:Scopri l'offerta adsl, voip

Offerto da giochieflash.it: giochi online
Codice HTML da incollare ADUC - Stop al canone Rai!

martedì 15 settembre 2009

Somalia, blitz di 4 elicotteri americani: ucciso un leader terrorista

Il kenyota Saleh Ali Nabhan era accusato
dell'attentato all'hotel Paradise di Mombasa




dal nostro corrispondente Anna Guaita
NEW YORK (14 settembre) - Poche ore dopo che il presidente Barack Obama aveva dato il suo ”via libera”, quattro elicotteri americani hanno attaccato in Somalia un convoglio di presunti terroristi. Le squadre speciali hanno concentrato il fuoco su una vettura corazzata, i cui occupanti sono stati uccisi. Uno degli elicotteri americani è sceso al suolo, e ha prelevato i corpi, e poco più tardi è stato confermato che il bersaglio a cui la missione mirava era stato colpito: le squadre speciali hanno ucciso uno dei terroristi più pericolosi e ricercati, il 28enne kenyota Saleh Ali Nabhan.

L’uomo era accusato di aver ideato l’attacco del novembre 2002 contro l’Hotel Paradise di Mombasa nel 2002, nel quale vennero uccise 15 persone, due delle quali bambini di dodici anni. In quello stesso giorno, il gruppo terrorista di cui Ali Nabhan era uno dei leader, al-Shabah, aveva tentato anche di abbattere un aereo charter di turisti israeliani, con due razzi terra-aria: i missili mancarono per un pelo l’aereo, che portava a bordo 160 persone.

Ali Nabah era sospettato anche di aver partecipato ai due attentati contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania, che nel 1998 costarono la vita a 223 persone e ne ferirono 4000.

La manovra in Somalia è avvenuta nel pomeriggio di lunedì. Ali Nabah era sotto sorveglianza da parte dei satelliti Usa da tempo. Si conoscevano i suoi percorsi e le sue abitudini. Responsabile di un campo di addestramento per aspiranti terroristi, il ventottenne kenyota si spostava sempre accompagnato da altri militanti, a bordo di una vettura blindata. Ieri, i quattro elicotteri Usa si sono levati in volo da una nave che incrociava lungo la costa, per dirigersi verso un villaggio nel distretto di Barawe, a circa 250 chilometri a sud di Mogadiscio. La missione è stata confermata da funzionari del governo somalo.

Gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali hanno spesso espresso il timore che la continua instabilità della Somalia possa trsformare il Paese in un rifugio di Al-Qaeda e altri gruppi simoatizzanti, come successe con l’Afghanistan durante il governo dei talebani, negli anni Novanta.

Nessun commento: