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venerdì 4 settembre 2009

La scuola dei tagli pagata dalle famiglie

Quest'anno molti servizi non saranno più garantiti
MARIA TERESA MARTINENGO
TORINO
Nell’era Gelmini la scuola pubblica avrà dei costi per le famiglie e non tutti, nell’obbligo, potranno contare sulle stesse opportunità formative. Queste parole sono state dette e scritte molte volte nei mesi scorsi, ma come una lontana, indefinita minaccia. Ora, però, le scuole medie sono costrette a presentarli davvero i conti, schiacciate tra il mancato arrivo dei fondi 2009 per il funzionamento, la perdita di insegnanti per i tagli, la saturazione delle cattedre a 18 ore, l’esclusione dall’orario di studenti e docenti dei laboratori opzionali.

I risultati, verificabili soprattutto nelle scuole che non contano su classi a tempo prolungato (a 36 ore) dove è rimasta un po’ di elasticità nella gestione dell’orario, si materializzano per lo più nell’impossibilità di assicurare l’assistenza durante il tempo mensa e quindi nella richiesta alle famiglie di pagarla. In secondo luogo, nel non poter più dare gratuitamente un laboratorio pomeridiano opzionale. Non si pensi a danza caraibica o ceramica. A pagamento quest’anno ci saranno latino, informatica, l’approfondimento di lingua straniera, discipline sportive. Tutte attività ora accessibili in molte scuole in base alla capacità economica e la «competenza educativa» della famiglia. Va da sé che, in questo quadro, la differenza tra scuola e scuola e persino tra studente e studente diventa «concreta».

Alla Nigra di via Bianzè, in zona Campidoglio, il preside Maurizio Tomeo è chiaro: «L’assistenza alla mensa - spiega - e tutti i laboratori adesso hanno un costo: gli insegnanti non hanno più le ore pagate “a disposizione” che avevano lo scorso anno. I nostri laboratori costeranno mediamente 60 euro, alcuni per tutto l’anno altri per un quadrimestre. Teatro, per esempio, è sostenuto dalla Circoscrizione e da un contributo delle banche e quindi costerà 60 euro per l’intero anno. Ma chitarra e pianoforte, che nel 2008/2009 erano gratuiti, costeranno 180 euro a quadrimestre».

Alla Meucci di via Ottavio Revel, zona centro, il laboratorio di latino costerà 103 euro e quello sportivo 180. «Fino allo scorso anno - spiega il preside Gianni La Rosa - latino rientrava, come l’approfondimento di lingua straniera, nella sperimentazione dell’autonomia scolastica e nel tempo scuola sia degli insegnanti sia degli studenti. Ora non è più così. Fino allo scorso anno i genitori “potevano” contribuire all’efficienza della scuola sostenendo l’acquisto di attrezzature per determinati progetti. Ora, invece devono per forza spendere se vogliono che il figlio partecipi a un laboratorio. Anche perché le scuole non hanno ricevuto un solo euro per il funzionamento». Qui come altrove, le famiglie pagheranno società sportive, cooperative, esperti esterni oppure gli insegnanti che accettano di fare ore extra. «Sto verificando le disponibilità - dice il dirigente - e il 14 farò sapere alle famiglie quali laboratori potremo attivare. Ovvio che il costo di attività come il supporto in italiano o in altre discipline per gli alunni stranieri deve essere coperto dalla scuola».

Davide Babboni, preside della media Alvaro-Modigliani di via Balla, spiega: «Per quest’anno riusciremo a far pagare solo 25 euro l’anno i laboratori e 15 l’assistenza- mensa con un pasto a settimana perché utilizzeremo dei fondi risparmiati in passato. Adesso, comunque, è rimasto gratuito esclusivamente ciò che la legge obbliga a fornire, il resto - sport, musica, teatro o cinema - si paga». Chi non fa attività extracurricolari non avrà spese, ma avrà meno.

All’istituto comprensivo Vivaldi, a Madonna di Campagna, la preside Cristina Cerruti sa di aver fatto «i salti mortali per mantenere quanto era stato promesso ai genitori alla presentazione della scuola. Per quest’anno riusciamo a non far pagare la mensa e il laboratorio di latino grazie al respiro che ci danno i due corsi a tempo prolungato. Poi, come gli altri anni, chiederemo un contributo di 29 euro». Ma alla Vivaldi, continua la preside «come attività opzionali possiamo mantenere soltanto i laboratori di coro e orchestra, che, grazie ai contributi di Regione e Circoscrizione, restano gratuiti. Tutto il resto è sparito: attività sportive, che vorremmo tanto poter continuare a dare, arte, scrittura creativa. La coperta è corta».

Proteste nello Xinjang, cinque morti

CI SONO ALMENO ALTRI 14 FERITI. LE PROTESTE PER UNA SERIE DI ATTACCHI CON SIRINGHE

Scontri tra manifestanti e forze di sicurezza a Urumqi, capitale della regione musulmana cinese



Automezzi della polizia cinese in una piazza di Urumqi (Afp)MILANO - Cinque persone sono morte e 14 sono rimaste ferite nel corso di nuove manifestazioni contro gli attacchi con siringhe a Urumqi, la capitale della regione musulmana dello Xinjiang. Lo ha detto ai giornalisti il vicesindaco della città. Almeno 500 persone si sono scontrate venerdì mattina con la polizia a Urumqi: i manifestanti hanno lanciato bottiglie contro gli agenti, intervenuti per dissipare la protesta. L’incidente ha avuto luogo dopo che gli agenti hanno provato ad arrestare una persona di etnia Han, mentre i manifestanti chiedevano la sua liberazione. La contestazione è così sfociata in violenza: la gente ha cominciato a lanciare bottiglie sui poliziotti, costretti a chiamare rinforzi.
ETNIE CONTRO - Urumqi, capitale della Regione autonoma dello Xinjiang, era già stata teatro a inizio luglio di violenze interetniche fra gli Han (etnia maggioritaria in Cina) e gli Uiguri (musulmani turcofoni) che hanno causato almeno 197 morti ufficialmente, ma «molti di più» secondo l’opposizione in esilio di questa comunità. Già nella giornata di giovedì erano scese in piazza migliaia di persone dell'etnia cinese Han per reclamare maggiore sicurezza dopo centinaia di aggressioni a colpi di siringa. Le manifestazioni dei cinesi sono in corso da mercoledì scorso, e i dimostranti accusano il governo locale di non proteggerli dagli attacchi degli uighuri, considerati responsabili delle 531 aggressioni a colpi di siringa verificatesi a partire dal 20 agosto scorso.

L'incidente sospetto di Piquet jr

IL PROSSIMO 21 SETTEMBRE IL TEAM DOVRÀ SPIEGARE LA SUA VERSIONE DEI FATTI

Fissata l'udienza della Renault alla Fia
Si indaga sul sospetto che la scuderia abbia indotto il pilota a uscire volontariamente di pista

PARIGI - La Federazione internazionale dell’automobile (FIA) ha convocato la Renault per una udienza fissata al prossimo 21 settembre a Parigi nel corso della quale verrà esaminato il caso relativo al Gran Premio di Singapore del Mondiale 2008 di Formula 1.

LA VICENDA - Secondo la tesi diffusa dalla tv brasiliana Globo, la Renault avrebbe ordinato al suo pilota Nelsinho Piquet di andare a sbattere volontariamente contro un muretto al tredicesimo giro della gara e favorire così il compagno di squadra, lo spagnolo Fernando Alonso, obbligando i commissari di gara a mandare in pista la safety car. Alonso aveva appena effettuato il rifornimento e, secondo quanto previsto dai regolamenti, con la safety car in pista gli altri piloti non poterono effettuare il pit-stop. Alonso prese la testa della gara e la conservò fino alla vittoria finale, la prima di quella stagione per la Renault. Appare evidente come la tv brasiliana Globo possa avere attinto alla fonte dello stesso Piquet, licenziato da poche settimane dalla Renault, scuderia diretta tra l’altro dal manager dello stesso pilota, Flavio Briatore

Violenze e torture, ragazzini a processo

LA STAMPA BRITANNICA LI HA GIÀ RIBATTEZZATI «PICCOLI BARBARI»

Due fratelli inglesi di 10 e 11 anni accusati di avere seviziato e quasi ucciso due coetanei

MILANO - A dieci e undici anni violentarono e torturarono quasi a morte due coetanei. Due fratelli inglesi, con precedenti penali per aggressione e rapina, nonostante la giovanissima età, sono sotto processo per aver attirato in trappola due bambini, rispettivamente di undici e nove anni, su cui hanno infierito con estremo sadismo.

LE VIOLENZE - Il fatto è successo lo scorso 4 aprile a Edlington, cittadina inglese con sacche di estremo degrado sociale. È stato ricostruito nei minimi particolari solo oggi, nell'ambito del processo ai «piccoli barbari», come li chiama la stampa britannica, i cui nomi non sono stati rivelati perchè minorenni. I due fratelli hanno avvicinato due bimbi loro coetanei e li hanno attirati con l'inganno in un luogo solitario. Una volta arrivati lì, i due hanno aggredito le loro vittime. Hanno picchiato con sassi e bastoni il bambino più grande, per poi costringerlo a subire abusi sessuali talmente atroci che lui ha implorato i suoi carnefici di lasciarlo morire. Alla vittima più piccola hanno spento sigarette sulle palpebre e su ferite profonde da loro stessi appositamente provocate.

SALVATO IN EXTREMIS - Quando il bambino più grande è crollato a terra svenuto, i piccoli carnefici se ne sono andati credendolo morto. Ma il bimbo più piccolo, pur essendo sotto shock e ricoperto di sangue, è riuscito a raggiungere il paese e a chiamare aiuto, salvando l'altro - che è suo zio nonostante l'età ravvicinata - da morte certa

Bomba anti-calabrone: distrugge casa

Un pregiudicato di 41 anni ha realizzato un ordigno esplosivo per uccidere i calabroni annidati nella fessura perimetrale di casa

Un pregiudicato 41enne di Velletri utilizzando della polvere da sparo prelevata da copioso materiale pirotecnico, ha realizzato in modo artigianale un ordigno esplosivo per distruggere un nido di calabroni che si trovava in una fessura perimetrale della palazzina di casa. La bomba esplosa verso le 20 di giovedì ha distrutto un’intera parete che divideva due abitazioni diverse, provocando gravi danni strutturali e danneggiando anche alcune auto in sosta nelle vicinanze.

ARRESTATO - I Carabinieri della Stazione di Artena, che si trovavano già in via Velletri dove è avvenuta l'esplosione, per terminare i rilivi di un incidente stradale nel quale aveva perso la vita un motociclista di Valmontone, hanno sentito l'esplosione e fermato l'uomo che sarà giudicato per direttissima dal Giudice di Velletri

Air France taglia 1500 posti di lavoro Con esodi volontari

MILANO - Air France ha annunciato un piano di tagli a 1.500 posti di lavoro, che verranno effettuati mediante esodi volontari. Lo ha comunicato il management del vettore transalpino con un comunicato. Misura che punta a "adattare" la compagnia al "calo di attività", si legge, che per il trasporto passeggeri risulta del 5 per cento circa mentre sul trasporto merci è del 35 per cento.

IL PIANO - I manager Air France hanno comunicato l’avvio del piano al Comitato di impresa, organo che include le rappresentanze sindacali «conformemente agli accordi siglati nel luglio del 2009», prosegue la nota. «La calendarizzazione e le modalità di questo piano, della portata di circa 1.500 posti, saranno oggetto di concertazioni la prossima settimana, in vista della presentazione di un progetto sugli esodi volontari per il Comitato centrale di impresa il 21 ottobre». Lo scorso 31 luglio, l’amministratore delegato Pierre-Henri Gourgeon aveva anticipato l’intenzione di procedere con un piano di riassetto sul personale che avrebbe fatto leva su esodi volontari.

Mistero a Pozzuoli, pescato uno squalo a pochi metri dalla costa











NAPOLI (3 settembre) - Stupore e incredulità tra i pescatori di Pozzuoli. Nelle reti di una piccola imbarcazione è finito oggi uno squalo. Il pescecane, lungo almeno due metri, è stato pescato a pochi metri dalla costa.

«La specie - dicono i pescatori - non è tra quelle che popolano abitualmente i nostri mari. Al momento non riusciamo a capire come ha fatto a raggiungere le acque di Pozzuoli».

Amori lesbo per Angelina Jolie? Spunta una scena bollente inedita





LOS ANGELES (4 settembre) - Sono passati solo pochi giorni dalla sfuriata di Lindsay Lohan che ha lanciato i suoi strali contro la bellissima Angelina Jolie: la Lohan ha sbottato contro di lei, affermando risoluta che molti attori di Hollywood dovrebbero fare "coming out" e rivelare i propri rapporti omosessuali. «Racconti lei ciò che ha fatto in passato», ha detto la Lohan, facendo capire come Angelina Jolie, superstar del cinema mondiale e moglie di Brad Pitt, abbia avuto e forse abbia ancora rapporti lesbo.

Se la Lohan ha ragione e non si tratta del solito pettegolezzo, Angelina deve essersi divertita parecchio a girare alcune scene poi tagliate dal film tv Gia, del 1998. Nel film, che lanciò come protagonista la Jolie nel ruolo di Gia Carangi, modella lesbica morta di Aids nel 1986, Angelina e Elizabeth Mitchell (nota al grande pubblico per la sua interpretazione di Juliet Burke in Lost) interpretano in maniera decisamente realistica l'amore tra Gia e la sua amante Linda.

Il video che vi proponiamo raccoglie alcune scene tagliate che sono state rese pubbliche, in alta definizione, nelle ultime settimane dai produttori di Gia.

Muore ufficiale della Folgore: incidente durante l'atterraggio dopo lancio perfetto

Era originario di Allumiere, lascia la moglie e una bimba




SIENA (4 settembre) - È deceduto ieri sera, mentre veniva trasportato all'ospedale Le Scotte di Siena, Fabio Taranta, 41 anni, il paracadutista della Folgore che nel pomeriggio era precipitato con un forte impatto a terra nell'aeroporto di Arezzo, al termine di un lancio con il paracadute. Ne danno notizia alcuni quotidiani.

Secondo una prima ricostruzione, il paracadutista si è lanciato regolarmente, sarebbe seguita una normale apertura del paracadute ma ad una decina di metri da terra, forse per un colpo di vento, l'uomo ha accelerato la sua corsa schiantandosi. Il paracadutista, originario di Allumiere in provincia di Roma, era un ufficiale della Folgore in servizio alla caserma Bandini di Siena. Lascia la moglie ed una bambina di 5 anni.

Rivolta contro il codice anti-sbronze I prof inglesi: "Lasciateci ubriacare"

Il codice prevede "standard comportamentali ragionevoli"


Gli insegnati contro il giro di vite:
raccolte 10mila firme per abolirlo.
"Lede la vita privara delle persone"
LONDRA
Rivendicano il diritto di potersi ubriacare in santa pace il fine settimana senza per questo rischiare di perdere il posto. È l’ultima battaglia "sindacale" dei professori britannici che hanno dichiarato guerra al nuovo codice di condotta professionale stilato dal General Teaching Council del Regno Unito. Sotto accusa è finito un comma del documento che obbligherebbe gli insegnanti a mantenere un comportamento «dignitoso» anche fuori dalle classi. Pena l’esclusione dalla professione.

Il nuovo codice, in via di approvazione definitiva, prevede infatti che gli insegnati mantengano «standard comportamentali ragionevoli tali da indurre il pubblico a mantenere fiducia e confidenza nella professione». Parole vaghe che per la maggior parte dei professori ha però un significato chiaro: vietato alzare il gomito al pub del quartiere. Così, durante le vacanze estive, la sigla sindacale NASUWT ha raccolto 10mila firme che chiedono l’abolizione della prescrizione.

«Gli insegnanti sono già oggi soggetti ad altissimi livelli di pubblico scrutinio», dice al Daily Mail, Brian Cookson, professore di geografia alla Friary School di Lichfield. Per lui il codice prevede «praticamente un comportamento da santo». «Quale altra professione - si chiede - accetterebbe un codice del genere? Enuncia una serie di richieste che invadono la vita privata delle persone». Non si tratta certo di incoraggiare i professori a sbronzarsi senza ritegno, «ma - continua Cookson - non credo sia accettabile che qualcuno possa farmi rapporto per qualcosa che io avrei fatto durante il fine settimana».

PARLARE 7 MINUTI CON BELLE DONNE FA PERDERE LA TESTA

LONDRA - Parlare per sette minuti con una donna seducente può letteralmente portare un uomo a perdere la testa. Pochi minuti "fatali" capaci di far dimenticare anche l'indirizzo di casa. L'avvertimento arriva da psicologi olandesi secondo i quali gli uomini userebbero buona parte delle loro facoltà cognitive nel tentativo di impressionare una bella donna, restando però senza risorse per occuparsi delle altre attività della vita quotidiana. Flirtare sul luogo di lavoro, o in classe, potrebbe quindi essere dannoso per il rendimento anche dei seduttori più incalliti. La ricerca, pubblicata sul Journal of Experimental and Social Psychology e ripresa dalla stampa britannica, è stata condotta su 40 studenti uomini, ciascuno dei quali è stato sottoposto ad un test sulla memoria prima di passare sette minuti in compagnia di una bella donna. Dopo la chiacchierata i volontari hanno ripetuto il test diventando meno veloci e precisi Secondo George Fieldman, membro della British Psycological Society, la ricerca dimostra che "quando un uomo incontra una donna che lo attrae la sua attenzione si focalizza sulla riproduzione". Lo studio è stato condotto anche sulle donne, le quali, invece, non sono rimaste "turbate" dalla conversazione con uomini affascinanti.

GELMINI: ISTITUTO MONTALCINI NON CHIUDERA'

ROMA - L'istituto di ricerca di Rita Levi Montalcini non chiuderà. Lo afferma il ministro dell'Istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini. "Ritengo troppo importante il lavoro dell'Ebri e del premio Nobel Rita Levi Montalcini per poter pensare che le attività svolte da questo centro di ricerca possano interrompersi. L'Ebri é un centro di eccellenza che va tutelato in qualsiasi modo".

Per evitare che l'istituto di ricerca del premio nobel Montalcini rischi di interrompere il suo lavoro, sono già in atto - ha spiegato il ministro Gelmini - queste tre azioni: creazione di un tavolo tecnico tra il ministero, l'Ebri e la proprietà per verificare la possibilità che l'Ebri possa continuare a lavorare nelle strutture che attualmente utilizza; trasferimento in una sede alternativa: in questo caso, esistono già alcune ipotesi molto concrete per trasferire il centro in altre strutture. Infine, "é in via di erogazione il finanziamento del ministero da 485 mila euro, che ho già firmato - ha concluso Gelmini - e che attende il parere delle commissioni parlamentari, per consentire all'Ebri di proseguire gli studi e le attività di ricerca".

PIRLO: "IL MILAN A GHEDDAFI? SPERIAMO DI NO..."

TBILISI - "Speriamo di no...". Andrea Pirlo scuote la testa mentre guarda la prima pagina di Repubblica che titola sull'ipotesi di acquisto del Milan da parte del leader libico Gheddafi. Scuote la testa sotto lo sguardo incuriosito degli altri azzurri in volo verso Tbilisi dove domani la Nazionale affronterà la Georgia, Pirlo, e si affretta ad aggiungere: "Ma io non credo davvero che Berlusconi venda il Milan". Qualche sedile avanti dell'indiscrezione del giorno parla il presidente federale Giancarlo Abete. Ed anche il suo, sebbene più politico, non è un parere positivo. "Io sono per le grandi famiglie italiane, come i Moratti, gli Agnelli, i Berlusconi, non voglio trasformare la Serie A in un Premiership con tanti padroni stranieri".

"In relazione a nuove indiscrezioni di stampa, la Fininvest ribadisce ancora una volta che non esiste alcuna ipotesi di cessione di quote della società A.C. Milan". Lo afferma la finanziaria in una nota.

GALLIANI, FALSE DICHIARAZIONI A ME ATTRIBUITE
"Sugli articoli riguardanti un'eventuale cessione di quote della società risponderà la Fininvest. Per quanto mi riguarda, le dichiarazioni a me attribuite sono assolutamente false". E' quanto ha detto all'ANSA l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, commentando quanto ha pubblicato oggi La Repubblica. Secondo il quotidiano, Silvio Berlusconi, durante la sua ultima visita in Libia, avrebbe provato a saggiare la disponibilità di uno dei fondi sovrani libici a entrare nella società; e Galliani avrebbe sospeso la procedura per la realizzazione di un nuovo impianto, confidando ad alcuni interlocutori che la proprietà sarebbe disposta a tenere il Milan solo se resta competitivo a livello europeo. "Noi abbiamo sempre pensato di rimanere a San Siro e, se possibile, di acquistarlo", ha detto Galliani. ."Le dichiarazioni a me attribuite sono assolutamente false", ha assicurato l'ad rossonero, smentendo anche - come invece riporta un altro articolo di Repubblica - che il club abbia donato 5 mila biglietti per il derby alla Curva Sud che, dopo mesi di contestazione, durante la stracittadina ha esposto un striscione distensivo nei confronti della dirigenza. "Posso assicurare - spiega Galliani - che il bel comportamento della Curva Sud non è stato in alcun modo condizionato. E' stato un comportamento spontaneo, da tifosi del Milan: non è stato regalato nemmeno un biglietto, figurarsi 5 mila".

Preso in Svizzera pirata della strada che travolse e uccise a Roma un giovane

L'uomo ha 45 anni, è di origine tedesca. Prima di scappare
all'estero incendiò la sua auto. Rintracciato dai carabinieri




ROMA (4 settembre) - È stato rintracciato in Svizzera e consegnato ieri alla frontiera terrestre di Como-Chiasso, Feil Bernt, il 45 enne di origine tedesca che il 17 gennaio del 2008, mentre era alla guida della propria auto, non si fermò al semaforo rosso in un incrocio di via Torraccio di Torrenova nella Capitale, in zone Torre Gaia, investendo due giovani che si trovavano a bordo di uno scooter.

Uno dei due, un 17enne romano, perse la vita sul colpo mentre l'altro fu ricoverato in ospedale per alcune settimane in gravi condizioni. Dopo il violentissimo impatto, il pirata fuggì dal luogo dell'incidente, lasciando a terra i due giovani senza prestare loro il minimo soccorso. L'incessante attività dei Carabinieri della Compagnia di Pomezia ha permesso di individuare nella Svizzera il paese dove il malvivente si era nascosto per evitare l'arresto dopo l'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare a suo carico, con mandato di cattura internazionale per omicidio colposo, omissione di soccorso e danneggiamento seguito da incendio. Le immediate ricerche effettuate a Roma e provincia, subito dopo il fatto non ebbero esito fino al mattino successivo, quando i Carabinieri della Compagnia di Pomezia intervennero per l'incendio di un'auto sulla via Laurentina.

I primi accertamenti svolti dai militari permisero di accertare che ad andare a fuoco era proprio l'auto coinvolta nell'incidente. Le indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Pomezia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, dopo alcuni mesi e grazie ad un lavoro certosino di ricostruzione dei fatti, consentirono di dare un volto al responsabile del delitto.

Indagini con l'Interpol. Si trattava di Feil Berndt, un 45enne tedesco residente a Roma, già noto alle forze dell'ordine per alcuni precedenti per truffa. Gli accertamenti condotti dai Carabinieri con la collaborazione dell'Interpol e delle autorità svizzere ha consentito di individuare il ricercato nei pressi di Berna, dove lunedì scorso è stato arrestato ai fini dell'estradizione. Ieri sera il tedesco è stato consegnato alle Autorità Italiane e portato nel carcere di Como.

La Sapienza, aspirante medico paga 3.000 euro per farsi sostituire ai test

I giovani sono stati denunciati dalla Polizia per sostituzione
di persona. Traditi dalle firme diverse sui verbali universitari




ROMA (4 settembre) - Tremila euro per assicurarsi l'ingresso alla facoltà di Medicina. E' questa la somma che avrebbe pagato un aspirante medico a uno studente più esperto per l'ammissione al corso di laurea. La somma sarebbe stata incassata solo a "buon fine" cioè ad ammisisone raggiunta. Nel corso dei consueti servizi che la Questura dispone quotidianamente all'interno dell'Università "La Sapienza", gli agenti si sono però accorti dell'imbroglio e i due sono stati identificati e denunciati.

I poliziotti si erano mischiati a professori, impiegati e studenti in occasione dei test per l'accesso alla facoltà di Medicina, in corso nell'aula "A" Clinica di Dermatologia.

Durante i controlli si sono accorti che un candidato di origine siciliana, dopo aver esibito un documento sul quale risultava chiamarsi V.G. ma aveva apposto sul verbale della commissione un firma diversa da quella riportata sulla carta d'identità presentata. Subito sono scattate le indagini anche attraverso verifiche anagrafiche al Comune di Menfi che ha rilasciato il documento d'identità all'aspirante studente. L'accertamento ha permesso di accertare l'alterazione del documento, in quanto la foto apposta sul documento presentato alla commissione era diversa da quella apposta in calce al documento genuino rilasciato dal Comune.

Al termine della prova, V.G. è stato fermato e condotto presso gli Uffici del Commissariato Università dove ha dichiarato di essere M.N. ammettendo la sostituzione di persona e confessando di aver personalmente alterato il documento, aggiungendo anche che già altre volte si era sostituito ad altri candidati per sostenere quiz e prove d'esame per un compenso di 3.000 euro.

Gli investigatori hanno successivamente rintracciato anche il vero V.G. che ha ammesso le proprie colpe. Entrambi i giovani sono stati denunciati dalla Polizia in stato di libertà per sostituzione di persona.

L'addio a Jacko Sfilata di parenti e amici a L.A.






Uno degli amici più fidati di Michael, l'attore Macaulay Culkin, in compagnia della collega Mila Kunis.




Alla cerimonia era presente anche Liz Taylor, grande amica di Michael.





I genitori del re del pop, Joe e Katherine Jackson






«Se entri nel mondo sapendo di essere amato e te ne vai sapendo lo stesso, tutto quel che accade nel frattempo si può affrontare», era l?epitaffio affisso sulla prima pagina del programma della cerimonia, una citazione dal libro di saggi e poesie "Dancing the Dream" pubblicato da Jackson ne 1992. Nella foto i figli Prince Michael e Blanket







Solo i parenti e gli amici più stretti erano presenti alle esequie da cui i fan e i media erano stati tenuti accuratamente al bando. Macauley Culkin, Liz Taylor in sedia a rotelle, il campione di baseball Barry Bonds, il reverendo Al Sharpton, l?ex moglie Lisa Marie Presley erano tra i 200 invitati - molti fantasmi del passato - che poi si sono trasferiti in un ristorante italiano di Pasadena, con Gladys Knight, una veterana dei Motown, incaricata di cantare mentre la cassa del re del pop veniva calata nella terra. Nella foto, tutti i fratelli di Jackson e la sorella Janet.




Un addio da oltre un milione di dollari. Michael Jackson è stato sepolto nella notte di Los Angeles, 70 giorni dopo la morte, sotto una vetrata dell'Ultima Cena di Leonardo nel Gran Mausoleo Holly Terrace del cimitero Forest Lawn Memorial Park di Glendale.

Statali, recuperato il 75% dei premi Ma c'è chi ci rimette più di 2.500 euro

di Pietro Piovani
ROMA (4 settembre) - Alla fine il governo ha mantenuto la promessa. Nel bene e nel male. I tagli ai premi di produttività degli statali e dei parastatali, introdotti con la Finanziaria, sono stati annullati. Ma non per intero: le risorse tagliate (circa 500 milioni di euro) saranno reintegrate più o meno per i tre quarti, il restante 25% non arriverà mai più.

I fondi. Il ministro dell’Economia ha autorizzato le amministrazioni a spendere i soldi. La decisione veniva data ormai per scontata da tempo (“Il Messaggero” l’aveva preannunciata il 20 luglio). In particolare, si possono utilizzare subito le risorse destinate ai dipendenti del Tesoro, del dipartimento Politiche fiscali, delle agenzie fiscali, dell’Inps, dell’Inpdap, dell’Inail, del ministero della Salute e del Lavoro. Cioè quelle amministrazioni che hanno una loro autonomia finanziaria, potendo disporre di entrate proprie: chi conta sul recupero dell’evasione fiscale, chi sui contributi previdenziali, chi sugli introiti delle cosiddette “cartolarizzazioni”, chi su alcune entrate tariffarie.

I casi più difficili. Il discorso è più complicato per le altre amministrazioni, cioè quasi tutti i ministeri, che non hanno risorse autonome. Per loro la partita non è ancora del tutto chiusa, ma sembra ormai assodato che si potrà attingere a un fondo messo a disposizione del ministro Brunetta tempo fa proprio per questo scopo. Del resto non servono tanti milioni, i dipendenti in questione sono poche migliaia.

Il taglio che resta. Il recupero dei fondi, come si diceva, non sarà integrale. Si perderà un 25% dei soldi. E in qualche caso si tratta di una perdita consistente: per i dipendentidell’Inps o del Tesoro, ad esempio, il danno finale in busta paga sarà mediamente superiore ai mille e 200 euro lordi. Al ministero della Salute supererà addirittura i 2.500 euro. A questo taglio va inoltre sommata l’altra decurtazione prevista dalla Finanziaria: quella che riduce del 10% tutti i fondi di amministrazione. In totale, per chi lavora al Tesoro o in un ente previdenziale o in un’agenzia fiscale il reddito da quest’anno si ridurrà grosso modo di 2 mila euro lordi.

Malumore al Tesoro. In questi giorni al Tesoro si è diffuso un po’ di malcontento fra gli impiegati. Di solito a luglio o ad agosto l’amministrazione versa al personale una parte del salario accessorio (cioè i premi di produttività). Quest’anno invece non è ancora arrivato niente. Ma ad accrescere l’insoddisfazione è stato il fatto che nelle buste paga dei dirigenti il salario accessorio è arrivato eccome: cifre che, per i dirigenti di prima fascia, possono superare i 15 mila euro. In realtà i due eventi non hanno alcun collegamento fra loro. Anzi i premi dei dirigenti sono stati ritardati di qualche mese: avrebbero dovuto essere pagati ad aprile, e sono stati spostati ad agosto proprio per cercare di farli coincidere con quelli degli impiegati. Tentativo non riuscito, perché i premi degli impiegati hanno subito un ritardo. Dovrebbero comunque arrivare entro settembre.

La 500C gigante sbarca a Londra Boom di curiosi






A Londra si è appena conclusa la seconda tappa del tour europeo della 500C gigante, una riproduzione lunga 17 metri e alta 6 metri, al cui interno si poteva ammirare una spettacolare proiezione del cielo stellato sul rivestimento del tettuccio.L'originale iniziativa, intitolata «The Big Smile», si è svolta dal 28 agosto al 2 settembre presso il Parklife, uno spazio unico di 4.000 metri quadri in Oxford Street, una delle vie dello shopping più frequentate al mondo con oltre 2,4 milioni di passanti ogni settimana e ben 272 autobus a due piani ogni ora.

Laura Chiatti: "Stanca di fare solo la bella"




Che sciagura essere costrette a restare belle.




Il solito stereotipo di bella che oramai sta un po? stretto all?attrice: "Vorrei tanto che mi proponessero un ruolo alla Monster, oppure mi piacerebbe essere Giovanna d'Arco. Vorrei tanto imbruttirmi e vorrei che qualcuno mi facesse raccontare storie vere. Sono stufa di fare l'amante di qualcuno o la moglie di qualcun altro. Però non ci spero troppo, in Italia i ruoli sono sempre gli stessi, nessuno mi darà questa chance".





Perché con Verdone la Chiatti era sul set di Io loro e Lara, commedia di comicità sofisticata: "Carlo è l'uomo più carino che abbia mai incontrato in quest'ambiente. Andare a lavorare con lui sul set è una gioia. In questo film interpreto una donna che metterà scompiglio nella famiglia di Carlo, che fa un prete".






Non le difetta la spontaneità, magari un po' più la diplomazia considerando il contesto, ma lei è già lì a raccontare che Baarìa l'ha quasi fatto per scommessa: "Eravamo a cena con Tornatore e io gli ho chiesto perché non mi chiamava, anche se in un piccolissimo ruolo. Lui mi ha risposto che tanto gli attori italiani conosciuti vogliono fare solo i protagonisti e partecipazioni non ne accettano. "Mettimi alla prova" è stata la mia provocazione. Quando mi ha cercato per una posa ho fatto i salti mortali per andare, stavo girando con Verdone e sono volata fino in Tunisia pur di esserci".




Ma non è una presa in giro. E a lei i premi non interessano: "Non è che li butto, ma il premio più grande te lo costruisci lavorando. Fa piacere essere apprezzati dal pubblico, premio o non premio".





Quest'ultimo è il caso di Laura Chiatti, che ieri a Venezia ha ricevuto da Laura Delli Colli il premio assegnatole dal sindacato giornalisti cinematografici come attrice rivelazione dell'anno, arrivato nelle sue mani dopo anni che lavora e dopo un film, Baarìa, nel quale però appare in una scena, un'inquadratura e muta.





DI MICHELA TAMBURRINO
Vale la pena di dire che mai nessuno è contento di quello che ha. Se da una parte c'è chi rincorre un'avvenenza che non potrà mai avere, dall'altra c'è chi di natura bella lo è e che invece vorrebbe dimostrare la sua bravura mascherandosi da brutta.

Nasa, paesaggi suggestivi dal pianeta rosso










Queste suggestive immagini provengono dalla sofisticatissima telecamera (High Resolution Imaging Science Experiment) installata sulla stazione orbitante della Nasa, che studia la superficie del pianeta rosso dal 2006.

Fine settimana di maltempo al Nord

La zona più colpita sarà quella settentrionale-orientale


Pioggia e temporali, addio estate
Forti venti, e arriva la grandine
Fine settimana all’insegna del maltempo. Con precipitazioni al Nord, in particolare sul settore centro-orientale, per un nuovo fronte perturbato di origine atlantica, che sarà accompagnato, prevede la protezione civile, da un significativo rinforzo dei venti sulle regioni centro-settentrionali, specialmente sui settori di ponente. Il dipartimento nazionale ha emesso una nuovo allerta per temporali o rovesci anche forti sulle regioni nord-orientali (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) da oggi.

Durante le precipitazioni si registreranno venti forti, attività elettrica e locali grandinate. Si segnalano venti molto forti sulle regioni centro-settentrionali, con rinforzi su Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, e sulla Sardegna, con possibili mareggiate lungo le coste. «A quanti abbiano programmato escursioni o attività nautica diportistica - avverte la protezione civile - si consiglia di seguire con attenzione l’evoluzione delle condizioni meteo per valutare la fattibilità dell’attività pianificata».

Resta però l’allerta per le ondate di calore al centro sud. Undici i capoluoghi a rischio. Cinque le città con il bollino rosso: Roma, Campobasso, Civitavecchia, Latina e Pescara. Le temperature massime percepite oscilleranno tra i 36 gradi di Civitavecchia ai 28 di Campobasso. Sabato caldo da bollino rosso a Cagliari (35 di massima percepita), Catania (37 gradi) e Messina, con una punta record da 39 gradi.

Accademici in difesa di Google Books: dai libri online benefici sociali enormi

In attesa dell'udienza che deciderà le sorti dell'accordo, gli esperti
spiegano i pro e i contro


TORINO
Associazioni per i diritti civili, istituzioni che operano nel campo della disabilità e gruppi legati al mondo della didattica sostengono l’accordo legale raggiunto per Google Books.

Ieri in teleconferenza hanno dichiarato che l’alleanza del motore di ricerca con autori ed editori per acquisire il copyright su milioni di libri offre importanti benefici sociali, perchè aumenta esponenzialmente le possibilità di accesso all’informazione anche per quelle fasce della popolazione meno benestanti e svantaggiate economicamente.

L’accordo avviene a conclusione di una lunga causa avviata nel 2006 dalle associazioni degli autori (Authors Guild) ed editori americani (Aap) riuniti per una class action contro Google Books Search. Giovedì 10 settembre è fissato il termine massimo per raccogliere tutte le istruzioni sommarie pro o contro l’imponente manovra che il colosso del web vorrebbe attuare. Queste saranno successivamente presentante nel corso dell’udienza alla corte distrettuale degli Stati Uniti che si terrà in ottobre a New York.

Particolarmente deciso a contrastare l’operazione di Google è il concorrente Amazon.com, che oltre a vendere milioni di libri ogni anno permette anche di scaricare a pagamento le copie digitali per i lettori elettronici. L'azienda di e-commerce Usa che per prima ha fatto la sua fortuna sulla vendita dei libri online trova un alleato negli autori tedeschi che hanno chiesto recentemente di bloccare il progetto, o comunque di escluderli perchè temono di essere danneggiati dalla digitalizzazione e messa online senza permesso delle loro opere. Secondo la loro tesi, l’accordo con Google consegnerebbe il monopolio della distribuzione di alcuni libri in formato elettronico e ostacolerebbe eventuali servizi concorrenti.

La teleconferenza di ieri (3 settembre) ha rappresentato un’occasione di discussione per analizzare i differenti punti di vista. Secondo l’opinione del moderatore della conferenza Lateef Mtima, docente di Legge e direttore dell’Institute of Intellectual Property & Social Justice della Howard University School of Law, l'alleanza è rivoluzionaria e colmerà il «digital divide» - il divario esistente tra chi può avvalersi delle nuove tecnologie (internet e personal computer) e chi ne è escluso - dando la possibilità agli studenti e tutti coloro privi di accesso a biblioteche fornite, di avere a disposizione sul Web una vasta scelta di titoli. Per il docente la lunga battaglia legale è «non solo una parodia e un problema della giustizia sociale ma un enorme problema per la legge sul copyright» che regola il diritto d’autore e l’utilizzo da parte di terzi delle opere.

Anche Wade Henderson, presidente della Leadership Conference sui Diritti Civili, lo ha difeso, spiegando che la manovra di Google Books porterà alla creazione di un servizio equivalente a dare a ciascuno una «chiave» d’accesso alle librerie di tutto il mondo. La sentenza della corte – e del Dipartimento di Giustizia amercano, che sta anche decidendo se opporsi o meno all’accordo – misurerà questi benefici sociali, che evidentemente considera ancora incerti e poco chiari.

Lady Hatoyama choc "Io, rapita dagli alieni"

Le stranezze della moglie del nuovo premier giapponese: «Mangio il sole»
FRANCESCO SISCI
PECHINO
Vabbè che siamo nel regno del Sol Levante, ma che Miyuki Hatoyama, la moglie del futuro premier nipponico, sostenga in pubblico di mangiare il sole a colazione (e di essere stata rapita dagli alieni), suona strano anche in Giappone, e getta un’ombra di follia sulla famiglia che dovrebbe guidare il Paese asiatico fuori da una crisi decennale. «Lo mangio così – ha Miyuki detto in una trasmissione televisiva chiudendo gli occhi, piegando la testa all’indietro e allungando le braccia verso l’alto come a strappare pezzi immaginari di sole –. Gnam, gnam, gnam. Mi dà un’enorme energia... e anche mio marito ha cominciato a mangiarlo di recente».

Certo, la futura First Lady è un’artista, forse parlava per metafore. Miyuki, 66 anni, nata a Shanghai, e vissuta per molti anni negli Stati Uniti, dove ha incontrato e sposato in seconde nozze il marito, è stata cantate, ballerina e attrice. Ha lavorato nel popolarissimo Takarazuka revue, un gruppo di spettacolo degli Anni 60, tipo musical di Broadway, dove le ragazze recitavano da donne e da uomini. Miyuki ha abbandonato il palcoscenico per il marito. È un apostolo del cibo salutare e spirituale. Ha pubblicato molti libri tra cui «Il cibo spirituale di Miyuki Hatoyama», sulla base di ricette macrobiotiche hawaiane. Si occupa dei vestiti e del look del marito, ed ha inventato la pettinatura con il ciuffone all’indietro che gli scopre la fronte.

Il futuro premier è estasiato. Continua a ripetere: «Il mio è un matrimonio d’amore», dichiarazione fuori dagli schemi rigidi dell’etichetta nazionale, cosa che però sembra gli abbia giovato in termini di consensi popolari. Anzi, lui dice che il suo successo politico è merito della moglie e la ama per il suo entusiasmo. «Mi sento contento quando torno a casa», spiega felice.
Ma le notizie bomba di Miyuki non si fermano qui. In un libro pubblicato l’anno scorso scriveva che 20 anni fa ha viaggiato nello spazio rapita dagli alieni. «Mentre il mio corpo dormiva penso che il mio spirito sia volato su una nave spaziale di forma triangolare alla volta di Venere. Era un posto molto bello e pieno di verde». E il marito innamorato non ha battuto cigli: «Che cosa fantastica questo viaggio», è stato il suo commento.

Le rivelazioni che hanno entusiasmato di più il pubblico riguardavano però la star americana Tom Cruise, lui adepto di Scientology e protagonista del kolossal «L’ultimo Samurai». ambientato nel Giappone dell’800 e popolarissimo a Tokyo. «So che lui era giapponese nella sua vita precedente – ha detto Miyuki –. Allora ero con lui. Per questo mi riconoscerà quando lo incontro e mi dirà: non ci si vede da un sacco di tempo».

Forse è un complimento interessato. Miyuki non nasconde di avere un sogno nel cassetto: recitare a Hollywood accanto a Cruise. Del resto se la prima donna di Francia, Carla Bruni lavora con Woody Allen, perché non lei con Tom Cruise?

Miss su due ruote E' Irene Borghi Miss Motosprint





Determinazione, spontaneità e sensualità. Con queste "doti", la milanese Irene Borghi, si è conquistata il titolo di Miss Motosprint, all’AltaMarea Beach Village di Cattolica, concorso indetto dal settimanale di due ruote Motosprint. La bella vincitrice è stata selezionata tra le 10 finaliste che si sono cimentate in varie prove: cultura motociclistica, portamento e feeling con le moto Ducati.


Il premio le è stato consegnato dal pilota Alex De Angelis e Irene si è conquistata la fascia e la possibilità di scendere in pista al prossimo GP di Misano in qualità di Umbrella Girl grazie alle sue rombanti qualità.

Ad accompagnare Irene e a vivere in prima persona l’emozione e l’adrenalina che si respira nei box ci sarà anche Alyssa Polyshuk, bolognese, 18 anni classificatasi in seconda posizione a questa prima elezione di Miss Motosprint.
Oggi sono sempre di più le donne che si avvicinano al motociclismo non solo in qualità di ragazze immagine: si appassionano alle corse, salgono in sella insieme ai loro uomini o, sempre più spesso, anche da sole.

Insomma, la nuova femminilità che si va delineando nel mondo delle due ruote è quello della donna-centaura, una donna che mixa fascino e sensualità con forza e determinazione.

Crisi, Fmi: "La ripresa si avvicina, ma resta l'allarme disoccupazione"

«L'economia sembra riemergere,
i governi preparino exit strategy»
NEW YORK
L’economia globale sta andando verso la ripresa, e i governi devono iniziare ad elaborare delle "exut strategy" dai piani di stimolo varati per affrontare la crisi; sussiste però il rischio che la disoccupazione cresca ancora, pesando sulla crescita. Lo ha dichiarato il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, che oggi si recherà a Londra per partecipare ai lavori del G20 finanziario.

«L’economia globale sembra finalmente emergere dalla peggiore crisi economica delle nostre vite» ha detto il numero uno del Fondo a Berlino, sottolineando come il rischio di uno stallo nella ripresa sembri diminuito grazie al ritorno alla crescita di diversi paesi industrializzati, come Francia e Germania, e all’espansione «ancora più forte» delle economie emergenti. La ripresa, ha avvertito Strauss-Kahn, sarà ad ogni modo, «relativamente lenta», con la disoccupazione che continuerà a salire anche l’anno prossimo. «Una crescita della disoccupazione resta un rischio - ha detto il direttore generale del Fmi - Avere tante persone senza lavoro ha dei costi economici notevoli, che vanno dalla minore domanda privata a una flessione della crescita potenziale, nel caso salga la disoccupazione strutturale, e le possibili conseguenze sociali sono ancora più preoccupanti».

Strauss-Kahn ha quindi esortato i governi ad attuare le riforme normative necessarie, evitando di tirare il freno sulla scia del miglioramento dei mercati finanziari. «Gli sforzi riformatori non stanno procedendo con la velocità necessaria per affrontare i problemi sorti dalla crisi» ha detto. Strauss-Kahn ha poi avvertito che il sistema finanziario potrebbe continuare a manifestare criticità, anche maggiori di quelle attuali, se il risanamento del settore bancario non verrà complicato.

Vista la fragilità delle prospettive di ripresa, ha aggiunto l’ex ministro dell’Economia francese, sussiste poi il «concreto pericolo» che i paesi portino a termine prematuramente le politiche fiscali e monetarie straordinarie adottate per contrastare la recessione, sebbene «sia il momento giusto perchè i politici elaborino le loro strategie di uscita». Strategie di uscita, ha proseguito Strauss-Kahn, che devono essere coordinate a livello internazionale ancor più delle misure anticrisi. «Una maggiore chiarezza nella comunicazione delle intenzioni politiche al pubblico è essenziale per far crescere la fiducia» ha aggiunto il direttore generale del Fmi.
A

Asia, indomita dark lady In Max del 2000 scatti provocanti





Il 20 settembre compirà 34 anni, ma la sua natura provocatoria e indomita rimane la stessa di un decennio fa, quando Max le dedicò una copertina ecologista e trasgressiva, pubblicando un suo racconto inedito sull'inquinamento globale. Bella, conturbante, sensuale e irrequieta, Asia Argento, angelo dark del cinema italiano, anti-diva per eccellenza, si svela in questi scatti hot, bad girl, ieri come oggi.


Ha debuttato sul grande schermo a nove anni, e oggi, con oltre una trentina di film all'attivo, ha ancora un sogno nel cassetto: essere diretta dal grande Roman Polanski. Sensuale e trasgressiva, anticonformista e ribelle, Asia Argento appare negli scatti di Max, datato 2000, in tutta la sua erotica carnalità.

Foto in bianco e nero, che sembrano uscire da un passato più lontano di quanto non sia. Senza veli, i tatuaggi all'inguine e sul fondoschiena bene in evidenza, per meglio segnalare il suo percorso fuori dagli schemi, tacchi a spilli e sguardo provocante, Asia esibisce una sensualità poco codificabile.


Da piccola tutti la prendevano per un bambino, rivela nell'intervista. Ma è durata poco. La sua forte femminilità ha spazzato via ogni dubbio, sin dalle sue prime apparizioni.
Nata dall'unione tra il maestro del brivido Dario Argento e l'attrice fiorentina Daria Nicolodi, "Ah-shee-ah" (così si pronuncia in realtà il suo nome) avrebbe dovuto chiamarsi "Aria" ma l'ufficio anagrafe si rifiutò di registrarla e così fu optato per l'esotico "Asia".

La sua carriera è punteggiata da successi, esperienze diverse e incontri decisivi. Attrice, scrittrice, sceneggiatrice, fotografa, dj, nonché regista a tutto tondo (corti, lungometraggi, documentari e videoclip), la diva è entrata di diritto nell'élite del cinema mondiale.

La pestifera figlia d'arte ha vinto due David di Donatello, il primo con Carlo Verdone in "Perdiamoci di vista!", come miglior interprete femminile, il secondo nel 1996, in "Compagna di viaggio" di Michel Piccoli. Alle soglie del nuovo millennio, la bad girl diventa una peccaminosa Scarlet Diva, stella del cinema erotico.

A Max confessava però: "Non voglio più interpretare i ruoli di dark lady e raccontare invece la parte più fragile e profonda di me".
Quella che traspare dagli scatti sensuali, eppure pudici e "introversi" di questa Asia anno 200

ISTITUTO MONTALCINI A RISCHIO SFRATTO

ROMA, 3 SET - La Fondazione Ebri, creata dal Premio Nobel per la Medicina Rita Levi Montalcini e Accademica dei Lincei rischia lo 'sfratto' entro il 30 settembre e quindi l'interruzione di tutte le attività di ricerca sul cervello in corso. Secondo quanto si legge in una nota, l'ingiunzione di sfratto é stata comunicata il 22 luglio scorso dalla Fondazione Santa Lucia, proprietaria degli immobili, che chiede il rilascio dei locali entro il 30 settembre ed ha anche già proceduto a tagliare alcuni servizi ai laboratori.

Il Nobel Montalcini, Presidente della Ebri, ha presentato ricorso a fronte della comunicazione di disdetta del contratto di comodato d'uso in essere, relativamente alla sede legale e di ricerca della sua Fondazione. Il ricorso tende ad impedire lo 'sfratto' alla Fondazione Ebri ed a tutti i suoi ricercatori e a far ripristinare quei servizi essenziali già soppressi dal comodante.

L'ingiunzione ricevuta dall'Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello, l'EBRI, ''rischia di portare alla distruzione di tutto cio' che ho fatto, dei risultati scientifici ottenuti e del capitale umano eccezionale che lavora all'EBRI''. E' quanto dichiarato dal premio Nobel Rita Levi Montalcini. ''L'ultimo capitolo della mia vita si sta rivelando il piu' importante dal punto di vista scientifico - dichiara la Montalcini - con i formidabili risultati che l'impiego dell'NGF (Nerve Growth Factor - il fattore di crescita delle cellule nervose scoperto dalla Montalcini) sta dando nelle applicazioni cliniche e anche nelle altre linee di ricerca condotte dall'EBRI, che sono rivolte a comprendere ed approfondire i meccanismi che sono alla base del funzionamento del nostro cervello ed affrontare la grande sfida per prevenire e curare le malattie che lo colpiscono''.

La Fondazione EBRI, che opera nella ricerca di base ed applicata nel campo delle Neuroscienze ed impiega piu' di 40 giovani ricercatori alcuni dei quali richiamati dall'estero, rischia cosi' di essere distrutta, e' il timore della Montalcini che ha presentato ricorso contro l'ingiunzione di sfratto.

BENZINA: ANCORA RIBASSI; AGIP SOTTO 1,3 EURO, OGGI MR PREZZI

ROMA - Ancora ribassi per i carburanti, proprio nel giorno in cui le compagnie petrolifere vengono ricevute da Mr Prezzi. A limare i listini, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, è soprattutto l'Agip, che con una variazione di 1,1 centesimi porta la verde sotto la soglia di 1,3 euro, a 1,299, e il gasolio a 1,126. Anche Q8 e Shell tagliano, entrambe di mezzo centesimo, sia la benzina che il diesel: i prezzi consigliati da Q8 sono ora rispettivamente 1,304 e 1,134; mentre Shell indica 1,309 e 1,139. La diminuzione si deve al forte rallentamento della benzina sui mercati internazionali, dove ieri la benzina ha ceduto in un colpo solo 28,75 dollari la tonnellata e il diesel 31 dollari la tonnellata: per lunedì, conclude la Staffetta, prevalgono ancora i segnali di ribasso. Oggi, intanto, al ministero dello Sviluppo economico, il Garante per la sorveglianza sui prezzi, Roberto Sambuco, riceve le compagnie per fare il punto sull'andamento dei carburanti nelle ultime settimane.

UOMO MORTO A MILANO, LA VICINA IN GRAVI CONDIZIONI

MILANO - Un uomo, un marocchino di 46 anni, è stato trovato morto con una ferita all'addome sul pianerottolo della propria abitazione in via Filippo Abbiati a Milano, mentre una sua vicina di casa, caduta da una finestra, ed è in gravi condizioni.

Secondo quanto riferito dagli agenti della Questura, l'allarme è scattato quando qualcuno ha chiamato il 113 dicendo che una donna, pare anche questa nordafricana, voleva suicidarsi buttandosi da una finestra dell'edificio. Quando gli agenti sono intervenuti la donna si era ormai gettata dal terzo piano.

Soccorsa, è stata portata all'ospedale Niguarda di Milano dove è ricoverata in gravi condizioni. E' stato quando i poliziotti hanno ispezionato lo stabile che, su uno dei pianerottoli, hanno trovato l'uomo, ucciso con una o più coltellate all'addome. Gli investigatori stanno ancora cercando di capire quale fosse il legame tra la vittima e la donna che ha cercato di togliersi la vita.

BOSSI E CALDEROLI DA BAGNASCO, LA LEGA RICUCE CON LA CEI

MILANO- "E' stato un incontro molto positivo": così ha risposto il ministro Roberto Calderoli interpellato dall'ANSA sull'esito dell'incontro che lui e il leader della Lega Umberto Bossi hanno avuto ieri sera a Roma con il cardinale Bagnasco. Positivo in che senso? "Positivo nel senso che mi ha dato soddisfazione come cattolico e come politico". Di che cosa avete parlato? "Di temi di attualità - è la risposta secca del ministro - in particolare dell' immigrazione, del progetto di Bossi sulla detax per aiutare gli immigrati nei Paesi di origine e dei temi di bioetica".

Una "risposta alle polemiche (strumentali, montate ad arte) di questi mesi". Una "prova degli eccellenti rapporti" tra Lega Nord e Chiesa cattolica. Così il quotidiano del Carroccio, 'La Padania', definisce nel suo editoriale l'incontro avvenuto ieri tra il leader Umberto Bossi, accompagnato dal ministro Roberto Calderoli, e il presidente della Cei Angelo Bagnasco.

L'articolo, a firma di Carlo Passera, riferisce che si è parlato di temi 'sensibili' per le gerarchie ecclesiastiche come la pillola abortiva RU486 e il testamento biologico, ma non del caso Boffo. Inoltre si evidenzia che il "vertice", dagli esiti "molto positivi", ha "partorito fatti concreti". E cioé, i leghisti hanno illustrato e raccolto la "totale convergenza" della Chiesa sul "vecchio progetto" della cosiddetta "detax", una tassa etica sulle transazioni internazionali, "da destinare ai poveri, alle popolazioni che fanno la fame. Così evitiamo che partano coi barconi della morte".

L'idea, riferisce 'La Padania', sarà illustrata il 24 settembre dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti (insieme all'ex premier inglese Tony Blair e Bob Zoellick, presidente della Banca mondiale) al presidente americano Barack Obama. L'incontro di ieri sera, insomma, per il quotidiano leghista spiazzerà quanti, "magari dal loro alto scranno in Parlamento, si erano un po' avventurosamente proposti come intermediari tra lo Stato (laico) italiano e il Vaticano"

INFLUENZA A: I MEDICI, UOMO MORTO AVEVA ALTRE PATOLOGIE

di Mario Zaccaria

NAPOLI - A mezzanotte in punto si e' fermato il cuore di D.G., l'uomo di 51 anni, colpito dal virus dell'influenza A H1N1, che da alcuni giorni era ricoverato in gravissime condizioni nell'ospedale per la cura delle malattie infettive 'Cotugno' di Napoli. E' la prima vittima in Italia dell'influenza che sta provocando la morte di centinaia di persone in ogni parte del mondo, anche se, in questo primo caso italiano, il virus e' soltanto in parte responsabile del decesso che e' stato determinato, soprattutto, dalle gravi patologie che gia' da diverso tempo affliggevano il paziente. L'uomo, un soggetto oligofrenico, soffriva infatti da tempo di miocardiopatia dilatativa e di una forma molto grave di diabete. Il quadro clinico, di recente, si era ulteriormente complicato a causa di una insufficienza renale e di una sepsi da stafilococco aureo.

"A causare la morte del paziente di Napoli poteva essere qualsiasi cosa. L'influenza A in questo caso è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma qualsiasi altra infezione avrebbe portato allo stessa tragica conclusione". Così il segretario nazionale delle Federazione del medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, commenta il decesso del 51enne. Melillo ricorda che il paziente era affetto da gravi patologie tra cui una forma molto grave di diabete e cardiopatia. "Questo dimostra - continua - che il virus non è letale o dannoso per le persone sane". E conclude con un invito alla calma: "Bisogna stare tranquilli perché l'epidemia è monitorata in maniera efficiente dall'unità di crisi. Se ci saranno altri casi saranno rari ed occasionali".

Le condizioni di D.G. hanno subito un ulteriore, brusco peggioramento verso le ore 23 della scorsa serata. Il personale medico e paramedico in servizio nel reparto di rianimazione del Cotugno e' immediatamente intervenuto, praticando tutte le iniziative previste dai protocolli terapeutici. In breve tempo i medici hanno pero' constatato una crescente bradicardia, cioe' un progressivo rallentamento del battito del cuore, finche' non e' subentrata la fibrillazione e, infine, l'arresto. I medici del Cotugno hanno proseguito con le manovre di rianimazione per altri 45 minuti, fin quando non si e' dovuta constatare la morte del paziente.

Le condizioni dell'uomo - che abitava con l'anziana madre nel quartiere Secondigliano - si erano rivelate molto critiche sin dal momento del suo ricovero nell'ospedale per la cura delle malattie infettive di Napoli. I medici, in realta', non avevano mai nutrito troppe speranze che riuscisse a sopravvivere. Sin dal momento del suo arrivo in ospedale, martedi' scorso, D.G. era stato sottoposto a respirazione assistita ed al monitoraggio dal punto di vista emodinamico e respiratorio, con elettrocardiogramma, controllo della pressione arteriosa e dei livelli di gas nel sangue. D.G. e' stato sin dal primo momento sottoposto anche ad emofiltrazione renale. L'uomo era stato ricoverato inizialmente nell'ospedale Cardarelli, dove gli erano state diagnosticate gravi insufficienze cardiorespiratoria e renale e per questo era stato intubato.

Successivamente era stato trasferito nell'ospedale Cto e, dopo gli esami, gli era stato diagnosticato il virus N1H1 dell'influenza A. A quel punto era stato portato al Cotugno. D.G. non e' mai stato all'estero e, a causa delle tante patologie da cui e' affetto, era stato ricoverato in passato in vari ospedali e case di cura di Napoli. I medici del Cotugno hanno pero' escluso che possa aver contratto il virus N1H1 proprio durante uno di questi ricoveri.

INFLUENZA A: PRIMO MORTO IN ITALIA , UN ALTRO GRAVE
MA PER ESPERTI VIRUS MENO LETALE DI INFLUENZA STAGIONALE

ROMA - Fino alla morte questa notte del paziente di Secondigliano, che gia' aveva altre gravi patologie, sono stati tutti lievi i casi di influenza A segnalati in Italia. Secondo tutti gli studi effettuati finora, l'influenza A ha la caratteristica di avere una forte capacita' di contagio ma una bassa letalita'. Infatti il tasso di mortalita' finora riscontrato, sempre dovuto a complicazioni, e' di circa un quinto rispetto a quella stagionale il cui tasso di mortalita' e' del 2 per mille e tanto che quest'anno ha fatto 6 mila morti.

L'unico altro caso grave registrato finora in Italia e' quello di F.F., un giovane di 24 di Parma ricoverato nei giorni scorsi all'ospedale San Gerardo di Monza specializzato nelle complicazioni respiratorie. Le sue condizioni restano molto gravi, ma da ieri sembra aver superato l'influenza H1N1, perche' e' risultato negativo ad un primo esame. F.F. il 16 agosto era tornato a Parma dopo una vacanza a Riccione. Due giorni dopo si e' presentato al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore con sintomi influenzali e febbre a 38. I medici, dopo una visita radiologica, non avevano riscontrato particolari problemi rimandandolo a casa e prescrivendo una terapia a base di antipiretici. Dopo pochi giorni, F.F., era tornato in ospedale con forti mal di testa e febbre ancora alta. I sanitari, a quel punto, avevano deciso di ricoverarlo sospettando una meningite ma il 24 la situazione si e' ulteriormente aggravata portando il personale sanitario a sospettare la presenza del virus A/H1N1. Per l'aggravamento delle sue condizioni respiratorie era stato poi trasferito all'ospedale di Monza, specializzato in questo tipo di complicazioni. Un italiano era gia' morto per le conseguenze del contagio dell'influenza A il 27 luglio, ma si trattava di un uomo che si era trasferito da una quindicina d'anni in Argentina e il decesso e' avvenuto a Buenos Aires.

La conferma del primo caso di influenza A in Italia risale al 2 maggio quando dalla Asl di Massa Carrara giungevano gia' notizie sulla guarigione del paziente. Nel complesso i casi accertati in Italia sono stati finora circa 2.000. Il primo caso certificato riguardava un cinquantenne pensionato rientrato da un viaggio in Messico insieme con la moglie. I sintomi sono stati lievissimi, appena 37 e 2 di febbre, quella che a casa si chiama alterazione, poi, subito la guarigione. Basta aspettare un giorno e il 3 maggio arriva il secondo caso di influenza A in Italia: un romano di 25 anni tornato dal Messico, curato con antivirali all'Istituto Spallanzani di Roma, e' guarito. Il 4 maggio ci sono altri due casi a Roma di persone rientrate da un viaggio in Messico. I casi fino alla meta' di maggio crescono lentamente con la segnalazione del primo caso di contagio secondario, cioe' di trasmissione interna al nostro Paese. Al 25 maggio il ministero del Welfare conferma 20 casi di influenza A.

Sono iniziati poi i contagi di persone provenienti dagli Usa. Dai 40 casi dell'inizio di giugno, si e' passati poi ai 123 del primo luglio, fino al gruppo di 50 ragazzi italiani rimasti bloccati per qualche giorno in un college di York, in Inghilterra, per aver contratto il virus dell'influenza A, alcuni sottoposti a terapia altri a profilassi. Il ministero del Welfare ha annunciato per la meta' di novembre l'avvio della campagna di vaccinazione. All'inizio saranno vaccinati i soggetti a rischio perche' affetti da patologie croniche gravi; il personale sanitario che deve garantire le prestazioni assistenziali; il personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia,protezione civile); il personale che garantisce la continuita' dei servizi cosiddetti essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti). Poi, da gennaio, il vaccino sara' offerto alla popolazione dai 2 ai 27 anni, fascia d'eta' che, dai dati sull'andamento mondiale della malattia da aprile ad oggi, risulta essere la piu' colpita dall'infezione che, in tali soggetti, si trasmette piu' facilmente.

Belen e Corona: dieci condizioni per salvare l’amore

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La soubrette detta le regole affinché la relazione non finisca.
Negli ultimi tempi, Belen Rodriguez sembra stanca. Non del lavoro, non delle vacanze, ma del compagno Fabrizio Corona, che, secondo le ultime notizie, la starebbe mandando su tutte le furie. Il motivo è presto detto: Fabrizio, pur innamorato della fidanzata, non ha il senso del limite, e troppe volte assume atteggiamenti fastidiosi anche per la stessa Belen.
Dunque, a detta del beninformato magazine ‘Novella 2000’, la showgirl avrebbe stilato, per il suo capriccioso stallone, un decalogo da rispettare, al fine di mantenere in piedi la relazione. Se Fabrizio non rispetterà le condizioni, Belen prenderà gli adeguati provvedimenti.
La prima regola imposta dalla Rodriguez a Fabrizio riguarda il divieto di rilasciare interviste, perché, stando a quanto si può capire, la pubblicità non manca a nessuno dei due. In secondo luogo, la bella Belen non vuole che il fidanzato guidi più senza patente, visto e considerato che, oltre che contro la legge, con questo comportamento Fabrizio va anche contro… il suo portafogli! Belen è contraria anche ai gestacci che hanno reso famoso Corona, quindi ha imposto al fidanzato di evitarli tassativamente.
Altre due cose da evitare sono le discoteche, dove Corona viene spesso invitato ma ha la cattiva abitudine di arrivare in ritardo e di litigare con i proprietari e il pubblico presente (tornando a casa talvolta senza il compenso pattuito), e poi le risse, come quelle che hanno visto il giovane protagonista in varie località italiane.
Possibilmente, Belen desidera che Corona faccia pace con Simona Ventura, dopo lo scontro che i due hanno avuto qualche settimana fa in Sardegna. Una regola che vale per ambedue i fidanzati, è poi quella di smettere di fumare: visto che entrambi sono amanti della sigaretta, Belen avrà pensato che provarci in due sarebbe più facile…
L’ottava regola rivela un lato molto dolce della soubrette, che consiglia al compagno di passare più tempo con Carlos Maria, il bimbo avuto dall’ex moglie Nina Moric, e al quale la Rodriguez, stando ad alcune voci, sarebbe molto affezionata. La nona regola riguarda i problemi con la giustizia da parte di Fabrizio: Belen vorrebbe infatti che il compagno assumesse un comportamento più rispettoso davanti ai giudici.
Infine, decima e ultima condizione è quella di cancellare il tatuaggio con su scritto ‘Nina perdonami’, dedicato ovviamente all’ex consorte del fotografo, che tuttavia Corona sembra proprio non voler togliere dalla pelle (e forse, azzardiamo noi, anche dal suo cuore).
Chissà se Fabrizio riuscirà a rispettare il decalogo e a portare in salvo l'amore con Belen? Solo il tempo saprà dircelo..

Google inimitabile brevetto sul sito

Per la prima volta il design di un'homepage viene vincolato a copyright. Il colosso dei motori di ricerca afferma così un primato e crea un precedente
dal nostro inviato ANGELO AQUARO


Il documento ufficiale del brevetto con la riproduzione dell'homepage di Google
NEW YORK - Google è riuscita nell'ultima storica impresa: mettere il copyright sulla sua homepage. E' la prima volta che il design di un sito viene riconosciuto come parte integrante del suo successo al punto da doverlo proteggere come un'invenzione e la vittoria del colosso di Mountain View, California, diventerà sicuramente un precedente: prevedibile la rincorsa al brevetto per altre homepage belle, famose e soprattutto semplici, come quella del rivale Yahoo!, per esempio, o dell'ultimo e agguerritissimo arrivato, quel Bing di Microsoft che sta guadagnando sempre più spazi di mercato (anche perché scaricato di default quando installi Explorer).

Ci sono voluti 5 anni e mezzo perché l'Us Patent e Trademark Office, cioè l'ufficio brevetti di Washington, prendesse la tormentata decisione: davvero quel disegnino semplice semplice meritava il brevetto? L'homepage di Google - con quella scritta multicolore in campo bianco e sotto lo spazio per le ricerche: "Cerca con Google" o "Mi sento fortunato" - è diventata per il mondo del computer quello che una volta era il vecchio monoscopio per la tv: una finestra su un universo tutto da scoprire.

Larry Page & Sergey Brin, i due inventori del gigante che adesso sfida Microsoft, erano così ossessionati dalla necessità di chiarezza dell'homepage da aver dato ordine di non superare le 24 parole in tutto, come scrive Richard L. Brandt, esperto di tecnologia per Business Week nel suo fortunato "Inside Larry & Sergey Brain".

L'ufficio brevetti aveva naturalmente già protetto con una "patente" il software di Google, quello che utilizza il complicatissimo algoritmo che permette di pescare subito ciò che ti serve nel mare magnum della ricerca web. Ma con la decisione del 2006 (che pure non era arrivata prestissimo: la domanda era stata fatta nel 2004) Washington si era riservata di decidere sulla possibilità o meno di proteggere anche il design.

Ora che la "patente" è finalmente arrivata (come rivela il New York Post) si apre la questione del suo utilizzo.

Come si difenderà Google? Quali saranno le mosse dei concorrenti? E fin dove possono spingersi i limiti della proprietà intellettuale nel mare aperto di Internet?

La storia dell'homepage di Google è parallela a quella del suo fortunatissimo logo. Il primo schizzo fu buttato già da Sergey Brin in persona al suo computer con un programmino grafico semplice semplice.

Per la cronaca, accanto alla parola "Google" c'era anche il punto esclamativo come usa Yahoo! Quel marchietto a colori partorito nel 1998 viene raffinato dal grafico Ruth Kedar che utilizza dei caratteri Catull (un marchio tedesco) e gli dà quell'effetto grafico che rimanda quasi inconsciamente ai cinque cerchi olimpici e che diventerà la sua fortuna.

Ma un'altra caratteristica dell'homepage di Google è il fatto di aver dato vita al primo sito "mutante" della storia. In occasione di particolari eventi (dalle Olimpiadi appunto giù giù fino a Halloween) il marchio viene modificato grazie a quelli che in gergo vengono chiamati "Google Doodle". C'è anche una specie di concorso web a cui tutti gli utenti possono partecipare disegnando il proprio Doodle. Ma occhio: il brevetto, naturalmente, qui non è garantito..

Afghanistan, almeno 90 morti dopo un raid aereo della Nato

KABUL - Decine di persone, addirittura novanta secondo il governatore provinciale Mohammad Omar, potrebbero aver perso la vita nel nord dell'Afghanistan a causa di una gigantesca esplosione provocata da un raid aereo dell'Isaf, la Forza internazionale di assistenza per la sicurezza guidata dalla Nato. Stando a testimoni oculari, la notte scorsa velivoli alleati hanno bombardato alcune auto-cisterne che erano state sequestrate da un commando di Talebani lungo la strada che, nel distretto rurale di Ali Abad, conduce al villaggio di Angorbagh, nella provincia settentrionale di Kunduz.

Almeno uno dei veicoli è però piombato nelle acque di un fiume: tutto intorno si sono allora ammassati non solo guerriglieri che cercavano di recuperarlo, ma anche semplici civili intenti a impadronirsi del carburante che fuoriusciva dai serbatoi. Il camion sarebbe stato centrato da una bomba, saltando in aria e facendo strage di chi si trovava nei pressi. Secondo il capo della polizia distrettuale, Baryalai Basharyar Parwani, vi sarebbero stati come minimo sessanta tra morti e feriti. Fonti del Comando atlantico a Kabul si sono limitate a confermare l'avvenuta "incursione", attribuendola alle forze occidentali.

Gasparri: "Bocciano il Lodo Alfano? Gli avvocati troveranno un cavillo"

Il presidente dei senatori del Pdl dice di non temere la sentenza della Consulta
neanche se dovesse dichiarare illegittimo lo scudo che protegge le più alte cariche istituzionali


FRASCATI - "Non so cosa farà la Consulta ma in qualche modo troveremo la soluzione. Avendo un consenso forte supereremo un eventuale vizio negativo. Troveremo un avvocato, un Ghedini o un Ghedoni, che troverà un cavillo".

Così il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, nel corso della Summer School del partito a Frascati, risponde a una domanda sull'ipotetica bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta. Il sei ottobre, infatti, la Corte comincerà a discutere la costituzionalità della legge.

Lodo Alfano. E' lo scudo che protegge le più alte cariche istituzionali prevedendo che "i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di presidente della Repubblica, di presidente del Senato della Repubblica, di presidente della Camera dei deputati e di presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione".

La Consulta. Attualmente sono tre i procedimenti a carico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sospesi in attesa che la Consulta decida sulla costituzionalità dello scudo: il processo Mills, quello sui diritti televisivi Mediaset e la vicenda della presunta compravendita di alcuni senatori la scorsa legislatura. In tutte e tre le cause sono state sollevate eccezioni di costituzionalità e quindi la decisione è stata sospesa in attesa che la Corte Costituzionale si esprimi.

Campania, finanziamenti a pioggia 10milioni per Pro Loco e associazioni

di PAOLO MAINIERO
NAPOLI (3 settembre) - ]La delibera è del 18 agosto. È un giorno afoso. La giunta si riunisce per la classica seduta di Ferragosto e dal mazzo spunta una variazione al bilancio. In sostanza, l’esecutivo istituisce nuovi capitoli di spesa attraverso i quali distribuisce finanziamenti per circa 11 milioni. La delibera è sul Burc del 31 agosto.
L’opposizione schiuma rabbia. «Siamo davanti ai soliti interventi a pioggia per accontentare taluni consiglieri e quindi garantirsi la maggioranza», tuona Salvatore Ronghi (Mpa) vicepresidente del consiglio regionale.
La storia parte da lontano. Lo scorso dicembre, ricorda Ronghi, in occasione di un’altra variazione di bilancio fu presentato in Consiglio un maxiemendamento che prevedeva finanziamenti a destra e a manca. La manovrina fu sventata anche grazie all’intervento dell’assessore al Bilancio Mariano D’Antonio che non esitò a definire «una schifezza» l’operazione.
«E stupisce - sostiene Ronghi oggi - che la delibera di agosto porti proprio la firma dell’assessore. Con un gioco di prestigio la giunta ha fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. Ma forse D’Antonio predica bene e razzola male». L’assessore, da parte sua, non tarda a replicare. «La delibera - spiega il professore - non fa altro che tradurre in termini di bilancio gestionale una legge regionale di variazione approvata il 5 agosto in Consiglio. Ronghi evidentemente era distratto quando fu votata. Comunque quei finanziamenti sono pochissima cosa rispetto al contenuto della legge. Con quella variazione il Consiglio ha autorizzato la giunta ad aumentare il fondo di liquidità, a risolvere con uno stanziamento di 30 milioni il caso dei depuratori, ad affrontare con un intervento di 70 milioni i debiti dei piccoli comuni con la Cassa depositi e prestiti».
I finanziamenti denunciati da Ronghi sfiorano gli 11 milioni. C’è di tutto un po’ e molto di bizzarro. I beneficiari della pioggia di Ferragosto sono associazioni, parrocchie, Comuni, fondazioni. La Pro Loco di Afragola ha ottenuto 20mila euro per la realizzazione di imprecisate manifestazioni culturali. Lo stesso importo finisce nelle casse dell’associazione culturale «Cimarosa» di Giugliano. Idem per l’associazione «La Goccia» di Casavatore. Deve essere più importante l’associazione «Miracoli Futura» di Napoli che porta a casa 30mila euro. E che dire della «Duemmevideo-free movie» di Ischia che potrà beneficiare di 50mila euro per la produzione di video relativi ad eventi sull’isola? Ma la palma d’oro spetta sicuramente alla «Play Mont», l’associazione di Montoro Superiore che ottiene ben 200mila euro per il Festival internazionale multimediale.
Ricco l’elenco di chiese e parrocchie che usufruiranno dei fondi regionali. Per non far dispiacere nessuno la giunta ha stanziato la stessa cifra (50mila euro) per tutti, dalla parrocchia San Martino di Pozzuoli a quella del Sacro Cuore di Cardito alla chiesa di San Gregorio Magno di Crispano.
Le fondazioni si fanno valere con i 150mila euro alla «Mida» di Pertosa e i 50mila alla Cerps di Nocera Inferiore che con questi soldi dovrà istituire borse di studio in ricordo di Sergio Piro, lo psichiatra recentemente scomparso.
E vogliamo parlare dei Comuni? Intanto sono stati stanziati 200mila euro alla «Isve» per uno studio di marketing per i comuni dell’area a Nord di Napoli. Poi, a vario titolo, la delibera premia Galluccio (un milione); Casandrino, Frattamaggiore, Crispano (500mila); Recale (100mila); Carinola (due milioni); Vico Equense (50mila); Volla (50mila); Calvizzano (50mila); Gioia Sannitica (150mila); Casamicciola (250mila).

Napoli, rivolta nel carcere minorile Pestati a bastonate due agenti

di GIUSEPPE CRIMALDI
NAPOLI (3 settembre) - Due agenti di polizia penitenziaria in ospedale e un sospetto inquietante: il progetto di una evasione dal carcere minorile di Nisida. Uno più uno fa sempre due: e, questa volta, il risultato fa riflettere e induce a ripensare, forse, gli stessi sviluppi della politica giudiziaria rispetto a una questione delicatissima, quella dei minori reclusi.
È accaduto a Nisida, nel centro di rieducazione minorile considerato a livello nazionale un vero e proprio modello per le opportunità che offre ai detenuti reclusi: una popolazione che ha meno di 18 anni, ragazzini già alle prese con la giustizia italiama. Tanti italiani, moltissimi stranieri. Eppure qui, in questo centro considerato un modello a livello nazionale, qui dove negli ultimi cinque anni non hanno fatto mancare la loro presenza i vari ministri della Giustizia, con al seguito al completo gli apparati del dicastero che si occupano di giustizia minorile, è qui che due giorni fa si è verificato ciò che appariva probabile apparisse in una delle tante carceri italiane che già esplodono per sovraffollamento. Una rivolta. Una ribellione che avrebbe potuto determinare conseguenze anche gravissime.

Ricapitoliamo. Sono le sette di sera di lunedì. Il carcere minorile di Nisida - un centro nel quale i ragazzi vengono sottoposti a un serio e coinvolgente programma di riabilitazione e di reinserimento sociale - F.N., 17enne napoletano figlio di un esponente della criminalità organizzata che è radicatissima a Ponticelli, e un compagno di cella coetaneo, un romeno, mettono a segno il loro piano assurdo. Cercano vendetta, e i loro obiettivi sono i due agenti di polizia penitenziaria la cui unica «colpa» resta quella di fare il proprio dovere.

Non è ancora chiaro dove e come i due ragazzini si siano procurati i bastoni, ma quel che è certo è che dalle loro celle escono improvvisamente alcune mazze di legno.

I due giovani reclusi iniziano a picchiare selvaggiamente gli agenti che a loro modo di vedere applicavano alla lettera il regolamento. Botte da orbi. Uno dei due secondini finisce a terra con il cranio spaccato. F.N. e il complice, intanto, scappano verso le cucine del penitenziario. Tentando di impossessarsi di alcuni coltelli a lama lunga.

A Nisida si scatena icmprovvisamente il caos. I due agenti feriti vengono soccorsi al San Paolo, per il primo la prognosi è di 35 giorni, ha un trauma cranico e deve essere sottoposto a tac per sospette lesioni interne. Il secono se la cava con una prognosi di 10 giorni. Intanto arrivano i rinforzi.

Dopo un drammatico corpo a corpo ingaggiato dalla penitenziaria, F.N. e il complice romeno vengono immobilizzati. Se il loro piano fosse andato a termine, conferma il segretario regionale del Sappe, Emilio Fattorello, sarebbe stato un disastro. I due cercavano di favorire non solo la loro evasione, ma anche quella di altri ragazzi reclusi.

Orizzonti di Gloria





- «Gloria», la nave-scuola della Marina militare della Colombia, salpa dal porto di Sydney diretta a Tahiti. A bordo ci sono 176 cadetti (Torsten Blackwood/Afp)

Mobilità al gruppo Fiat, i sindacati attaccano: "Istituzioni assenti"

Dopo gli Enti Centrali
in arrivo altre 130 lettere
RAPHAËL ZANOTTI
TORINO
Cresce il numero dei lavoratori interessati dalla mobilità nel Gruppo Fiat. Dopo l’annuncio dei 320 dipendenti degli Enti Centrali della Fiat di Mirafiori per cui l’azienda aprirà la procedura (la lettera è stata consegnata ieri ai sindacati), altri 130 lavoratori andranno incontro alla stessa sorte. Novanta sono impiegati agli Enti Centrali della Powertrain e 40 agli Acquisti. Secondo i sindacati si tratta di lavoratori che hanno maturato i requisiti per andare in pensione e saranno messi in mobilità solo quelli che sceglieranno questa soluzione su base volontaria.
La trattativa, però, deve ancora partire. Un incontro è previsto all’Unione Industriale di Torino per la prossima settimana.

«Saremo disponibili alla flessibilità solo a due condizioni - dichiara Claudio Chiarle, segretario generale della Fim Cisl -. La prima è che nello stabilimento di Mirafiori si produca un nuovo modello. Il secondo obiettivo che ci poniamo è il raggiungimento del livello “Silver” nel sistema Wcm che prevede l’erogazione di ulteriori 200 euro sul premio di risultato».

La Fiom Cgil punta ad avere contropartite sulla cassintegrazione che in questi mesi ha coinvolto anche gli stessi uffici oggi sottoposti alla procedura della mobilità (la cassa integrazione ordinaria è giunta ormai sull’orlo dell’esaurimento, restano 13 settimane per terminare le 52 disponibili nell’arco di due anni). «La prossima settimana avvieremo la trattativa - spiega Vittorio De Martino, responsabile per la Fiat della Fiom -. Ciò che chiediamo comunque fin da subito è l’impegno a non riaprire la cassa integrazione a zero ore come è stato fatto in questi mesi». La soluzione che propone il sindacato è quella della chiusura degli uffici un giorno alla settimana per tutti, come ottenuto in un recente accordo alla Iveco. L’obiettivo è quello di spalmare i sacrifici dei lavoratori su tutti. La preoccupazione della Fiom riguarda in particolare i circa 500 dipendenti degli Enti Centrali di Mirafiori che hanno subito gli ultimi due cicli di cassintegrazione e che potrebbero un domani diventare gli stessi su cui si abbatterà la mobilità.

«Quello che però ci preoccupa maggiormente è che tutto questo sta avvenendo nel disinteresse all’apparenza generale - spiega ancora De Martino -. Solo qualche settimana fa l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha rilasciato un’intervista in cui parlava della vicinanza strategica e geografica di Bertone, di una Torino città centrale per il mondo dell’automotive. Mi domando, con una Pininfarina in avanzato stato di studio dell’auto elettrica ma in forti difficoltà economiche, cosa stanno facendo gli enti locali? Mi pare che su temi centrali come questi siano completamente assenti e non battano colpo, nemmeno di fronte agli annunci della mobilità o al futuro, immaginato ma mai sufficientemente delineato, di cui parla Marchionne»

"Pochi medici, dateci più studenti"

In molte specialità è gia
quasi emergenza. Allarme dell'Università: «Servono
almeno altri cento iscritti»
ANDREA ROSSI
TORINO
Ci sono quasi 2500 giovani che oggi si addentreranno in una sorta di lotteria. Si contenderanno i 419 posti banditi dai due corsi di laurea in Medicina e chirurgia di Torino e Orbassano. Ogni cento candidati 85 dovranno abbandonare il sogno di una vita: fare il medico. Una selezione spietata, che ha tutta l’aria di un paradosso dagli effetti perversi: lasciare a casa migliaia di persone in una regione che tra cinque o sei anni potrebbe aver bisogno di medici. Al punto che i presidi delle due facoltà torinesi, Giorgio Palestro e Pier Maria Furlan, chiederanno al ministero di poter aumentare i posti disponibili. Il perché è presto detto: nel 2015 il Piemonte dovrà fronteggiare una carenza di camici bianchi in molte specialità.

Quest’anno le Molinette offrono 312 posti, Orbassano 107 e Novara 75. Non basta. «Torino e Orbassano hanno bisogno di cento posti in più: credo che arrivare a quota 500 potrebbe essere l’ideale», spiega il preside di Medicina a Torino Giorgio Palestro. E il suo collega Furlan annuncia: «L’anno prossimo sono intenzionato a chiedere un aumento del 15-20 per cento». La facoltà di Medicina, insieme con l’Ares, l’Ordine dei medici e alcune aziende ospedaliere, ha realizzato uno studio sul fabbisogno in Piemonte entro il 2015. La fotografia racconta che siamo su un crinale: tra qualche anno, se non si interverrà, dovremo fronteggiare carenze in diverse specialità.

«Entro il 2015, salvo prepensionamenti e dimissioni, i nati tra il 1950 e il 1955 andranno in pensione. E ci sono elevate possibilità che alcune scuole di specializzazione preparino troppi pochi medici rispetto al necessario», spiega Palestro. Alle Molinette, ad esempio, l’età media dei dottori supera i 55 anni. «L’esodo sarà massiccio - prevede il direttore generale Giuseppe Galanzino -. Il guaio è che è tardi per colmare le lacune». «Alla fine degli Anni Settanta c’è stato un boom professionale che sta per esaurirsi creando un forte gap tra chi entra e chi esce», aggiunge il presidente dell’Ordine dei medici Amedeo Bianco.

Gli ambiti più a rischio in tutta la regione sono quattro. Le discipline chirurgiche: Chirurgia, Ginecologia, Ortopedia, Urologia. Le discipline mediche: Pediatria, Medicina interna, Medicina generale Psichiatria, Nefrologia, Malattie dell’apparato respiratorio. I servizi: Igiene e medicina preventiva, Patologia clinica, Anestesia. Infine le specializzazioni in fase di sviluppo, là dove le tecniche sono sempre più complesse e le prestazioni richieste sempre maggiori: si va da Medicina e chirurgia d’urgenza a Ortopedia e traumatologia, da Radiodiagnostica a Neuroradiologia.

Il bilancio è disarmante: le carenze di ogni specialità, sommate tra loro, producono un numero superiore a quello dei laureati. Insomma, siamo in pieno deficit. Il primo collo di bottiglia riguarda il numero degli iscritti. «In Piemonte abbiamo 10 iscritti a Medicina ogni 100 mila abitanti, contro una media nazionale di 14 e punte di 17 in Toscana, Lazio, Sardegna e addirittura 19 in Emilia Romagna», spiega Palestro. Non è finita: ogni dieci studenti che passano il test e s’iscrivono uno non si laurea. Il tasso di dispersione penalizza le scuole di specializzazione, tanto è vero che gli specializzandi ogni 100 mila abitanti sono il trenta per cento in meno rispetto alla media nazionale e addirittura la metà rispetto a Emilia Romagna, Lazio, Lombardia e Sardegna.

Basterà aumentare i posti per risolvere il problema? Sembra di no. «Bisognerà pensare a una diversa organizzazione del lavoro», prevede Galanzino, «sul modello anglosassone». E Bianco: «Dovrà essere un processo ragionato. Si dovrà tener conto dell’organizzazione futura dei servizi, della riduzione dei posti letto, delle nuove metodologie di cura, sempre più improntate all’assistenza domiciliare».
Sullo sfondo resta un numero che fa un po’ impressione: 50 mila. Sono i medici che potrebbero mancare all’Italia nel 2040. Pier Maria Furlan lancia un avvertimento: «Se non si interviene rischiamo la fine della Gran Bretagna, che ha sbagliato previsioni, oggi è senza medici ed li deve importare dall’estero»

Megan Fox "Ho un problema mentale Ho paura di morire come Marilyn"






La giovane attrice confessa i suoi problemi a Wonderland
ROMA
Problemi di salute per Megan Fox: la protagonista di Transformers ha ammesso di avere “un problema mentale”, sembrerebbe schizofrenia, di cui “non si comprende l’origine” e teme seriamente per la sua vita. «Ho paura di morire come Marilyn Monroe», ha spiegato alla rivista britannica Wonderland.

L’attrice si è fatta fotografare mostrando il suo “lato oscuro”, vestita di nero. «Ho una specie di problema mentale e non capisco di cosa si tratta» ha affermato, esprimendo il timore di morire come fece Marilyn Monroe nel 1962.

«Ho letto tutti i libri scritti su Marilyn Monroe. Potrei finire come lei perché lotto costantemente con l’idea che soffro di attacchi di schizofrenia lieve», ha precisato la giovane attrice

Gb: processo ai dolcificanti

Secondo uno studio dell'università di Liverpool fanno ingrassare come lo zucchero



MILANO - I dolcificanti artificiali non solo non funzionerebbero, ma potrebbero addirittura fare aumentare di peso. A sostenerlo è una ricerca della Liverpool University (Gran Bretagna), presentata al meeting Research Food - a Dialogue, in Svizzera. «Il nostro corpo non è capace di distinguere tra il vero zucchero e i dolcificanti artificiali usati dalle industrie alimentari», ha detto Soraya Shirazi-Beechey, ricercatrice a capo dello studio. «I sensori dello stomaco che attivano l'assorbimento di glucosio rispondono anche ai dolcificanti. Il corpo, come risultato, processa più glucosio e più calorie».
AUMENTO DI PESO - Questo non porta a una riduzione di peso per la persona a dieta, ma potrebbe a lungo andare portare addirittura all'obesità. «Se qualcuno vuole dimagrire, non credo che i dolcificanti siano di qualche aiuto», ha detto Shirazi-Beeche. «Questo vale anche per le bibite dietetiche - dice Shirazi-Beechey - che si consumano nella convinzione di non assumere calorie in più. Il mio consiglio è dunque di mangiare sempre cibi naturali, ma di assumerne minori quantità».

Un uomo ucciso a Napoli

L'AGGUATO IN PIAZZA CROCELLE, NEL QUARTIERE SAN GIOVANNI A TEDUCCIO

La vittima, Franco Bottiglieri, 32 anni, è stato raggiunta da diversi colpi di pistola alle gambe

NAPOLI - Un uomo è stato ucciso a colpi di pistola in piazza Crocelle, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, alla periferia orientale di Napoli. La vittima, Franco Bottiglieri, un 32enne del posto, è stato raggiunta da diversi colpi di pistola. È stato soccorso dal personale del 118, ma è morto poco dopo l'arrivo all'ospedale «Loreto Mare» di Napoli. La vittima è stata colpita alle gambe e questo lascia pensare che chi ha sparato non volesse ucciderlo. Fatale, secondo una prima ricostruzione, però sarebbe stato un colpo che lo raggiunto all'arteria femorale.