maroni, del signor Fini, del signor Casini e del signor Calderoli. Vogliamo che la nostra voce si senta come si è sentita per Guantanamo, le sofferenze non si possono descrivere».

A protestare, ieri sera, le stesse persone che nei mesi scorsi hanno compiuto una serie di incursioni al Cambio, da Eataly e al Cie di corso Brunelleschi, sempre con le stesse motivazioni.

Catturato dopo vent'anni il mostro di Milwaukee

Uccise 9 donne, cruciale il test del Dna sullo spazzolino


CORRISPONDENTE DA NEWYORK

A tradire il mostro di Milwaukee è stato lo spazzolino da denti. Era dal 1986 che la polizia del Wisconsin, sostenuta dagli agenti federali, dava caccia ad un killer che collezionava donne. Una dopo l’altra, nel corso di 21 anni, ne aveva uccise 9, comprese fra i 16 e 41 anni. Tutte prostitute, tranne una che era stata aggredita mentre faceva jogging in un parco. La firma del mostro stava nella tecnica dell’aggressione in luoghi appartati e poi nella «inconsueta ferocia» con la quale si accaniva sui corpi, non risparmiandogli nulla. L’ultima donna fatta a pezzi risale al 2007.

La svolta è arrivata la scorsa settimana «grazie alla scienza», come ha spiegato il procuratore distretturale John Chisholm tradendo un evidente sollievo per la soluzione del caso. Il riferimento alla «scienza» si deve alla recente adozione da parte della polizia di una nuova tecnica di esame del Dna - i cui dettagli non sono stati resi pubblici - che consente di ricomporlo anche in presenza di informazioni genetiche davvero minime e in luoghi diversi. Come quelle che si trovavano sullo spazzolino da denti che ha consentito di identificare le generalità dell’assassino: Walter Ellis, 49 anni. L’arresto è avvenuto al termine di una prolungata e dura colluttazione. Ellis era «conosciuto agli inquirenti», il suo profilo è da tempo negli schedari della polizia di Milwaukee.

Di più Flynn non ha voluto dire ma a Milwaukee gli abitanti si interrogano sul nesso fra «il dna delle vittime» e «lo spazzolino del killer» ovvero perché nella saliva di Ellis fossero presenti tracce delle vittime. La polizia di questo non ha intenzione di parlare, il «rispetto delle famiglie delle donne morte» è una costante nelle dichiarazioni di agenti locali e sceriffi federali ma poiché i fatti sono avvenuti a Milwaukee è difficile non andare con la memoria ad un altro «mostro» locale: quel Jeffrey Dahmer che fra il 1978 e il 1991 violentò, torturò, smembrò e in parte divorò i corpi di 17 uomini e ragazzi, in gran parte afroamericani e asiatici. Anche Dahmer venne arrestato dalla polizia di Milwaukee e nel 1994 è stato ucciso nel penitenziario di Columbia da un altro detenuto, che ha infierito su di lui con un’asta d’acciaio.

L’ipotesi, da libro di criminologia, che Ellis abbia voluto emulare Dahmer - uccidendo però donne e non uomini - è più volte comparsa nel corso delle indagini pur non trovando mai conferma. Ma ora a dire l’ultima parola in materia potrebbero essere proprio i segreti contenuti nella setola dello spazzolino.

Tarantini: "Diciotto feste organizzate per Berlusconi"

L’imprenditore barese ha ammesso
di aver finanziato la cena elettorale
del Pd a cui partecipò anche D'Alema
GUIDO RUOTOLO
INVIATO A BARI
«Prostituzione e cocaina sono gli ingredienti per ottenere successo nella società». Lo dice senza infingimenti Gianpi Tarantini, l’imprenditore barese della malasanità, al pm Pino Scelsi che lo interroga. Cinque incontri dal 27 al 31 luglio, per non finire in carcere anche lui, come accadrà pochi giorni dopo al suo amico del cuore e socio Max Verdoscia, per il filone cocaina. E con il pm Scelsi, Gianpi ha parlato di escort e di «ragazze-immagine», delle diciotto serate organizzate per il Presidente Silvio Berlusconi. A conti fatti, trenta ragazze «rimborsate» per aver preso parte alle serate a Palazzo Grazioli, a Villa Certosa, anche al Centro benessere Messeguet di Todi. «Il presidente Berlusconi non sapeva che rimborsavo le ragazze». Tarantini ha spiegato che per quelle ragazze che dopo le «serate» tornavano in albergo, il rimborso riguardava appunto le spese sostenute di viaggio e di pernottamento. Per quelle che rimanevano la notte, invece, il compenso era di mille euro.

Al pm Scelsi, l’imprenditore barese ha confermato ciò che era emerso dalle intercettazioni telefoniche. E cioè che sesso e cocaina erano il suo grimaldello per ottenere favori e appalti. Nel filone prostituzione è finito anche Sandro Frisullo, l’ex assessore regionale dalemiano lasciato a casa dal governatore Nichi Vendola nel rimpasto di luglio. Tarantini ha confermato che Frisullo si incontrava con una ragazza ingaggiata dall’imprenditore, Terry De Nicolò, in un appartamento del centro preso in affitto dallo stesso Tarantini. Non solo con Frisullo, la ragazza si incontrava anche con il manager della Regione Puglia, Antonio Colella. «In cambio - ha spiegato Tarantini - Frisullo si era impegnato ad accelerare i pagamenti della Regione per le forniture delle protesi e a sponsorizzare una delibera in materia di acquisto di tavoli operatori».

E l’imprenditore ha anche ammesso di aver finanziato la cena elettorale dei candidati Pd al ristorante «La Pignata». Alla serata erano presenti anche il sindaco Emiliano (segretario regionale del Pd) e Massimo D'Alema. Proprio Emiliano nei mesi scorsi raccontò il suo arrivò e lo stupore nel vedere chi erano gli altri invitati. Da qui la decisione di portare via D'Alema.

Nei suoi interrogatori, Tarantini conferma anche i nomi delle ragazze ingaggiate per le serate con Silvio Berlusconi. Ragazze dello spettacolo e non solo. Da Carolina Marconi - che portò alla prima serata organizzata il 23 settembre el 2008, un mese dopo aver conosciuto a Villa Certosa Silvio Berlusconi - a Barbara Guerra, da Graziana Capone alla responsabile del Privé del Billionaire, Geraldin Semeghini, da Sonia Carpentone a Vanessa Di Meglio. A una festa portò Manuela Arcuri e Francesca Lana. E le «brasiliane».

E poi ci sono le baresi, da Barbara Montereale a Patrizia D’Addario. Tarantini ha confermato il racconto della escort D’Addario. Da come dovevano vestirsi (in nero) alle auto con i vetri oscurati che entravano a Palazzo Grazioli senza fermarsi. «Ho chiesto al presidente Berlusconi di incontrare Guido Bertolaso perché il mio amico imprenditore Enrico Intini - ha spiegato Tarantini - voleva collaborare con la Protezione Civile. Ma poi non se ne è fatto nulla».
Annu

Istanbul, morti e distruzione per forte alluvione







Il prefetto della città, Muammar Guler, ha invitato a mantenere la calma e a muoversi il meno possibili, specificando che ci sono quartieri interi sommersi dall'acqua e che la Basýn Ekspres yolunu, la strada a scorrimento veloce che porta all'aeroporto di Istanbul, sarà isolata almeno oggi e domani perché completamente sommersa.





Nel recupero dei cadaveri e delle persone nei quartieri isolati e sommersi dall?acqua è stato impiegato l'esercito.




I quartieri più colpiti, secondo la Cnnturk, che sta trasmettendo in diretta le operazioni di salvataggio, sono Halkan e Ikitelli, entrambi nella parte europea della città. Qui si trovano le sedi di molte società e anche le redazioni dei maggiori quotidiani.




Stato di calamtità a Istanbul che questa notte è stata colpita da una violenta alluvione, che ha causato danni per milioni di euro. Decine le vittime, ma le autorità temono potrebbero a

AFGHANISTAN, LIBERATO IL GIORNALISTA DEL NYT

Un blitz militare della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) della Nato in Afghanistan ha permesso di liberare la notte scorsa nella provincia settentrionale di Kunduz il giornalista britannico- irlandese del New York Times Stephen Farrell, rapito mentre con un interprete viaggiava nella zona infestata dai talebani. L'operazione elitrasportata, avvenuta nel distretto di Chahar Dara, è comunque costata la vita ad almeno quattro persone: l'interprete, Sultan Munadi, un militare britannico, una donna e una bambina. Non è chiaro invece se nella sparatoria con le forze dell'Isaf siano morti dei sequestratori.

L'avvenuto rilascio, anticipato dall'agenzia di stampa afghana Pajhwok, è stato confermato all'ANSA dal governatore di Kunduz, Mohammad Omar. "All'operazione - ha detto - hanno partecipato solo forze straniere. Il blitz ha avuto successo ma i talebani sono riusciti a uccidere l'interprete afghano". Secondo la versione dello stesso Farrell al suo giornale, Munadi è stato colpito dai proiettili quando si è precipitato insieme a lui fuori dalla casa dov'erano tenuti ostaggio, subito dopo che i talebani erano "fuggiti", ed è quindi forse caduto vittima di "fuoco amico", anche se lo stesso Farrell ammette di non sapere da dove arrivassero i proiettili. Un portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid ha sorprendentemente indicato che il suo movimento "non era al corrente del rilascio di un giornalista britannico e dell' uccisione del suo interprete".
La fine dell'incubo per Farrell, sequestrato il 5 settembre, é stata annunciata anche dallo stesso New York Times nella sua pagina on line.

Ad essa il giornalista ha affidato le prime dichiarazioni dopo la liberazione, e riguardo alla morte di Munadi ha detto: "Dopo che abbiamo abbandonato la casa dove eravamo rinchiusi lui è uscito allo scoperto gridando 'Giornalista! Giornalista!', ma è caduto sotto una pioggia di proiettili". "Io - ha concluso - mi sono buttato in un fossato", gridando "Ostaggio britannico!". Farrell, al New York Times dal 2007, era stato già rapito una volta nel 2004 a Fallujah in Iraq, quando lavorava per il Times di Londra.

AGENZIA ENTRATE: DA SANATORIA BADANTI VERSAMENTI PER 16 MLN EURO

ROMA - La regolarizzazione di colf e badanti "sta procedendo molto bene: in questo momento abbiamo 34.000 versamenti per 16 milioni di euro". Lo ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervenendo alla trasmissione radiofonica 'Faccia a faccia' di Radio3. Befera ha spiegato che il meccanismo per la regolarizzazione é partito "lentamente ma ora registriamo un incremento dell' 80% da un giorno all'altro e arriveremo al picco tra un mesetto. Si calcolano 700mila regolarizzazioni. Ci arriveremo presto".

Quest'anno l'Agenzia delle Entrate farà 15.000 accertamenti sintetici, cioé il confronto tra quanto dichiarato e quanto speso dai contribuenti. Lo ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervenendo alla trasmissione radiofonica 'Faccia a faccia' di Radio3 rispondendo alla domanda sul fatto che in Italia solo 350mila contribuenti dichiarano redditi sopra i 100.000 euro mentre 14 milioni sono a meno di 10.000 euro. "Noi facciamo un confronto tra quanto dichiarato e quanto speso: è l'accertamento sintetico, uno dei nostri cavalli di battaglia. - dice Befera - Quest'anno ne faremo ben 15.000". Ma gli italiani dichiarano 100 e spendono 120. Questo le quadra? "Se quadrasse - ha aggiunto Befera - non avremmo quella palla al piede di 100 miliardi di evasione l'anno. E' vero c'é una divario tra quanto dichiarato e quanto viene speso, i livelli di vita. Finora la lotta all' evasione era per far emergere il non dichiarato. Noi invertiamo: vogliamo vedere se quanto i contribuenti dichiarano è quanto spendono. Ci sono situazioni in cui si hanno auto di lusso, viaggi di lusso, figli in scuole specializzate e poi si dichiarano 8.000 euro. La sensazione è che viviamo come se ci fossero 2 'Italie': una lavora. L'altra vive nel sommerso. E' quasi un paese parallelo". Befera poi risponde alle domande degli ascoltatori e in particolare a chi fa notare che le tasse sono alte e lo Stato dilapida le entrate: "E' evidente che se lo stato spende bene c'é minore tendenza ad evadere. E' un fatto naturale". E proprio sulle entrate in calo in questo momento di crisi aggiunge: "Uno dei problemi fondamentali del nostro paese è la tenuta delle entrate in questo momento di crisi in cui redditi tendono a scendere. Questo è il momento in cui la lotta all'evasione deve rafforzarsi. Per mantenere un livello accettabile di entrate. Vanno protette le aziende sane. La crisi in questo senso è uno stimolo". Per concludere Befera viene sollecitato sull'effetto 'politico' della lotta all'evasione: fa perdere voti? "no - replica - se fatta con intelligenza. Se fatta con strumenti che penalizzano 100 per prendere 1 fa perdere voti. Ma una lotta mirata non fa perdere voti e non fa danni"

Tarantini: il premier e quelle 30 ragazze Diciotto serate e 1000 euro a chi restava

Nei verbali il racconto degli incontri: «Le retribuivo ma senza dirlo a Berlusconi»


BARI — Sarebbero una trentina le donne che Gianpa olo Tarantini avrebbe portato alle feste del premier Silvio Berlusconi. Alcune hanno ri­cevuto un compenso di 1.000 euro «per prestazioni sessua li », altre «soltanto un rimbor so delle spese». Tra loro ci so no anche alcune ragazze com parse in programmi tv, come Barbara Guerra e Carolina Marconi del Grande Fratello. Non solo Patrizia D’Addario, dunque. Per oltre cinque me si, da settembre 2008 alla fine di gennaio scorso, l’imprendi tore pugliese ha reclutato ita liane e straniere per allietare cene e incontri nelle residen ze del presidente del Consi glio. È stato lui stesso ad ammet terlo il 29 luglio scorso duran te un interrogatorio nella ca serma della Guardia di Finan za di Bari dove è stato convo cato in segreto come indaga to per favoreggiamento della prostituzione. Incalzato dagli inquirenti ha fornito dettagli su voli, spostamenti, elargizio ni, confermando così quanto era già emerso dalle intercet tazioni telefoniche. Nel verba le Tarantini ripete quello che aveva già detto in passato: «Le presentavo come mie ami che e tacevo che a volte le re tribuivo ». Ma poi rivela che fu proprio «Berlusconi a pre sentarmi Guido Bertolaso, co me gli avevo chiesto. E poi lo stesso Bertolaso inviò me e il mio amico Enrico Intini in Finmeccanica, ma dopo i pri mi incontri non è più succes so nulla».

Sul Corriere della Sera in edicola di oggi, mercoledì 9 settembre due pagine di verbali dell'inchiesta di Bari, nel servizio di Angela Balenzano e Fiorenza Sarzanin

Londra, i mutandoni della regina Vittoria: una circonferenza da 142 centimetri

LONDRA (8 settembre) - Non si può dire che avesse un vitino da vespa, anche se nove figli possono giustificare i ben 142 centimetri di circonferenza delle mutande della regina Vittoria e una camiciola da notte il cui busto ne misura 167: queste le misure delle reali sottovesti appartenute alla sovrana, esposte da oggi al Kensington Palace di Londra. Indumenti regali che risalgono al 19esimo secolo, su cui è ricamata una corona e le iniziali VR e che, si può dire quindi con certezza, appartennero a Vittoria, anche se a vederle è difficile immaginarle addosso a una regina. La sottoveste di lino bianco è stata aggiunta alla collezione di 1.200 abiti reali che vanno dal 17esimo secolo fino ad oggi, tra cui ci sono anche vestiti appartenuti alla principessa Diana.

«Da giovane la regina aveva un bacino di 51 centimetri - ha detto la curatrice della mostra, Alexandra Kim - ma dopo la nascita di ben nove figli è facile immaginare che le sue misure siano cambiate negli anni». La sottoveste, acquistata all'asta al prezzo di 600 sterline, è stata per 100 anni parte di una collezione privata; alla morte della regina, infatti, sembra che molti dei suoi oggetti personali furono divisi tra i membri della servitù.

Formula 1 a Roma: riesplode la polemica Il sindaco di Monza: «Scippo da evitare»

MONZA (8 settembre) - «Il Gran Premio per Monza è come il Palio per Siena. Andate a dire ai senesi che la loro corsa si correrà a Roma e vediamo un po' cosa succede». Il sindaco di Monza, Marco Mariani, fa riesplodere la polemica sull'ipotesi di un gp di formula 1 nella capitale. E così alla presentazione dell'80/mo Gran premio d'Italia di F1, avvenuta oggi nel capoluogo brianzolo, non è stata la gara di domenica prossima al centro della conferenza stampa ma la politica.

Mariani ha sostenuto che gli equilibri politici penderebbero a favore della capitale e che «poiché sarà difficile che l'Italia abbia due gran premi come la Spagna» servirà un impegno comune, dalle istituzioni locali fino ai livelli più alti della politica nazionale, per scongiurare lo "scippo" del GP. «Ma le risposte avute fin ora sono state insufficienti», ha detto ancora il sindaco di Monza.

A tranquillizzare Mariani è intervenuto il neo presidente della Csai, la Commissione sportiva automobilistica italiana, Angelo Sticchi Damiani, che ha assicurato: «Non si può togliere all'automobilismo mondiale un circuito come questo» di Monza.

Palestre, in aumento intossicazioni da integratori e anabolizzanti

ROMA (8 settembre) - Integratori, anabolizzanti, prodotti dimagranti: nelle borse di chi va in palestra un pieno di prodotti a rischio intossicazioni. L'allarme arriva dal Centro Nazionale di Informazione Tossicologica (Cnit) dell'Istituto Scientifico dell'IRCCSFondazione Maugeri di Pavia relativo ai dati emersi dall'analisi dei casi pervenuti al Centro Antiveleni tra il 2007 e il 2009. Il trend è «in allarmante aumento», affermano gli esperti, e il fenomeno riguarda innanzitutto gli uomini che praticano sport a livello dilettantistico e che assumono sostanze che trovano facilmente attraverso il web e senza consulto medico, ignari delle possibili conseguenze.

Dal 2007 al 2009, il Cnit ha visto giungere alla propria attenzione ben 37 pazienti, in particolare frequentatori di palestre, di cui 19 con segni di intossicazione da prodotti utilizzati per migliorare le performance sportive, ovvero integratori alimentari, prodotti dimagranti e anabolizzanti.

Fmi: "Rischi influenza sulla ripresa"

Il direttore generale del Fmi Dominique Strauss-Kahn


Strauss-Kahn: «Ripresa lenta, ma
gli stimoli fiscali vadano avanti».
Crescono le stime per il Pil italiano.
Tornerà positivo (+0,2%) nel 2010
ROMA
Il mondo si lascia alle spalle la peggiore recessione dal ’29 e comincia ora a vedere i primi segnali positivi. Ma con i mercati finanziari ancora compromessi dal terremoto che li ha travolti, la disoccupazione alle stelle e tutte le conseguenze della crisi che hanno interessato famiglie e imprese, la ripresa sarà comunque lenta e non priva di rischi. Non ultimo quello dell’influenza H1N1, che potrebbe minacciare un riavvio deciso della congiuntura.

In vista dell’assemblea annuale dei primi di ottobre, il Fondo Monetario Internazionale ha tastato il polso dell’economia mondiale, rivedendo generalmente al rialzo, nell’ultima bozza del World Economic Outlook, le proprie previsioni, in particolare quelle per il 2010. E dando come sempre precise indicazioni su come meglio preparare il terreno per la ripresa: la «sfida chiave», secondo il Fmi, spetta ai governi, che non dovranno aver fretta di abbandonare le politiche di stimolo adottate per far fronte all’emergenza, ma piuttosto dovranno mantenerle in vigore fino a quando la ripresa non sarà ben avviata. Anche a dispetto di deficit e debiti pubblici lievitati.

L’economia mondiale si sta nuovamente espandendo, spiegano gli economisti di Washington, trainata soprattutto dalla buona performance dei Paesi asiatici e grazie a interventi pubblici senza precedenti che hanno contribuito a stabilizzare la situazione dei Paesi più avanzati. Il risultato sono una serie di ritocchi al rialzo delle stime, con la maggior parte dei Paesi che quest’anno registreranno ancora un Pil negativo ma che nel 2010 torneranno a crescere, anche se limitatamente. Per l’Italia le stime di quest’anno restano ferme a una contrazione del Pil del 5,1% (peggio di Eurolandia dove il Pil scenderà del 4,2% con una revisione al rialzo dello 0,6%), ma nel 2010 si tornerà a vedere il segno più con il prodotto interno che invece di scendere dello 0,1% salirà dello 0,2%.

Ai governi, secondo il Fondo, spetta ora una «sfida chiave» cioè quella di «ripristinare la stabilità dei mercati finanziari», mantenendo ancora in vigore le politiche di sostegno all’economia «fino a quando la ripresa non sarà ben consolidata». Perchè un’addio prematuro ai pacchetti di emergenza e ad una politica monetaria accomodante «sembra essere il maggior rischio nel breve periodo» e, anzi, ove necessario, i Paesi dovrebbero addirittura esser pronti a estendere e ampliare ulteriormente il sostegno all’economia.

Ma questo non è l’unico rischio. La fragile economia globale, spiega infatti il Fmi, «sembra ancora vulnerabile ad una serie di shock» tra i quali, oltre al rialzo dei prezzi petroliferi o alle tensioni geopolitiche, spicca il rischio della diffusione «in modo più virulento dell’influenza suina». Ancora incerte, infine, la situazione delle banche le cui svalutazioni hanno totalizzato finora i 2.800 miliardi di dollari, e quella del credito per il quale il Fmi prevede un’ulteriore forte stretta per piccole e medie imprese e famiglie.

INFLUENZA A, STOP A SPUTI E STRETTE DI MANO PER CALCIATORI

PARIGI - Niente sputi né strette di mano agli avversari: sono queste le indicazioni che l'equipe medica dell'Olympique Lione ha dato ai suoi giocatori per evitare il contagio da influenza H1N1. "Il più grande pericolo sarebbe vedere il 50% della squadra a letto", ha detto Emmanuel Orhant, medico sociale dell'OL, che ha raccomandato personalmente ai giocatori di evitare sputi, strette di mano e fare attenzione a quando si starnutisce. "Meno ci sarà contatto meglio sarà" e non appena "un giocatore manifesterà dei sintomi, cercheremo di isolarlo al massimo". Il Lione recepisce così appieno le indicazioni della Federcalcio francese (Fff), che ha inviato a tutti i medici e i presidenti delle squadre di Ligue 1 e 2 una lettera con le istruzioni anti-influenza. "Se possiamo evitare ogni forma di effusione dopo un gol è meglio", ha detto il dottor Pierre Rochecongar, membro del consiglio federale, che in luglio è stato incaricato dalla Federazione di creare un gruppo di lavoro che decidesse quali misure adottare per evitare la pandemia. Ai giocatori è vietato prestarsi costumi, asciugamani, biancheria e bere dalla stessa bottiglia. E' invece raccomandato lavarsi spesso le mani, usare fazzoletti di carta, oltre che farsi vaccinare. I calciatori che si ammalano saranno isolati per un minimo di 4-7 giorni e i loro nomi dovranno essere inseriti in un elenco che ogni settimana verrà trasmesso alle autorità competenti. A queste il compito di decidere, eventualmente, la sospensione delle partite.

BOOM RICHIESTE AMUCHINA GEL, FINITE SCORTE - E' boom di richieste per l'Amuchina Gel, l'igienizzante per le mani 'portatile' prodotto dalla società del gruppo Angelini, che ora si ritrova con le scorte esaurite ed i magazzini vuoti. Già nei giorni scorsi, molte farmacie d'Italia avevano denunciato l'esaurimento del prodotto nei propri magazzini, a seguito dei consigli forniti da numerosi esperti, secondo i quali uno dei metodi più semplici per prevenire il dilagare dell'influenza H1N1 è quello di mantenere il più possibile pulite le mani. "Abbiamo registrato un'impennata della domanda - spiega Guido Orlandini, direttore della Business Unit Consumer Healthcare del gruppo Angelini - legata a fattori eccezionali. Stiamo cercando di fronteggiare le extra-richieste, lavorando al massimo su tutti i turni per produrre il più possibile". Orlandini sottolinea che in questo momento "c'é una richiesta talmente elevata da creare qualche disagio, ma nel giro di qualche settimana le cose potrebbero rientrare. D'altronde, la concentrazione delle richieste si è manifestata in un periodo molto ristretto e per mettere in moto le macchine ci vogliono tempi tecnici che vanno rispettati". Il boom delle vendite dell'Amuchina Gel ha "effetti a cascata sugli altri prodotti della linea Amuchina", aggiunge Orlandini, confermando le impressioni di diversi farmacisti romani, che, una volta esaurite le scorte del Gel, ora vedono assottigliarsi anche quelle delle salviette. Che vengono spesso acquistate dai genitori per l'igiene delle mani dei propri figli.

Anche fuori dai supermercati della capitale si accatastano scatoloni vuoti di confezioni di Amuchina: un ulteriore segnale della forte richiesta di igienizzanti e disinfettanti a seguito del diffondersi dei timori relativi all'influenza A. La richiesta, spiega ancora Orlandini, "si è rivelata superiore anche alle stime, già riviste al rialzo dopo la campagna pubblicitaria di agosto a sostegno del prodotto". Il gruppo che fa capo a Francesco Angelini, industriale farmaceutico che si è detto interessato all'acquisto del club calcistico della As Roma, è comunque sicuro che "nell'arco di qualche settimana la situazione verrà normalizzata", assicura l'azienda, che spiega come in questo momento "stiamo cercando di pilotare le consegne del materiale ancora disponibile, per garantire la presenza del prodotto su tutto il territorio nazionale". L'Amuchina è un disinfettante nato durante negli anni '30, in primo luogo per combattere il dilagare della tubercolosi che creava gravi problemi sanitari e sociali. Successivamente negli anni '40, e in particolar modo durante la seconda guerra mondiale, trova impiego nella disinfezione dell'acqua da bere, mentre nel ventennio successivo, fino agli anni '70, fa il suo ingresso in pianta stabile nel mondo ospedaliero, diventando il prodotto piu' utilizzato negli ospedali per la disinfezione delle macchine per dialisi. Sono in molti a ricordare come anche, durante l'alluvione di Firenze del novembre del 1966, l'Amuchina venne utilizzata su ampia scala come forma di disinfezione di acqua, mani e superfici varie. Una situazione che è tornata a verificarsi negli anni '80, quando, ricorda il sito web dell'azienda, dopo l'epidemia di colera del sud Italia, l'Amuchina diventa il disinfettante più usato per la disinfezione dell'acqua da bere e soprattutto di frutta e verdura. E' nel che la società Amuchina viene acquisita dalla società farmaceutica Acraf, che fa capo appunto al gruppo Angelini

TENNIS: USA OPEN, FLAVIA PENNETTA SCONFITTA IN DUE SET

(ANSA) - WASHINGTON, 8 SET - Se le puo' essere di vaga consolazione, Flavia Pennetta ha perso ricevendo a New York applausi sinceri, compresi quelli di Nicole Kidman, in tribuna col marito Keith Urban. Ma sempre di sconfitta si tratta, per quanto dignitosa. Il 6-4, 6-3 subito contro Serena Williams negli ottavi degli Usa Open di Flushing Meadows parla da solo. Ad una giocatrice come la Williams, grande favorita dell'edizione di quest'anno dopo l'eliminazione della russa Dinara Safina, e' bastato affidarsi al servizio per trovare la chiave del match. Ben sette da parte dell'americana i servizi vincenti, un'arma che - per quanto attesa - Flavia Pennetta ha subito dal primo all'ultimo gioco. Se poi, in aggiunta, si regalano a un'avversaria come la Williams ben cinque doppi falli, ecco che il risultato finale non puo' essere diverso. Flavia Pennetta ha giocato al meglio delle sue capacita' gli scambi prolungati. Li' e' stata davvero alla pari dell'americana, rispondendo colpo su colpo alle bordate della Williams, e riuscendo addirittura in un'occasione a raggiungere il break point. Ma senza trasformarlo. Il resto e' stato, per lei, tennis di contenimento: troppo potente, aggressivo e a modo suo perfetto quello di Serena Williams. Perdere contro una come lei non e' un disonore e Flavia Pennetta e' comunque soddisfatta di essere arrivata tra le prime otto degli Usa Open 2009. Ma se Flavia Pennetta vuole continuare a crescere deve ''migliorare il servizio'', come lei stessa ha ammesso. Grossi errori nella partita contro la Williams non ne ha commessi. Ma per vincere a questi livelli ci vuole qualcosa in piu'. Quel qualcosa in piu' che ha dimostrato di avere la belga Kim Clijsters, che si e' sbarazzata per 6-2, 6-4 della cinese Li e ora incontrera' in semifinale proprio Serena Williams. Tornata al tennis dopo due anni di assenza, per un grave lutto (ha perso il padre) e una maternita' felice, Kim Clijsters e' la vera rivelazione del torneo, insieme alla giocane americana Melanie Oudin. Rispetto a Serena Williams, poi, ha un vantaggio enorme: non ha niente da perdere, mentre la Williams 'vuole' gli Usa Open con tutta se stessa. La Clijsters, partita con una wild card, la aspetta in semifinale per divertirsi un po'. (ANSA).

Le aste del Tribunale sbarcano sul web

La Sivag, l’istituto di vendite giudiziarie del Tribunale di Milano, ha optato per il web per garantire una maggior trasparenza nelle aste e raggiungere un pubblico sempre più vasto
Il Tribunale di Milano sbarca online, per la prima volta in Italia. A mezzanotte del 7 scatta la prima asta giudiziaria in stile e-bay: 52 auto nuove di zecca a metà prezzo, tra Berlina Coupé e Suv saranno aggiudicate al miglior offerente che potrà comprarle con un semplice clic.

A controllare la procedura la Sivag, l’istituto di vendite giudiziarie del Tribunale di Milano, che ha optato per il web per garantire una maggior trasparenza nelle aste e raggiungere un pubblico sempre più vasto. L’asta funziona così: ci si iscrive al sito (www.sivag.com), si versa una caparra fissa di 1000 euro e si partecipa all’asta che dura quindici giorni, al termine dei quali si sapranno i nomi dei nuovi proprietari delle auto.

Auto nuove, tra cui Pt cruiser, Corvette e Cadillac ma anche utilitarie, tutte del marchio Chrysler, che arrivano dal fallimento di un’importante concessionaria lombarda e che da stasera finiscono in rete scontate del 45 per cento sul prezzo di listino.

"E’ un modo per adeguarci ai tempi velocizzando le aste fallimentari - spiega Albino Bertoletti, presidente di Sivag a Segrate - e garantendo il massimo della trasparenza della procedura". L’idea è di farne una alla settimana, di asta telematica. Al primo esperimento che parte stasera, ne seguirà un altro già settimana prossima: in vendita un lotto del valore di circa un milione di euro di pezzi di argenteria, anche questi sopravvissuti al fallimento di un negozio del centro.

Ocse, in Italia insegnanti lasciati da soli: nessuno valuta prestazioni e rendimenti

LONDRA (8 settembre) - In Italia gli insegnanti sono «lasciati da soli», senza nessuno che valuti le loro prestazioni o il loro rendimento. Ad affermarlo è il rapporto «Education at a glance 2009» presentato dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), secondo il quale il 55% degli insegnanti italiani non riceve alcun tipo di riscontro, positivo o negativo, in riferimento al lavoro svolto. Accanto a questo dato negativo per quanto riguarda l'Italia, nel nostro Paese, secondo l'Ocse, si registra un positivo incremento di quasi il 6% degli studenti che raggiungono la laurea o ottengono un diploma di specializzazione, in linea con gli altri paesi dell'Ocse.

Più laureati. Il rapporto, aggiornato al 2007, mostra in generale un aumento della popolazione istruita nei paesi membri, soprattutto per quanto riguarda coloro che ottengono un diploma di laurea o una specializzazione. Tra il 1998 e il 2006 il numero delle persone laureate o in possesso di un diploma di specializzazione è cresciuto nei paesi membri del 4,5% all'anno. In Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia la crescita ha raggiunto il 7% all'anno, mentre in Canada, Giappone e Corea, il rapporto è di uno su due.

In calo abbandono studi. Un altro dato positivo riguarda il numero delle persone che abbandonano gli studi prima di arrivare all'università: un numero in diminuzione tranne che in Germania, Giappone, Messico, Polonia, Turchia e negli Stati Uniti dove le persone con un basso livello di istruzione sono in aumento. Anche l'istruzione primaria è in netta crescita, in particolare in Svezia. In media anche le iscrizioni alla scuola primaria sono passate dal 40% dei bambini tra 3 e 4 anni del 1998 al 71% del 2007.

Più laureati disoccupati. Per quanto riguarda, invece, la disoccupazione, il rapporto mostra un calo delle assunzioni soprattutto tra coloro che non hanno raggiunto il diploma di laurea. Nei paesi membri il 40% delle persone con un basso livello di istruzione si ritrova spesso senza impiego per periodi più o meno lunghi. «Nonostante la crisi economica, la domanda per un'istruzione universitaria è più alta che mai - sottolinea l'Ocse - Le istituzioni devono comprendere che gli investimenti nel capitale umano possono contribuire alla ripresa economica». Secondo l'Ocse le persone che completano gli studi secondari o l'università mostrano maggiore interesse nella politica, hanno una maggiore fiducia nei confronti degli altri e godono persino di una migliore salute.

Luci e ombre. In Italia c'è una situazione a luci e ombre, tra scuola e università, secondo quando ha detto all'Ansa al margine della presentazione del rapporto, Andreas Schleicher. capo della divisione indicatori dell'istruzione e analisi dell'Ocse. «Nella scuola primaria, ad esempio - ha affermato - l'Italia ha molti insegnanti che sono poco qualificati. Ma se guardiamo all'università, c'è un dato molto positivo: quello dei guadagni “extra” dei laureati, che sono i secondi al mondo, dopo gli Stati Uniti». Se negli Usa un laureato maschio guadagna, rispetto a un non laureato, 367.000 dollari in più nell'arco della vita lavorativa, in Italia, infatti, ne guadagna poco più che 322.000, indica l'Ocse nella sua tabella sugli “earning advantages” (vantaggi nei guadagni).

Israele, spot contro i matrimoni misti: se sposi una non ebrea sei perduto

Critiche alla campagna Masa dai giovani e dalla stampa




ROMA (8 settembre) - Un'organizzazione che collabora con il governo israeliano e le agenzie ebraiche nel mondo, Masa, che si occupa di far arrivare in Israele la gioventù della diaspora per periodi di sei mesi-un anno, alla scoperta delle proprie radici, ha lanciato una campagna di dieci giorni sull'argomento matrimonio.

Una foto di un giovane, Joel Fine, con la scritta "lost", scomparso. Nel senso di "perduto": perché la famiglia e gli amici di Joel sanno perfettamente dove si trova. Lontano da Israele, e in procinto di sposarsi con una non ebrea. «Più del 50% dei giovani della diaspora vengono assimilati e sono persi per noi», dice una scritta in sovrimpressione che accompagna i volti dei ragazzi 'missing'. Il messaggio prosegue con un appello: «Conosci qualche giovane ebreo che vive all'estero? Chiamaci, insieme rafforzeremo il suo legame con Israele».

Masa segue così una strategia nuova: rinsaldare il legame con la religione di chi vive all'estero, sottoposto ai rischi dell'assimilazione che secondo Masa passa, prima di tutto, attraverso il matrimonio interreligioso. Nello spot non si menzionano le unioni miste, ma in una conferenza stampa Masa ha dichiarato che l'obiettivo numero uno è proprio chi si sposa con un non correligionario. Il tutto grazie alle azioni messe in campo: se qualcuno degli amici di "Joel" decide che il ragazzo non può allontanarsi dal suo popolo sposando una donna scelta tra i goym, basta che alzi il telefono e chiami i membri Masa che, a loro volta, contatteranno il futuro sposo, invitandolo a trascorrere un periodo più o meno lungo nella terra dei padri. Una doccia di ebraismo che, si spera, laverà via lo slancio nuziale di Joel, complice magari il sorriso kosher di una bella ragazza israeliana.

L'operazione ha già suscitato reazioni controverse nell'opinione pubblica israeliana, specie tra i diretti interessati, i ragazzi che si sfogano sui blog, come Esther che scrive: «Se le persone vengono trattate come perse al giudaismo, allora si perderanno davvero». Scettica anche la stampa, se non addirittura critica. Ne è un esempio il quotidiano Jerusalem Post, non ostile al governo in carica, che parla di una «campagna controproducente»: nessuno, si legge in un commento affidato a Shmuel Rosner, può «vincere i cuori» dei giovani ebrei «con una pubblicità che implica che il matrimonio interreligioso sia una forma di genocidio».

I responsabili del progetto sostengono che «con un tasso di crescita dello 0,5% e una percentuale di assimilazione pari all'80% in Paesi come le repubbliche ex sovietiche, le comunità ebraiche (della diaspora) sono vicine al punto di non ritorno». «Con questa campagna - si giustificano - abbiamo cercato di riportare l'argomento all'interno dell'agenda pubblica come questione di grande importanza».

Guatemala, la carestia uccide 17 bambini Altri 126 ricoverati in ospedale

La siccità devasta un paese nel quale la corsa alla soia per produrre bio-carburanti ha fatto schizzare il prezzo della terra




ROMA (8 settembre) - La fame miete vittime in Guatemala: nelle ultime settimane diciassette bambini morti e altri 126 ricoverati, solo nelle province dell'est del paese. E la situazione sta peggiorando, dicono diverse fonti: la siccità degli ultimi mesi ha causato la perdita del 36% del raccolto del mais e del 58% di quello di fagioli, cioè gli alimenti base della dieta di gran parte della popolazione.

La fame è anche causata dalla disuguaglianza nell'accesso al cibo, come ha sottolineato tra gli altri il presidente Alvaro Colom, per il quale la causa della crisi «non è la scarsità del cibo» ma soprattutto «la povertà, che impedisce alle famiglie di comprare da mangiare». A questo si aggiunge la destinazione di ampi campi alla coltivazione di soia per i bio-carburanti, che ha causato l'aumento del prezzo della terra, ormai fuori dalla portata d'acquisto dei piccoli coltivatori.

Per far fronte all'emergenza, l'Onu ha inviato in Guatemala Olivier de Schutter, responsabile del Diritto all'alimentazione, che ha raccomandato al Governo una riorganizzazione della politica agricola affinchè il paese diventi autosufficiente nella produzione alimentare

Incendi, il rogo che ha assediato Genova innescato da 4 operai: denunciati

Smaltivano bare accatastate e fiori secchi
Domato il fuoco in Campania




GENOVA (8 settembre) - Dovevano smaltire rami, vecchie corone, fiori secchi e altri residui della pulizia fatta nel cimitero di Nervi. Così quattro operai del comune di Genova hanno dato fuoco al mucchio di sterpi e poi l'hanno coperto sommariamente di terra ma così facendo hanno trasformato il cumulo in una sorta di carbonaia e poche ore dopo i tizzoni incandescenti hanno dato fuoco alla vicina macchia mediterranea riarsa dalla siccità.

E' così ha preso il via l'incendio che ha assediato per oltre due giorni la città di Genova, divorando centinaia di ettari di vegetazione ed insinuandosi pericolosamente tra le case del capoluogo ligure. È stato il Nucleo indagini antincendi boschivi della Forestale regionale a scoprire come sono andate le cose.

L'inchiesta è sfociata con la denuncia alla procura dei quattro operai del comune di Genova per incendio colposo. Nel pomeriggio di sabato i quattro hanno coperto con la terra l'improvvisato falò, acceso nonostante il divieto assoluto di accendere fuochi disposto dalla regione Liguria per tutto il territorio regionale. Nella serata di sabato le fiamme hanno cominciato a serpeggiare tra le vecchie «fasce» e la boscaglia di Nervi. Poi domenica ha attaccato la soprastante pineta di Monte Moro e non si è più fermato. Il fuoco è salito subito verso l'alto, distruggendo in poche ore centinaia di ettari di bosco e sottobosco, poi è ridisceso superando il crinale da Monte Moro a Monte Fasce, lambendo case, oscurando il cielo di Genova con una nuvola rossastra di fumo e facendo « nevicare» cenere sugli eleganti quartieri residenziali del levante.

Ma gli investigatori del Niab hanno trovato anche rudimentali inneschi, che proverebbero invece la volontà precisa di appiccare il fuoco, in un'altra zona, quella di Bavari e Borgoratti colpita ieri quando il primo incendio aveva già messo a dura prova centinaia di vigili del fuoco, agenti della forestale e volontari. Le indagini proseguono per risalire ai criminali che hanno voluto finire di piegare una città già ferita. Infine una quinta persona era stata denunciata dalla Forestale sabato scorso sempre per incendio colposo: aveva dato fuoco a delle sterpaglie nel suo uliveto, ma le fiamme si erano propagate a dei terreni vicini, nella zona di Apparizione.

Oggi sono stati spenti gli ultimi focolai insinuatisi tra le case, anche con l'ausilio dei lanci di acqua di tre Canadair e quattro elicotteri, due della Regione e due grandi Erickson S64 della protezione Civile. Ed è cominciata la lunga opera di bonifica, che - dice la comandante provinciale della Forestale, Paola Tomassone - vedrà impegnati vigili del fuoco e forestali per almeno tre giorni.

Giornata difficile sul fronte degli incendi: tutti i mezzi aerei del dipartimento della Protezione Civile sono stati impegnati, su 33 roghi in varie regioni d'Italia, dalla Sicilia alla Toscana. In particolare le fiamme hanno colpito il parco del Vesuvio e Roma, dove il vasto incendio che ha interessato un parco nella zona nord della città si è visto anche dal Vaticano e dalla terrazza di palazzo Chigi.

Domato all'alba l'incendio della pineta del Castiglione a Ischia, che nella serata di ieri ha anche minacciato una abitazione, squadre dei vigili del fuoco e uomini della forestale hanno dovuto far fronte alla richiesta di intervento giunta da Torre del Greco (Napoli), dove il fuoco ha attaccato un'ampia area con la vegetazione a macchia mediterranea in località Fosso Bianco, ricadente nel perimetro del parco del Cilento. Non è stato necessario far evacuare le case che si trovavano vicine alle fiamme. Si lavora per spegnere gli ultimi focolai per poi passare alla bonifica dell'area che - stando a una prima stima dei responsabili dell'antincendio boschivo regionale - sarebbe di circa 5 ettari. Squadre di vigili del fuoco sono state impegnate anche a Monte Sant'Angelo, alla periferia occidentale di Napoli, e a Lettere. Intanto, a Pozzuoli gli uomini del Corpo forestale dello Stato hanno accertato che l'incendio di ieri nei pressi della Solfatara non è di origine dolosa: le fiamme sarebbero state sprigionate da una macchina saldatrice.

09-09-09: nozze a 99 centesimi per 9 coppie

ROMA (8 settembre) - Un supermercato della catena americana 99 Cents Only offrirà domani, 9 settembre 2009 (9-9-09), a 9 coppie, liste di nozze speciali a 99 centesimi. Le nozze verranno celebrate nel cuore di Hollywood, all'interno del grande magazzino principale.

Dopo la cerimonia, è prevista una corsa gratuita in limousine per gli sposi e i loro invitati, con una sosta in "uno dei luoghi più romantici di Los Angeles". Una coppia si aggiudicherà anche un vestito da sposa al prezzo record di 99,99 dollari. Oltre alle spese per i nove matrimoni, il supermercato offrirà anche un bonus di 999,99 dollari ad un bebè che dovesse nascere sempre lo stesso giorno, a patto che pesi 9 libbre e 9 once (poco pù di 4 chili).

Gatto cade dal balcone, il "tribunale degli animali " condanna la colf

Dovrà risarcire 1700 euro alla famiglia per aver causato la morte dell'animale


MILANO
La domestica di una coppia di anziani coniugi milanesi è stata condannata oggi al pagamento di un risarcimento di 1.700 euro per aver causato la morte del gatto di famiglia. Lo ha stabilito la camera di conciliazione del «tribunale degli animali» dell’Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente.

È quanto racconta la stessa associazione animalista che spiega che la vicenda è accaduta la sera di ferragosto a Bormio (Sondrio). La coppia aveva deciso di fare una passeggiata in centro, lasciando in casa «Pivello», il loro gatto europeo di 11 anni che, sofferente di epilessia, li aveva seguiti in vacanza in montagna insieme con l’inseparabile colf che da oltre 20 anni lavora presso di loro. Visto il caldo, la domestica aveva deciso di lasciare aperte le finestre della cucina dell’appartamento al quarto piano di un palazzo residenziale, e poi era uscita dimenticandosi del gatto. Pochi minuti e la donna, accortasi della dimenticanza, era rientrata per chiudere le finestre, ma ormai era troppo tardi: il felino era nel frattempo salito sul davanzale e in preda ad un attacco epilettico era precipitato morendo sul colpo.

Distrutti dal dolore, i padroni di casa si sono quindi rivolti al «tribunale degli animali» di Aidaa di Milano che, dopo aver sentito le loro ragioni e quelle della colf, ha deciso la condanna al pagamento di quasi due mensilità di stipendio come risarcimento morale per la fatale distrazione. Soddisfatti della «condanna» e di fronte alle lacrime della domestica «pentita», i coniugi hanno deciso però di perdonare la colf, rinunciando al risarcimento.

Il «tribunale degli animali»è una camera di conciliazione privata gratuita nata presso l’Aidaa a Parma nel 2008 e che oggi conta su 14 sedi in tutta Italia e circa 120 avvocati volontari.

"In Lombardia correrà Formigoni"

Annuncio di Berlusconi a Milano.
Ieri sera trovata l'intesa con Bossi:
la Lega punta a Piemonte e Liguria.
Tettamanzi al Senatur: bene le radici
cristiane, ma contano anche i frutti
ROMA
Silvio Berlusconi blinda la ricandidatura di Roberto Formigoni al Pirellone. Il premier si è rivolto direttamente al Governatore durante l'intervento alla Fiera del Tessile Milano Unica: «Sarai tu - ha scandito Berlusconi - il prossimo, futuro presidente della Lombardia». Proprio ieri sera il Cavaliere si era incontrato ad Arcore con Bossi e Calderoli per decidere le candidature alle regionali.

La Lega Nord, forte del risultato ottenuto nell’ultima tornata elettorale, non aveva mai nascosto di puntare alla guida di regioni di "peso" come Lombardia, Veneto e Piemonte. Con l'annuncio odierno di Berlusconi il tris di poltrone per il Carroccio pare svanire. Tant’è che una delle ipotesi prese in considerazione potrebbe anche essere quella di proporre al Carroccio le candidature alla guida di una regione "piccola", come la Liguria e una più grande, come il Piemonte, dove il candidato potrebbe essere Cota. Il capogruppo dei lumbard alla Camera non si tira indietro: «Il Carroccio ha uomini e voti per poter governare - precisa - Io sono contento di fare il capogruppo, ma se Bossi mi dovesse chiedere altro io sarò un suo soldato, come semprè». E potrebbe essere un esponente del Carroccio anche il candidato del centrodestra per l'Emilia-Romagna mentre resta aperto il nodo del Veneto.

Uno dei capitoli fondamentali nel dibattito sulle regionali è poi la questione delle alleanze. Nel Pdl non si fa mistero al fatto che Berlusconi guardi con interesse ad una possibile intesa con l’Udc. Un accordo, osservano nel partito, che servirebbe anche a frenare le mire del Carroccio. I centristi per il momento non si sbilanciano anche se Pier Ferdinando Casini ci tiene a precisare quale sarà il criterio nella scelta di possibili intese: «Noi siamo disponibili a fare alleanze solo sulla base dei fatti, non delle parole, delle promesse o dei posti», chiarisce l’ex presidente della Camera che poi aggiunge: «Non abbiamo la vocazione alla solitudine valuteremo caso per caso. Ma - è la linea del leader dell’Udc - di fronte a una situazione così, io dico che non ci lasceremo tirare per i capelli da nessuno; andare ancora una volta da soli non ci spaventa».

Sulla vicenda è intervenuto anche il cardinale Dionigi Tettamanzi (arcivescovo di Milano) che ha risposto a chi gli chiedeva quali fossero i rapporti con la Lega e con il suo leader Umberto Bossi che, la scorsa settimana, era andato in Vaticano «per ricordare le radici cristiane» del Carroccio: «Le radici cristiane sono importantissime, ma il Signore ci giudica non solo da queste, ma anche dai fiori e dai frutti che queste radici realizzano»; «e i fiori e i frutti chiedono di essere confrontati con il Vangelo e, per parlare in termini laici, con la dignità personale di ogni essere umano».

Folla in delirio per il red carpet di Eli e George






Arrivo addirittura anticipato per la coppia Clooney-Canalis sulla passerella veneziana. Si sono trattenuti a lungo per la gioia di fotografi e fans. Clooney ha firmato centinaia di autografi, mentre la Canalis (in un abito azzurro lungo che lasciava scoperte le spalle) sembrava impressionata dal mare di folla che acclamava il bel George.

'CHI' ANNUNCIA INTERVISTA A BOFFO, LUI SMENTISCE

ROMA - "Quelle che mi si attribuiscono sono dichiarazioni semplicemente grottesche": "Smentisco nel modo più categorico di aver rilasciato in questi giorni una qualsiasi intervista a Chi o a qualunque altro giornale". Lo ha affermato l'ex direttore di Avvenire Dino Boffo all'ANSA, dopo che il settimanale 'Chi' aveva diffuso anticipazioni di una intervista allo stesso Boffo.

"Venerdì 4 ottobre - ha spiegato Boffo - dietro sua insistenza, ho accettato di parlare al telefono con il direttore Signorini dal quale nei giorni precedenti era venuta una singolare dichiarazione di solidarietà e questo mi disse che era stato richiamato dal suo editore". "Immediatamente - ha proseguito l'ex direttore di Avvenire - precisai che se mai avessi deciso di parlare con qualche giornale non avrei certo potuto farlo con una testata riconducibile al gruppo che mi aveva massacrato. Egli insisteva per avere elementi onde fare un servizio di 'riparazione' e io gli dissi che poteva rivolgersi a chiunque del suo mi conoscesse o del mio mondo che lui conosce". Insomma, si è sfogato Boffo, "quelle che mi si attribuiscono sono dichiarazioni semplicemente grottesche sull'attendibilità delle quali ognuno può giudicare da sé ". "Vorrei solo ricordare - ha puntualizzato ancora - che l'atto temerario condotto da Feltri-Sallusti ha preso le mosse per loro dichiarazione da quanto scritto su Avvenire".

LE ANTICIPAZIONI DELLA CONVERSAZIONE A 'CHI' SMENTITE DA BOFFO - "La questione non finisce qui e avrà pesanti conseguenze anche sul fronte politico". Così Dino Boffo torna sulle sue dimissioni da Avvenire in un'intervista al settimanale 'Chi' domani in edicola di cui è stata fornita un'anticipazione.

"La cosa più assurda - prosegue Boffo nell'anticipazione a 'Chi' - è che per 15 anni ho sempre sostenuto Berlusconi, il suo governo e molte sue linee politiche. Ho una formazione moderata, eppure in queste settimane sono diventato un'icona della sinistra". "Berlusconi sostiene di non avermi mai conosciuto? Non è vero. Ricordo molto bene il nostro incontro", aggiunge Boffo.

"E pensare - spiega ancora Boffo - che sono entrato in rotta di collisione anche con Rosy Bindi perché non rappresentavo l'ala sinistra dei cattolici". Nell'anticipazione fornita dal settimanale,

Boffo torna anche sulla "tempesta" che lo ha travolto: "Se anche fosse vero tutto quello che è stato scritto su di me, io mi chiedo: era eticamente lecito pubblicarlo? Ho parlato con molti dirigenti del Pdl e tutti mi hanno assicurato che la questione è volata sulle loro teste. Ma come è possibile? Come è possibile che per sei giorni di fila, prima delle mie dimissioni, nessuno abbia potuto fermare lo stillicidio mediatico?". Infine, l'ex direttore di Avvenire confida il suo dolore più grande: "Vivo una vita estremamente noiosa sul versante del gossip. Quello che non perdono è che si sia fatto del male ai miei genitori che sono anziani e che hanno pieno diritto a vivere sereni".

IL DIRETTORE DI 'CHI' SIGNORINI CONFERMA OGNI PAROLA - Il direttore di "Chi", Alfonso Signorini, conferma "dalla prima all'ultima parola" la conversazione avuta con l'ex direttore di 'Avvenire', Dino Boffo. "In riferimento a quanto dichiarato da Dino Boffo all'Ansa in merito all'anticipazione di 'Chi' che riporta alcune sue riflessioni, il direttore della testata Alfonso Signorini precisa - attraverso un comunicato - che nel lancio della notizia non si parla di un'intervista ma di 'una conversazione al telefono', così come riportato correttamente dalle altre agenzie di stampa". "Non sono sono mai stato richiamato dal mio editore", prosegue Signorini", "per la solidarietà manifestata a Boffo, né ho mai detto di esserlo stato. Comprendo il duro momento psicologico del collega e posso capire la sua reazione, ma confermo quanto della nostra conversazione telefonica ho riportato su 'Chi', dalla prima all'ultima parola".