La novità dell'estate è il tour degli alpeggi di Sauze d'Oulx
FRANCESCO FALCONE
Le decine di alpeggi e rifugi dell’Alta Val Susa sono un’importante risorsa delle montagne olimpiche: una ricchezza in fatto di storia, cultura e tradizioni alpine, ma anche un potenziale da sfruttare, in termini turistici, per la stagione estiva. Non a caso, quattro anni fa, la Comunità montana Alta Valle ha promosso il primo progetto «Gustiamoci i rifugi», abbinando l’enogastronomia tipica ai posti tappa lungo le storiche vie in quota. Il successo è stato immediato grazie alla semplicità dell’offerta: la possibilità di gustare i prodotti del territorio in un contesto naturale genuino e autentico. Un elemento di forte richiamo, ma anche una valida scusa per invitare il turista a conoscere più a fondo un territorio avvicinato spesso solo in auto, rinunciando quindi a toccare con mano gli angoli più remoti e suggestivi delle alte valli.
Muovendosi nella stessa direzione punta a raccogliere analoghi consensi «Alla scoperta degli alpeggi di Sauze d’Oulx»: la novità dell’estate, promossa dal Comune di Sauze, che con l’iniziativa parallela a quella dei rifugi intende promuovere la conoscenza e la fruizione degli insediamenti del proprio territorio destinati alla produzione lattiero-casearia: con visite guidate insieme ad esperti di fauna e flora locale e degustazioni di latticini e formaggi offerti dagli allevatori locali che li producono.
La prima uscita, ieri mattina, ha avuto per protagonisti l’Istituto sperimentale Vezzani e la famiglia Contestabile, che ha aperto le porte dell’alpeggio sopra Richardette ai visitatori. Le prossime date sono il 22 luglio, con l’escursione al pascolo Tachier di Malafosse, il 5 agosto all’Alpe Gaggere e sabato 8 agosto all’Alpe Laune. «Se l’operazione avrà successo, per il prossimo anno stiamo già valutando di affiancare alle visite guidate delle gare di mungitura - sottolinea l’amministrazione comunale - per offrire un assaggio dell’attività autentica del malgaro».
Si spera che il pubblico risponda come nel caso dei rifugi, dove proprio i risultati raggiunti nelle prime tre edizioni del progetto hanno spinto i gestori ad ampliare ulteriormente l’offerta per quest’estate, anche se ormai orfani del coordinamento della Comunità montana (commissariata per effetto dell’accorpamento degli enti di Valle). Così è nato «Gustiamoci i rifugi: note, parole, colore», che lega all’accoppiata cene in quota e prodotti locali l’elemento artistico: rappresentazioni teatrali, piccoli concerti e proiezioni naturalistiche a fine cena.
L’iniziativa ha preso il via al rifugio Arlaud, nel Parco del Gran Bosco di Salbertrand, con un concerto occitano abbinato alla cena e successivo ritorno a valle al chiaro di luna. Ma nelle prossime settimane anche il posto tappa Gta Fontana del Thures di Cesana, il Levi Molinari di Exilles, La Chardouse di Oulx e la Capanna Mautino del Lago Nero si alterneranno con analoghe serate a tema. Stasera sarà il turno della Fontana del Thures, venerdì prossimo della Chardouse del Cotolivier di Oulx, il 24 del Levi Molinari, per poi far ritorno all'Arlaud il 31 luglio.
Le gite alla scoperta della vita negli alpeggi di Sauze d’Oulx partono alle 8,30 dalla sede Atl del paese, dov’è obbligatorio prenotare entro il giorno precedente (5 euro). Le serate in rifugio, invece, prevedono l’arrivo con propri mezzi per l’ora di cena. Chi preferisce abbinare l’enogastronomia alle gite all’aria aperta senza coprire grandi dislivelli può approfittare di «Degustando Bardonecchia»: la manifestazione organizzata insieme a Slow food per domenica prossima. Il programma prevede una passeggiata sulla «Vì du Viò», compiendo cinque tappe ai banchetti che proporranno piatti della cucina locale, vini e dolci tipici. Dopo aver coperto il cammino che separa Les Arnauds e il forte Bramafam, si potrà far rientro a Campo Smith lungo il sentiero che porterà alla partenza delle navette. L’iscrizione a «Degustando Bardonecchia» costa 28 euro, informazioni all’ufficio Atl.



















