:Scopri l'offerta adsl, voip

Offerto da giochieflash.it: giochi online
Codice HTML da incollare ADUC - Stop al canone Rai!

martedì 15 settembre 2009

Boom di sequestri di cibi avariati nel 2008

MELAMINA E VINO «AL CLORO» I CASI PIÙ CLAMOROSI

Sesto rapporto sulla sicurezza alimentare: crescono del 142% i chili sequestrati dai Nas



ROMA - Tonnellate di cibo avariato, dai formaggi agli insaccati, pesce scaduto o in cattivo stato di conservazione. Sono migliaia le frodi scoperte dalle forze dell'ordine nel 2008, con un aumento dei chili di prodotti sequestrati pari al 142% da parte dei Nas e addirittura al +642% in valore da parte dell'Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti (ICQ).
IL RAPPORTO - Le cifre emergono dal VI Rapporto sulla sicurezza alimentare «Italia a tavola 2009», stilato da Movimento difesa del cittadino e Legambiente, che svela un vero e proprio boom di sequestri di cibi da parte delle Forze dell'ordine nel 2008. Un'indagine che rende conto di tutte le operazioni compiute da forze dell'ordine e istituzioni e che quest'anno si arricchisce del contributo dell'Agenzia delle Dogane e dei carabinieri per le politiche agricole.

I NUMERI - In totale, sono oltre 34 milioni i chilogrammi di prodotti sequestrati dai Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) per un valore di circa 160 milioni di euro. L'incremento dei chilogrammi sequestrati e del loro valore rispetto al 2007 è notevole: rispettivamente del 142% e del 32%. Maggiori sono le cifre dei risultati delle ispezioni svolte dall'Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti (ICQ): 181 milioni di euro di cui 172 milioni solo nel settore vitivinicolo.

I CONTROLLI - Intensa l'attività di controllo: oltre 28mila ispezioni da parte dei Nas, 37mila da parte dell'ICQ ben 157mila nel settore ittico a cura delle Capitanerie di Porto. Le operazioni dei Nas hanno portato a rilevare 5.866 infrazioni penali, all'arresto di 49 persone e alla chiusura di 836 le strutture per motivi di salute pubblica. Maggiori le cifre dei risultati delle ispezioni svolte dall'ICQ: 181 milioni di euro di cui 172 milioni nel settore vitivinicolo. Sono stati, invece, circa 53mila gli interventi dell'Agenzia delle Dogane. Non manca poi l'attivitá del Corpo Forestale (766 operazioni) e dei Carabinieri per le Politiche Agricole (969). L'attivitá di controllo della Guardia Costiera ha portato invece al sequestro di circa 330 mila chili di prodotti ittici e a oltre 5,5 milioni di euro di sanzioni comminate. La frode principale riguarda il ritrovamento di prodotti in cattivo stato di conservazione o comunque inadatti al consumo umano. In tutto il 2008 sono stati ritrovati oltre 220mila chilogrammi di prodotto.

RISCHI D'IMPORTAZIONE - Le importazioni di prodotti del settore agroalimentare ammontano, annualmente, a oltre 13 milioni di tonnellate per un valore di circa 8 miliardi di euro. Su questa mole di merce l'Agenzia delle dogane nel 2008 ha svolto circa 53 mila ispezioni. Anche i risultati dei controlli dei bagagli al seguito dei passeggeri hanno condotto, nel 2007, al sequestro di circa 20 mila kg di prodotti di origine animali (carni, prodotti a base di carne, latte e prodotti lattiero caseari). Le difformità riscontrate nel 2008 nel corso di tali controlli sono state circa 1.200 ed hanno comportato il sequestro di oltre 1.800 tonnellate di prodotti alimentari e carne. Per quanto riguarda il sistema di allerta comunitario il 2008 ha registrato un aumento delle notifiche (+3,6%) con 3.040 segnalazioni. La problematica principale riguarda le micotossine, presenti soprattutto nella frutta secca, e le salmonelle. Anche quest'anno è la Cina (con 513 notifiche) il paese da cui provengono i principali prodotti irregolari. Segue la Turchia (311).

I CASI PIÙ CLAMOROSI - Il 2008 può essere ricordato per i molti scandali alimentari: dal vino all'acido cloridrico scoperto a Veronella (VR), all'emergenza latte alla melamina alla carne suina alla diossina. E ancora: 54 tonnellate di prodotti ittici congelati scaduti o in cattivo stato di conservazione ritrovati a Bari, «pesce topo» (proveniente dall'Atlantico del Nord) spacciato per «cuoricini di merluzzo», 2 container sequestrati a Ravenna perchè contenenti 40 tonnellate di farina di riso contaminate da melamina. E come se non bastasse sono le frodi al Made in Italy e ai prodotti tipici del nostro territorio, a partire dalle 30 ordinanze di custodia cautelare emesse ad aprile per possibile truffa finalizzata alla produzione e vendita di olio extravergine di oliva sofisticato. Si trattava di olio di semi di soia mischiato con quello di girasole, a cui veniva aggiunto betacarotene e clorofilla industriale.

ACCUSE ALL'AGENZIA EUROPEA - «Se la strada per uscire dalla crisi economica passa, a detta degli esperti, per la valorizzazione e promozione delle risorse tipiche del Belpaese, e quindi in primis dell'agroalimentare di qualità con le sue tradizioni e la sua notorietà all'estero - ha dichiarato Francesco Ferrante, della segreteria nazionale di Legambiente - la lotta alle contraffazioni e ai criminali che lucrano sulla fiducia e la salute dei cittadini diventa attività fondamentale e irrinunciabile. E se i dati di oggi dimostrano l'efficacia dei controlli, emerge con più forza la necessità di investire in prevenzione, attraverso un più serio e puntuale lavoro degli enti preposti, a partire dall'Agenzia per la sicurezza alimentare europea, che fino ad oggi ha invece brillato per assenza se non per sudditanza agli interessi economici di pochi grandi gruppi dell'agroalimentare»

Influenza A, ricoverato un uomo, è grave

OSPEDALE SAN CAMILLO

E' un commercialista di 41 anni, colpito da polmonite
Gli effetti del virus potenziati da una malattia ematica



L'ospedale San Camillo (Eidon)Un commercialista di 41 anni è ricoverato in gravi condizioni per complicazioni legate una polmonite da virus dell'influenza A. Le sue condizioni vengono definite gravi ma «stazionarie» dalla Direzione sanitaria dell'ospedale San Camillo di Roma. In un comunicato l'ospedale afferma che «la prognosi è riservata». Attualmente, si legge nel comunicato, c'è una «sostanziale tenuta dei parametri funzionali relativi all'attività respiratoria, cardiocircolatoria, renale, metabolica».
VIRUS POTENZIATO - L'uomo, che lavora come commercialista, è ricoverato dal 5 settembre in alto isolamento nel reparto di Rianimazione dopo che aveva perso i sensi al Pronto soccorso. I primi test effettuati dai medici per accertare la presenza del virus H1N1 avevano dato esito negativo ma dopo ulteriori accertamenti è stato individuato il virus ed è stata riscontrata anche una grave patologia ematica. Il paziente «è malato di leucemia», ha confermato Luigi Macchitella, direttore generale del San Camillo, e la immunodepressione dovuta alla malattia del sangue di cui è affetto, «ha potenziato, naturalmente, le conseguenze del virus sul suo organismo». Il caso, che sarebbe il primo grave a Roma, è seguito anche dai medici dell'istituto per le malattie infettive Spallanzani.

TEST NEGATIVO - In un primo tempo l’uomo era stato sottoposto al test ’rapido’ della nuova influenza, che aveva dato esito negativo. Il problema, spiega il presidente della commissione sulla nuova influenza del Comune di Roma, Fernando Aiuti, è che i test «rapidi» sulla nuova influenza sono affidabili soltanto se effettuati nelle prime ore di malattia. Dopo è sostanzialmente inutile eseguirli. «Dipende tutto - spiega Aiuti - dal momento in cui i test vengono fatti: nelle prime 24-48 ore l’affidabilità del risultato è tra l’80% e il 90%. Dopo il virus scompare dalle mucose», e quindi i test non lo rilevano. Insomma, «non è colpa del test», ma di come il loro risultato viene interpretato. Spesso, sottolinea Aiuti, il paziente non si presenta dal medico ai primi sintomi, ma aspetta che si aggravino. E quindi il controllo diventa inaffidabile. A quel punto l’altro modo di rilevare la malattia è quello di fare un’analisi degli anticorpi, ma si può fare solo dopo il settimo giorno di malattia.

Esce dai binari nei pressi di Chiusi l'intercity Venezia-Roma, nessun ferito

I SISTEMI DI SICUREZZA HANNO FUNZIONATO: SCAMBIO AFFRONTATO A VELOCITÀ DI MANOVRA

Sviati il locomotore e il primo vagone. Ritardi sulla linea di 10-15 minuti per i convogli verso nord, di 30 verso sud

MILANO - L'Intercity 703 partito da Venezia e diretto a Napoli è uscito dai binari nei pressi dello scambio di Chiusi nord. Nessun ferito tra i passeggeri e il personale a bordo. I sistemi di sicurezza, secondo le Ferrovie, hanno funzionato: il treno ha rallentato ed ha affrontato lo scambio a velocità di manovra. Tuttavia la locomotiva e la prima carrozza sono uscite dalle rotaie.

L'INCIDENTE - L'intercity ora verrà riportato indietro ad Arezzo per permettere il proseguio del viaggio ai passeggeri, forse con un altro treno. Al momento uno dei binari della linea ad Alta velocità, quello verso sud, è bloccato. Si prevedono quindi ritardi per i convogli diretti a nord di 10-15 minuti, mentre per i treni diretti a sud i ritardi potrebbero toccare anche i 30 minuti. Il problema dovrebbe essere risolto in giornata.

I SINDACATI - Immediata la reazione del sindacato dei macchinisti «Ancora in Marcia!»: «Attualmente non si sa se l'origine dell'incidente derivi da problemi al treno o al binario. L'area del deragliamento risulterebbe interessata da lavori di manutenzione su rotaie e scambi. Continuiamo ad essere preoccupati - dicono i macchinisti di "Ancora in Marcia!" - per la sicurezza ferroviaria poiché anche stavolta solo per caso non ci sono state conseguenze disastrose, considerando che su quei binari viaggiano i treni passeggeri e l'Alta Velocità».

«Dubai, sventato un piano per colpire il più alto grattacielo del mondo»

SOSPETTI SULL'IRAN. MA LA POLIZIA SMENTISCE

I media israeliani: «Attentato simile all'11 settembre contro il Burj Dubai. Otto arresti e 45 fermi»


GERUSALEMME - Un aereo contro la Torre di Dubai (Burj Dubai). È l'attentato che i servizi segreti degli Emirati Arabi sarebbero riusciti a sventare, un mese e mezzo fa, e di cui danno per la prima volta notizia i giornali mediorientali. I primi otto sospetti erano stati arrestati immediatamente quando fu scoperto il complotto, mentre più di recente - scrive il quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth" - sarebbero state fermate altre 45 persone, fra cui la maggior parte palestinesi e libanesi. Il piano dei terroristi - riferisce il giornale - era quello di abbattere il grattacielo più alto del mondo (160 piani, ma dovrebbe arrivare a 162 per quasi 820 metri di altezza), prima della sua inaugurazione prevista per la fine del 2009. Poco dopo la pubblicazione della notizia, la polizia ha però rilasciato una secca smentita.

IL PIANO - Secondo lo "Yedioth Ahronoth", gli inquirenti sospettano che l'attacco avesse la regia dell'Iran anche se non si esclude che dietro ci potessero essere Al Qaeda o gruppi estremisti dell'Arabia Saudita. La vicenda è iniziata un mese e mezzo fa, quando il quotidiano kuwaitiano "al-Jareeda" riferì dell'arresto di otto sospetti da parte dell'intelligence degli Emirati in relazione a un «commando armato affiliato con uno dei paesi della regione, che operava nel Ras al-Khaima», uno dei sette emirati che compongono gli Eau nell'estremo nord del Paese, che si affaccia sul Golfo Persico. Durante gli interrogatori dei sospetti, tenuti rigorosamente top secret, era emerso che stavano organizzando l’attentato aereo contro la Torre di Dubai. Come svela "Yedioth Ahronoth" nella sua edizione online, è possibile che il velivolo scelto per l'operazione dovesse decollare da una pista aerea non ufficiale in Iran.

SMENTITA - Il vice-capo della polizia di Dubai, Khamis Mattar al Mazeina, ha però smentito la notizia . La storia di un tentato attacco terroristico per mano iraniana «è falsa», ha sottolineato il generale citato dal sito online del quotidiano "Gulf News".

Compagnie aeree: aumenta il rosso, nel 2009 perdite per 11 miliardi di dollari

E ANCHE NEL 2010 SI STIMA UNA FLESSIONE DI ALTRI 3,8 MILIARDI

Bisignani (Iata): crisi peggiore dell'11 settembre, quest'anno 80 miliardi di dollari in meno di ricavi



Giovanni Bisignani (Afp)MILANO - Va sempre peggio. La Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree, rivede al rialzo le stime delle perdite per l'industria aerea nel 2009 a 11 miliardi di dollari dai 9 miliardi stimati in precedenza. E la crisi del settore proseguirà anche nel 2010, quando le perdite dovrebbero attestarsi a 3,8 miliardi di dollari.
CRISI - La crisi finanziaria per l'industria aerea «è peggio dell'11 settembre 2001»: «la tempesta sull'economia mondiale sembra mitigarsi, le compagnie aeree non hanno ancora trovato riparo» ha sottolineato il direttore generale della Iata Giovanni Bisignani. Nel biennio 2008-2009 il rosso è superiore - avverte la Iata - a quello del 2001-2002. In particolare nel biennio in corso il rosso si attesterà a 27,8 miliardi di dollari (dopo la revisione anche delle perdite 2008 a 16,8 miliardi dai precedenti 10,4 miliardi) contro i -24,3 miliardi del 2001-2002. Nel 2009 i ricavi dell'industria scenderanno - secondo le stime Iata - del 15%, ossia 80 miliardi di dollari, rispetto al 2008. «Non si tratta di uno choc a breve termine: 80 miliardi spariranno dall'industria e per recuperare il 15% di calo dei ricavi ci vorranno anni» ha concluso Bisignani.

Ana Sekulic, sexy da Belgrado Scatti mozzafiato da Fox Uomo





Una bellezza prorompente, sensualità e carattere. Sono i "segni particolari" di Ana Sekulic, modella appena ventenne di Belgrado a cui Fox Uomo dedica una splendida copertina e un servizio con scatti mozzafiato, che mettono in evidenza i doni che Madre Natura ha fatto a questa bellissima ragazza. "Non mi considero una bomba sexy, ma è carino sentirselo dire..."


Ha le idee molto chiare la splendida Ana, nonostante la giovane età.
Dice di essere molto realista e di preferire non avere grandi aspettative per il futuro, "è più facile avere delle belle sorprese", afferma.

Quando non lavora la bella top model ama ballare, cantare e disegnare. Di quello che fa è soddisfatta e felice, è molto ambiziosa ma ha imparato una lezione che di solito, alla sua età poche conoscono, "la pazienza è una virtù essenziale".

Allarme docce, colonie di batteri in agguato nelle "cipolle"

ROMA (14 settembre) - Quante volte si è pensato, soprattutto negli hotel che farsi una doccia era più igienico che rilassarsi con un bagno caldo? Ora studiosi americani dimostrano che la cipolla della doccia è un ricettacolo di batteri che vengono poi nebulizzati all'apertura dell'acqua proprio sul nostro viso. Pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, è la scoperta dell'equipe di Norman Pace della Università del Colorado presso Denver.

Gli esperti hanno analizzato le cipolle che servono per spruzzare il getto d'acqua nelle docce di abitazioni di nove città Usa tra cui New York, Chicago e Denver. Hanno trovato che in almeno il 30% di esse è presente un microfilm di batteri. In particolare ci sono colonie del batterio Mycobacterium avium che dà infezioni polmonari soprattutto a chi è immunologicamente debole (anziani, malati etc), e vicini “parenti” di questo patogeno. Molti batteri albergano naturalmente nell'acqua corrente ma gli esperti hanno visto che la loro concentrazione sulla superficie del rubinetto della doccia è di 100 volte maggiore di quella nell'acqua stessa.

Già in uno studio passato i ricercatori avevano “puntato il dito” contro le tendine che servono per non schizzare fuori la doccia, e visto che sono un ricettacolo di germi, infatti dove restano tracce di bagnoschiuma si vanno ad annidare moltissimi batteri. La nuova ricerca, condotta con tecniche di biologia molecolare mediante isolamento e moltiplicazione del Dna dei batteri rinvenuti, non fa che confermare che in posti inaspettati generalmente ritenuti puliti si annidano possibili agenti nocivi.

L'ipotesi ventilata dagli esperti è che l'aumento di infezioni polmonari che si riscontra sia addirittura riconducibile all'abitudine sempre più diffusa, complice mancanza di tempo e vita frenetica, di farsi la doccia a discapito di un rilassante bagno caldo.

Ventaglio, patrimonio in rosso aumento di capitale da 80milioni di euro

MILANO (14 settembre) - Si fa sempre più pesante la situazione dei Viaggi del Ventaglio. Il tour operator ha infatti chiuso primi nove mesi dell'esercizio 2009 con una perdita consolidata di 26,8 milioni di euro, in crescita rispetto ai 19,5 milioni del semestre, che ha mandato in negativo per 5,3 milioni il patrimonio netto della capogruppo. In questa situazione, con il capitale sociale sotto il limite legale, l'articolo 2447 del codice civile impone l'iniezione di risorse fresche.

A tal fine il cda ha conferito al presidente Bruno Colombo i poteri per convocare l'assemblea che dovrà deliberare su un aumento di capitale da 80 milioni di euro. Un importo superiore ai 60 milioni su cui è già fallita ad agosto, per mancanza del quorum, la ricapitalizzazione della società. L'assemblea non è ancora stata convocata ma il suo svolgimento, si legge nella nota dei Viaggi del Ventaglio, «dovrebbe avere luogo entro la fine del mese di ottobre 2009».

L'obiettivo è arrivare all'appuntamento con nuovi soci pronti ad entrare. A tal fine I Viaggi del Ventaglio sottolinea che «proseguono attivamente, da parte degli attuali azionisti di riferimento della società, trattative» finalizzate a individuare di uno o più partner in grado di fornire «le nuove necessarie risorse, nel contesto dell'aumento di capitale». In passato si era parlato di un possibile interesse di alcuni soci di Blue Vacanze come Alberto Dalzilio e la famiglia Manzini.

Il tour operator ha chiuso i primi nove mesi del 2009 con ricavi pari a 230,6 milioni di euro, in calo del 26% rispetto al 31 luglio 2008. La flessione, in peggioramento rispetto al -21% del semestre, «è da ricondursi principalmente alla riduzione dei ricavi di medio e lungo raggio, sia per effetto della contrazione dei livelli di attività (che sta caratterizzando il settore turistico, a seguito della crisi economica generale in corso), sia a causa del perimetro inferiore di offerta».

Non a caso I Viaggi del Ventaglio sta tagliando le sue destinazioni: allo stop alla commercializzazione dei viaggi alle Maldive dall'inizio del 2009 ha fatto seguito da luglio la sospensione di quelli alle Mauritius, Brasile, Cuba, Senegal e Kenya. Per arginare i danni (anche il margine operativo lordo è negativo) il gruppo sta cercando di «rendere la propria struttura più flessibile», concentrandosi «sull'attività di tour operating» puntando su una riduzione dei costi, «in particolare nella diminuzione degli organici» con l'attivazione della cassa integrazione straordinaria e il trasferimento delle attività operative presso la sede di Genova.

Padova, «Non toccarmi, sei negra»: paziente insulta infermiera di colore

Operaio ricoverato al Centro ustionati inveisce contro la donna che lo sta medicando. Rischia una denuncia




ROMA (14 settembre) - Follia al quinto piano dell’ospedale, al Centro Ustioni di Padova. Sarà stato il dolore lancinante provocato dalle lesioni che da una settimana lo torturano, ma anche un inspiegabile odio razziale a mandare venerdì scorso su tutte le furie un uomo di 56 anni residente a Mazzolada di Portogruaro.

Mentre un’infermiera di colore - una congolese 40enne - lo stava medicando, l’uomo ha cominciato a farneticare e a ribellarsi alle cure. La colpa della donna: non essere italiana. Il protagonista di questo increscioso episodio è Livio Strumendo, che giorni fa rimase vittima di un infortunio sul lavoro che gli procurò gravi ustioni (è operaio edile in una ditta di Lison). Non è in pericolo di vita, ma la convalescenza è lunga e piena di insidie.

Se all’inizio del diverbio, Strumendo si è limitato ad inveire sulla malcapitata con frasi di una gravità estrema legate al colore della sua pelle, ben presto la situazione è degenerata. L’ustionato ha iniziato a barcollare per tutto il reparto e ha distrutto un monitor della reception. Allarmati dal reparto hanno allertato il posto di polizia dell’ospedale che ha mandato alcuni agenti al quinto piano per immobilizzare l’uomo.

Mentre il personale ospedaliero confortava l’infermiera, tra l’altro considerata da tutti molto valida, l’impresario ustionato veniva sedato. Resta da capire se trasformare l’imbarazzante episodio in una denuncia oppure giustificare quanto avvenuto come un atto provocato dal dolore causato dalle ustioni.

Gelmini: fuori dalla scuola i professori che fanno politica. Pd: nostalgia ventennio

Precari protestano per i tagli, partono ricorsi a Tar del Lazio
Il ministro: tetto del 30% degli alunni stranieri in classe




ROMA (14 settembre) - Fuori i professori politicizzati dalla scuola. Il ministro dell'Istruzione Gelmini prepara il tetto del 30 per cento per la presenza degli alunni stranieri in classe e affila le armi contro quei professori che a suo dire piegano la scuola agli interessi di parte. Intanto proseguono le manifestazioni dei precari contro i tagli alla scuola e partono anche i primi ricorsi al Tar del Lazio.

«Quando invito alcune persone - ha detto ancora il ministro - ad uscire dal mondo della scuola, mi riferisco ad una minoranza che fa politica. La scuola è un luogo che va rispettato, si può discutere a livello politico qualsiasi decisione, ma una volta che un provvedimento è diventato legge va rispettato». Annunciando che il ministero ha intenzione di insediare un nucleo per valutare l'attuazione della riforma, il ministro ha concluso sottolineando come sia «fuori luogo fare polemiche sui soldi. Quando si governa si governa alle condizioni date, e le condizioni date sono quelle imposte dai conti pubblici e dalla crisi economica. Non assumiamo come alibi il problema che c'è - la carenza di risorse - per non fare».

Pd: inaccettabile nostalgia ventennio. «Le ultime dichiarazioni del ministro Gelmini sono inqualificabili e inaccettabili per uno Stato democratico. Poichè non si ha notizia di dirigenti scolastici e insegnanti che non abbiamo applicato le norme approvate da questo governo (sulle quali rimane la nostra contrarietà e quella del mondo della scuola e delle famiglie italiane) chiediamo al ministro un chiarimento politico in Parlamento sulle dichiarazioni di oggi che, con toni minacciosi, sembrano voler impedire anche la libera manifestazione del dissenso». Così la Capogruppo PD in commissione istruzione alla Camera Manuela Ghizzoni. «Il messaggio è chiaro ed è identico a quello che compariva nei locali pubblici durante il Ventennio fascista, quando gli esercenti erano obbligati ad attaccare un cartello con scritto “Qui non si fa politica”. Non accetteremo mai di scivolare verso un nuovo Regime» conclude.

Cesa: pensi ai problemi reali. «L'anno scolastico si apre all'insegna dell'incertezza più totale. Il ministro Gelmini lasci perdere i professori politicizzati e si concentri sui problemi reali che affliggono la scuola: insegnanti a casa dopo vent'anni di precariato, scuole senza bidelli, edifici fatiscenti, caos sul tempo pieno con conseguenti aggravi per le famiglie italiane». È quanto afferma, in una nota, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.

Tetto agli stranieri in classe. «In effetti accade in alcune classi che la presenza degli immigrati sfiori quasi il cento per cento - ha detto il ministro Gelmini - E' chiaro che queste non sono le condizioni adatte per favorire l'integrazione perché la scuola assolva la funzione di integrare gli studenti immigrati. Noi abbiamo già annunciato un provvedimento del quale stiamo studiando gli aspetti tecnici che prevederà una quota, cioè un tetto del 30 per cento proprio per favorire le condizioni migliori per l'integrazione degli alunni stranieri. Poi avremo anche una nuova materia credo che sia significativa, cioè l'introduzione dell'educazione alla cittadinanza e alla costituzione, cioè favorire sia da parte dei nostri ragazzi che da parte degli studenti immigrati la conoscenza dei principi basilari del vivere civile».

«L'ora di religione deve avere la stessa dignità delle altre materie». «Credo che l'ora di religione debba avere la stessa dignità delle altre materie e credo anche che l'Italia non possa non riconoscere l'importanza della religione cattolica nella nostra storia e nella nostra tradizione». Secondo il ministro, che si è detta d'accordo con il Vaticano, va «garantita agli insegnanti della religione cattolica la stessa situazione, le stesse condizioni degli altri insegnanti».

«Eccessiva la mobilità dei docenti». «Ai docenti viene consentita una mobilità eccessiva che va a danno degli studenti e della qualità della scuola - ha detto il ministro, ribadendo il concetto già espresso in un'intervista a Tuttoscuola - Infatti stiamo ragionando per fare in modo che la continuità didattica sia possibile e quindi venga data la possibilità ai dirigenti scolastici di mantenere gli insegnanti nella stessa classe, nello stesso istituto almeno per un biennio. Io credo che questo migliorerebbe di molto la qualità della didattica all'interno delle nostre scuole ed è un obiettivo che noi ci prefiggiamo. Per troppi anni abbiamo parlato di organici, di programmi, di curricula, di ore di lezione. Dobbiamo tornare a parlare di merito, di serietà, e avere una scuola che veramente prepari i giovani un futuro».

«Esiste una minoranza che cerca l'agone politico». «Esiste all'interno della scuola una minoranza, lo sottolineo una minoranza, di dirigenti e di insegnati che confonde la scuola con l'agone politico - dice la Gelmini - Credo sia assolutamente legittimo avere posizioni politiche, ma queste vanno espresse nelle sedi opportune. La scuola è un'istituzione, credo forse la più importante del nostro Paese, e in quanto tale va rispettata. Alla scuola si applicano le riforme non si fa politica». Gelmini ha ricordato che ci saranno 2.000 classi in più per il tempo pieno e ha ribadito l'importanza della scelta del maestro unico prevalente.

Palermo, in piazza san precario. Un corteo degli insegnanti precari è partito stamani da piazza Marina a Palermo per raggiungere Palazzo d'Orleans sede della presidenza della Regione siciliana. Nel corteo anche la statua di san precario. I precari chiedono alla Regione di elaborare «un piano quadriennale per attribuire alla scuola parte dei fondi Fas». Il coordinamento dei precari ha anche indetto una manifestazione di protesta nazionale per il 3 ottobre a Roma. E il 23 del mese prossimo vi sarà un'altra protesta, sempre nella capitale, indetta dai sindacati.

Partono i ricorsi al Tar del Lazio. Con l'inizio dell'anno scolastico partono i primi ricorsi al Tar del Lazio dei precari contro i tagli dei posti di lavoro. Il Codacons ha annunciato oggi la nuova offensiva parlando di centinaia di persone, rimaste senza lavoro, che si sono già rivolte ai giudici amministrativi o che stanno per farlo. La stessa associazione afferma anche di aver presentato un nuovo esposto a tutte le procure territorialmente competenti per il Lazio e una diffida contro il Direttore Scolastico Regionale; entrambi gli atti - è detto nella nota - denunciano i rischi legati al diffondersi dell'influenza A nelle aule della regione in cui si supera il numero di alunni stabilito dalla legge. E sempre dal Lazio sta per partire - prosegue il comunicato - un analogo ricorso al Tar relativo al sovraffollamento delle scuole. «I tagli nel settore - dice il Codacons - hanno la diretta conseguenza di portare ad un aumento del numero di studenti per classe. Numero che, per legge, non può superare i 25 alunni in ciascuna aula. Per effetto della riforma Gelmini, invece, si arriva a superare quota 30 studenti per classe».

Roma, rave party sotto il ministero. Hanno ballato per diverse ore della mattina per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. Alcune decine di studenti e il sindacato dei Cobas si sono dati appuntamento intorno alle 10.30 di questa mattina in viale di Trastevere, davanti la sede del dicastero della pubblica istruzione, proprio in concomitanza con il primo giorno di scuola per la regione Lazio. Musica techno, per il rave party di protesta indetto dagli studenti anche a sostegno dei precari della scuola che da qualche giorno presidiano dei giardini poco distanti dal ministero.

Catanzaro: 5000 tagli in Calabria. I precari calabresi della scuola hanno organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale di Catanzaro. I sindacati e i precari calabresi contestano i provvedimenti adottati con la riforma del ministro Gelmini che, spiegano, «porterà a ingenti tagli sul personale». «Sommando i precari che non hanno avuto l'incarico annuale - ha aggiunto Trotta - e quelli che non saranno chiamati per le supplenze di breve durata, in Calabria rimarranno a casa in cinquemila. È un dato che questa regione non può sopportare».

Somalia, blitz di 4 elicotteri americani: ucciso un leader terrorista

Il kenyota Saleh Ali Nabhan era accusato
dell'attentato all'hotel Paradise di Mombasa




dal nostro corrispondente Anna Guaita
NEW YORK (14 settembre) - Poche ore dopo che il presidente Barack Obama aveva dato il suo ”via libera”, quattro elicotteri americani hanno attaccato in Somalia un convoglio di presunti terroristi. Le squadre speciali hanno concentrato il fuoco su una vettura corazzata, i cui occupanti sono stati uccisi. Uno degli elicotteri americani è sceso al suolo, e ha prelevato i corpi, e poco più tardi è stato confermato che il bersaglio a cui la missione mirava era stato colpito: le squadre speciali hanno ucciso uno dei terroristi più pericolosi e ricercati, il 28enne kenyota Saleh Ali Nabhan.

L’uomo era accusato di aver ideato l’attacco del novembre 2002 contro l’Hotel Paradise di Mombasa nel 2002, nel quale vennero uccise 15 persone, due delle quali bambini di dodici anni. In quello stesso giorno, il gruppo terrorista di cui Ali Nabhan era uno dei leader, al-Shabah, aveva tentato anche di abbattere un aereo charter di turisti israeliani, con due razzi terra-aria: i missili mancarono per un pelo l’aereo, che portava a bordo 160 persone.

Ali Nabah era sospettato anche di aver partecipato ai due attentati contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania, che nel 1998 costarono la vita a 223 persone e ne ferirono 4000.

La manovra in Somalia è avvenuta nel pomeriggio di lunedì. Ali Nabah era sotto sorveglianza da parte dei satelliti Usa da tempo. Si conoscevano i suoi percorsi e le sue abitudini. Responsabile di un campo di addestramento per aspiranti terroristi, il ventottenne kenyota si spostava sempre accompagnato da altri militanti, a bordo di una vettura blindata. Ieri, i quattro elicotteri Usa si sono levati in volo da una nave che incrociava lungo la costa, per dirigersi verso un villaggio nel distretto di Barawe, a circa 250 chilometri a sud di Mogadiscio. La missione è stata confermata da funzionari del governo somalo.

Gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali hanno spesso espresso il timore che la continua instabilità della Somalia possa trsformare il Paese in un rifugio di Al-Qaeda e altri gruppi simoatizzanti, come successe con l’Afghanistan durante il governo dei talebani, negli anni Novanta.

Non è reato suonare ripetutamente il campanello del vicino per verificare una perdita d'acqua

Non è punibile penalmente chi suona ripetutamente il campanello o bussa più volte alla porta di casa dell’inquilino dell’appartamento soprastante per verificare la causa e l’origine di una perdita d’acqua dalle tubature. Per la Cassazione tale condotta, infatti, non integra il reato di molestia o disturbo alle persone previsto e punito dall’articolo 660 del Codice penale perché difetta, palesemente, il requisito della petulanza o del biasimevole motivo. È quanto emerge dalla sentenza 28853/09 con cui la Cassazione ha assolto dal reato di disturbo alle persone un condomino che, invece, era stato condannato alla pena di trecento euro per aver bussato più volte alla porta del vicino per verificare una perdita d’acqua. Per la Suprema corte il fatto non sussiste: sul piano oggettivo è assolutamente pacifico - e fuori discussione - che l’edificio fosse interessato da perdite di acqua. Ed altrettanto inconfutabile è la circostanza che l’intervento dell’imputata presso l’abitazione dell’inquilino soprastante fosse motivato dall’esigenza di accertare l’origine delle dette perdite. Di conseguenza ciò esclude che il lamentato «disturbo» fosse frutto di petulanza o di motivo biasimevole.

Ruba gatto e gli fa inalare cannabis, condannato da tribunale inglese

LONDRA
Mano pesante del tribunale di South Shields, nei pressi di Newcastle, nel nord est dell’Inghilterra, nei confronti di un giovane britannico riconosciuto colpevole di aver costretto un gatto a inalare cannabis prima di rinchiuderlo in un sacco e farselo volteggiare sopra la testa.

Mark Kane, 20 anni, è stato condannato a dodici settimane di reclusione col beneficio della condizionale e al divieto di possedere animali domestici per dieci anni, per aver maltrattato un animale. L’episodio risale al gennaio scorso ma le immagini delle sevizie di Kane sono state trovate dalla polizia sul suo telefono cellulare. Il giovane disoccupato aveva rubato l'animale da un'automobile e l'aveva messo in un sacco di plastica chiuso, poi aveva soffiato all’interno del fumo di cannabis, quindi aveva fatto roteare nell’aria la busta con l’animale.

MONACO: DIVORZIO IN VISTA PER CAROLINA

PARIGI - Da due mesi la principessa Carolina di Monaco e il suo terzo marito Ernst di Hannover non appaiono in pubblico insieme e i giornali di gossip francesi iniziano a parlare di "separazione temporanea" e "divorzio in vista". Da due mesi - scrive il settimanale Point de vue - i due dormono "sotto tetti separati": lui a Fontainebleau, a sud di Parigi, mentre lei è a Monaco, a Clos Saint-Pierre, dopo la lunga vacanza con la figlia più piccola Alexandra tra la residenza estiva a Saint-Remy-de-Provence, e il tour in yacht in Sardegna, Corsica, Saint Tropez sempre in compagnia dei figli (oltre ad Alexandra avuta con il principe di Hannover, c'erano Andrea, Charlotte e Pierre avuti dal secondo marito Stefano Casiraghi, morto nel 1990 in un incidente nautico) del fratello, il principe Alberto con la fidanzata Charlene, e di pochi intimi.

L'ultimo tassello della crisi di coppia sarebbe il ritorno nel Principato lo scorso 4 settembre di Carolina al volante della sua automobile 'parigina' e il fatto che proprio a Monaco la principessa abbia iscritto Alexandra a scuola. Altri elementi sono la presenza solitaria lo scorso 13 agosto di Ernst al Festival di Salisburgo dove era solito andare ogni anno accompagnato da Carolina, l'appuntamento di rito il Ballo della Croix Rouge disertato quest'anno, per la prima volta, da Carolina che probabilmente "non voleva andare senza accompagnatore", e sempre il principe di Hannover solo a Tripoli per i 40 anni della rivoluzione che ha portato al potere il colonnello Gheddafi. Questa "separazione momentanea", spiega il giornale, dura in realtà dallo scorso giugno quando "la coppia è stata vista per l'ultima volta assieme a un ricevimento ufficiale a Monaco". Il principe di Hannover l'avrebbe poi raggiunta una volta a Bonifacio il 20 luglio, ma per festeggiare il decimo compleanno della figlia. In dieci anni di matrimonio "é la prima volta" - tranne quando nel 2005 Ernst venne ricoverato in una clinica in Austria per una pancreatite acuta - che i due passano così tanto tempo divisi. Sembrerebbe davvero "il prologo a un clamoroso divorzio".

Molestie sessuali a due alunne Sospeso professore di liceo

ANCHE LA PRESIDE E' INDAGATA, PER TRUFFA: GLI CONSIGLIO' DI METTERSI IN MALATTIA

Un docente del classico Beccaria è accusato di abusi su due studentesse minorenni. Potrebbero esserci altri casi

MILANO - Per lui l'anno scolastico non è iniziato oggi, come per tutti gli altri: per tornare a scuola, se ci tornerà, dovrà aspettare che la sua posizione sia chiarita. Un 59enne professore di un liceo classico di Milano, insegnante di latino e greco, è stato sospeso dal servizio per due mesi dal gip di Milano Paola Di Lorenzo nell'ambito di un procedimento che vede l'uomo indagato per aver, secondo l'accusa, molestato due studentesse di 17 anni. La notifica del provvedimento del giudice è stata recapitata al professore sabato scorso, 48 ore prima dell'inizio delle lezioni per l'anno scolastico 2009-2010. Nell'inchiesta condotta dalla Procura di Milano sarebbero emersi, inoltre, altri comportamenti seduttivi da parte dell'uomo che allo stato, però, risponde solo di due episodi.

L'AULA VUOTA - Il primo episodio contestato al professore risale al 1° marzo scorso, quando il docente, con la scusa dello scarso rendimento, aveva dato appuntamento a un'alunna di seconda liceo in un'aula vuota e lì l'aveva abbracciata, sussurrandole oscenità. La ragazza era riuscita a fuggire e aveva denunciato, con una lettera alla preside, quanto era accaduto. Una volta avviata l'indagine una seconda ragazza, oggi maggiorenne, aveva dichiarato di avere subito le medesime molestie nel gennaio 2007. In un incontro tra la preside e la classe dell'alunna, anche altre ragazze avrebbero denunciato di esser state vittime di molestie, anche se più lievi, da parte dello stesso insegnante. Il 59enne è stato sposato due volte, in entrambi i casi con sue ex allieve. Sulla sua preparazione non ci sono dubbi: è un bravo insegnante.

INDAGATA LA PRESIDE - In un primo momento la preside del liceo, Maria Concetta Medi Guerrera (da quest'anno trasferita al Leonardo Da Vinci), aveva deciso per una sospensione in via cautelare del professore, ma poi aveva accantonato l'idea poiché non vi erano testimoni che potessero supportare le accuse formulate dalle ragazze. La preside si era quindi rivolta all'ufficio scolastico provinciale che aveva avviato un'ispezione; nello stesso tempo, però, aveva consigliato il professore di mettersi in malattia. Per questo è ora indagata per truffa ai danni dello Stato, in concorso con l'insegnante. A condurre le indagini è il sostituto procuratore Marco Ghezzi. Sabato scorso, con la firma del gip Paola Di Lorenzo, al docente è stata notificata la sospensione dal servizio per due mesi.

Scuola, messaggio sul web contro Israel Solidarietà della politica al professore

Il docente accusato su un forum e paragonato a Biagi. La Gelmini: «Attacchi inaccettabili»


ROMA - I provvedimenti del ministro dell'istruzione paragonati alla legge Biagi, in quanto tutti fonte di precarizzazione, e l'indicazione del professore Giorgio Israel quale ispiratore delle riforme: il primo a dare notizia dei «messaggi deliranti» apparsi su un sito internet è il ministro del welfare Maurizio Sacconi, che mette in guardia dalla «follia del lungo terrorismo ideologico italiano». «La Gelmini a questa riforma sta dando solamente il nome e la faccia - si legge in un forum di discussione sul sito internet www.comedonchisciotte.org - in realtà, l'artefice dietro le quinte di essa, il puparo, è l'ebreo Giorgio Israel. Come lo era Biagi, il riformatore della legge del lavoro, come lo è quel nano malefico di Brunetta».

SOLIDARIETA' - Subito si moltiplicano gli attestati di solidarietà e gli allarmi; interviene anche Mariastella Gelmini: «È inaccettabile che una persona che ha contribuito con il suo impegno e con la sua onestà intellettuale alla riforma della formazione iniziale degli insegnanti - dice il ministro - debba temere ora per la sua incolumità. Il professor Israel sta lavorando alla riforma della scuola mettendo a disposizione del Paese il suo impegno e le sue idee. Per questo voglio esprimergli tutta la mia solidarietà». Lui, Giorgio Israel, docente universitario di matematica all'Università La Sapienza di Roma e presidente della Commissione ministeriale per il rinnovamento della formazione dei docenti, commenta con preoccupazione le frasi ingiuriose e antisemite contro di lui: «In questo paese c'è una dose di violenza politica che fa spavento».

LA DENUNCIA - Lo stesso Israel ha riportato le minacce sul suo blog: »Un amico mi ha segnalato le frasi scritte contro di me e anche io sono andato a vedere. Quello che mi colpisce - dice all'Ansa - è che noi come commissione non ci siamo mai occupati del precariato, né tanto mento del reclutamento dei docenti, ma soltanto della formazione iniziale. Ma, evidentemente, quando si vuole linciare qualcuno, ogni pretesto è buono». «Hanno scritto che sto facendo piangere migliaia di famiglie, hanno messo il riferimento all'antisemitismo... il quadrò è fin troppo chiaro« conclude. Una «ferma condanna da parte di tutte le forze politiche» è chiesta dal presidente della Commissione istruzione della Camera, Guido Possa (Pdl), mentre il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, tuona: «Chi a sinistra si era illuso di poter imbrigliare del tutto le tentazioni di un "autunno caldo" in un quadro di pacifica e fisiologica dialettica democratica, dovrà prendere atto di aver coltivato un'idea quanto meno illusoria«. Solidarietà a Israel e al ministro Gelmini da Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. Ferma condanna anche dal segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna

Bici e scooter, tornano gli ecoincentivi per il popolo delle due ruote

AL VIA A OTTOBRE LA NUOVA CAMPAGNA. NEL 2009, ACQUISTATE 50MILA BICI CON GLI INCENTIVI

Contributi statali per 13 milioni di euro per chi acquista bici, ciclomotori o veicoli elettrici


MILANO - Buone notizie per gli amanti delle due ruote: dopo il successo della prima campagna lanciata nella primavera scorsa, tornano gli incentivi per l'acquisto delle biciclette, che dovrebbe venir esteso anche ai motorini entro i 50 centimetri cubici. Comprare una bicicletta, un «cinquantino» o un veicolo elettrico a due o a quattro ruote, dunque, costerà meno. E' stato infatti approvato dalla Corte dei Conti lo stanziamento per le biciclette e per i 50 cc - rimasti fino ad oggi a secco di agevolazione - che verrà annunciato venerdì prossimo probabilmente dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, all'apertura a Milano del 67esimo Salone del ciclo. La campagna dovrebbe iniziare entro i primi di ottobre. Per le bici, come nella prima campagna, non sarà necessaria la consegna di un vecchio modello, mentre per i motorini quasi certamente sì. Il contributo statale per le biciclette nuove sarà pari al 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 200 euro, contro un massimo di 700 euro della campagna precedente, che ha finanziato l'acquisto di circa 50mila due ruote a pedali.

INCENTIVI PER 13 MILIONI DI EURO - Complessivamente, saranno messi a disposizione circa 13 milioni di euro, al netto di circa 2 milioni di euro destinati a coprire il boom di richieste degli incentivi per le bici varati ad aprile e maggio scorsi, quando in tre settimane sono state venduti 50mila pezzi per 8,7 milioni di finanziamenti. Le risorse saranno destinate per il 60% circa alle bici, per complessivi 7,6 milioni, e per il 40%, circa 5,1 milioni, agli scooter 50cc e ai veicoli elettrici a due e quattro ruote.

UN SETTORE CHE NON CONOSCE CRISI - Per quanto riguarda l’andamento del settore delle bici,il presidente Eicma Guidalberto Guidi ha dichiarato che «dal punto di vista delle due ruote e della bicicletta, le aziende non sono andate male, non siamo a conoscenza di particolari momenti di crisi. Anzi il settore è stato uno dei pochi in controtendenza anche grazie a una enorme sensibilità e interesse per i temi ambientali». Complessivamente le vendite in Italia si aggirano sui «due milioni di pezzi l’anno», ma nel 2009 «la cosa straordinaria è stata l’impatto degli incentivi che sono stati bruciati in pochissimo tempo, mandando in tilt il sistema informatico del Ministero». Un segnale che, secondo Guidi, «dovrebbe spingere ancora di più le amministrazioni alla creazione di piste ciclabili». Eicma, alla cui inaugurazione insieme al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo sarà presente il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, ospiterà 250 marchi con le anticipazione di numerosi modelli 2010, sia da corsa sia mountain bike.

Scossa di terremoto tra Bologna e Firenze





L'epicentro del sisma (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia)
DIVERSE LE TELEFONATE DEI CITTADINI ARRIVATE AI CENTRALINI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEI GIORNALI

L'epicentro del sisma, di magnitudo 4.2, è stato registrato a Barberino del Mugello

FIRENZE - Trema la terra nell'Appenino tosco-emiliano: una scossa di magnitudo 4.2 è stata registrata dagli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 22.04 nel distretto sismico del Mugello, seguita da una replica di 2.8 alle 22.15 e da un'altra poco più tardi di 2.4. L'epicentro del terremoto è stato individuato dagli strumenti tra i comuni di Barberino del Mugello, Scarperia e Borgo San Lorenzo, a una profondità di 3,5 km (5,6 km la replica), ma dalle prime verifiche effettuate dai vigili del fuoco e dal Dipartimento della Protezione Civile non risulterebbero danni a persone o a cose.

PAURA - Proprio la poca profondità del sisma ha però fatto sì che la scossa fosse sentita distintamente non solo nei paesi limitrofi ma anche a Bologna e Firenze e nelle province di Modena, Imola, Pistoia e Prato. Nella zona dell'epicentro, dove si è recato il presidente della regione toscana Claudio Martini per verificare di persona la situazione, la gente si è riversata in massa nelle strade per la paura di eventuali crolli e molte famiglie sono salite in auto e si sono allontanate dalle proprie abitazioni. Secondo gli abitanti sono state diverse le scosse nel corso della serata e la più forte, quella delle 22.04, ha fatto cadere libri e suppellettili da armadi e mensole, anche se non ha creato problemi più seri. Anche a Prato diversi cittadini sono scesi in strada, intasando i centralini di vigili del fuoco e vigili urbani, così come ad Agliana e Quarrata, due centri in provincia di Pistoia da dove sarebbero arrivate la maggior parte delle segnalazioni. Anche in questo caso non si registrerebbero danni, sottolinea in una nota la sala operativa della protezione Civile di Firenze che invita alla calma. Nessun problema anche in Emilia Romagna, dove decine di telefonate sono arrivate alle centrali operative dei vigili del fuoco da Bologna, ma anche da vari comuni della collina e dell'Appennino - da Pianoro a Monzuno, da San Benedetto Val di Sambro a Castiglione dei Pepoli - dove diverse persone, preoccupate, sono scese in strada. Nessuna però, per chiedere un intervento. «Dai primi riscontri - ha detto il dirigente della protezione civile dell'Emilia Romagna, Demetrio Egidi - non abbiamo segnalazioni di danni».

lunedì 14 settembre 2009

Mobili, bici e moto sull'auto: maximulta e sequestro della patente

FERMATO DALLA POLSTRADA SULLA A4

Un cittadino tunisino cercava di rimpatriare con l'intero arredamento di una casa sul tetto della sua Opel Corsa

MILANO - Un carico decisamente straordinario. Ma il trasportatore non l'ha passata liscia. Stava partendo per trascorrere le vacanze nel suo Paese natale il tunisino fermato dagli agenti della Polizia stradale di Seriate, in provincia di Bergamo, la scorsa notte, sulla A4 fra Trezzo e Cavenago, alla guida della sua Opel Corsa.
Gli agenti, stupefatti, si sono trovati davanti un'auto carica dell'intero arredamento di una casa. Sul tettuccio della Opel, tavolo, sedie, frigo, materasso, mobiletti vari, uno scooter Piaggio Zip, una mountain bike, valigie e perfino il secchio per lavare i pavimenti. Non solo: una quantità di merce varia era poi stipata all'interno della vettura insieme a moglie e due figli piccoli. L'automobilista, subito fermato, si è scoperto essere un tunisino abitante ad Albano Sant'Alessandro, in provincia di Bergamo, che era intenzionato a raggiungere in quel modo il suo Paese per le vacanze, imbarcando l'auto e tutto il suo carico a Genova. Gli agenti gli hanno fatto una multa per carico fuori misura, nonchè mancato uso delle cinture e, visto che nonostante il carico la vettura viaggiava sulla corsia centrale, anche violazione dell'obbligo di circolare sulla corsia libera a destra. Quindi è scattata una maximulta, 17 punti in meno e ritiro immediato della patente. E l'ordine di riportare indietro tutto il carico.

IL FRAMMENTO E' ORA IN POSSESSO DELLA AZUSA PACIFIC UNIVERSITY

Los Angeles: scoperto il testo originale del discorso di Mosè al popolo ebraico
Studioso rinviene in uno dei rotoli del Mar Morto prima versione del Deuteronomio: e scopre delle differenze


LOS ANGELES (USA) - Dopo oltre 2000 anni sarebbe ora possibile conoscere le parole originarie pronunciate da Mosè al popolo ebraico. Sarebbe infatti nascosto in alcuni frammenti dei rotoli del Mar Morto (la serie di rotoli e frammenti trovati nel 1947 in undici grotte nell'area di Qumran e che contengono la versione più antica finora conosciuta del testo biblico), il testo autentico del Deuteronomio, una delle parti più importanti della Bibbia ed il quinto dei libri che formano la Torah ebraica. E la versione originale sarebbe diversa da quelle delle raccolte posteriori, che hanno risentito delle dispute teologiche delle varie scuole rabbiniche.
IL DEUTERONOMIO - Il libro del Deuteronomio consiste principalmente di tre discorsi che sarebbero stati pronunciati da Mosè, poco prima della sua morte, agli Israeliti. Il primo discorso è una ricostruzione storica. Il secondo discorso, che occupa la parte centrale del libro, contiene i Dieci Comandamenti dettati sul monte Sinai e il cosiddetto codice Deuteronomico, formato da una serie di dettami. Questa sezione è costituita in gran parte da leggi, ammonizioni ed ingiunzioni relative alla condotta che il popolo eletto deve osservare per entrare nella terra promessa. Il terzo discorso tratta delle solenni disposizioni della legge divina, adempiendo alle quali è garantita la prosperità futura del popolo d'Israele.

LA SCOPERTA - A sostenere l'esistenza di un testo originario e precedente a tutti quelli finora conosciuti è James Charlesworth, un professore di studi neotestamentari presso il Princeton Theological Seminary, il quale ha analizzato finora almeno un piccolo frammento proveniente dai rotoli del Mar Morto acquistato recentemente dalla Azusa Pacific University. Si tratta di un passo del ventisettesimo capitolo del libro. Nel frammento analizzato da Charlesworth, Mosè prescrive a chi sarebbe entrato nella Terra Promessa (privilegio che a lui non sarà accordato) di erigere un altare di pietra in onore dell'unico Dio al di là della riva destra del Giordano. E, parlando su ispirazione diretta di Dio, ordina che l'altare sorga sul Monte Gerizim. Ora, è proprio questo il particolare che suggerisce la tesi dell'originalità del testo di Qumran: in tutte le versioni ufficiali, redatte successivamente, il luogo indicato sarebbe un altro, vale a dire il Monte Ebal. Quanto basta al professor Charlesworth per affermare che, vista non solo la veridicità della versione dei manoscritti, appurata in centinaia di pubblicazioni, ma anche la loro generale correttezza si tratta delle vere parole di Mosè. O di Dio, visto per appunto che Mosè parlava su ispirazione divina. La versione successiva, presente nel testo canonico, dovrebbe essere invece frutto di una soluzione di compromesso imposta nel corso di un vero e proprio scontro tra gruppi religiosi. Il fatto che solo ora si venga a conoscenza di un testo originale diverso da quello biblico attuale non deve sorprendere. Dei 15000 frammenti conosciuti risalenti ai rotoli del Mar Morto la maggior parte infatti è in mano a privati ed è spesso inaccessibile agli studiosi.

TESTO ORIGINALE - «Finalmente il testo originale del Deuteronomio», ha dichiarato Charlesworth al Los Angeles Times, «si tratta di una scoperta di importanza sensazionale». Il frammento oggetto del suo entusiamo è stato mostrato, rigorosamente in fotografia, dal board dell'università californiana che lo ha acquistato insieme ad altri quattro venduti da un mercante specializzato di Venezia. Si tratta, anche in questi casi, di parti dell'ultimo libro del Pentateuco ad eccezione di un papiro che riporta parte del Libro di Daniele. Tutti hanno raggiunto la cassaforte dell'Azusa Pacific University al termine di un percorso che li ha portati dalle grotte di Qumran nelle mani di collezionisti privati. Ora resteranno in California e potrebbero riservare ancora delle sorprese.

Spinello vietato ai turisti Amsterdam blinda i "coffee shop"

Progetto di legge: marijuana in vendita solo ai cittadini olandesi
Il Consiglio di Stato dovrà decidere se si tratti di atto discriminatorio

di R0SALBA CASTELLETTI


Giorni contati per i "turisti dello spinello": il governo olandese si appresta a presentare entro l'anno un progetto di legge perché, ad Amsterdam e in tutto il Paese, "i coffee shop dove la vendita di hashish e marijuana è tollerata divengano più piccoli ed esclusivamente orientati ai consumatori locali". E già da dopodomani nei comuni di Roosendaal e Bergen op Zoom entrerà in vigore il divieto di vendere droghe leggere, mentre da gennaio nelle otto città di frontiera della provincia di Limburgo - Maastricht compresa - l'accesso ai coffee shop sarà consentito solo a "soci" muniti di pass identificativo e di bancomat olandese.

Non sono che le ultime battute di un dibattito in corso da mesi in Olanda sulla cosiddetta bedoogbeleid o "politica della tolleranza" che ne ha fatto una Mecca delle droghe leggere per milioni di europei, causando però non pochi problemi interni e sollevando la contrarietà dei vicini stati europei. Mesi fa il governo di coalizione olandese aveva perciò incaricato una commissione di redigere un memorandum sulle politiche olandesi sulle droghe. Obiettivo: sciogliere il garbuglio legale creato nel 1976 dalla Legge sull'oppio che da un lato depenalizzava il possesso e il consumo di cannabis sino a 5 grammi dando licenza ai coffee shop di venderne e tenerne in magazzino sino a 500 grammi, dall'altro continuava a perseguire la coltivazione e la vendita consegnando di fatto alla criminalità un giro d'affari da 2 miliardi l'anno.

È per porre fine a questi paradossi che due mesi fa la commissione ha proposto di limitare la vendita di cannabis a consumatori locali e di sperimentare la produzione e l'approvvigionamento legali di coffee shop per soli soci. Raccomandazioni che il governo sembra deciso ad adottare. A fare da apripista con progetti-pilota saranno quei comuni di frontiera che più di tutti lamentano le nuisances, i danni e i fastidi causati da turisti sotto effetto di stupefacenti. Sono circa 4 milioni quelli che si recano ogni anno nella provincia di Limburgo, mentre in 25mila varcano ogni settimana il confine per comprare cannabis a Roosendaal o Bergen op Zoom. Per loro C'est fini, avvertono volantini distribuiti ad Anversa ai giovani belgi. Sta per finire, spiegano, il tempo in cui a loro bastava varcare il confine per rifornirsi di cannabis in un coffee shop olandese. L'unica speranza per i tanti "turisti dello spinello", italiani compresi, resta ora il Consiglio di Stato a cui spetta decidere se limitare la vendita ai soli olandesi non sia "discriminatorio" e contrario alla libera circolazione delle persone e delle merci in vigore in Unione europea.

Mutui e prestiti con il contagocce il credito è sempre più difficile

Viaggio tra le filiali per scoprire come sono cambiate le condizioni per il cliente
Ormai avere da una banca il 100% della somma spesa è quasi impossibile

Sorpassato il "fisso". Ma gli istituti aumentano i costi e tagliano le somme prestate.
In difficoltà non solo le aziende, ma anche famiglie e giovani coppie
di GIOVANNI PARENTE

ROMA - È un'impresa e non solo per le aziende. La montagna del credito è dura da scalare. Anche per le famiglie o le giovani coppie. Questo nonostante la difesa del sistema bancario da parte del presidente dell'Abi, Corrado Faissola. Trovare un finanziamento al 100% per l'acquisto della casa ormai è quasi una rarità. Tra quelle monitorate da MutuiOnLine, erano 11 le banche nel 2007 che proponevano un mutuo per l'intero valore dell'immobile: ora sono diventate tre. Una difficoltà che si trasforma in ostacolo (quasi) insormontabile quando la richiesta di un finanziamento o di un mutuo arriva da chi non ha un impiego stabile o da chi un lavoro l'ha perso e ha deciso di mettersi in proprio.

La conferma arriva da un viaggio che Repubblica ha fatto tra le filiali di grandi istituti di credito in alcune vie del centro di Roma. La motivazione che spinge a varcare la soglia della banca è un'occasione sul mercato immobiliare: un appartamento del valore di 200mila euro. Nello sportello di Intesa Sanpaolo visitato, è possibile per il richiedente (dipendente a tempo indeterminato) un mutuo al 100%. Ma la rata mensile, con un tasso fisso al 6,2% per un mutuo trentennale, è di 1.225 euro al mese. Considerato che la rata non può essere superiore a un terzo del reddito mensile, il soggetto che intende comprare (e indebitarsi) deve guadagnare dal lavoro a tempo indeterminato almeno 3.600 euro al mese. Condizioni (impiego dipendente stabile e buon salario) non proprio comunissime per gli attuali trentenni. L'alternativa è abbassare la soglia del finanziamento, scendendo all'80%. Quindi significa già avere una propria disponibilità di 40mila euro a cui aggiungere i 160mila prestati dalla banca. La rata, sempre scegliendo un mutuo trentennale, scende a circa 930 euro con un tasso fisso al 5,7%.

Altra banca, altro scenario. Stavolta l'aspirante acquirente è un trentenne, interessato a comprare casa con la propria compagna, solo che il lavoro non è stabile. La consulente della filiale del Monte dei Paschi di Siena prospetta un finanziamento all'80%: è un mutuo variabile con un tetto (il tasso massimo applicabile è il 5,5%) e si parte da una rata mensile di poco più di 700 euro. Ma, trattandosi di lavoratore a tempo, è necessario che ci sia un garante. Senza "San precario" incarnato da uno dei genitori e soprattutto dalla sua busta paga o della sua pensione, niente mutuo.

Nel viaggio c'è anche chi, come nella filiale di Unicredit, propone un prodotto per lavoratori (dipendenti o autonomi) con contratti a termine o a progetto. I paletti però non mancano. Il finanziamento può arrivare al 70% del valore dell'immobile (l'80% se si ha una continuità lavorativa di 60 mesi), fino a un massimo di 200mila euro. E con un mutuo a trent'anni i primi venti sono a tasso fisso e gli altri dieci variabili. Ipotizziamo un mutuo di 150mila euro a vent'anni, tasso fisso a 6,40%, la rata mensile sarà quasi 1.200 euro (polizza assicurativa inclusa).

Nel tour non manca una banca straniera: una filiale di Barclays. La coppia interessata all'acquisto è composta da un autonomo e da una precaria. Si oscilla fra una rata per un mutuo a tasso variabile di 619 euro e una con finanziamento a tasso fisso di quasi 900 euro. Tutto bene? Non proprio perché l'autonomo deve essere "di lungo corso". Quindi, senza una documentazione fiscale che accerti redditi da qualche anno, possono sorgere problemi. Ad esempio, se il soggetto ha perso il lavoro l'anno precedente e ha scelto di mettersi in proprio a inizio 2009, la certezza del mutuo di pochi istanti prima si trasforma in una probabilità su cui bisogna valutare. Così la cima della montagna è sempre lì in alto.
(ha collaborato Rosa Serrano)

Forze dell'ordine sotto assedio Boom di aggressioni su strada

Nei primi sei mesi del 2009 ci sono state quasi le stesse
violenze di tutto lo scorso anno. Un fenomeno preoccupante

di VINCENZO BORGOMEO

"Patente e libretto": a questa domanda da parte delle forze dell'ordine nei primi sei mesi del 2009 918 automobilisti hanno risposto con un'aggressione. E' questo il dato che emerge dall'Osservatorio "Sbirripikkiati" dell'Asaps, associazione amici polizia stradale. Un dato in incredibile aumento considerando che in tutto lo scorso anno si sono registrati 1.167 episodi di aggressioni. Secondo questa ricerca l'alcol è il principale fattore innescante l'aggressione visto che i casi alcol/narco-correlati sono il 40,5% del totale, mentre le maggiori vittime si contano fra Carabinieri nel 49,2% dei casi e nella Polizia (36,5%).

"Nel corso del primo semestre del 2009 - rileva il presidente dell'Asaps Giordano Biserni - gli episodi di aggressione fisicasono in sensibile crescita. L'analisi approfondita di questo increscioso aspetto della vita professionale delle Forze dell'Ordine, ci fa dire che siamo di fronte a un fenomeno ancora sottovalutato".

Gli eventi vengono classificati in relazione alla forza di polizia oggetto di aggressione sulle strade: la Polizia di Stato (335 aggressioni pari al 36,5%), i Carabinieri (452 episodi, corrispondenti al 49,2%) Polizia Locale (121 episodi, il 13,2%) ed "Altro", intendendo con quest'ultima voce le divise che in generale non effettuano controllo del territorio, i Pubblici Ufficiali o gli Incaricati di Pubblico Servizio, comprendendo anche conducenti di autobus (o ferrovieri), guardie private e sanitari (76 eventi corrispondenti all'8,3% dei casi violenti). E' bene chiarire che sono presi in considerazione dall'Osservatorio il Centauro-Asaps i soli eventi di aggressione nei quali gli agenti delle forze dell'ordine hanno riportato lesioni fisiche refertate, sono esclusi tutti gli episodi di sola aggressione verbale, in quanto sarebbero in un numero talmente elevato da renderne persino difficile l'archiviazione.

"È stata attentamente osservata e monitorata - commenta il presidente dell'Asaps - la stretta relazione con l'uso di alcol e di armi proprie o improprie, facendo rilevare che il 40,5% della violenza è legata alle ebbrezze: 372 aggressioni su 918". Di queste ben 70 sono legate all'uso di droga (7,6%) e proprio da quest'anno l'osservatorio si farà carico di monitorare anche questa ulteriore fattispecie. Alcol e droga come indiscutibile espressione di disagio sociale. Il 27% degli attacchi (248) è stato invece sferrato mediante l'uso di un'arma propria o impropria, considerando tale ogni mezzo in grado di amplificare la forza fisica (coltelli, bastoni, bottiglie e la stessa autovettura). Diminuisce, rispetto al primo semestre 2008 l'incidenza della popolazione straniera residente in Italia: 293 eventi hanno come protagonisti "i forestieri", molti dei quali in stato di ebbrezza, ma siamo al 31,9% contro il 40.7% registrato nello stesso periodo del 2008.

Chavez, missili con i soldi di Mosca

Il Venezuela si dota di un sistema
anti-aereo grazie al maxi-prestito.
Cresce la tensione con la Colombia
MOSCA
La Russia ha accordato al Venezuela un prestito da oltre 2 miliardi di dollari per acquistare quasi un centinaio di carri armati e missili avanzati da usare come sistema anti-aereo. Si tratta di un accordo, scrive The New York Times, che dimostra la volontà di Mosca di sostenere il presidente anti-americano Hugo Chavez.

Nel suo messaggio settimanale alla tv, ieri sera, il leader venezuelano ha detto di aver ottenuto il prestito durante il viaggio in Russia due settimane fa. L’acquisto di nuove armi avviene proprio in un momento in cui i rapporti tra il Venezuela e la vicina Colombia sono particolarmente tesi a causa della decisione di Bogotà di permettere l’accesso agli Stati Uniti a sette basi militari colombiane. Per Chavez ciò rappresenta una pericolosa minaccia per la sicurezza del Venezuela. «Con questi missili - ha detto il leader socialista - sarà molto difficile per loro (gli americani) bombardarci». Negli ultimi anni il Venezuela ha stretto accordi con la Russia per l’acquisto di armi del valore di circa 4 miliardi di dollari.

TROVATO CADAVERE A YALE, SI TEME SIA RAGAZZA SCOMPARSA

ROMA - La polizia ha trovato un corpo in un'intercapedine di un laboratorio dell'università di Yale che potrebbe essere quello della studentessa Annie Le, scomparsa martedì scorso, alcuni giorni prima del suo matrimonio. Lo scrive il New York Times on line.

Anche se non c'é ancora un'identificazione ufficiale il vice capo della polizia di New Haven Peter Reichard ha detto che le autorità ritengono che si tratti del cadavere della studentessa in farmacologia, figlia di un immigrato vietnamita.

Quando la ragazza è scomparsa in molti hanno pensato ad una fuga dal matrimonio, in programma per ieri, ma quasi subito si é fatta strada la convinzione che si trattasse di un crimine. Alcuni mesi fa la ragazza aveva scritto un articolo sul giornale della scuola in cui spiegava come proteggersi dai pericoli nel campus.

OGGI SI TORNA IN CLASSE IN QUASI TUTTA ITALIA

ROMA - Il ministero dell'Istruzione sta studiando gli aspetti tecnici per introdurre un limite del 30% di presenza di alunni stranieri in una classe. Lo ha confermato il ministro Mariastella Gelmini, intervistata da Canale 5. "In effetti accade in alcune classi che la presenza degli immigrati sfiori quasi il cento per cento. E' chiaro - ha aggiunto - che queste non sono le condizioni adatte per favorire l'integrazione perché la scuola assolva la funzione di integrare gli studenti immigrati. Noi abbiamo già annunciato un provvedimento del quale stiamo studiando gli aspetti tecnici che prevederà una quota, cioé un tetto del 30 per cento proprio per favorire le condizioni migliori per l'integrazione degli alunni stranieri".

"Poi avremo anche una nuova materia credo che sia significativa, cioé l'introduzione dell'educazione alla cittadinanza e alla costituzione, cioé favorire sia da parte dei nostri ragazzi che da parte degli studenti immigrati la conoscenza dei principi basilari del vivere civile", ha concluso.

GELMINI A NISIDA, PROTESTE GENITORI E INSEGNANTI - "La scuola pubblica è un bene comune da difendere", "perché tagliate soldi all'istruzione dei nostri figli e le date alle armi", "meno scuola meno cervello": con questi slogan un gruppo di genitori e insegnanti precari ha bloccato davanti al pontile che collega Nisida alla terra ferma il pullman di giornalisti arrivati a Napoli in occasione della visita del ministro Gelmini al carcere minorile. "'Il ministro ha scelto la location piu' comoda per inaugurare l'anno scolastico, ha paura del confronto" grida dal megafono un'insegnante precaria arrabbiata per il trattamento che questo governo sta riservando agli insegnanti senza cattedra. Assieme agli insegnanti protestano anche alcuni genitori, qualcuno accompagnato dai figli, per i tagli al tempo pieno.

"Il tempo pieno in Campania è riservato ad appena il 2% degli alunni", spiega una mamma, e, aggiunge un'insegnante ci sono 8.000 tagli tra docenti e Ata (Ausiliari tecnici amministrativi). Oltre agli striscioni che riportano le 13 domande che i precari della Campania hanno rivolto nei giorni scorsi al governo, prima fra tutte quella di confrontarsi con il personale, sventolano bandiere della Slc-Cgil e del 'Coordinamento precari della scuola'. Un gruppo di insegnanti indossa magliette dove la parola precari diventa l'acronimo per "professionisti, radiati, cancellati, annullati, raggirati, ignorati". Tra i manifestanti anche un gruppo di genitori di alunni disabili che sorregge un enorme cartello che dice chiaramente "no alle classi differenziali": in mano hanno mazzi di fiori diversi, a sottolineare la diversità di ciascun alunno, che vorrebbero consegnare al ministro Gelmini.

OGGI SI TORNA IN CLASSE IN QUASI TUTTA ITALIA - Sono circa 8 milioni gli studenti che riprenderanno l'attività in questi giorni. A tutti, oggi il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini ha inviato un augurio: "In bocca al lupo a tutti i ragazzi per un buon anno scolastico". Ma un terzo degli studenti, secondo le stime della rivista specializzata Tuttoscuola, avranno la sorpresa di avere nuovi professori. Sarebbero infatti quasi 200 mila gli insegnanti che cambiano sede quest'anno; 70 mila per scelta, gli altri perché precari.

"Anno nuovo, solito carosello, saranno pesanti le conseguenze sulla qualità del servizio" commenta Tuttoscuola che intervista il ministro Gelmini che definisce "demenziale" l'eccessiva mobilità dei docenti. Per contrastarlo, il ministro (pensa ad un dimezzamento in tre anni) vuole dare maggiore discrezionalità ai dirigenti scolastici: "é indispensabile uno snellimento delle regole di funzionamento del sistema, dal contenimento della mobilità dei docenti alla semplificazione delle procedure di nomina e assegnazione del personale".

In circa il 30% dei casi gli studenti avranno docenti 'nuovi'; nelle scuole medie del Nord Est si è arrivati al 45%, e nella provincia di Isernia al 73%. In generale, la discontinuità didattica è più forte al nord e al centro: il 33,1% al Nord ovest; il 35,5% al Nord Est; il 31,5% al Centro; il 23,7% al sud; il 25,8% nelle isole. Alla scuola dell'infanzia si registra il 27,4%, in quella primaria il 27,4%, nella scuola media il 37,8%, nella scuola secondaria superiore il 31,8%. Il personale tecnico-amministrativo che si sposta ammonta a circa 100 mila unità.

Intanto, proseguono le proteste dei precari. Proprio per oggi i Cobas hanno in programma manifestazioni ed iniziative in tutta Italia contro i tagli del personale. A Roma, in particolare, nel mattino davanti ad alcune scuole si svolgeranno 'assalti giocosi'' contro la politica del governo con clown, trampolieri, palloncini e occupazioni simboliche; dalle 10.30 davanti al ministero dell'istruzione si terrà un Rave-party "Gelmini vattene" con conseguente "assalto sonoro" alla ministra. Dalle 16, sempre davanti al ministero, ci sarà un sit-in.

Da qualche giorno alcune mamme stanno occupando a Bagnoli (Napoli), la sede della Municipalità per protestare contro la mancata riapertura della scuola materna ed elementare 'Madonna Assunta' che ospita 500 bambini a tempo pieno. Altra contestazione di genitori nella provincia di Napoli, ad Ischia dove domani non riaprirà il liceo classico per per problemi legati alla agibilità della struttura. Il ministero dell'istruzione ha fornito i dati provvisori degli alunni iscritti alle scuole medie inferiori e superiori: sono poco più di 4.2 milioni. Per quanto riguarda la scuola media, ci sono 1.669.063 iscritti; di questi 549.127 al terzo anno. Nelle scuole superiori gli iscritti sono 2.549.835, 426.883 frequentano il quinto anno.

Computer in regalo dal Fisco

Cessione di apparecchiature informatiche non più idonee per utilizzo istituzionale a scuole ed enti di volontariato. Richieste entro il 16 ottobre


MILANO
Niente soffitta per 134 pc portatili non più adatti al complesso lavoro dei funzionari delle Entrate, ma la chance di una seconda vita presso scuole, organismi di protezione civile, enti pubblici e non-profit. Un bando, pubblicato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it (Agenzia/Bandi di gara), mette gratuitamente a disposizione un primo lotto di pc e spiega tempi e modalità per fare richiesta.

La domanda, si legge in una nota, dovrà essere inviata via e-mail tramite Posta elettronica certificata (Pec) alla casella ufficiotlc pce.agenziaentrate.it, a partire dalle ore 11 del 5 ottobre e non oltre la stessa ora del 16 ottobre 2009. Oltre al nome e al codice fiscale (o partita Iva) dell’ente, nella richiesta dovranno essere specificati anche l’indirizzo Pec per la comunicazione dell’esito da parte dell’Agenzia e il numero e il tipo di computer desiderati, sulla base dell’elenco dettagliato riportato sul bando. Per dare l’opportunità a più enti di ottenere i pc, ciascuno ne potrà richiedere al massimo 10.

Oltre ad avere una forte valenza sociale, l’operazione sarà interamente gestita senza spreco di tempo, denaro e carta grazie all’utilizzo della Posta elettronica certificata. Il sistema Pec rappresenta infatti l’equivalente telematico della raccomandata con ricevuta di ritorno, offre stesse garanzie e valenza legale, ed è uno degli strumenti privilegiati per le comunicazioni telematiche tra i cittadini e le istituzioni.

L’assegnazione dei pc avverrà dando priorità agli organismi di volontariato di protezione civile iscritti negli appositi registri, che operano in Italia e all’estero a fini umanitari, nonché agli istituti scolastici pubblici. A seguire avranno spazio gli altri enti pubblici, come ad esempio le strutture sanitarie o le forze dell’ordine. Infine, gli enti non-profit che rientrano nelle categorie delle associazioni, delle fondazioni e delle altre istituzioni pubbliche o private con personalità giuridica, senza scopo di lucro, delle associazioni non riconosciute dotate di un proprio statuto da cui emerga chiaramente l’assenza di finalità lucrative, degli altri enti e organismi che svolgono attività di pubblica utilità.

A parità di condizioni, i pc verranno assegnati seguendo l’ordine cronologico di ricezione delle richieste. Il sistema Pec, infatti, consente di certificare, oltre al mittente, l’ora dell’invio via e-mail della domanda che, a parità delle altre condizioni, determinerà la graduatoria dei vincitori. Coloro che si aggiudicheranno i pc riceveranno, sempre via Posta elettronica certificata, tutte le informazioni su dove e quando ritirare i computer.

Si torna a scuola tra novità e proteste

Oggi in aula 8 milioni di studenti
in 13 regioni. I sindacati in piazza
ROMA
Sarà un primo giorno di scuola contrassegnato dalle manifestazioni contro l’annullamento di 42 mila posti di docenti e 15 mila di personale Ata e la soluzione in dirittura d’arrivo dei contratti di "disponibilità": oggi saranno in piazza i sindacati della Flc-Cgil, della Gilda, dei Cobas e le associazioni dei precari.

Presidi e sit-in sono stati organizzati in diverse città d’Italia, ma la maggior parte delle proteste saranno concentrate davanti al ministero dell’Istruzione. Tagli agli organici, classi con sempre più alunni, ritorno del maestro prevalente, accorpamenti delle sedi più piccole, decurtazione dei fondi destinati agli istituti, docenti sganciati dalle attività complementari per dedicarsi solo alle lezioni. Ma anche un’ulteriore stretta sulla valutazione degli studenti: sarà un anno contrassegnato dalla politica dei risparmi e del rigore quello che da oggi in 13 regioni e poi man mano in tutte le altre, si apprestano a vivere 8 milioni di studenti ed oltre un milione tra docenti e lavoratori.

In mattinata a viale Trastevere si raduneranno i rappresentanti dei lavoratori della conoscenza Cgil: una contestazione che rappresenta il seguito di quella organizzata dallo stesso sindacato, sempre davanti al Miur, appena tre giorni fa: in quell’occasione diversi delegati del sindacato si incatenarono per rappresentare lo stato in cui sarebbe ridotta la scuola italiana. Ancora una volta verrà ribadito il no della Cgil agli ammortizzatori proposti dal governo, ritenuti dallo stesso segretario generale di comparto espressione massima di «soluzioni parziali, insufficienti e inique». La manifestazione andrà a sommarsi al presidio - composto da due camper, un grande gazebo e diversi striscioni contro l’operato del ministro e l’adozione dei contratti di "disponibilità" - che da lunedì scorso ha allestito il "Coordinamento precari" e che in questi giorni ha ricevuto il sostegno di molti precari (anche facenti capo ad alte associazioni) giunti a viale Trastevere da tutta Italia.

Venerdì sera i precari hanno organizzato, nell’ambito della Notte bianca, il "Gelmini dimettiti night": dibattiti ed interventi, duranti i quali è stato più volte chiesto al governo di ritirare i tagli e al ministro dell’Istruzione di dimettersi

Bin Laden: "Liberatevi di Israele"

Il messaggio del leader di Al Qaida
agli Usa: stop alla politica neo-con
DUBAI
A tre giorni dall’ottavo anniversario dell’11 settembre si è rifatto vivo Osama bin Laden. In un messaggio audio il leader di al Qaeda ha avvertito il popolo americano in merito agli stretti legami del suo governo con Israele, «che mi hanno indotto a organizzare gli attentati alle Torri Gemelle».

Il messaggio è stato diffuso da un sito islamista già in passato utilizzato dalla rete terroristica. «È arrivato per voi il tempo di liberarvi dalla paura e dal terrorismo ideologico dei neo-conservatori e della lobby israeliana che ha voluto le guerre in Iraq e Afghanistan», ha detto bin Laden nel messaggio, intitolato "Dichiarazione al popolo americano". Il supericercato ha spiegato quindi «le ragioni della disputa» con il popolo americano: «Il vostro sostegno a Israele, che occupa la nostra terra in Palestina».

Nel messaggio Bin Laden dice che non c’è stato un vero cambiamento nella politica Usa: Obama ha mantenuto esponenti dell’amministrazione Bush, come il segretario alla Difesa Robert Gates. «La Casa Bianca è occupata da gruppi di pressione. Anzichè combattere per liberare l’Iraq, come coleva Bush, è la Casa Bianca che dovrebbe essere liberata». «L’amara verità - ha insistito il capo terrorista - è che i neo-conservatori continuano a gettare un’ombra pesante su di voi». Non è la prima volta che Bin Laden ricompare tra settembre e ottobre. L’ultimo messaggio risale al 3 giugno: in quella occasione il leader di al Qaeda apparve in un video.

Rai, Ballarò slitta per Porta a Porta

GENTILONI: È COMINCIATA LA NORMALIZZAZIONE DI RAI TRE

Vespa su Raiuno farà una diretta per la riconsegna delle case in Abruzzo. Floris: un atto immotivato


MILANO- Rammarico e disappunto. Ma anche rabbia.Tutto per un «atto immotivato» almeno agli occhi di Giovanni Floris, il conduttore di Ballarò. Il programma doveva andare in onda, per la prima puntata della stagione, martedì in prima serata. Peccato però che la Rai ha deciso di farlo slittare per dare spazio a uno speciale Porta a porta di Bruno Vespa sulla consegna delle prime villette a terremotati dell'Abruzzo. E il conduttpre del programma di Raiuno interviene dopo le polemiche. E spiega che questo è «un riconoscimento a quanto il pubblico ci ha consentito di fare in favore dei terremotati e a chi - Protezione civile e tecnici e operai della provincia di Trento - ha battuto ogni record d'efficienza per rispettare l'impegno che Guido Bertolaso aveva preso con noi».
IL GIORNALISTA- Floris (ascolta l'intervista audio di Domenico Affinito - Rcd) spiega che «Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Rai uno, non vedo il motivo di sostituirci. Abbiamo un inviato in Abruzzo da due settimane, e la cerimonia del 15 settembre era un avvenimento previsto da tempo, da prima che presentassimo la trasmissione. Si tratta di un avvenimento in agenda; non di un evento, non di un imprevisto, nè di un'emergenza. So che (nel rispetto del suo ruolo) il Direttore Ruffini lo ha fatto notare all'azienda, ma non è stato ascoltato. Naturalmente poi avremmo parlato anche di altro, di attualità politica e di attualità economica». Ed è per questo che «sono dispiaciuto, certo, ed è dire poco. È come aver lavorato per mandare in stampa un giornale e vederne poi un altro in vendita nelle edicole. A tutti quelli che mi telefonano allarmati dico che mi auguro che sia solo un episodio sgradevole e grave, e che mi auguro che andremo in onda prima possibile dicendo tutto quello che abbiamo da dire».

LA REPLICA DI VESPA- Il conduttore di Porta a Porta spiega verranno forniti in una conferenza stampa. E che comunque tramite la trasmissione e «grazie alla generosità dei telespettatori abbiamo raccolto ben quattro milioni di euro per alcune opere da realizzare nell'area del terremoto».Quindi questa prima serata «è anche un riconoscimento».

D'ALEMA- E nella querelle interviene anche Massimo D'Alema. Secondo l'ex ministro degli Esteri, quello che è accaduto è «un episodio grave: è evidente che c'è un commentatore principe che offre tutte le garanzie di mettere in giusta luce le opere del miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni. È un segnale molto brutto. Rivolgo un invito a Bruno Vespa, che è anche un decano del giornalismo: lui non lo dovrebbe permettere. Sarebbe un bellissimo segnale, ma so che forse non accadrà»

GARIMBERTI - «La consegna delle prime case ai terremotati era un evento programmato e programmabile. Si poteva fare tutto per tempo ed evitare di mettere la Rai al centro di nuove polemiche politiche». Queste le parole del presidente della tv pubblica Paolo Garimberti, che dice di aver appreso solo nel pomeriggio di domenica, mentre era in viaggio tra Venezia e Milano, la decisione dello spostamento di Ballarò. Il direttore di rete, Paolo Ruffini, precisa che la decisione è stata presa «contro il parere di Raitre» e sottolinea che Ballarò «avrebbe comunque raccontato la cerimonia di consegna delle case ai terremotati» visto che un inviato del programma era lì da diversi giorni proprio per questo.

LA POLEMICA- Immediate le reazioni del mondo politico e non solo. Secondo Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione Pd, «è cominciata la "normalizzazione" di Rai Tre». Non c'è «alcuna giustificazione ed appare come un grave tentativo di trasformare la consegna delle prime case ai terremotati di Onna in una sorta di reality show governativo, col premier come protagonista». Per il commissario Francesco Pancho Pardi, in quota Italia dei Valori: «È necessaria una riunione immediata e speciale della commissione di vigilanza visto il crescente allarme per la libertà di informazione all'interno della Rai». Molto critica anche la Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana). In una nota il presidente Roberto Natale spiega che «il vertice Rai sembra aver smarrito il senso della dignità del servizio pubblico». Mentre i consiglieri Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten parlano rispettivamente di «normalizzazione delle diversità» e di un modo per «compiacere Silvio Berlusconi». Pier Luigi Bersani rimanda ogni discussione alla manifestazione di sabato prossimo a Roma sulla libertà di informazione e l'altro candidato alla segreteria del Pd, Ignazio Marino, parla di «palinsesti e corretti e riscritti fuori da Viale Mazzini».

Scudo fiscale, conto alla rovescia Pioggia di critiche dall'opposizione

Si parte da martedì 15 settembre. Un'occasione per rimpatriare capitali detenuti all'estero. Escluso chi ha procedimenti in corso



ROMA (13 settembre) - Da martedì prossimo, 15 settembre, e fino al 15 aprile 2010 sarà possibile aderire allo scudo fiscale: lo strumento, ormai alla terza edizione, che consentirà di sanare e riportare in patria capitali (ma anche opere d'arte) illegalmente detenuti all'estero. Questo ad esclusione di chi ha già procedimenti in corso. E al più tardi entro martedì stesso arriverà la circolare dell'Agenzia delle Entrate con le specifiche tecniche e il modello per l'adesione.

Lo scudo sarà così l'ultima occasione per rimpatriare capitali all'estero anche perchè con il decreto anticrisi di luglio si sono inasprite le norme contro chi detiene illecitamente capitali all'estero. C'è, ad esempio, il ribaltamento dell'onere della prova: chi viene scoperto con capitali all'estero dovrà dimostrare che siano stati "esportati" in modo corretto e che non siano frutto di evasione. Onere che prima spettava all'amministrazione finanziaria.

Estremamente critica l'opposizione che proprio ieri, attraverso il centro studi Nens, fondato dagli ex ministri del centro-sinistra Vincenzo Visco e Pierluigi Bersani, parla di «un condono a prezzi da saldo». Ma proprio pochi giorni fa lo stesso ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, rispondendo alle critiche e alle preoccupazioni espresse anche dalla Corte dei Conti («si rischia di vanificare la lotta all'evasione») spiegava che «se vuoi contrastare i paradisi fiscali devi anche cercare di svuotare i forzieri, di riportare a casa i capitali usciti fuori. È un reato più grave far uscire o far rientrare i capitali? Finora chi esportava i capitali all'estero non pagava nulla e continuava a portarli fuori. Oggi ci sono sanzioni più dure e si riportano a casa i capitali».

Si tratterebbe di una strategia “a tenaglia”: da una parte si incalza chi porta illecitamente soldi dove ci sono regimi fiscali agevolati (è di pochi giorni fa l'accordo Agenzia Entrate-San Marino per lo scambio di informazioni), dall'altra si consente il rimpatrio che, valuta ad esempio l'amministratore delegato di Unione fiduciaria, Attilio Guardone, potrebbe far rientrare in Italia circa 200 miliardi di euro. La stessa Agenzia delle Entrate è pronta a spingere su questo meccanismo: lo scudo - diceva pochi giorni fa il direttore dell'Agenzia, Attilio Befera, è «un'opportunità per regolarizzare. Chi non lo fa sa che troverà pane per i suoi denti».

Molto critico il Nens: «Se si studiano bene le procedure, le somme da versare e le regole sull'anonimato - è scritto in uno studio comparato - si scopre che lo scudo fiscale italiano sembra fatto apposta per favorire i contribuenti infedeli». Lo studio, poi, riprende anche le voci su ipotesi di estendere anche fuori dall'ambito dei Paesi dell'Unione Europea la regolarizzazione degli importi senza rimpatrio: «così rischia addirittura di cadere - commenta il Nens - la 'scusa nobilè di condonare gli evasori per far ritornare i capitali e sostenere gli investimenti in tempi di crisi».

Più tecnicamente Visco e Bersani spiegano che «in Italia si potranno regolarizzare ricchezze mobiliari e immobiliari detenute illegalmente all'estero e mai comunicate al fisco pagando il 50% su un rendimento annuo presunto del 2%. In pratica si paga l'1% anno per una sanatoria che vale 5 anni. Il pagamento massimo del 5% si confronta - nelle stime del Nens - con il 44% britannico (40% costo sanatoria, 4% sanzioni) e con il 49% Usa (35% costo sanatoria, 14% sanzioni). Meno costosa la Francia: le sanzioni possono arrivare fino all'80% delle imposte evase, ma in genere si attestano sul 15-20%.

Immigrazione, Maroni: stop al 100% all'ingresso dei clandestini

Il ministro: con il provvedimento governativo flessione del 95%




VENEZIA (13 settembre) - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni punta al 100% di stop all'ingresso di immigrati clandestini in Italia. Maroni ha parlato di questo traguardo, oggi a Venezia, alla festa dei popoli padani della Lega. Il ministro ha sottolineato come con il provvedimento governativo anti immigrazione clandestina gli sbarchi in Italia siano scesi da 15mila a meno di 1.400 segnando una flessione del 95%.

«Venivamo accusati di non fare nulla dai giornali specie da Repubblica - ha detto Maroni - io invece facevo e lavoravo ingoiando rospi per chiudere l'accordo con la Libia, un accordo che ha fatto cessare gli sbarchi. I giornali ora, invece di dirci bravi, ci attaccano perché non accogliamo più i clandestini».

«Dietro tutto questo c'è la sinistra - ha sottolineato Maroni - che ha il progetto ben preciso di fare entrare tutti i clandestini». Ai chi critica il governo, il ministro leghista ha replicato: «Noi rispettiamo tutte le regole a cominciare da quelle internazionali, chi dice il contrario è in malafede».

Il giallo della ragazza sparita a Yale

Annie Le è una giovane laureata di 24 anni di origine asiatica


Scompare una studentessa alla vigilia delle nozze: è stata vista entrare ma non ci sono le immagini dell'uscita.
Giallo a Yale, una delle università più prestigiose d’America, per la scomparsa apparentemente inspiegabile di una studentessa che avrebbe dovuto sposarsi oggi. Secondo l’Fbi, gli investigatori starebbero effettuando ricerche in una discarica nel Connecticut, seguendo gli indizi emersi durante la perquisizione del laboratorio dove Le è stata vista per l’ultima volta.

Annie Le, una giovane laureata di 24 anni di origine asiatica è stata vista per l’ultima volta martedì scorso mentre entrava in un laboratorio universitario: la ragazza aveva ’timbratò il suo tesserino magnetico all’ingresso, ma l’apparato non ha registrato la timbratura d’uscita. E nemmeno le telecamere a circuito chiuso hanno mostrato immagini di Le in uscita dall’edificio. A questa inquietante circostanza si aggiungerebbe il ritrovamento di alcuni oggetti da parte dell’Fbi, che sono stati sequestrati per le indagini «e che potrebbero essere potenzialmente prove» secondo il portavoce della polizia Kim Mertz.

Mertz non ha confermato l’indiscrezione secondo cui fra questi oggetti vi sarebbero vestiti sporchi di sangue. Agenti dell’Fbi sono stati visti mentre interrogavano un uomo fuori del laboratorio, e successivamente si sono allontanati con lui nella stessa auto. La borsa, con soldi, cellulare, e carte di credito della ragazza sono stati ritrovati nel suo ufficio. L’agente dell’Fbi Bill Reiner ha indicato oggi che gli investigatori stanno effettuando ricerche nella discarica di Hartford della Connecticut Resources Recovery Authority, senza fornire ulteriori dettagli.

L’università ha deciso di offrire una ricompensa di 10.000 dollari a chi fornirà informazioni utili a localizzare la studentessa. La polizia ha comunque indicato che fra i sospetti non vi è il fidanzato di le, Jonathan Widawsky, uno studente della Columbia University che sta aiutando le indagini e che avrebbe dovuto sposare Annie oggi nel North Ritz Club di Long Island.

INTERNET: PARTITO PIRATA, CON BLOCCO WEB CADONO DIRITTI

di Titti Santamato

ROMA - "Bloccare Internet è assolutamente il modo più sbagliato di procedere, lo vedo come lo sforzo estremo di un'industria morente che sta convincendo alcuni politici ad abbandonare la difesa dei diritti umani fondamentali come il diritto alla libera informazione ma anche quello di subire un processo in un tribunale appropriato. E tutto questo non servirà a salvare l'industria dell'audiovisivo": così Christian Engstrom, primo e unico rappresentante del Partito Pirata svedese (Piratpartiet) al Parlamento europeo, si rivolge attraverso l'ANSA quei paesi in cui è aperto il dibattito sulla tutela del copyright.

In Francia verrà votata a settembre la Hadopi, la legge anti-pirateria che prevede il taglio della connessione a chi scarica illegalmente in maniera recidiva. Seguendo lo stesso principio pochi giorni fa il governo britannico ha avanzato una proposta per la quale circa sette milioni di cittadini, uno su 12, rischiano di restare sconnessi. In Italia la proposta di legge contro il download illegale, attualmente in discussione, prevede una misura simile. "Questa è sicuramente una battaglia sia per i nostri diritti civili di base, sia per la cultura libera in Europa. Ed é una battaglia che dobbiamo vincere. L'Europa ha bisogno di politici pronti a scegliere un percorso diverso, a dire sì al futuro", dice Engstrom, 49 anni, ex programmatore di Stoccolma, eletto grazie ad un sorprendente 7% di consensi, arrivati prevalentemente dai giovani e dai sostenitori della libertà in Internet cresciuti in Svezia dopo le vicende di Pirate Bay. "Due organizzazioni completamente separate ma che hanno ovviamente gli stessi punti di vista", precisa l'europarlamentare. "Il file sharing è un'attività che coinvolge due persone che si scambiamo materiale coperto da copyright. Se si vuol interrompere questo meccanismo si deve far cessare il diritto alla privata corrispondenza - spiega Engstrom -. Non c'é una via di mezzo. E per noi la scelta è semplice: il diritto alla privacy nella comunicazione è un diritto civile e fa parte della convenzione europea dei diritti umani, all'articolo 8. Ed é infinitamente più importante che consentire alle major di restare abbarbicati a modelli di business del secolo passato".

Cosa ne pensa Engstrom delle 'premium news', che il magnate dei media Rupert Murdoch vorrebbe istituzionalizzare? "E' un sistema di cui dubito vista l'abbondanza di contenuti che la Rete offre, ma non posso essere io a dirlo - sottolinea l'europarlamentare -. Da ex imprenditore, ho sempre reputato una perdita di tempo ascoltare i politici che ti suggeriscono come portare avanti il tuo business. Chi guida un'azienda, piccola o grande che sia, deve trovare da sé dei modelli di business che funzionano. Poi è il mercato che decide". Il 20 settembre in Francia, il Partito Pirata esordisce alle elezioni legislative parziali con un candidato di 23 anni: il movimento politico è in espansione? "I temi di cui ci occupiamo riguardano tutta Europa e dunque ci sono buone ragioni per preservare i diritti civili in Rete in ogni Stato membro. Anche in Italia - dice Engstrom -. Se i partiti esistenti non inseriranno queste questioni in agenda, saranno necessari sempre più partiti pirata".

domenica 13 settembre 2009

BABY GANG TENTA RAPINA A PALERMO, DUE HANNO 12 ANNI

PALERMO - Quattro ragazzini, due di 12 anni e due di 14, hanno tentato di rapinare a Palermo il negozio d'abbigliamento Olimpia, nel centro della città. Gli agenti della polizia che li hanno bloccati, spiegano che che "il loro comportamento, a dispetto dell'età, era quello di criminali di lungo corso". Il tentativo di rapina si è verificato ieri pomeriggio in via Ruggero Settimo. Approfittando di un momento di distrazione della cassiera, si erano avventati sulla cassa, ma erano stati notati dalla dipendente, che dopo una colluttazione li ha messi in fuga.

Due dei quattro hanno fatto rientro a casa, gli altri sono rimasti nella zona e sono stati acciuffati da una pattuglia di motociclisti "Condor" della polizia e riconosciuti dalla cassiera. Poche ore dopo gli agenti hanno rintracciato gli altri due, che nel frattempo avevano cambiato vestiti e look per non essere riconosciuti: uno di loro si era tagliato i capelli, ma entrambi sono stati comunque riconosciuti dai testimoni. Per uno dei due quattordicenni è scattato l'arresto, per l'altro il fermo. I due più piccoli, poiché non imputabili, sono stati riconsegnati ai genitori.

Grandine e piogge, allarme meteo al Nord

PEGGIORAMENTO ANCHE AL CENTRO NELLE GIORNATE DI LUNEDÌ E MARTEDÌ. SI «SALVA» IL MERIDIONE

Allerta della ProteziMone civile. Prevista anche neve sulle montagne, sconsigliate le escursioni

MILANO - È in arrivo sulle regioni settentrionali del Paese un significativo peggioramento delle condizioni meteorologiche determinato da una perturbazione di origine scandinava, con temperature in diminuzione, rovesci, temporali e qualche grandinata. Lo segnala il Dipartimento della Protezione Civile che ha emesso un avviso di avverse condizioni meteo a partire dalla serata di domenica.
NEVE IN QUOTA - In particolare sono possibili grandinate, forti raffiche di vento ed attività elettrica. A quanti avessero in programma escursioni in montagna la Protezione civile raccomanda particolare prudenza, anche in considerazione dell'abbassamento delle temperature dove si prevedono possibili nevicate fino a 2.000 metri di quota. Il Dipartimento della Protezione civile continuerà a seguire l'evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e le locali strutture di protezione civile.

LE PREVISIONI - Secondo le previsioni di Meteo.it, lunedì 14 e martedì 15 settembre saranno giornate caratterizzate da cattivo tempo. Entrerà infatti in azione il peggioramento su gran parte del Centro-Nord: il flusso sud/occidentale comporterà il rischio di forti precipitazioni in Liguria, Sardegna settentrionale, Alta Toscana e localmente sul Triveneto. Tempo maggiormente variabile sui versanti adriatici, con precipitazioni meno organizzate. Resteranno in attesa il Sud e la Sicilia, interessate da precipitazioni sparse nella giornata di domenica, dove i cieli si presenteranno a lunghi tratti privi di nubi significative ed i venti meridionali porteranno una temporanea risalita delle temperature.

Pistorius, notte in cella: è accusato di aggressione

L'atleta allontana una ragazza da casa: mentre chiude la porta la colpisce a una gamba. Lei lo denuncia


MILANO - Brutta disavventura per Oscar Pistorius. Lo sprinter sudafricano, che corre con due protesi alle gambe, è accusato di aggressione nei confronti di una ragazza di 19 anni e ha trascorso la notte in una cella prima di essere rilasciato. Lo ha affermato il sergente Miranda Stoltz a un'emittente sudafricana. Pistorius dovrà presto apparire davanti ai giudici.

LE ACCUSE - Secondo quanto riferiscono gli inquirenti, la ragazza stava litigando col fidanzato mentre si trovavano nella casa di Silver Lakes di Pistorius e un certo punto il campione paralimpico ha detto a entrambi di andare via. L'amico di Pistorius è poi tornato da solo, seguito dalla ragazza che ha cominciato a dare calci alla porta. «In quel momento - spiega il sergente Stoltz - Pistorius ha aperto e le ha detto di lasciare la sua casa e quando ha richiuso, la porta l'ha colpita alla gamba procurandole dei lividi». A quel punto la ragazza si è recata nella stazione di polizia di Boschksop denunciando il campione paralimipico, inizialmente sotto accusa per aggressione con lesione corporale, poi diventata semplice aggressione. Pistorius è stato già rilasciato ma dovrà presentarsi in tribunale.

«Ti faccio ingoiare questa pallina» Serena Williams furiosa e squalificata

US OPEN, IMPRESA DELLA CLIJSTERS CHE APPRODA IN FINALE

La tennista americana se la prende con la giudice di linea dopo un doppio fallo: la reazione le costa il match


NEW YORK - Una sfuriata da fare invidia anche al "miglior" John McEnroe ha messo fine all’avventura di Serena Williams nello US Open. La statunitense tre volte vincitrice del torneo Slam di Flushing Meadows, New York, è uscita sconfitta in due set dalla semifinale contro la belga Kim Clijsters, approdata al match per il titolo con il punteggio di 6-4, 7-5. Il match della Williams è finito nel secondo set sul punteggio di 5-6, 15-30 in favore dell’avversaria. Dopo avere mancato la prima di servizio la statunitense si è vista chiamare un doppio fallo per fallo di piede. La chiamata rara, caduta oltretutto in un momento topico dell'incontro, ha mandato su tutte le furie Serena, che innervosita dal match point ottenuto dalla Clijsters ha affrontato la giudice di linea agitandole contro una palla: «Se potessi prenderei questa te la farei ingoiare», ha urlato la fuoriclasse statunitense.

REAZIONE - Le urla della Williams e la racchetta agitata con fare minaccioso hanno indotto la giudice di linea a recarsi dal giudice di sedia per quello che presto è divenuto un conciliabolo a tre con il capo arbitro del torneo, Brian Earley. Allarmata, la Williams si è avvicinata ai tre giudici tentando di giustificarsi. «Scusate, ma c'è chi ha detto cose molto peggiori», ha detto la statunitense, che subito dopo, ascoltando la versione della giudice di linea, ha negato di averla minacciata di morte: «Non ho detto che ti ucciderei. Dici sul serio? Non l'ho detto!», si è difesa la statunitense, a cui la giudice di linea ha risposto in maniera eloquente, un cenno del capo e due «sì» che hanno indotto il giudice di sedia ad assegnare un punto di penalità costato la sconfitta alla beniamina del pubblico di New York. Successivamente in conferenza stampa la Williams non ha riposto alle domande di chi le chiedeva chiarezza sull'accaduto: «Cosa ho detto? Non avete sentito? Non ho mai fatto a pugni in tutta la mia vita, quindi non so perché lei si sia sentita minacciata», ha spiegato la statunitense. Il fuori programma ed il finale a dir poco convulso hanno fatto passare in secondo piano l’impresa della Clijsters, approdata in una finale di un torneo del Grande Slam con appena due tornei disputati dopo i due anni di assenza dai campi. La 26enne belga affronterà per il titolo la danese Caroline Wozniacki, passata in due set contro la belga Yanina Wickmayer.s

«Ora la pace, Bari non è la città del sesso»

E D'ALEMA: «LA GITA IN BARCA? CON UN AMICO IMPRENDITORE, TARANTINI ERA UNO SCONOSCIUTO»

Lo sfogo del sindaco Michele Emiliano: i nostri imprenditori, quelli veri, non fanno pr con escort e droga

Dal nostro inviato VIRGINIA PICCOLILLO


BARI — «Sembra un ballo sulla tolda del Titanic». Nichi Vendola, all’inaugurazione del la 73ª edizione della Fiera del Levante, descrive la violenza della contesa politica con una metafora. Suona un po’ stona ta nel giorno in cui si discute della gita in barca in cui due anni fa Massimo D’Alema in­contrò Gianpaolo Tarantini. Ma va così.

In una Bari scon volta dalle polemiche e dai ve leni, anche gli appelli alla «pa cificazione», lanciati dal gover natore e dal sindaco Michele Emiliano steccano. E, dietro lo sventolar di drappi e i sorrisi ufficiali, il clima resta teso. Do po l’estate di rivelazioni su escort e festini dal premier sembra giunto il momento del la resa dei conti.

Il premier Sil vio Berlusconi non c’è. Non è per timore di un agguato di Pa trizia D’Addario, ma per i fune rali di Mike, ha fatto sapere. E il ministro per lo Sviluppo, Claudio Scajola lo dà per «sicu­ramente giustificato». Ma la Bari pettegola si dà di gomito, sghignazzando. Quella im prenditoriale è in imbarazzo. Quella politica finge noncuran za o trasecola, a seconda dei punti di vista. «La sua assenza è più rumorosa di una presen za» fa notare Emiliano. E Ven dola infilza: «Soprattutto per il momento, per la crisi e perché era importante oggi capire quanto pesa il Mezzogiorno». Ma qui, dove inchieste e rivela zioni incrociate tengono sotto schiaffo la politica, non è il momento dello scontro.

Massimo D’Alema cerca di disinnescare nuove polemiche per la gita in barca, dopo quel le divampate per giorni sulla cena elettorale in suo favore of ferta da Tarantini. E all’indo mani della sua dichiarazione «non ho mai conosciuto Taran tini, dimostri il contrario», af fronta a viso aperto Libero. In un’intervista spiega di avere incontrato Gianpaolo a bordo della barca di un suo amico im prenditore barese. Episodio, fa notare, che non cambia la sostanza delle cose: Tarantini non era noto alle cronache e re stò per lui uno sconosciuto. Una retromarcia? Tutt’altro. D’Alema rivendica di aver vo luto chiarire l’episodio ora ri cordato, a differenza di Berlu sconi che non ha ancora rispo­sto alle domande poste da Re pubblica su escort e vita istitu zionale del Paese.

La parola d’ordine, nella Ba ri a ombrelloni ormai chiusi, è «fare pace». Vendola vola alto: «Bisogna ricostruire l’Italia dei diritti e dei doveri, altrimenti la contesa politica lascerà per strada solo macerie». E invita a non usare «la questione mo rale come una clava». Emilia no scalda la platea: «Bari non è la città che viene descritta. I nostri imprenditori, quelli ve ri, non fanno pubbliche rela­zioni con gli stupefacenti e con il sesso». E lancia l’appello «alla pacificazione nazionale». Ma la prende male il ministro per gli Affari Regionali, il pu gliese Raffaele Fitto: «Non ab biamo mai fatto guerre nei confronti di nessuno, se mai le abbiamo sempre subite da parte degli altri».

È certo, tutta via, che la partita stavolta non si decide nei palazzi della poli tica, ma in procura. Antonio Laudati, nuovo procuratore ca po, dichiara: «Tutte le istituzio ni devono collaborare per il ri pristino del primato della leg ge e per migliorare l’efficienza del nostro sistema». Intanto si blinda. E vieta ai cronisti l’ac cesso in procura al sabato: c’è meno personale e quindi sono più probabili le fughe di noti zie, fa spiegare all’ingresso. Il segno di un cambio di passo lo ha già dato nei giorni scor si. Meglio accelerare e chiude re, almeno le parti più politica mente spinose, delle inchieste baresi. Rendendo così eviden te ciò che ha già dichiarato: per Berlusconi non c’è reato